L’Ecobonus continua a rappresentare uno degli strumenti più importanti per chi desidera migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione o di un edificio, riducendo al tempo stesso i consumi e il costo delle bollette. Tuttavia, dopo le numerose modifiche introdotte negli ultimi anni, capire quali lavori possono ancora beneficiare dell’agevolazione, quali aliquote spettano e quali adempimenti sono necessari non è sempre semplice.

La normativa aggiornata a luglio 2026 distingue infatti le percentuali di detrazione in base al tipo di immobile, al soggetto che sostiene la spesa e alla tipologia degli interventi realizzati. A ciò si aggiungono regole specifiche per la documentazione tecnica, gli obblighi nei confronti dell’ENEA, i limiti di spesa e le modalità con cui recuperare il beneficio fiscale nella dichiarazione dei redditi.

Ma quali interventi rientrano realmente nell’Ecobonus 2026? Quali sono le percentuali di detrazione oggi previste? Chi può richiedere il bonus e quali documenti è indispensabile conservare per evitare contestazioni?

In questa guida aggiornata rispondiamo, punto per punto, a tutte le domande più frequenti con un linguaggio semplice e pratico.

Cos’è l’ecobonus e come funziona

L’Ecobonus è un’agevolazione fiscale che consente di recuperare parte delle spese sostenute per interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti. Il beneficio consiste in una detrazione dall’IRPEF o dall’IRES, che viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo e recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi.

Anche nel 2026 l’incentivo resta operativo, ma con regole profondamente riviste rispetto agli anni passati. La Legge di Bilancio ha infatti confermato la distinzione tra abitazione principale e altri immobili, introducendo aliquote differenziate e mantenendo l’obiettivo di favorire soprattutto gli interventi sulla casa in cui il contribuente risiede abitualmente.

In particolare, per le spese sostenute nel 2026 sono previste:

  • detrazione del 50% per gli interventi effettuati sull’abitazione principale, purché il beneficiario sia proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile;
  • detrazione del 36% per gli interventi eseguiti su seconde case e sugli altri immobili che non costituiscono abitazione principale.

Rimangono invece invariati alcuni principi fondamentali dell’agevolazione. L’Ecobonus può essere richiesto esclusivamente per edifici già esistenti e regolarmente accatastati (o con richiesta di accatastamento presentata), mentre non è applicabile alle nuove costruzioni. Inoltre, gli interventi devono garantire un effettivo miglioramento delle prestazioni energetiche dell’immobile e rispettare tutti i requisiti tecnici previsti dalla normativa vigente.

Un’importante novità confermata anche per il 2026 riguarda gli impianti alimentati esclusivamente da combustibili fossili: la sostituzione con una semplice caldaia a gas non consente più di accedere all’Ecobonus, mentre restano incentivati sistemi più efficienti come pompe di calore, impianti ibridi, biomasse e altre tecnologie conformi agli obiettivi europei di decarbonizzazione.

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Lavori ammessi all’ecobonus

L’Ecobonus 2026 si applica esclusivamente agli interventi eseguiti su edifici già esistenti che consentono di migliorarne l’efficienza energetica. Le opere devono rispettare i requisiti tecnici previsti dalla normativa vigente e, nella maggior parte dei casi, richiedono la trasmissione della pratica all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori.

Per rendere più semplice la consultazione, ecco una panoramica dei principali interventi agevolabili.

Intervento Agevolabile Limite massimo di detrazione* Note principali
Riqualificazione energetica globale dell’edificio 100.000 euro Interventi che migliorano il rendimento energetico complessivo dell’immobile.
Isolamento termico di pareti, coperture e pavimenti (cappotto termico) 60.000 euro Devono essere rispettati i valori di trasmittanza previsti dalla normativa.
Sostituzione di finestre comprensive di infissi 60.000 euro I nuovi serramenti devono garantire migliori prestazioni energetiche.
Installazione di schermature solari 60.000 euro Rientrano tende da sole, frangisole e sistemi oscuranti conformi ai requisiti tecnici.
Installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda 60.000 euro Ammessi sia per abitazioni sia per edifici destinati ad altre attività.
Sostituzione dell’impianto di climatizzazione con pompe di calore 30.000 euro Sono comprese pompe di calore elettriche e geotermiche.
Sistemi ibridi certificati 30.000 euro Devono essere realizzati in fabbrica e certificati dal produttore.
Generatori alimentati a biomassa 30.000 euro Ammessi nel rispetto dei requisiti ambientali previsti.
Microcogeneratori ad alta efficienza 100.000 euro Agevolabili se consentono il risparmio energetico richiesto dalla normativa.

