Bonus infissi 2026: detrazioni, requisiti e documenti
Guida al Bonus Infissi 2026: aliquote del 50% e 36%, differenze tra Ecobonus e Bonus Ristrutturazione, requisiti ENEA, massimali e documenti.
Il Bonus Infissi 2026 non è un’agevolazione autonoma: la sostituzione di finestre e serramenti può essere detratta attraverso l’Ecobonus oppure, quando l’intervento possiede i requisiti edilizi richiesti, attraverso il Bonus Ristrutturazione. Nel 2026 entrambe le misure applicano normalmente il 50% al proprietario o titolare di un diritto reale che interviene sull’abitazione principale e il 36% negli altri casi.
La percentuale, però, è soltanto una parte della scelta. Ecobonus e Bonus Ristrutturazione hanno presupposti, massimali e documenti differenti. Prima dell’ordine bisogna quindi stabilire quale agevolazione utilizzare, verificare le caratteristiche dell’immobile e far indicare in preventivo le prestazioni dei nuovi serramenti.
Aggiornato al 17 luglio 2026. La guida considera la Legge di Bilancio 2026 e il portale ENEA 2026 per Ecobonus e Bonus Casa.
Sommario
Bonus Infissi 2026: aliquote e differenze in sintesi
| Agevolazione | Quando si usa | Limite principale | ENEA |
|---|---|---|---|
| Ecobonus | Sostituzione di finestre esistenti che delimitano un ambiente riscaldato e rispettano i valori di trasmittanza | 60.000 euro di detrazione massima per unità immobiliare | Trasmissione entro 90 giorni dalla fine dei lavori |
| Bonus Ristrutturazione | Intervento agevolabile ai sensi dell’articolo 16-bis del TUIR, per esempio sostituzione con modifica di materiale o tipologia | 96.000 euro di spesa massima per unità immobiliare | Trasmissione se il lavoro comporta risparmio energetico |
| Bonus Sicurezza | Grate, persiane di sicurezza, vetri antisfondamento e altri interventi diretti a prevenire atti illeciti | Condivide il limite del Bonus Ristrutturazione | Non per il solo requisito di sicurezza |
Per le spese sostenute nel 2026 le aliquote sono:
- 50% se paga il proprietario, il nudo proprietario o il titolare di usufrutto, uso o abitazione e l’immobile è adibito ad abitazione principale;
- 36% negli altri casi ammessi, comprese normalmente seconde case, immobili locati e spese sostenute da inquilini o comodatari.
Nel 2027, salvo nuove modifiche, le percentuali scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%. La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali e può essere utilizzata nei limiti dell’imposta dovuta.
Advertisement - PubblicitàAbitazione principale e prima casa non sono la stessa cosa
Il 50% non dipende dalle agevolazioni utilizzate al momento dell’acquisto. La “prima casa” è un concetto legato principalmente alle imposte sull’acquisto; per il Bonus Infissi conta invece l’abitazione principale, cioè l’immobile nel quale il contribuente dimora abitualmente.
Devono ricorrere insieme il requisito soggettivo e quello dell’immobile. Un familiare convivente, un inquilino o un comodatario può accedere alla detrazione ordinaria se sostiene la spesa e rispetta le condizioni della misura scelta, ma non ottiene automaticamente il 50% perché vive nell’abitazione.
Per i lavori sulle parti comuni condominiali, l’aliquota maggiorata viene verificata per ciascun condòmino. La stessa spesa può quindi essere detratta al 50% da alcuni proprietari e al 36% da altri.
Ecobonus infissi 2026: quando è possibile utilizzarlo
L’Ecobonus 2026 è la strada più diretta quando si sostituiscono vecchie finestre per ridurre le dispersioni termiche, anche senza eseguire una ristrutturazione più ampia. L’intervento deve rispettare tutti questi presupposti:
- l’edificio deve essere esistente, accatastato o con richiesta di accatastamento in corso;
- gli ambienti interessati devono essere dotati di impianto di climatizzazione invernale;
- deve trattarsi della sostituzione di finestre, porte-finestre, lucernari o porte già esistenti;
- il serramento deve separare il volume riscaldato dall’esterno o da un vano non riscaldato;
- la trasmittanza termica finale deve rispettare il limite previsto per la zona climatica;
- costi e documentazione devono essere conformi alle regole dell’Ecobonus.
