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Guida alla ripartizione delle spese dell’ascensore: articolo 1124, formula di calcolo, piano terra, inquilini, nuovo impianto e detrazioni 2026.
Le spese dell’ascensore condominiale non si dividono sempre in parti uguali e neppure soltanto in base ai millesimi generali. Per la manutenzione e la sostituzione di un impianto già esistente, la regola di partenza è quella dell’articolo 1124 del Codice civile: metà della spesa dipende dal valore delle unità immobiliari e metà dall’altezza del piano.
Questa risposta, però, non risolve tutti i casi. Prima di calcolare la quota bisogna capire se si tratta di manutenzione ordinaria, riparazione straordinaria, sostituzione completa oppure installazione di un ascensore nuovo. Occorre inoltre controllare quali unità siano servite dall’impianto, se esista un regolamento contrattuale e se l’ascensore fosse già presente quando nacque il condominio.
Anche la frase «chi abita al piano terra paga sempre» è troppo generica. Un appartamento o un negozio al piano terra può dover contribuire quando l’ascensore è comune e consente anche l’accesso a tetto, terrazza, autorimessa o altri spazi condivisi; può invece essere escluso se un titolo valido attribuisce l’impianto soltanto a una parte dell’edificio o prevede un esonero espresso. L’uso quotidiano, da solo, non è quindi il criterio decisivo.
Sommario
La prima operazione pratica consiste nel classificare correttamente la spesa. Applicare la tabella giusta a un intervento classificato male produce comunque un riparto errato.
Su mobile scorri la tabella orizzontalmente.
| Spesa | Regola di partenza | Chi contribuisce | Eccezioni da controllare |
|---|---|---|---|
| Manutenzione e funzionamento di ascensore esistente | Articolo 1124: 50% valore e 50% altezza | Proprietari delle unità a cui l’impianto serve | Titolo contrario, condominio parziale, convenzione unanime |
| Riparazione o sostituzione dell’impianto esistente | Articolo 1124 | Stessi proprietari interessati dall’ascensore | Clausola contrattuale espressa e applicabile anche alla sostituzione |
| Installazione di un ascensore nuovo deliberata dal condominio | Articoli 1123, 1120 e, se gravosa e separabile, 1121 | Tutti oppure soltanto i partecipanti all’innovazione, secondo il caso | Possibilità per gli iniziali dissenzienti di aderire successivamente |
| Consumi e ordinaria manutenzione in un appartamento locato | Rapporto interno regolato dall’articolo 9 della Legge 392/1978 | Normalmente il conduttore, salvo patto contrario | Verso il condominio resta obbligato il proprietario |
| Sostituzione integrale o intervento straordinario in un appartamento locato | Obblighi del proprietario e accordi di locazione | Normalmente il locatore | Va letto il contratto e distinta la vera manutenzione ordinaria |
La tabella sintetizza il criterio iniziale, non sostituisce l’esame di regolamento, titoli di proprietà e tabella ascensore. Negli edifici con più scale, corpi di fabbrica o impianti, può esistere un condominio parziale: pagano i proprietari collegati a quella specifica scala e a quell’ascensore, non automaticamente l’intero complesso.
Advertisement - PubblicitàDal 2013 l’articolo 1124 menziona espressamente scale e ascensori. La norma dispone che siano mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari alle quali servono e divide la spesa con un criterio misto:
Il primo elemento riflette la comproprietà e il valore delle unità. Il secondo tiene conto dell’utilità potenziale crescente: raggiungere un piano alto rende l’ascensore più utile rispetto a raggiungere il primo piano. Cantine, soffitte, camere a tetto e lastrici solari esclusivi sono considerati piani ai fini della metà collegata al valore, secondo il secondo comma dell’articolo.
Non si deve confondere questo sistema con una misurazione delle corse realmente effettuate. La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 20888 del 18 luglio 2023, ha escluso che una maggioranza possa aumentare forfettariamente la quota di un ufficio soltanto perché i suoi utenti utilizzano più spesso l’ascensore: l’articolo 1124 incorpora già il criterio legato all’altezza e una diversa convenzione richiede il consenso necessario.
Il testo vigente del Codice civile è consultabile su Normattiva; la formulazione dell’articolo 1124 dedicata anche agli ascensori deriva dall’articolo 8 della Legge 220/2012.
Nella pratica l’amministratore utilizza normalmente una tabella scale e ascensore già approvata. Comprendere il calcolo permette però di individuare errori evidenti e di verificare che una spesa straordinaria non sia stata divisa con i soli millesimi generali o, all’opposto, soltanto in base al piano.
