Sostegni, Fondo Perduto: indennità conta nel calcolo del fatturato?

Sostegni, Fondo Perduto: indennità conta nel calcolo del fatturato? Sostegni, Fondo Perduto: indennità conta nel calcolo del fatturato?
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Il primo Decreto Sostegni, entrato in vigore a marzo 2021, come sappiamo ha concesso la possibilità per diversi beneficiari di ottenere dei contributi a fondo perduto per via delle perdite di fatturato subite durante i periodi di lockdown.

I contributi a fondo perduto spettano alle imprese, ai professionisti e ai titolari di reddito agrario che hanno registrato un calo di fatturato minimo del 30% nell’anno 2020 rispetto ai guadagni e ai corrispettivi registrati nel 2019.

Nel caso in cui però a richiedere il contributo a fondo perduto sia una professionista in maternità, l’indennità percepita mensilmente è da considerare ai fini del calcolo del calo di fatturato?

Decreto Sostegni: fondo perduto per professionista in maternità

Questa è la domanda oggetto di una recente risposta ad interpello affrontata dal Fisco, la n. 777 dell’11 novembre 2021.

Qui l’istante è appunto una libera professionista in regime forfettario con Partita IVA, che dichiara di aver percepito nel 2020 le mensilità spettanti per l’indennità di maternità.

Ad oggi l’istante vorrebbe richiedere il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni (DL n. 41/2021), e chiede dunque alle Entrate se l’importo percepito per la maternità possa concorrere al calcolo del calo di fatturato del corrispettivi del 2020 rispetto a quelli del 2019.

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Contributo DL Sostegni: a chi spetta, requisiti

Prima di rispondere al quesito ricordiamo in breve come funziona il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni.

Tra l’altro, ricordiamo anche questo, ad oggi esistono nuovi contributi a fondo perduto introdotti invece dal Decreto Sostegni BIS. Per saperne di più, leggi: “Decreto Sostegni Bis: tutti i contributi a fondo perduto

Il primo DL Sostegni è nato appunto al fine di garantire degli aiuti economici a favore di professionisti e imprese che hanno inevitabilmente perso guadagni nei mesi più emergenziali della pandemia.

L’aiuto è appunto un contributo a fondo perduto a favore dei titolari di Partita IVA, residenti o stabiliti in territorio nazionale, che:

  • Svolgono attività d’impresa;
  • Svolgono esercizio di arti e professioni;
  • Producono reddito agrario.

Il contributo a fondo perduto spetta a patto che:

  1. Si dimostri appunto il calo di fatturato almeno del 30% nel 2020 rispetto all’ammontare della media mensile dei guadagni del 2019 (in caso la P. IVA sia stata aperta dal 1° gennaio 2019, questo requisito non conta);
  2. Il fatturato del 2019 non risulti superiore a 10 milioni di euro.

Calo di fatturato della media mensile: come si calcola

L’importo spettante per ciascun beneficiario si calcola applicando una percentuale alla differenza tra la media mensile dei guadagni del 2019 e quelli del 2020.

Tale percentuale è differente in base all’ammontare del fatturato registrato nel 2020. Se complessivamente è pari a:

  • Fino a 100.000 euro, il coefficiente da applicare sarà il 60%;
  • A partire da 100.001 a 400.000 euro, sarà del 50%;
  • A partire da 400.001 a 1.000.000 di euro, sarà del 40%;
  • Da 1.000.001 a 5.000.000 di euro, sarà del 30%;
  • Da 5.000.001 a 10.000.000 di euro, sarà del 20%.

In sostanza, il calcolo si fa come segue:

  1. Si calcola l’ammontare medio mensile del fatturato del 2019, ovvero il totale annuale si divide per i mesi in cui la P.IVA è stata attiva;
  2. Si calcola poi l’ammontare medio mensile del fatturato del 2020 nello stesso modo;
  3. Se la media mensile del 2020 è inferiore almeno del 30% a quella del 2019, il contributo spetta;
  4. Dopodiché, si fa la differenza tra la media del 2019 e quella del 2020;
  5. Al risultato ottenuto, si applica il coefficiente di riferimento.

L’importo concesso in ogni caso non può essere superiore a 150.000 euro e inferiore a:

  • 1.000 euro per le persone fisiche;
  • 2.000 euro per i soggetti differenti dalle persone fisiche.

Leggi anche: “Fondo Perduto del DL Sostegni percepito senza diritto: cosa accade

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Fondo Perduto: la maternità non concorre al calcolo del fatturato

Tornando quindi al caso di oggi, in cui una professionista ha percepito l’indennità di maternità nel 2020, ci si chiede appunto se tale indennità si debba considerare per la dimostrazione del calo di fatturato.

La risposta delle Entrate è negativa, come è stato chiarito in passato dalla Circolare n. 5/E del 14 maggio 2021. Qui esiste un punto dedicato proprio all’indennità di maternità, il 3.5, dove si legge che:

l’indennità di maternità non costituisce ricavo o compenso come previsto dall’art. 68, comma 2, del D.lgs. 26 marzo del 2001, n. 151”.

E ancora:

Ne consegue che, anche se le somme di cui si tratta fossero state oggetto in via volontaria di fatturazione, le stesse non sono da includere nella nozione di fatturato di cui al comma 4 dell’articolo 1 del decreto sostegni e neppure fra i ricavi da considerare ai fini dell’accesso al contributo, poiché la loro rilevazione tra le somme fatturate non sono riconducibili ad alcun compenso.

Leggi anche: “Mutui Giovani: tutte le agevolazioni del Decreto Sostegni



Autore: Redazione Online

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