* I massimali indicano la detrazione massima riconoscibile per ciascuna tipologia di intervento prevista dall’articolo 14 del D.L. 63/2013 e dalla relativa disciplina attuativa.

Attenzione alle caldaie a gas

Una delle novità più importanti riguarda gli impianti di climatizzazione invernale. Dal 2025 non è più possibile ottenere l’Ecobonus per la semplice installazione di una caldaia alimentata esclusivamente a combustibili fossili.

Restano invece incentivati gli impianti a pompa di calore, i sistemi ibridi, i generatori a biomassa e le altre tecnologie conformi agli obiettivi europei di efficientamento energetico.

I requisiti tecnici non vanno sottovalutati

Non è sufficiente eseguire uno degli interventi elencati per ottenere automaticamente la detrazione. Ogni opera deve rispettare specifici requisiti tecnici, tra cui i valori limite di trasmittanza termica, le prestazioni minime degli impianti e gli eventuali massimali di costo previsti dai decreti attuativi. Per molti interventi è inoltre necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato e la successiva comunicazione all’ENEA, che verifica la conformità degli interventi sotto il profilo energetico.

Chi può richiedere l’ecobonus

L’Ecobonus non è riservato esclusivamente ai proprietari di casa. La normativa individua una platea piuttosto ampia di beneficiari, a condizione che sostengano effettivamente la spesa per gli interventi di riqualificazione energetica e siano in possesso di un titolo idoneo che legittimi l’esecuzione dei lavori.

Possono beneficiare della detrazione:

  • i proprietari e i nudi proprietari dell’immobile;
  • i titolari di un diritto reale di godimento, come usufrutto, uso, abitazione o superficie;
  • gli inquilini e i comodatari, purché autorizzati dal proprietario quando necessario;
  • i condomìni, per gli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici;
  • le persone fisiche che esercitano arti e professioni, limitatamente agli immobili ammessi dalla normativa;
  • le imprese, gli enti pubblici e privati che producono reddito d’impresa, quando gli interventi riguardano immobili agevolabili;
  • i familiari conviventi e i conviventi di fatto che sostengono direttamente le spese e risultano intestatari dei pagamenti e della documentazione fiscale.

Quando spetta la detrazione del 50% e quando quella del 36%

Per le spese sostenute nel 2026, la percentuale della detrazione dipende principalmente dalla destinazione dell’immobile.

La detrazione del 50% è riconosciuta per gli interventi effettuati sull’abitazione principale, purché il contribuente che sostiene la spesa sia proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile.

Negli altri casi, compresi gli interventi realizzati su seconde case, abitazioni a disposizione o altri immobili diversi dall’abitazione principale, la detrazione è pari al 36%.

È quindi importante verificare attentamente la situazione dell’immobile prima di avviare i lavori, poiché la destinazione d’uso può incidere in modo significativo sull’importo complessivamente recuperabile attraverso la dichiarazione dei redditi.

Le spese devono essere effettivamente sostenute dal beneficiario

Per poter usufruire dell’Ecobonus non è sufficiente essere proprietari dell’immobile. Il diritto alla detrazione spetta a chi sostiene concretamente la spesa e risulta intestatario delle fatture e dei relativi pagamenti effettuati con le modalità previste dalla legge.

In presenza di più soggetti che partecipano alla spesa, ciascuno potrà portare in detrazione la quota effettivamente sostenuta, purché tale ripartizione risulti dalla documentazione fiscale e dai bonifici utilizzati per il pagamento degli interventi.

Questo aspetto assume particolare rilievo nei casi di comproprietà, comunione dei beni o lavori eseguiti su immobili appartenenti a più soggetti, dove una corretta intestazione della documentazione evita contestazioni in fase di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

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Quali spese sono detraibili con l’ecobonus

L’Ecobonus non riguarda esclusivamente il costo dei lavori di riqualificazione energetica. La detrazione fiscale comprende infatti anche numerose spese strettamente necessarie per progettare, realizzare e certificare gli interventi, purché siano direttamente collegate alle opere agevolabili e adeguatamente documentate.

