Ecobonus 110%: per soggetto incapiente, può coprire il familiare?

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Se un soggetto desidera usufruire del Super Ecobonus 110% con la detrazione in sede di Dichiarazione dei Redditi ma risulta incapiente, in parte o del tutto, può utilizzare le imposte di un coniuge o di un altro familiare per non perdere il credito?

La risposta è no, ma ci sono delle alternative valide da considerare per poter beneficiare comunque dell’incentivo.

Approfondiamo di seguito.

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Ecobonus 110%: le alternative per gli incapienti

Con la nascita del Superbonus 110%, si è aperta la possibilità anche per gli incapienti IRPEF di richiedere ed ottenere l’incentivo con aliquota maggiorata per compiere lavori mirati alla riqualificazione energetica e al consolidamento strutturale degli edifici.

Le opzioni fiscali alternative alla detrazione sono ormai ben note a tutti.

C’è la cessione del credito ottenuto, che può essere utilizzato come mezzo per pagare i lavori sostenuti direttamente all’impresa, oppure come “moneta di scambio” per ricevere liquidità dalla banca (per poi pagare i lavori all’impresa).

L’altra alternativa è lo sconto totale immediato in fattura, che l’impresa concede al beneficiario in cambio del suo credito d’imposta pari a 110%, per poi utilizzarlo in compensazione oppure cederlo a sua volta.

Insomma, queste sono le opzioni concesse ai contribuenti incapienti per permetter loro di usufruire dell’Ecobonus 110%, e di altri 5 bonus casa.

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Familiare non può coprire se non sostiene le spese

Se un soggetto decide di scegliere sempre la dichiarazione dei redditi, recuperando quindi le spese sostenute in 5 anni (4 per quelle sostenute nel 2022) essendo incapiente, la situazione si complica.

Egli infatti normalmente non potrà usufruire delle detrazioni se, pur spettandogli, queste non possono essere detratte dalle imposte versate dal contribuente, visto che è incapiente.

In sostanza, lo scopo della dichiarazione dei redditi è far sì che i contribuenti paghino tutte le imposte sui redditi prodotti nell’anno precedente. Se un contribuente per un anno non produce redditi, l’anno dopo non pagherà alcuna imposta.

Dunque, non avendo pagato nessun imposta, non potrà neanche utilizzare il credito ottenuto col Superbonus 110% per conguagliare IRPEF e relative addizionali.

Lo stesso vale anche per i casi di incapienza parziale, ovvero quando il contribuente ha prodotto redditi e versato imposte ma queste risultano essere inferiori rispetto al valore del credito d’imposta.

In questi casi, è possibile utilizzare le imposte versate dal coniuge, dal convivente o da un familiare stretto che vive nello stesso indirizzo di residenza, e che quindi è incluso nello stesso stato di famiglia?

La risposta è no. Per usufruire del Superbonus 110% e recuperare le spese sostenute con la dichiarazione dei redditi, conta solamente chi sostiene le spese. In sostanza, è impossibile utilizzare i crediti d’imposta di un altro membro dello stato di famiglia, se questo non ha effettivamente contribuito alle spese per eseguire i lavori. Neanche se la dichiarazione dei redditi viene fatta in forma congiunta.

In questi casi dunque, se si ha il dubbio di poter risultare incapienti, sarà necessario pensarci preventivamente, perché parte delle spese dovranno risultare sostenute da un convivente che produce reddito.

In altre parole, uno o più bonifici parlanti dovranno essere eseguiti dall’altro contribuente. Solo in questo modo si potrà coprire l’incapienza del primo e non rischiare di perdere il credito d’imposta.

Altrimenti, lo ricordiamo, per gli incapienti c’è sempre la possibilità di cedere il credito oppure richiedere all’impresa uno sconto in fattura, opzioni valide attualmente per tutto il 2022.