L’apertura di una finestra dove prima non esisteva non è una sostituzione e non accede all’Ecobonus infissi. Può eventualmente rientrare in un intervento edilizio agevolabile con il Bonus Ristrutturazione, ma devono essere verificati titolo abilitativo, requisiti urbanistici e limite di spesa.
Detrazione massima di 60.000 euro
Per finestre comprensive di infissi il limite Ecobonus è pari a 60.000 euro di detrazione massima per unità immobiliare. Non è un massimale di spesa di 60.000 euro. La spesa teoricamente utilizzabile dipende quindi dall’aliquota applicabile, fermo restando il rispetto dei massimali unitari di costo e della congruità.
Con il 50%, una spesa agevolabile di 20.000 euro produce una detrazione complessiva di 10.000 euro, pari a 1.000 euro l’anno per dieci anni. Con il 36%, la stessa spesa produce 7.200 euro, pari a 720 euro l’anno.
Advertisement - PubblicitàTrasmittanza termica: i valori per gli infissi
La trasmittanza Uw indica quanto calore attraversa l’intera finestra, vetro e telaio compresi. Un valore più basso corrisponde a una minore dispersione. Per gli interventi soggetti al decreto Requisiti del 6 agosto 2020, i valori massimi indicati nell’allegato E sono:
| Zona climatica | Uw massimo |
|---|---|
| A e B | 2,60 W/m²K |
| C | 1,75 W/m²K |
| D | 1,67 W/m²K |
| E | 1,30 W/m²K |
| F | 1,00 W/m²K |
Il Comune nel quale si trova l’immobile determina la zona climatica. Il valore da riportare nella pratica non va ricavato soltanto dalla descrizione commerciale del vetro: deve riferirsi al serramento completo e risultare dalla documentazione tecnica del produttore o dal calcolo del professionista.
I limiti vanno sempre verificati rispetto alla data di inizio dei lavori e alle eventuali disposizioni regionali applicabili. Anche il rispetto dei massimali specifici di costo deve essere documentabile.
Bonus Ristrutturazione per cambiare gli infissi
Il Bonus Ristrutturazione 2026 può essere utilizzato sulle abitazioni quando la sostituzione rientra tra gli interventi ammessi dall’articolo 16-bis del TUIR. Su una singola unità immobiliare, l’Agenzia delle Entrate indica tra gli esempi di manutenzione straordinaria la sostituzione di infissi esterni, serramenti, persiane o serrande con modifica di materiale o tipologia.
Non è necessario che il cambio delle finestre sia accompagnato da una ristrutturazione completa. È però necessario che il lavoro, considerato da solo o insieme alle altre opere, possieda la qualificazione edilizia richiesta. La semplice manutenzione ordinaria su un singolo appartamento non è sufficiente; sulle parti comuni condominiali, invece, anche la manutenzione ordinaria può essere agevolata alle condizioni previste.
Il limite è di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare e comprende tutte le opere di recupero agevolate eseguite sullo stesso immobile nello stesso periodo. Se il cantiere utilizza già una parte del plafond, la sostituzione degli infissi dispone soltanto del residuo.
Quando conviene rispetto all’Ecobonus
Il Bonus Ristrutturazione può essere preferibile quando:
- la sostituzione è parte di lavori edilizi più ampi;
- vengono modificate tipologia, materiali o caratteristiche dei serramenti;
- l’intervento non riesce a rispettare tutti i requisiti tecnici dell’Ecobonus ma possiede quelli del recupero edilizio;
- si utilizzano nello stesso progetto anche opere di sicurezza o altre lavorazioni ammesse dall’articolo 16-bis.
Non è possibile scegliere il Bonus Ristrutturazione per aggirare la conformità urbanistica o i documenti richiesti. La detrazione non sana abusi e non sostituisce autorizzazioni, comunicazioni o verifiche tecniche.
Advertisement - PubblicitàQuali spese possono essere detratte
Quando rispettano i requisiti della misura scelta, possono rientrare:
- fornitura e posa di finestre, porte-finestre e lucernari;
- rimozione e smaltimento dei vecchi serramenti;
- opere murarie strettamente necessarie alla sostituzione;
- vetri, telai e componenti integrati nel nuovo serramento;
- prestazioni professionali, asseverazioni e pratica ENEA;
- IVA e altri oneri direttamente collegati all’intervento agevolato.