Una rappresentazione utile della quota del singolo condòmino è:
Quota = componente per valore + componente per altezza
Qi = (C × 50% × Mi / Mtot) + (C × 50% × Hp / Htot × mi,p / mp)
La formula spiega il principio, ma non autorizza a ricostruire autonomamente una tabella già vigente. Altezza, unità servite, valori interni al piano e criteri contenuti nei titoli devono essere verificati da un tecnico quando la tabella manca, è contestata o non rispecchia più l’edificio.
Supponiamo una spesa di 12.000 euro per la sostituzione di un ascensore esistente. L’edificio ha quattro appartamenti, uno per piano, ciascuno con 250 millesimi. Per semplificare, i coefficienti di altezza sono 1, 2, 3 e 4, la cui somma è 10.
La metà basata sul valore è pari a 6.000 euro. Ogni proprietario sostiene 1.500 euro perché possiede 250 millesimi su 1.000. L’altra metà, sempre di 6.000 euro, è ripartita secondo l’altezza:
La quota complessiva diventa quindi 2.100 euro al primo piano, 2.700 al secondo, 3.300 al terzo e 3.900 al quarto. Se sullo stesso piano vi fossero due appartamenti di valore diverso, la quota del livello dovrebbe essere ulteriormente suddivisa secondo i valori previsti dalla tabella.
Advertisement - PubblicitàLa risposta corretta è: dipende dal titolo e dall’utilità anche potenziale dell’impianto. L’ascensore rientra tra le parti comuni indicate dall’articolo 1117 quando, per caratteristiche e funzione, è destinato al servizio dell’edificio e non risulta diversamente da un titolo.
Un proprietario al piano terra non è esentato soltanto perché entra direttamente dalla strada o dichiara di non usare l’ascensore. L’impianto potrebbe permettergli di raggiungere il tetto, il lastrico comune, una terrazza, locali tecnici, cantine o autorimesse. In questi casi può concorrere almeno alla componente collegata alla proprietà; la concreta tabella stabilisce l’incidenza della componente per altezza.
La Cassazione n. 31675 del 4 dicembre 2025 ha affrontato proprio la sostituzione di ascensori esistenti e l’esclusione di locali commerciali. La Corte ha chiarito che una tabella con quota zero o una clausola riferita genericamente alla manutenzione non bastano necessariamente a esonerare dalla sostituzione: la deroga al criterio legale deve risultare in modo espresso e inequivoco.
L’esclusione è invece possibile quando il titolo dimostra che l’ascensore appartiene soltanto a determinati condòmini, quando serve un corpo di fabbrica separato oppure quando una valida convenzione contrattuale prevede un esonero preciso. Non basta guardare il numero del piano: occorre ricostruire proprietà, collegamenti e destinazione dell’impianto.
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Richiedi informazioni gratisPer un ascensore comune già esistente, una dichiarazione unilaterale di rinuncia all’uso non elimina l’obbligo di contribuire. L’articolo 1118 del Codice civile impedisce al condòmino di rinunciare al proprio diritto sulle parti comuni per sottrarsi alle spese necessarie alla loro conservazione.
Un semplice blocco della chiave, la mancata consegna del badge o l’abitudine di utilizzare le scale non modificano la proprietà dell’impianto. Un esonero totale o parziale può derivare da un titolo contrattuale oppure da una convenzione accettata da tutti i proprietari interessati. La formulazione deve essere chiara: una clausola che parla soltanto di “uso” o di “gestione” potrebbe non estendersi automaticamente a sostituzione e conservazione.
Advertisement - PubblicitàPer un impianto già esistente, l’articolo 1124 comprende sia la manutenzione sia la sostituzione. Rientrano nel quadro, secondo la natura concreta dell’intervento, il contratto di manutenzione, le riparazioni di componenti, gli adeguamenti necessari alla sicurezza, il rifacimento sostanziale o la sostituzione dell’impianto.
Definire un lavoro “straordinario” non significa passare automaticamente ai millesimi generali dell’articolo 1123. La distinzione ordinario/straordinario è importante per autorizzazioni, fondo speciale, rapporto locatore-conduttore e trattamento fiscale; non cancella il criterio speciale previsto per l’ascensore esistente.
Se l’assemblea approva lavori di manutenzione straordinaria, l’articolo 1135 richiede la costituzione di un fondo speciale di importo pari ai lavori oppure, quando il contratto prevede pagamenti progressivi, collegato ai singoli stati di avanzamento. Preventivo, capitolato e piano dei pagamenti devono permettere ai condòmini di capire quali prestazioni siano incluse.
