Superbonus 110%, Decreto Anti-Frode: cosa prevede, tutte le misure


Nella giornata di ieri, mercoledì 10 novembre 2021, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Anti-Frode riguardante il Superbonus 110% e gli altri Bonus Casa per gli interventi edilizi.

Tale decreto, a questo punto, era senza dubbio necessario in seguito alle numerose frodi scoperte dall’Agenzia delle Entrate in merito alle pratiche del Superbonus, del Bonus Facciate e di tutti i bonus edilizi.

Vediamo cosa c’è da sapere sul nuovo Decreto Legge Anti-Frode riguardo l’applicazione del Superbonus 110% e di tutti i Bonus Casa.

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Superbonus 110%, DL Anti-Frode: Draghi inasprisce i controlli

Il testo del nuovo decreto legge Anti-Frode, come sempre, ha già fatto alzare come sempre i primi polveroni e le prime polemiche.

Si parte dalla protesta mossa dal Movimento 5 Stelle, che si è mostrato contrario a diverse misure. In particolare, il Ministro Stefano Patuanelli, durante la riunione del CDM, ha richiesto che il testo fosse trasformato in un emendamento parlamentare, dunque da valutare in Parlamento.

Il Governo Draghi non ha accolto però la proposta, il testo è rimasto un decreto-legge ed ha ottenuto l’approvazione dal CDM.

Altri parlamentari e diversi sindacati avevano richiesto invece che non fossero apportate così tante restrizioni e regole all’applicazione dei bonus edilizi e, in particolare al Superbonus 110%, perché questo avrebbe rallentato la ripresa del settore edile.

Anche qui però, il Presidente Draghi è andato dritto per la sua strada, sostenendo la necessità di un decreto anti-frode ad hoc, in quanto:

Bisogna evitare che i bonus edilizi perdano credibilità come accadde negli anni Settanta agli aiuti allo sviluppo. […] Dobbiamo preservare la fiducia collettiva nella spesa pubblica e dimostrare che i soldi sono spesi bene”.

E come dargli torto. In meno di un anno, solo in riferimento all’opzione alternativa della cessione del credito, si sono registrate frodi per più di 850 milioni di euro.

Vediamo a questo punto quali sono le misure previste dal Decreto Legge Anti-Frode, che si applicherà al funzionamento del Superbonus 110% e degli altri Bonus Edilizi.

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Listini con prezzi fissi: il Bonus Facciate avrà dei massimali?

La prima fondamentale misura prevista dal decreto legge anti-frode è stata fortemente voluta dallo stesso Presidente Draghi, e cambierà nel concreto l’utilizzo di tutti i bonus casa, e soprattutto del Superbonus 110%.

Si dispone che, al fine di evitare che le imprese possano aumentare gli importi delle fatture a proprio piacimento, saranno stabiliti dei listini di riferimento che conterranno fasce di prezzo fisse da rispettare per ogni intervento e per le varie categorie di edificio.

È probabile quindi, a questo punto, che si decida di mettere anche dei freni all’utilizzo del Bonus Facciate. Questo incentivo infatti, che attualmente concede il 90% di detrazione mentre a partire dal 2022, secondo la bozza del DDL della Legge di Bilancio 2022, dovrebbe diminuire al 60%, è l’unico bonus edilizio che non prevede dei massimali di spesa da rispettare per gli interventi.

Il Bonus Facciate è anche l’incentivo che sta ottenendo maggiore successo, viste le tantissime richieste da parte dei cittadini, soprattutto in seguito all’introduzione della cessione del credito e dello sconto in fattura immediato.

Inevitabilmente però, questo è anche uno tra gli incentivi che sta facendo registrare il maggior numero di computi metrici falsati e pratiche fraudolente. Dunque, seguendo la linea del Governo Draghi, verranno apposti senza dubbio dei precisi limiti all’utilizzo del Bonus Facciate.

Opzioni alternative: sospensione per 30 giorni per i “profili di rischio”

Il decreto legge anti-frode stabilisce anche dei precisi limiti riguardanti l’utilizzo delle opzioni fiscali alternative alla detrazione: la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Grazie all’introduzione delle opzioni alternative con il Decreto Rilancio nel 2020, le richieste di accesso al Superbonus 110% e agli altri 5 Bonus Casa che ammettono la scelta, sono lievitate nettamente e di parecchio.