Persiane, scuri, avvolgibili e cassonetti possono essere compresi nell’Ecobonus quando sono accessori che incidono sulla dispersione termica e vengono sostituiti insieme alla finestra oppure risultano strutturalmente integrati. Se sono installati autonomamente, occorre verificare le diverse regole previste per chiusure oscuranti e schermature solari.
Una porta d’ingresso può rientrare nell’Ecobonus se delimita il volume riscaldato verso l’esterno o un vano freddo e rispetta la trasmittanza richiesta. Se la finalità principale è antintrusione, va valutato il Bonus Sicurezza 2026.
Come richiedere il Bonus Infissi 2026
- Verificare immobile e beneficiario: accertare esistenza dell’edificio, titolo di possesso o detenzione, destinazione dell’unità e aliquota applicabile.
- Scegliere l’agevolazione prima dell’ordine: Ecobonus e Bonus Ristrutturazione non hanno gli stessi requisiti e non possono essere applicati insieme alla medesima spesa.
- Controllare preventivo e prestazioni: il documento deve identificare serramenti, posa, accessori, trasmittanza e costi agevolabili.
- Verificare la pratica edilizia: stabilire se il lavoro è edilizia libera oppure richiede CILA, autorizzazioni o ulteriori adempimenti.
- Pagare con bonifico parlante: intestatario, causale e fornitore devono essere coerenti con la detrazione.
- Trasmettere i dati all’ENEA: utilizzare la sezione Ecobonus o Bonus Casa entro 90 giorni dalla fine dei lavori e conservare la ricevuta.
- Indicare la prima rata in dichiarazione: riportare la spesa nel modello 730 o Redditi relativo all’anno in cui è stato effettuato il pagamento.
ENEA: comunicazione obbligatoria anche per il Bonus Casa
Per l’Ecobonus la scheda descrittiva dell’intervento deve essere trasmessa attraverso il portale Bonus Fiscali ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo. La ricevuta con il codice CPID deve essere conservata.
Anche quando si utilizza il Bonus Ristrutturazione, la sostituzione degli infissi che comporta una riduzione della trasmittanza deve essere comunicata nella sezione Bonus Casa del portale. La comunicazione non è quindi un adempimento riservato all’Ecobonus.
Per la sola sostituzione di infissi in una singola unità immobiliare l’APE non è normalmente richiesto dall’Ecobonus. Restano necessari la scheda tecnica e l’asseverazione del professionista oppure, nei casi ammessi, la certificazione del produttore che attesti le prestazioni del serramento.
Bonifico parlante e documenti da conservare
Le persone fisiche devono pagare tramite bonifico parlante bancario o postale. Nel pagamento vanno indicati:
- la causale riferita all’agevolazione utilizzata;
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
- il codice fiscale o la partita IVA dell’impresa o del professionista pagato.
Prima di pagare è opportuno controllare che fattura, intestatario del bonifico e soggetto che porterà la spesa in dichiarazione siano coerenti. In caso di più beneficiari, la fattura o l’annotazione devono permettere di ricostruire la quota sostenuta da ciascuno.
Vanno conservati almeno:
- fatture, bonifici e ricevute;
- schede tecniche e dichiarazioni del produttore;
- asseverazione o certificazione richiesta per l’intervento;
- titolo edilizio oppure dichiarazione sostitutiva quando non è necessario;
- consenso del proprietario per detentori e comodatari;
- delibera condominiale e riparto delle spese, quando applicabili;
- scheda ENEA e ricevuta di trasmissione;
- eventuali autorizzazioni paesaggistiche o documenti relativi ai vincoli.
Servono CILA, autorizzazione comunale o consenso del condominio?
La sostituzione dei serramenti senza modifiche rilevanti può rientrare nell’edilizia libera, ma il risultato dipende dalle opere effettive, dalle norme regionali, dal regolamento comunale e dagli eventuali vincoli. Modificare dimensioni, forma o posizione delle aperture può richiedere una CILA o un diverso titolo, oltre all’aggiornamento catastale quando necessario.
In condominio i serramenti dell’appartamento sono normalmente privati, ma colore, sagoma e disegno incidono sulla facciata e sul decoro architettonico. Prima dell’ordine bisogna controllare regolamento condominiale, delibere e caratteristiche uniformi già adottate dall’edificio.
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Ecobonus, Bonus Ristrutturazione o Conto Termico 3.0?