L’installazione ex novo non va confusa con la sostituzione di un impianto già comune. La giurisprudenza della Cassazione distingue le due situazioni: per il nuovo ascensore deliberato come innovazione trova applicazione il criterio dell’articolo 1123, proporzionale al valore della proprietà, insieme alle regole degli articoli 1120 e 1121.
Se l’opera è molto gravosa e può essere usata separatamente, i condòmini che non intendono trarne vantaggio possono non partecipare inizialmente alla spesa. L’ascensore può essere riservato ai proprietari che lo hanno finanziato. Gli altri, e i loro eredi o aventi causa, possono però aderire in seguito, contribuendo alle spese di esecuzione e manutenzione opportunamente attualizzate.
Quando l’installazione serve a eliminare barriere architettoniche, entrano in gioco anche la Legge 13/1989 e il principio di solidarietà condominiale. Occorre distinguere il diritto a realizzare l’opera, le maggioranze per deliberarla e l’individuazione di chi ne sopporta il costo.
Advertisement - PubblicitàNei rapporti con il condominio il debitore delle quote resta il proprietario dell’unità. L’amministratore approva il riparto e riscuote dal condòmino, non dall’inquilino. Proprietario e conduttore regolano poi tra loro il rimborso degli oneri accessori secondo legge e contratto.
L’articolo 9 della Legge 392/1978 pone interamente a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese relative al funzionamento e all’ordinaria manutenzione dell’ascensore. Rientrano normalmente in questa area energia elettrica, visite ordinarie, piccole operazioni ricorrenti e servizi collegati all’uso.
Installazione, sostituzione integrale e interventi realmente straordinari spettano normalmente al proprietario. Il nome utilizzato in fattura non è però decisivo: per una riparazione importante occorre esaminare natura, causa e portata del lavoro. Prima di pagare, il conduttore ha diritto di ricevere l’indicazione specifica delle spese e dei criteri di riparto e di prendere visione dei giustificativi, come prevede lo stesso articolo 9.
Il testo ufficiale degli oneri accessori è disponibile nella Gazzetta Ufficiale, articolo 9 della Legge 392/1978.
Il contratto di manutenzione non è una voce facoltativa che il condominio può eliminare per risparmiare. Il proprietario dello stabile o il suo legale rappresentante deve affidare la manutenzione dell’impianto a personale abilitato. Il manutentore interviene secondo le esigenze dell’ascensore e controlla periodicamente dispositivi meccanici, idraulici ed elettrici, porte, serrature, funi e catene.
Almeno una volta ogni sei mesi devono essere verificati i principali dispositivi di sicurezza degli ascensori e annotati gli esiti nel libretto. Separatamente, l’impianto è sottoposto a verifica periodica ogni due anni da uno dei soggetti abilitati previsti dall’articolo 13 del DPR 162/1999. Un esito negativo può portare al fermo dell’impianto finché non siano eseguite le riparazioni.
Queste attività vanno tenute distinte nel preventivo:
Non esiste una tariffa nazionale unica per la manutenzione. Il costo dipende da numero di fermate, tecnologia, età dell’impianto, frequenza d’uso, copertura del contratto, reperibilità, disponibilità dei ricambi e zona. Un confronto serio tra preventivi deve quindi mettere a paragone le stesse prestazioni, non soltanto il canone annuale più basso.
Le disposizioni aggiornate su manutenzione e controlli sono riportate nel DPR 162/1999 coordinato con le modifiche del 2017.
Advertisement - PubblicitàL’assemblea applica le regole legali e le convenzioni esistenti, ma non può riscriverle liberamente a maggioranza. Una deroga stabile all’articolo 1124, per esempio una divisione sempre in parti uguali o l’esonero totale di alcune unità, richiede una convenzione accettata da tutti i proprietari interessati.
La Cassazione n. 20888/2023 ha dichiarato nulla la deliberazione che imponeva a un ufficio una maggiorazione forfettaria per il maggiore uso dell’ascensore. La stessa pronuncia distingue però la delibera che modifica il criterio per il futuro da quella che, in un singolo rendiconto, applica male una regola esistente: quest’ultima è normalmente annullabile e deve essere contestata nei termini dell’articolo 1137.
