Superbonus 110% e impianto fotovoltaico: tutto quello che c’è da sapere

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Il Superbonus 110% consente di agevolare l’intervento di installazione dell’impianto fotovoltaico, ormai questo è chiaro.

Quando si tratta del maxi-incentivo con aliquota maggiorata però, è sempre piuttosto complesso comprendere tutto il funzionamento e le modalità di applicazione.

Vediamo di seguito tutto quello che c’è da sapere per usufruire del Superbonus 110% per l’installazione dell’impianto fotovoltaico.

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Superbonus 110% e impianto fotovoltaico: le regole principali

Innanzitutto, iniziamo col dire che il Superbonus 110% ammette l’installazione del fotovoltaico come intervento trainato.

Il che significa che non potrà essere eseguito da solo, ma solo congiuntamente ad almeno un intervento principale, o trainante. I lavori trainanti ammissibili al maxi-bonus sono:

Si specifica che, perché i lavori trainati possano essere considerati validi, le spese sostenute per questi devono risultare effettuate nello stesso arco temporale nel quale sono stati eseguiti i lavori trainanti. In sostanza, tutti i lavori (trainanti e trainati) dovranno essere conseguiti nello stesso periodo per poter essere considerati “legati” tra loro.

I requisiti fondamentale per accedere al Superbonus sono i seguenti:

  • Per il ramo Ecobonus 110%: Conseguimento della Classe Energetica più elevata (con salto di 1 Classe) o, qualora non fosse possibile, un miglioramento delle prestazioni energetiche di minimo 2 Classi rispetto a prima;
  • Per il ramo Sismabonus 110%: miglioramento delle prestazioni antisismiche dell’edificio rispetto a prima.
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I criteri obbligatori per l’impianto

Riguardo all’intervento di installazione dell’impianto fotovoltaico, si chiarisce che il Superbonus 110% si applica agli impianti connessi alla rete elettrica, installati su edifici o su strutture pertinenziali agli edifici.

A questo intervento può esserne collegato un altro a sua volta, sempre usufruendo del maxi-incentivo. È possibile infatti integrare all’impianto dei sistemi di accumulo, che potranno essere installati nello stesso momento in cui si installa il fotovoltaico, oppure anche successivamente.

Attenzione però, perché nel caso in cui si decida di aggiungere i sistemi di accumulo in un momento successivo, le spese dovranno comunque risultare sostenute nell’arco di tempo in cui si sostengono le spese relative agli interventi trainanti.

Dunque, se ad esempio le spese per gli interventi principali si dovessero sostenere tutte entro il 31 dicembre 2021, non sarà possibile agevolare l’acquisto relativo all’impianto fotovoltaico e ai sistemi di accumulo nel 2022. Le stesse spese dovranno essere sostenute anch’esse entro il 31 dicembre 2021.

C’è inoltre un altro aspetto da chiarire.

L’intervento di installazione dell’impianto fotovoltaico è ammissibile al Superbonus 110% solo nel caso in cui si opti per la cessione dell’energia non-autoconsumata (o non condivisa per l’autoconsumo) in favore del GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

Tale opzione si chiama “Ritiro Dedicato”. Per saperne di più, consulta la pagina apposita sul sito ufficiale del GSE. Non saranno agevolabili invece gli impianti per il quale è previsto già un sistema incentivante concesso dal GSE, come l’opzione dello Scambio sul Posto.

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Impianto fotovoltaico e sistemi di accumulo: i massimali di spesa

Con il Superbonus 110%, il massimale di spesa che è possibile portare in detrazione per l’installazione dell’impianto fotovoltaico è pari generalmente a 48.000 euro. Nello specifico però, la spesa non dovrà risultare superiore a 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale dell’impianto.

Per quanto riguarda l’installazione dei sistemi di accumulo, seppure questo intervento sia inevitabilmente legato all’installazione dell’impianto fotovoltaico, è previsto un massimale di spesa che deve essere considerato distintamente.

Tale massimale anche qui è pari a 48.000 euro ma, lo ribadiamo, si tratta di tetti di spesa differenti e, in caso si eseguano entrambi gli interventi, i massimali si dovranno cumulare.

Anche nel caso dell’installazione dei sistemi di accumulo, in realtà, la cifra di 48.000 euro è puramente indicativa, infatti non si potrà superare la cifra di 1.000 euro per ogni kWh di capacità del sistema di accumulo.

La situazione è diversa se invece l’installazione dell’impianto avviene per mano di condomini o enti non commerciali riconosciuti come Gruppi di Autoconsumo Collettivo o Comunità Energetiche Rinnovabili.

In questi casi, l’impianto non sarà quello che si installa comunemente per l’utenza singola, ma dovrà essere ovviamente più potente, e può arrivare fino a 200 kW.

Il Superbonus 110% ammette anche l’installazione di questo tipo di impianti, ma solo per la quota di spesa corrispondente ad una potenza massima di 20 kW. Per quanto riguarda la parte di spesa per la potenza che eccede oltre i 20 kW, si potrà usufruire invece dell’Ecobonus tradizionale con detrazione al 50%.

Leggi anche: “Superbonus 110%: i massimali di spesa per tutti gli interventi

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Utilizzo Superbonus 110%: detrazione, cessione, sconto immediato

Come sempre ricordiamo che il Superbonus 110%, nato con il Decreto Rilancio nel 2020, ha concesso un netto ampliamento della platea dei beneficiari delle detrazioni grazie all’introduzione delle due opzioni alternative alla detrazione.

Parliamo ovviamente della possibilità di cedere il proprio credito d’imposta a terzi soggetti, fornitori o banche. O, in alternativa, dell’opportunità di ottenere uno sconto immediato in fattura, che la stessa ditta concederà al posto del credito d’imposta maturato dal beneficiario.

Le opzioni alternative alla detrazione danno oggi la possibilità di monetizzare da subito il proprio credito, senza attendere le lunghe tempistiche della dichiarazione dei redditi. Per saperne di più, leggi: “Superbonus, Bonus Casa e SAL: facciamo chiarezza

Consentono inoltre anche ai soggetti incapienti di accedere al maxi-incentivo, e non solo. Infatti, oltre al Superbonus 110%, esistono altri 5 Bonus Casa che concedono le scelte alternative.

Nel caso invece si preferisse utilizzare il Superbonus in detrazione con la Dichiarazione dei Redditi, questa sarà ripartita in 5 quote di pari importo per 5 anni. Per quanto riguarda le spese sostenute nel 2022, la detrazione si ripartirà in 4 quote per 4 anni.

Leggi anche: “Impianto fotovoltaico: tipologie, caratteristiche e differenze