
Una recente sentenza del Consiglio di Stato cambia le regole: anche gli immobili già demoliti prima del 2013 possono essere recuperati come ristrutturazione edilizia, se ne è dimostrabile la consistenza originaria.

Il TAR conferma il limite di 1,80 m per i sottotetti nel Tessuto Urbano Consolidato, anche se non abitabili, respingendo la sanatoria per opere considerate sopraelevazioni non ammesse.

La sentenza del TAR chiarisce i limiti del Decreto Salva Casa, ribadendo che le deroghe sull’altezza minima non valgono per cambi d’uso da locali accessori a residenziali.

Il Consiglio di Stato ribadisce che il cambio di destinazione d’uso in zona agricola, anche senza opere, necessita del permesso di costruire. Inapplicabile il “Salva Casa” in queste aree.

Dal 2030, tutti i nuovi edifici in Europa dovranno essere a emissioni zero. La direttiva UE impone ristrutturazioni energetiche per gli immobili esistenti e cambia radicalmente il mercato edilizio.

Una sentenza del TAR Lombardia chiarisce i limiti dell’opposizione dei privati alle SCIA edilizie, confermando la validità di perizie asseverate e strumenti urbanistici comunali in deroga.

Una sentenza del TAR Lombardia ribadisce che nei campeggi le strutture stabili necessitano di permessi edilizi, anche se installate da terzi. Il gestore resta responsabile e può subire sanzioni.

Il Comune di Roma limita le premialità volumetriche della legge regionale 7/2017, puntando su rigenerazione sostenibile, tutela del tessuto storico e coerenza con il Piano Regolatore Generale.

Un capannone realizzato senza permesso è stato acquisito dal Comune: la sentenza ribadisce che opere stabili non rientrano nell’edilizia libera, specialmente in aree con vincoli ambientali.

Il TAR conferma la demolizione per abusi edilizi non sanabili, respingendo la difesa del proprietario e chiarendo le conseguenze legali in caso di inottemperanza, anche su immobili ereditati.

Il TAR Lazio ha confermato che la SCIA in sanatoria non può regolarizzare abusi edilizi gravi. Solo permesso di costruire, accertamento di conformità o condono possono evitare la demolizione.

Una sentenza del Consiglio di Stato conferma i vincoli sul cambio di destinazione d’uso da commerciale a residenziale nei comuni turistici montani, per tutelare la residenza stabile e limitare le seconde case.

La sentenza ribadisce i limiti del condono edilizio: non è possibile sanare immobili privi dei requisiti igienico-sanitari minimi, riaffermando il primato della tutela della salute come valore costituzionale.

Finisce la stagione dei dehors liberi: il governo introduce nuove regole più rigide, affidando ai Comuni maggiori poteri. Obiettivo: equilibrio tra commercio, decoro urbano e tutela del patrimonio.

La Cassazione conferma: una pergotenda con chiusure laterali, materiali rigidi e volumi aggiuntivi richiede titolo edilizio. Attenzione alle norme locali e ai limiti dell’edilizia libera.