Tra le principali spese che possono essere portate in detrazione rientrano:

  • l’acquisto e la posa in opera dei materiali e dei componenti necessari per l’intervento;
  • le prestazioni dell’impresa che esegue i lavori;
  • gli onorari dei professionisti incaricati della progettazione, della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza;
  • le asseverazioni tecniche e le certificazioni richieste dalla normativa;
  • l’Attestato di Prestazione Energetica (APE), quando previsto;
  • le spese per sopralluoghi, rilievi tecnici e perizie;
  • i costi sostenuti per la predisposizione e l’invio della documentazione all’ENEA;
  • l’IVA, l’imposta di bollo, i diritti pagati per eventuali autorizzazioni amministrative e gli altri tributi strettamente connessi all’intervento.

Anche le spese professionali rientrano nell’agevolazione

Molti contribuenti ritengono, erroneamente, che la detrazione riguardi soltanto le fatture emesse dall’impresa esecutrice. In realtà, le parcelle dei tecnici rappresentano una parte integrante dell’investimento e sono agevolabili quando risultano necessarie per la corretta esecuzione dell’intervento.

Rientrano quindi tra le spese detraibili, ad esempio, gli incarichi affidati a ingegneri, architetti, geometri o periti industriali per la progettazione, le verifiche energetiche, le asseverazioni, la direzione dei lavori e gli adempimenti previsti dalla normativa vigente.

Le spese devono essere documentate e tracciabili

Per beneficiare dell’Ecobonus è fondamentale conservare tutta la documentazione relativa ai lavori. Le fatture devono descrivere in modo chiaro gli interventi eseguiti e le spese sostenute, mentre i pagamenti devono essere effettuati con strumenti idonei a garantirne la tracciabilità secondo le modalità previste dalla normativa fiscale.

È inoltre consigliabile conservare tutta la documentazione tecnica, comprese le asseverazioni, le ricevute della trasmissione all’ENEA, le eventuali autorizzazioni edilizie e ogni altro documento che dimostri il rispetto dei requisiti richiesti. In caso di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria, questa documentazione rappresenta la prova del diritto alla detrazione.

Attenzione ai massimali di spesa

Anche quando tutte le spese sono ammissibili, la detrazione può essere calcolata soltanto entro i limiti previsti dalla legge per ciascuna tipologia di intervento. Se la spesa sostenuta supera il massimale previsto, la parte eccedente rimane interamente a carico del contribuente e non produce alcun beneficio fiscale.

Per questo motivo è opportuno verificare, già nella fase di progettazione dei lavori, sia i limiti di detrazione sia gli eventuali massimali di costo specifici previsti dalla normativa tecnica, così da evitare spiacevoli sorprese al termine dell’intervento.

Come pagare i lavori e quali documenti conservare

Per ottenere l’Ecobonus 2026 non è sufficiente eseguire un intervento agevolabile. È altrettanto importante rispettare le modalità di pagamento previste dalla normativa e conservare tutta la documentazione che dimostra il diritto alla detrazione.

Il bonifico parlante

Le persone fisiche che non conseguono reddito d’impresa devono effettuare i pagamenti mediante il cosiddetto bonifico parlante, ossia un bonifico bancario o postale predisposto per le detrazioni fiscali relative agli interventi edilizi ed energetici.

Il bonifico deve riportare:

  • la causale del versamento con il riferimento alla normativa che disciplina la detrazione;
  • il codice fiscale del soggetto che beneficia dell’Ecobonus;
  • il codice fiscale o la partita IVA dell’impresa o del professionista che riceve il pagamento.

L’utilizzo del bonifico dedicato consente agli istituti di credito di applicare la ritenuta prevista dalla normativa fiscale e permette all’Agenzia delle Entrate di ricostruire correttamente l’operazione.

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa valgono invece regole differenti, poiché non è richiesto l’utilizzo del bonifico parlante.

La documentazione da conservare

Per tutta la durata del periodo in cui l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli è opportuno conservare con cura tutta la documentazione relativa all’intervento.

In particolare, è consigliabile archiviare:

  • fatture e ricevute fiscali relative ai lavori;
  • ricevute dei bonifici parlanti;
  • asseverazioni e relazioni tecniche redatte dai professionisti;
  • Attestato di Prestazione Energetica (APE), quando richiesto;
  • ricevuta di trasmissione della pratica all’ENEA;
  • eventuali titoli edilizi, autorizzazioni o comunicazioni presentate al Comune;
  • delibere assembleari e tabelle millesimali di ripartizione delle spese, nel caso di interventi condominiali;
  • ogni ulteriore documento utile a dimostrare la corretta esecuzione dell’intervento e il possesso dei requisiti richiesti.