La stessa fattura non può essere utilizzata due volte. Se il lavoro possiede i requisiti per più incentivi, il contribuente deve scegliere quale applicare oppure separare con precisione spese diverse, senza sovrapposizioni.
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Il Conto Termico 3.0 per finestre e infissi è un contributo con beneficiari, interventi e modalità differenti dalle detrazioni fiscali. Non è automaticamente cumulabile con Ecobonus o Bonus Ristrutturazione sulla stessa spesa. Prima di scegliere vanno confrontati requisiti di accesso, tempi di erogazione, capienza fiscale e disponibilità della misura.
Advertisement - PubblicitàSconto in fattura e cessione del credito nel 2026
Per i nuovi lavori del 2026 il Bonus Infissi viene normalmente recuperato come detrazione nella dichiarazione dei redditi. Lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono disponibili in via generale; sopravvivono soltanto deroghe e situazioni transitorie con requisiti molto specifici.
Un preventivo commerciale che promette genericamente uno “sconto del 50%” non prova l’esistenza di uno sconto fiscale. Può trattarsi di una promozione applicata dal venditore e va distinta dalla detrazione spettante al contribuente.
Contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro
Dal 2025 l’articolo 16-ter del TUIR introduce un limite complessivo agli oneri detraibili delle persone fisiche con reddito superiore a 75.000 euro. Il limite tiene conto del reddito e della composizione familiare e può ridurre la spesa fiscalmente utilizzabile, anche quando il singolo intervento rispetta il proprio massimale.
Prima di affrontare una spesa elevata è quindi utile verificare sia la capienza IRPEF sia l’effetto del limite personale con il commercialista.
Advertisement - PubblicitàErrori che possono compromettere la detrazione
- confondere abitazione principale e prima casa;
- ordinare gli infissi prima di scegliere l’agevolazione e verificare i requisiti;
- indicare 60.000 euro come limite di spesa Ecobonus anziché come detrazione massima;
- usare l’Ecobonus per una nuova apertura o per un locale privo di impianto termico;
- non documentare la trasmittanza dell’intero serramento;
- pagare con un bonifico ordinario quando è richiesto quello parlante;
- dimenticare la comunicazione ENEA o utilizzare la sezione sbagliata;
- sommare due incentivi sulla stessa spesa;
- ignorare vincoli urbanistici, paesaggistici o condominiali.
Domande frequenti sul Bonus Infissi 2026
Posso ottenere il bonus senza ristrutturare tutta la casa?
Sì. L’Ecobonus può essere utilizzato per la sola sostituzione di finestre esistenti che rispettano i requisiti energetici. Anche il Bonus Ristrutturazione non richiede necessariamente un cantiere più ampio, ma il cambio degli infissi deve qualificarsi come intervento agevolabile.
La seconda casa può usufruire del Bonus Infissi?
Sì. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è normalmente del 36%, se beneficiario, edificio, intervento e documentazione rispettano i requisiti della misura scelta.
L’inquilino può detrarre gli infissi?
Può farlo se sostiene effettivamente la spesa, possiede un titolo idoneo e ha il consenso necessario. Non essendo proprietario o titolare di un diritto reale, applica normalmente l’aliquota ordinaria del 36%.
Persiane e tapparelle sono comprese?
Possono rientrare con la finestra quando sono accessorie o integrate e contribuiscono alla prestazione energetica. Se vengono sostituite da sole, devono essere verificate le regole specifiche per chiusure oscuranti, schermature o sicurezza.
Le zanzariere rientrano nel Bonus Infissi?
Non automaticamente. Una normale zanzariera non diventa detraibile solo perché viene montata insieme alle finestre. Per l’eventuale Ecobonus deve possedere i requisiti tecnici previsti per le schermature solari; la guida dedicata spiega quando le zanzariere possono essere agevolate.
È obbligatorio trasmettere i dati all’ENEA?
Sì per l’Ecobonus e, nel Bonus Casa, per gli interventi sugli infissi che comportano risparmio energetico. L’invio avviene entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale relativo all’anno di conclusione.
Posso cambiare le dimensioni delle finestre?
La modifica può richiedere un titolo edilizio e verifiche urbanistiche, strutturali, paesaggistiche e condominiali. Ai fini Ecobonus deve restare configurabile una sostituzione di elementi esistenti; il caso va definito dal tecnico prima dell’ordine.
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