Nel 2026 il “Bonus Caldaia” non è un incentivo autonomo e una caldaia alimentata esclusivamente a gas o ad altri combustibili fossili non può più essere portata in detrazione. Dal 1° gennaio 2025 l’esclusione riguarda sia l’Ecobonus sia il Bonus Casa. Restano invece possibili agevolazioni per pompe di calore, sistemi ibridi assemblati in fabbrica, generatori a biomassa e altre soluzioni ad alta efficienza, se rispettano i requisiti previsti.

La scelta non dipende soltanto dal nome commerciale dell’apparecchio. Occorre verificare la tecnologia installata, l’impianto esistente, il soggetto che sostiene la spesa, la destinazione dell’immobile e gli adempimenti richiesti. In alcuni casi si utilizza una detrazione fiscale; in altri può essere più conveniente il contributo diretto del Conto Termico 3.0.

Aggiornato al 19 luglio 2026. La guida considera la Legge di Bilancio 2026, il portale ENEA aggiornato il 25 giugno 2026 e il Conto Termico 3.0.

Bonus caldaia 2026: cosa è ammesso e cosa è escluso

Intervento Bonus Casa Ecobonus Conto Termico 3.0
Caldaia singola a gas o altro combustibile fossile Non ammessa Non ammessa Non è la soluzione ordinariamente incentivata per i privati
Sistema ibrido factory made Valutabile se rispetta i requisiti del Bonus Casa Ammesso con requisiti tecnici ENEA Ammesso nei casi e con i requisiti GSE
Pompa di calore Ammessa per interventi di risparmio energetico Ammessa se sostituisce un impianto invernale esistente Ammessa se sostituisce un impianto esistente e funzionante
Generatore a biomassa Valutabile secondo l’intervento Ammesso se rispetta requisiti tecnici ed emissivi Ammesso secondo tecnologia, classe ambientale e sostituzione eseguita

Non basta aggiungere una piccola pompa di calore a una caldaia acquistata separatamente per trasformare l’impianto in un sistema ibrido agevolabile. Per l’Ecobonus il sistema deve normalmente essere integrato e assemblato in fabbrica, progettato per funzionare come un unico prodotto.

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Caldaie a gas: perché nel 2026 non sono detraibili

La disciplina introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 ha escluso dalle detrazioni le spese per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato le aliquote, ma non ha eliminato questa esclusione.

Di conseguenza, nel 2026 non spettano Bonus Casa o Ecobonus per l’acquisto e la posa di una nuova caldaia a condensazione alimentata soltanto a gas, anche se appartiene a una classe energetica elevata. Restano detraibili le eventuali altre opere agevolabili, purché siano autonome, correttamente documentate e non costituiscano un modo artificioso per includere il costo della caldaia esclusa.

Aliquote 2026: 50% o 36%

Per gli interventi ancora ammessi, nel 2026 l’aliquota è:

  • 50% quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale e riguarda l’unità adibita ad abitazione principale;
  • 36% negli altri casi ammessi, comprese normalmente seconde case, immobili locati e spese sostenute da soggetti che non hanno un diritto reale.

Le detrazioni vengono recuperate in dieci quote annuali, nei limiti dell’imposta dovuta. L’aliquota maggiorata non dipende dal concetto di “prima casa” utilizzato per le imposte di acquisto: conta che l’immobile sia l’abitazione principale e che chi paga sia proprietario o titolare di usufrutto, uso o abitazione.

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Ecobonus per sistema ibrido, pompa di calore e biomassa

L’Ecobonus 2026 può essere utilizzato quando si sostituisce un impianto di climatizzazione invernale esistente con una tecnologia ammessa. Per gli impianti di riscaldamento il limite storico è normalmente espresso come detrazione massima di 30.000 euro, fermo restando il rispetto dei costi massimi specifici e dei requisiti tecnici.

Tra le soluzioni da valutare rientrano:

  • pompe di calore elettriche ad alta efficienza;
  • sistemi ibridi costituiti da pompa di calore e caldaia a condensazione integrati in fabbrica;
  • generatori a biomassa che rispettano prestazioni, emissioni e certificazioni richieste;
  • microcogeneratori e altre tecnologie previste dalla disciplina, quando applicabili.

L’edificio deve essere esistente e, per gli interventi sull’impianto invernale, deve normalmente essere dotato di un impianto di riscaldamento preesistente. La prima installazione in un edificio che ne è privo non segue le stesse regole.

Bonus Casa per la sostituzione dell’impianto

Il Bonus Casa 2026 può coprire interventi di manutenzione straordinaria e lavori finalizzati al risparmio energetico, con limite complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare. Anche in questo percorso la caldaia fossile singola resta esclusa.