La comunicazione all’ENEA

Per la maggior parte degli interventi agevolati è necessario trasmettere i dati dell’intervento all’ENEA entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, utilizzando il portale dedicato.

La comunicazione contiene le informazioni tecniche sull’intervento realizzato e consente il monitoraggio dei risultati ottenuti in termini di risparmio energetico. La ricevuta rilasciata dal sistema al termine della procedura deve essere conservata insieme agli altri documenti dell’intervento.

Gli errori più comuni che possono far perdere la detrazione

Molte contestazioni nascono da errori facilmente evitabili. Tra i più frequenti si segnalano:

  • pagamenti effettuati con modalità diverse da quelle previste dalla legge;
  • fatture intestate a un soggetto diverso da quello che richiede la detrazione;
  • dati errati o incompleti nel bonifico parlante;
  • mancata trasmissione della documentazione all’ENEA quando obbligatoria;
  • assenza delle asseverazioni tecniche richieste;
  • interventi che non rispettano i requisiti energetici previsti dalla normativa.

Verificare con attenzione ogni adempimento prima dell’inizio dei lavori e affidarsi a professionisti qualificati consente di ridurre sensibilmente il rischio di perdere il beneficio fiscale o di subire contestazioni in sede di controllo.

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Limiti di spesa, massimali di detrazione ed esempi pratici

Uno degli aspetti più importanti dell’Ecobonus riguarda i limiti entro i quali è possibile beneficiare della detrazione fiscale. La normativa, infatti, non prevede un unico tetto valido per tutti gli interventi, ma stabilisce massimali differenti in base alla tipologia di lavori eseguiti.

È importante distinguere tra:

  • spesa sostenuta, cioè l’importo effettivamente pagato dal contribuente;
  • massimale di detrazione, ossia il limite massimo della detrazione riconoscibile per quella specifica categoria di intervento;
  • aliquota di detrazione, che nel 2026 è pari al 50% o al 36% a seconda dei casi previsti dalla normativa.

Se la spesa supera il limite previsto, la parte eccedente non produce alcun beneficio fiscale.

I principali massimali previsti

Di seguito una tabella riepilogativa dei limiti di detrazione previsti per gli interventi più frequenti.

Intervento Detrazione massima riconoscibile
Riqualificazione energetica globale dell’edificio 100.000 euro
Interventi sull’involucro dell’edificio (pareti, coperture e pavimenti) 60.000 euro
Sostituzione di finestre e infissi 60.000 euro
Installazione di schermature solari 60.000 euro
Installazione di pannelli solari termici 60.000 euro
Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale 30.000 euro

Questi limiti rappresentano il valore massimo della detrazione ottenibile e devono essere coordinati con le percentuali previste per il 2026 e con gli eventuali massimali di costo stabiliti dai decreti attuativi.

Esempio n. 1: sostituzione degli infissi nell’abitazione principale

Un contribuente sostiene una spesa di 18.000 euro per sostituire gli infissi della propria abitazione principale.

Poiché l’intervento rientra tra quelli agevolabili e ricorrono i requisiti previsti dalla normativa, la detrazione spettante è pari al 50% della spesa.

  • Spesa sostenuta: 18.000 euro
  • Detrazione spettante: 9.000 euro
  • Recupero: 900 euro all’anno per dieci anni.

Esempio n. 2: installazione di una pompa di calore in una seconda casa

Per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione di una seconda abitazione vengono sostenuti 12.000 euro di spesa.

In questo caso trova applicazione l’aliquota del 36%.

  • Spesa sostenuta: 12.000 euro
  • Detrazione spettante: 4.320 euro
  • Recupero: 432 euro all’anno per dieci anni.

Esempio n. 3: spesa superiore al limite agevolabile

Un contribuente realizza un intervento di riqualificazione energetica con una spesa molto elevata.

Anche se il costo complessivo supera il limite previsto dalla legge, la detrazione sarà calcolata esclusivamente entro il massimale applicabile a quella specifica tipologia di intervento. L’importo eccedente rimarrà integralmente a carico del contribuente e non potrà essere recuperato tramite l’Ecobonus.

