Cessione Credito: dopo la scadenza, è ancora possibile beneficiarne?

cessione del credito


La cessione del credito e lo sconto in fattura sono le due opzioni alternative alla detrazione con le quali i contribuenti possono usufruire del Superbonus 110% e di altri 5 Bonus Casa.

Come abbiamo spiegato nelle due guide dedicate allo sconto in fattura e alla cessione del credito, per poterne usufruire, i beneficiari devono inviare l’apposita Comunicazione all’Agenzia delle Entrate (scaricabile qui) entro il 16 marzo del mese successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.

Ricordiamo che, per via degli effetti della pandemia, solo la scadenza relativa alle spese sostenute nel 2020 è stata prorogata fino al 15 aprile 2021. Per quanto riguarda le spese effettuate nel 2021, il termine è fissato al 16 marzo 2022.

Passata la scadenza, è sempre possibile usufruire dell’incentivo con le opzioni della cessione del credito o dello sconto in fattura?

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Cessione Credito: passata la scadenza, si può usufruire delle altre rate?

La domanda è stata posta da un cittadino sul portale ufficiale delle Entrate, FiscoOggi.

Egli mostra uno scenario ben preciso. Se un contribuente in regime forfettario che non ha presentato la Comunicazione apposita entro la data di scadenza prevista per quest’anno, ovvero il 15 aprile 2021 per le spese effettuate nel 2020, può ancora beneficiare del Bonus Ristrutturazioni optando per la cessione del credito?

Il soggetto, presumendo che il contribuente in questione abbia comunque perso la possibilità di usufruire della prima rata dell’incentivo, chiede se sia possibile quindi cedere il credito per le successive 9 rate.

Come sappiamo infatti, il Bonus Ristrutturazioni è tra gli incentivi che possono essere portati in detrazione con il recupero di 10 rate di pari importo da suddividere in 10 anni. Attualmente, solo il Superbonus concede una detrazione di 5 quote in 5 anni, che diventano 4 per i pagamenti eseguiti nel 2022.

Dunque, anche se qui si parla di cessione del credito e non di detrazione con Dichiarazione dei Redditi, la regola di base da seguire è sostanzialmente la stessa, seppure i procedimenti risultino differenti. La cessione del credito infatti dovrà essere utilizzata con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale si sarebbe beneficiato dell’incentivo col 730 o il modulo RPF.

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Possibilità rimane valida fino alla durata dell’incentivo

Il Fisco risponde alla richiesta del contribuente ricordando quanto stabilito dalla Circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020.

Qui, al Paragrafo 7 – pag. 38, si chiarisce da subito che:

La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.”

Come aveva presunto il soggetto istante quindi, la prima rata non usufruita non può essere in alcun modo recuperata.

Niente impedisce però al contribuente di utilizzare le quote restanti negli anni successivi, anche nel caso in cui egli abbia preferito detrarre la prima rata (o le prime rate) in Dichiarazione dei Redditi.

Sempre nella Circolare è scritto infatti che:

L’opzione può essere esercitata, sempre con riferimento alle spese sostenute negli anni 2020 e 2021, anche sulla base delle rate residue di detrazione non fruite. In tale ipotesi, l’opzione si riferisce a tutte le rate residue ed è irrevocabile. Ad esempio, il contribuente che ha sostenuto la spesa nell’anno 2020 può scegliere di fruire delle prime due rate di detrazione spettante, indicandole nelle relative dichiarazioni dei redditi, e di cedere il credito corrispondente alle restanti rate di detrazione”.

Nel caso specifico indicato quindi, il contribuente che per le spese sostenute nel 2020 non ha presentato la Comunicazione entro i termini previsti (15 aprile 2021), può cedere il credito per le restanti 9 rate. Ovviamente, per farlo dovrà comunicare la scelta entro il 16 marzo 2022.

Leggi anche: “Bonus Ristrutturazioni: senza redditi si può ottenere l’incentivo?