Questo perché anche gli incapienti IRPEF hanno ora la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali pur non avendo un imposta lorda da detrarre.

Non dimentichiamo inoltre che la cessione del credito e lo sconto in fattura, oltre ad ammettere un utilizzo completamente differente dei bonus edilizi, concedono anche di monetizzare il credito una volta eseguito solo il primo 30% di lavori. Questo è possibile scegliendo il metodo della ripartizione in SAL.

Per saperne di più, leggi: “Superbonus, Bonus Casa e SAL: facciamo chiarezza

Il decreto legge anti-frode stabilisce che, nel caso in cui vengano scoperti dei “profili di rischio” tra i beneficiari dei bonus casa che ammettono la scelta della cessione del credito, si procede come segue.

L’Agenzia delle Entrate potrà sospendere, per un periodo massimo di 30 giorni, l’utilizzo della cessione del credito nei confronti di tali soggetti. La misura si lega inevitabilmente anche all’utilizzo dello sconto in fattura, in cui appunto il beneficiario cede il credito all’impresa che gli concede lo sconto.

La sospensione dovrà essere ovviamente comunicata formalmente ai soggetti. Il tempo di sospensione servirà al Fisco per condurre le dovute valutazioni sull’operato degli interessati.

Dopodiché, nel caso in cui dalle indagini non dovessero emergere attività fraudolente, i soggetti potranno procedere nuovamente all’utilizzo della cessione del credito. In caso contrario, si darà avvio ai procedimenti sanzionatori nei confronti di tutti i soggetti coinvolti.

Leggi anche: “Cessione Credito: dopo la scadenza, è ancora possibile beneficiarne?

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Profili di rischio: in che modo saranno ricercati?

Il decreto legge anti-frode espone anche quali sono i criteri che verranno utilizzati per riconoscere i profili di rischio in riferimento all’utilizzo della cessione del credito col Superbonus 110% e gli altri bonus casa.

Per riconoscere le attività fraudolente, il Fisco considererà:

  • I dati inseriti dai soggetti nelle comunicazioni, per vedere se risultano regolari e coerenti;
  • I dati riferibili ai crediti oggetto di cessione;
  • L’operato di tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni di cessione, sulla base delle informazioni presenti nell’Anagrafe tributaria o in possesso dell’Amministrazione finanziaria;
  • Le opzioni di cessione eventualmente effettuate in precedenza dai soggetti.

Visto di conformità obbligatorio per tutti i Bonus Casa

Un’altra grossa novità prevista dal decreto anti-frode riguarda la documentazione necessaria per accedere agli incentivi.

Fino a questo momento, solo il Superbonus 110% imponeva la presentazione del visto di conformità per tutti i beneficiari che scelgono lo sconto in fattura o la cessione del credito in alternativa alla detrazione.

Tale visto di conformità, come abbiamo spiegato nell’articolo “Superbonus 110%: tutta la documentazione necessaria (aggiornato Ottobre 2021)”, non è il visto di doppia conformità urbanistico-edilizia che, lo ricordiamo, è obbligatorio adesso solo per gli interventi del Super Sismabonus 110% che prevedono la demolizione e la ricostruzione dell’edificio.

Per tutti gli altri interventi, che saranno considerati come “manutenzione straordinaria”, basterà presentare la CILAS, che oltretutto è obbligatoria dal 5 agosto 2021.

Il visto di conformità che diventa obbligatorio per tutti i bonus casa che prevedono l’utilizzo della cessione del credito è quello riferibile invece ai dati inseriti e alla documentazione presentata.

Il visto di conformità dovrà essere rilasciato, come accade per il Superbonus 110%, da:

  • Professionisti incaricati della trasmissione delle pratiche (commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro);
  • Responsabili assistenza fiscale dei CAF (che sono tenuti a vigilare sull’operato dei tecnici professionisti).

Leggi anche: “Superbonus 110%: tutta la documentazione necessaria (aggiornato Ottobre 2021)



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