Perché è importante pianificare l’intervento

Prima di iniziare i lavori è consigliabile richiedere un preventivo dettagliato e verificare, insieme al tecnico incaricato, sia i limiti di detrazione sia gli eventuali massimali di costo previsti dalla normativa.

Una corretta pianificazione consente di valutare in anticipo il beneficio fiscale effettivamente ottenibile, evitando di sostenere spese che non potranno essere recuperate attraverso la detrazione.

Domande frequenti sull’Ecobonus 2026

È possibile cumulare l’ecobonus con altre agevolazioni fiscali?

In linea generale, non è possibile beneficiare di due diverse detrazioni fiscali sulle stesse spese. Tuttavia, se nell’ambito dello stesso intervento vengono realizzate opere distinte che rientrano in agevolazioni differenti e le spese sono chiaramente separate e documentate, è possibile accedere ai rispettivi bonus nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.

L’ecobonus è compatibile con il bonus ristrutturazioni?

Sì, ma non per la medesima spesa. Alcuni lavori eseguiti durante una ristrutturazione possono rientrare nell’Ecobonus, mentre altri possono beneficiare del Bonus Ristrutturazioni. È fondamentale che ciascun intervento sia correttamente individuato e contabilizzato per evitare sovrapposizioni che potrebbero comportare il recupero delle somme da parte dell’Amministrazione finanziaria.

È ancora possibile usufruire della cessione del credito o dello sconto in fattura?

Per la generalità degli interventi, questi strumenti non sono più utilizzabili. Dopo le modifiche normative introdotte negli ultimi anni, l’Ecobonus viene normalmente fruito attraverso la detrazione nella dichiarazione dei redditi, ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Restano salve esclusivamente le limitate eccezioni previste dalla normativa vigente per particolari fattispecie.

Cosa succede se vendo l’immobile prima di aver recuperato tutta la detrazione?

Salvo diverso accordo tra le parti riportato nell’atto di compravendita, le quote di detrazione non ancora utilizzate si trasferiscono automaticamente all’acquirente dell’immobile. È quindi opportuno disciplinare espressamente questo aspetto nel rogito notarile, soprattutto quando la detrazione residua è particolarmente rilevante.

Cosa accade in caso di successione?

Se il beneficiario della detrazione decede, il diritto alle quote residue si trasferisce all’erede che conserva la detenzione materiale e diretta dell’immobile. Se tale requisito viene meno, anche il diritto a beneficiare delle rate residue può venire meno secondo quanto previsto dalla disciplina fiscale.

Posso beneficiare dell’ecobonus se sono in affitto?

Sì. Anche l’inquilino può usufruire della detrazione, purché sostenga direttamente la spesa, sia intestatario delle fatture e dei pagamenti e abbia il consenso del proprietario quando necessario per l’esecuzione dei lavori.

È obbligatorio rivolgersi a un tecnico abilitato?

Nella maggior parte degli interventi la risposta è sì. Molte opere richiedono asseverazioni tecniche, verifiche delle prestazioni energetiche e il rispetto di specifici requisiti previsti dalla normativa. Affidarsi a un professionista qualificato consente non solo di predisporre correttamente tutta la documentazione, ma anche di ridurre il rischio di errori che potrebbero compromettere il diritto alla detrazione.

Quanto tempo occorre per recuperare l’agevolazione?

L’importo spettante viene recuperato tramite la dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali di pari importo. Ciò significa che il beneficio fiscale non viene riconosciuto in un’unica soluzione, ma si distribuisce su un periodo di dieci anni.

L’agenzia delle entrate può effettuare controlli?

Sì. L’Amministrazione finanziaria può verificare la spettanza dell’agevolazione richiedendo tutta la documentazione relativa ai lavori, ai pagamenti e ai requisiti tecnici. Per questo motivo è fondamentale conservare fatture, bonifici, asseverazioni, ricevute dell’ENEA e ogni altro documento utile a dimostrare il rispetto delle condizioni previste dalla legge.

Cosa succede se manca un documento o viene commesso un errore?

Le conseguenze dipendono dalla tipologia dell’errore. In alcuni casi è possibile sanare omissioni o irregolarità attraverso gli strumenti previsti dalla normativa; in altri, invece, la mancanza di un requisito essenziale può comportare la perdita totale o parziale della detrazione. Per evitare contestazioni è consigliabile verificare tutta la documentazione prima dell’invio della dichiarazione dei redditi e, se necessario, richiedere l’assistenza di un professionista.