Una pompa di calore o un impianto ibrido può rientrare nel Bonus Casa se l’intervento è effettivamente agevolabile e il risparmio energetico è documentato. Il tetto di 96.000 euro è condiviso con gli altri lavori eseguiti sulla stessa unità e riferiti al medesimo intervento.

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Conto Termico 3.0: quando conviene

Il Conto Termico 3.0 non è una detrazione Irpef: è un incentivo erogato dal GSE. Può essere interessante per chi ha poca capienza fiscale o preferisce un contributo con tempi diversi dalle dieci rate annuali.

Per i privati sono agevolabili, secondo le regole del decreto e del portale GSE, la sostituzione di impianti esistenti con pompe di calore, sistemi ibridi e generatori a biomassa. L’edificio deve essere esistente, accatastato e dotato di impianto di climatizzazione invernale funzionante. Nell’accesso diretto la domanda va normalmente presentata entro 90 giorni dalla conclusione dell’intervento.

Conto Termico e detrazioni fiscali non si sommano sulla stessa spesa. Prima di ordinare l’impianto è opportuno confrontare incentivo stimato, requisiti, documentazione e tempi di pagamento.

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Bonifico, ENEA e documenti da conservare

Per Bonus Casa ed Ecobonus il pagamento deve essere effettuato, quando richiesto per le persone fisiche, con bonifico parlante contenente causale normativa, codice fiscale del beneficiario e partita IVA o codice fiscale del fornitore.

La documentazione principale comprende:

  • fatture dettagliate e ricevute dei pagamenti;
  • schede tecniche, certificazioni del prodotto e dichiarazione di conformità dell’impianto;
  • asseverazione o dichiarazione del tecnico, quando prevista;
  • titolo edilizio oppure dichiarazione sostitutiva per gli interventi che non richiedono una pratica;
  • ricevuta della scheda trasmessa al portale ENEA entro il termine applicabile;
  • per il Conto Termico, domanda, contratto, documenti GSE e prove della dismissione o sostituzione del vecchio generatore.

Per le schede ENEA 2026 il termine ordinario è di 90 giorni dalla fine dei lavori, con le regole transitorie pubblicate per l’aggiornamento del portale del 25 giugno 2026.

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Pratica edilizia, installatore e sicurezza

La sostituzione del generatore può essere edilizia libera, ma opere sulla canna fumaria, modifiche prospettiche, interventi strutturali o vincoli possono richiedere una pratica o specifiche autorizzazioni. È quindi necessario verificare il caso concreto con il Comune e con un tecnico.

L’installazione deve essere eseguita da un’impresa abilitata, che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi del decreto ministeriale 37/2008. Devono inoltre essere rispettate le regole regionali sul catasto degli impianti termici, sul libretto e sui controlli di efficienza energetica.

Esempi pratici

Sostituzione di una vecchia caldaia con un’altra caldaia a gas

Nel 2026 il costo della caldaia fossile singola non accede a Bonus Casa o Ecobonus. Il fatto che sia a condensazione non cambia l’esclusione.

Sistema ibrido su abitazione principale

Un proprietario che sostituisce l’impianto esistente con un sistema ibrido ammesso può valutare l’Ecobonus al 50%, rispettando requisiti tecnici, bonifico ed ENEA. Va confrontata anche l’alternativa del Conto Termico 3.0.

Pompa di calore su seconda casa

Se l’intervento possiede i requisiti, la detrazione 2026 è normalmente del 36%. Il 50% non spetta soltanto perché il contribuente possiede un’unica abitazione.

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Domande frequenti sul Bonus Caldaia 2026

La caldaia a condensazione è detraibile nel 2026?

No, se è un generatore unico alimentato a combustibili fossili. Può invece essere parte di un sistema ibrido integrato che rispetta i requisiti previsti.

Il Bonus Caldaia copre anche la manodopera?

Negli interventi ammessi possono rientrare posa, opere strettamente collegate, componenti e prestazioni professionali previste dalla disciplina. Non diventano però detraibili i costi riferibili a un apparecchio espressamente escluso.

Serve sempre l’APE?

No. L’APE non è automaticamente obbligatorio per ogni sostituzione. Servono invece i documenti tecnici richiesti dal bonus scelto; per interventi complessi o impianti di maggiore potenza possono essere necessari ulteriori elaborati.

Posso scegliere dopo i lavori tra Ecobonus e Conto Termico?

È rischioso. Requisiti, pagamenti, documenti e termini sono diversi. La scelta va effettuata prima dell’ordine e dell’avvio dell’intervento.

Fonti ufficiali