Per le delibere annullabili il termine è di 30 giorni: dalla deliberazione per dissenzienti e astenuti, dalla comunicazione del verbale per gli assenti. L’impugnazione non sospende automaticamente la decisione. Poiché la distinzione tra nullità e annullabilità incide sui termini, non conviene attendere chiarimenti informali quando il riparto riguarda una somma rilevante.
La massima ufficiale è pubblicata nella Rassegna civile della Corte di cassazione, giugno-luglio 2023.
Ripartizione condominiale e detrazione fiscale sono due questioni diverse. La prima stabilisce quale quota deve pagare ciascun proprietario; la seconda verifica se l’intervento, il beneficiario, il pagamento e la documentazione consentano di recuperare fiscalmente una parte della spesa.
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Richiedi informazioni gratisNel 2026, per gli interventi di recupero ammessi sulle parti comuni residenziali, la detrazione ordinaria è del 36%. Sale al 50% per il proprietario o titolare di un diritto reale quando l’unità nel condominio è adibita ad abitazione principale, secondo i requisiti indicati dall’Agenzia delle Entrate. L’aliquota va valutata sul singolo condòmino: nello stesso intervento condominiale possono quindi coesistere percentuali differenti.
L’amministratore comunica all’Anagrafe tributaria le quote imputate ai singoli condòmini per gli interventi agevolati. Per poter fruire della detrazione occorre pagare la quota nei tempi richiesti e conservare certificazione dell’amministratore o documentazione equivalente. Un semplice canone di gestione o consumo elettrico non diventa detraibile soltanto perché riguarda l’ascensore: conta la natura edilizia e fiscale del lavoro.
Per nuovi ascensori, servoscala e interventi destinati all’eliminazione delle barriere occorre verificare anche la disciplina specifica vigente nell’anno di spesa, i requisiti tecnici e l’eventuale sovrapposizione con altre agevolazioni.
Advertisement - PubblicitàPrima di concludere che la cifra sia sbagliata, è opportuno ricostruire il calcolo. Una richiesta scritta all’amministratore dovrebbe riguardare:
Un errore frequente consiste nell’usare i millesimi generali per l’intera spesa; un altro è applicare la tabella ascensore a un nuovo impianto senza verificare chi abbia aderito all’innovazione. Sono sospetti anche l’esonero fondato soltanto sul mancato utilizzo e la maggiorazione decisa a maggioranza per un ufficio o un’attività più frequentata.
Sì, quando l’unità è servita da un ascensore comune. Pagherà normalmente meno di un’unità analoga posta più in alto perché la metà collegata all’altezza è inferiore.
Può essere tenuto a contribuire se è comproprietario dell’impianto e l’ascensore offre un’utilità anche potenziale, per esempio l’accesso al tetto o ad altri spazi comuni. Titolo contrario, condominio parziale o esonero contrattuale possono cambiare il risultato.
L’ingresso indipendente non determina da solo l’esenzione. Occorre verificare se l’ascensore sia comune, quali parti raggiunga e cosa stabiliscano titoli e regolamento contrattuale. La Cassazione n. 31675/2025 ha escluso un esonero implicito in un caso di sostituzione dell’impianto.
Non automaticamente. Se riguardano manutenzione o sostituzione di un ascensore esistente, opera il criterio speciale dell’articolo 1124. Per l’installazione di un impianto nuovo si applicano invece le regole sulle innovazioni e l’articolo 1123.
Nel rapporto di locazione una sostituzione importante o straordinaria è normalmente a carico del proprietario. Il condominio richiede comunque la quota al proprietario, che regola poi con il conduttore gli oneri ordinari previsti da legge e contratto.
No, se l’ascensore è una parte comune al servizio della tua unità. Il mancato uso volontario non equivale a perdere la comproprietà. Serve un titolo o una convenzione valida per ottenere un esonero.
Bisogna prima controllare tabella, regolamento, titoli e tipo di spesa. Se l’errore riguarda una delibera annullabile, il termine può essere di soli 30 giorni. Una tabella può essere rettificata o modificata nei casi previsti dall’articolo 69 delle disposizioni di attuazione del Codice civile.
Sì. Deve essere affidata a personale abilitato; i dispositivi di sicurezza sono controllati almeno ogni sei mesi e l’impianto è sottoposto a verifica periodica biennale da un soggetto abilitato.
Advertisement - PubblicitàIl criterio corretto nasce dall’insieme di legge, titolo, regolamento e caratteristiche reali dell’edificio. Quando sono in discussione somme elevate, proprietà dell’impianto o validità di una delibera, è prudente far verificare i documenti a un amministratore esperto, a un tecnico o a un legale prima di sospendere il pagamento.
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