
Il Consiglio di Stato chiarisce che la chiusura completa di una pergotenda con vetrate mobili può creare nuova volumetria abusiva, rendendo necessario il permesso di costruire e legittimando la demolizione.

Pergolati e coperture leggere possono diventare abusi edilizi se alterano stabilmente il territorio. In area vincolata conta l’impatto reale dell’opera, non il nome attribuito alla struttura.

Il TAR Lombardia conferma l’obbligo di rispettare i 10 metri tra pareti finestrate anche nel recupero sottotetti. Nuove aperture e grandi vetrate possono rendere illegittimo l’intervento edilizio.

Dal 27 maggio 2026 nuove semplificazioni paesaggistiche per campeggi e case mobili riducono la burocrazia, mantenendo controlli su opere permanenti e tutela del territorio nelle aree vincolate.

Il TAR Lazio conferma l’abusività delle verande stabili ma stabilisce che, nei centri storici, il Comune deve motivare adeguatamente la scelta della demolizione rispetto alla sanzione economica.

Pergole e tettoie possono diventare nuove costruzioni abusive se modificano stabilmente il territorio. In area vincolata la SCIA non basta e il rischio demolizione resta elevato anche dopo anni.

Il TAR Campania chiarisce che piccole difformità edilizie, altezze interne ridotte e opere da giardino non costituiscono automaticamente ristrutturazione pesante né giustificano ordini di demolizione sproporzionati.

Sottotetto non sempre condominiale: la Corte di Milano lo riconosce pertinenza privata ma nega usucapione per mancanza di prova del possesso esclusivo continuato e realmente impeditivo verso altri condomini.

Annullata demolizione per carenze istruttorie del Comune. Necessaria valutazione tecnica precisa e motivazione dettagliata. In zona vincolata serve doppio titolo. Non tutte le difformità giustificano automaticamente la demolizione.

La sentenza del Consiglio di Stato chiarisce come dimostrare la legittimità degli immobili datati: serve prova concreta. Il Comune non può ordinare demolizioni senza basi solide, ma il proprietario deve documentare ogni opera.

Il TAR Campania annulla un'autorizzazione paesaggistica che consentiva una piscina smontabile solo una volta. La decisione chiarisce che limitazioni amministrative devono essere motivate in modo logico e coerente.

Il vicino può accedere alla pratica edilizia anche dopo molti anni se necessario per tutelare i propri diritti. Il TAR ribadisce il principio di vicinitas e la prevalenza dell’accesso difensivo.

Il Consiglio di Stato chiarisce che una pergotenda retrattile, senza aumento di volume e priva di stabilità permanente, rientra nell’edilizia libera e non richiede permesso di costruire né autorizzazione paesaggistica.

Il TAR Lazio conferma il rigetto del condono per ampliamento oltre i limiti volumetrici regionali, ribadendo la distinzione tra ampliamento e nuova costruzione e l’interpretazione rigorosa della L.R. 12/2004.

Piscina privata in area vincolata, qualificazione urbanistica dell’intervento, SCIA in sanatoria e limiti del legittimo affidamento: una sentenza affronta i nodi centrali della disciplina edilizia e paesaggistica.