Superbonus 110%, contratto fotovoltaico GSE: come fare, cosa sapere

Superbonus 110%, contratto fotovoltaico GSE: come fare, cosa sapere Superbonus 110%, contratto fotovoltaico GSE: come fare, cosa sapere
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Riprendendo la risposta ad interpello n. 57 del 31 gennaio 2022 dell’Agenzia delle Entrate, di cui abbiamo parlato nell’articolo: “Sismabonus Acquisti 110%: possibile per acquistare più immobili?”, tra i tanti temi trattati ce n’è uno che abbiamo volutamente tralasciato al fine di dedicargli un articolo di approfondimento a parte.

Stiamo parlando nello specifico del contratto con il GSE (Gestore Servizi Energetici), obbligatorio da sottoscrivere per chi intende usufruire del Superbonus 110% per l’installazione dell’impianto fotovoltaico.

Di seguito vedremo quale tipologia di contratto è necessario stipulare con l’ente per usufruire del Superbonus 110%, qual è l’iter da seguire e quali regole bisogna rispettare.

Superbonus 110% e fotovoltaico: l’opzione Ritiro Dedicato

La risposta ad interpello in questione trattava il caso di un contribuente che intendeva beneficiare del Superbonus 110% per l’acquisto di 8 unità immobiliari, demolite e ricostruite per mano di un’impresa di costruzioni.

L’istante qui affermava anche che a questo intervento trainaNTE legato all’acquisto degli immobili avrebbe voluto “legare” l’intervento trainaTO relativo all’installazione di impianti fotovoltaici in ogni singola unità, con l’aggiunta di relativi sistemi di accumulo.

A tal proposito il contribuente, con il quesito n. 3, chiedeva maggiori spiegazioni in merito alla stipula del contratto con il GSE per l’installazione degli impianti fotovoltaici.

Difatti, come precisato più volte, per poter usufruire del maxi-incentivo in relazione a questi interventi è obbligatorio stipulare uno specifico contratto con l’ente, in base al quale l’energia elettrica non auto-consumata o non divisa per l’autoconsumo debba essere ceduta al GSE mediante la sua immissione in rete.

In particolare, per usufruire del Superbonus 110% per l’intervento trainato di installazione dell’impianto fotovoltaico è obbligatorio sottoscrivere una tipologia di contratto che si chiama RID (Ritiro Dedicato).

Attenzione, l’opzione dello Scambio sul Posto non è accettata ai fini del Superbonus, inoltre non è compatibile con il contratto di RID.

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Ritiro Dedicato GSE: cos’è e come funziona

Il RID del GSE, o Ritiro Dedicato, è un’opzione attiva dal 1° gennaio 2008 che consiste nel vendere appunto l’energia prodotta dall’impianto e non auto-consumata, in cambio di una retribuzione concessa al proprietario dell’impianto da parte dell’ente.

Il contratto di RID difatti prevede che il GSE corrisponda al produttore di energia un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete. Per stabilire i relativi costi, l’ente si basa sull’andamento dei prezziari del mercato della Borsa Elettrica, gestita dal GME (Gestore Mercati Energetici).

A seconda della tipologia di impianto installata e delle eventuali forme d’incentivazione fruite, il GSE applicherà un prezziario specifico. Ma andiamo per gradi.

Per procedere con la stipula del contratto di Ritiro Dedicato, a seconda dell’impianto (rinnovabile o non rinnovabile) che si sceglie, è obbligatorio che questo soddisfi le seguenti condizioni. In particolare:

  1. Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, compresa la produzione imputabile delle centrali ibride, devono avere una potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA (Megavoltampere);
  2. Gli impianti che producono energia con fonti rinnovabili quali eolica, solare, geotermica, cinetica da moto ondoso, mareomotrice, o idraulica (solo per impianti ad acqua fluente), non devono rispettare alcun limite di potenza;
  3. Gli impianti alimentati da fonti non rinnovabili (inclusa la produzione non imputabile delle centrali ibride), devono avere una potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA;
  4. Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili diverse da quelle descritte al punto 2, devono presentare una potenza apparente nominale uguale o superiore a 10 MVA.

Prezziari del RID: PGM e PO, quali differenze

Come accennavamo prima, il contratto di RID prevede che il GSE applichi una tariffa per ogni kWh immesso in rete dal produttore. Anche qui, il prezziario sarà applicato in base alla tipologia di impianto ed eventualmente all’integrazione di incentivi.

In generale, la tipologia di prezziario che viene applicata è quella del PO (Prezzo Zonale Orario), che varia in funzione:

  • Dell’orario in cui l’energia viene immessa in rete;
  • Della zona di mercato in cui è ubicato l’impianto.

Nel caso in cui però l’impianto presenti determinate caratteristiche, il beneficiario può scegliere l’applicazione del prezziario PGM (Prezzi Minimi Garantiti), in cui i prezzi sono fissi e vengono stabiliti annualmente dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente).

È possibile richiedere l’applicazione del prezziario PGM nei seguenti casi:

  1. Se l’impianto è alimentato da fonti rinnovabili, non installato mediante incentivi e non supera la potenza di 1 MW (Megawatt);
  2. Se l’impianto è fotovoltaico, installato mediante incentivi e non supera la potenza di 100 kW;
  3. Se l’impianto è idroelettrico, installato mediante incentivi e la potenza efficiente non supera i 500 kW.

Non è possibile invece richiedere l’applicazione del regime dei PGM, ed è quindi obbligatoria l’applicazione del regime PO, se l’impianto è:

  1. Alimentato da fonti rinnovabili (escluso fotovoltaico fino a 100 kW e idroelettrico fino a 500 kW), viene installato mediante incentivi e non supera la potenza di 1 MW;
  2. Alimentato da fonti rinnovabili, installato con o senza incentivi, e supera la potenza di 1 MW.
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Ritiro Dedicato GSE: corrispettivi e conguagli

Per quanto riguarda il corrispettivo garantito per ogni kWh di energia immessa in rete, il pagamento avviene su base mensile. Nello specifico, ogni mensilità viene corrisposta entro il giorno 25 del mese successivo.

Per chi ha la possibilità di scegliere il regime PGM inoltre, è prevista una valutazione annuale nella quale si comparano i prezzi del PGM con quelli del PO.

Si tratta di un conguaglio annuale che, se dovesse risultare positivo, comporterebbe il riconoscimento di un ulteriore corrispettivo a favore del produttore di energia. In questo modo, si garantisce in ogni caso l’applicazione del prezzo più vantaggioso a favore di chi vende l’energia in rete.

Attenzione però perché, a partire dal 1° gennaio 2015, il contratto di RID prevede anche che il produttore debba pagare una tariffa annuale a favore del GSE, per coprire i costi di gestione, verifica e controllo.

Sono esenti dal pagamento della tariffa solo i produttori di energia che possiedono un impianto con potenza nominale non superiore a 3 kW.

Per tutti gli altri che, almeno per un giorno nell’anno di riferimento, hanno usufruito del servizio di Ritiro Dedicato, la tariffa è da corrispondere al GSE appunto su base annuale.

L’importo viene calcolato con l’applicazione di corrispettivi che variano a seconda degli scaglioni progressivi di potenza dell’impianto. Ma non solo, si differenzia anche in base al tipo di alimentazione dell’impianto (solare, eolica, idraulica o altro) e alla sua potenza nominale.

In tutti i casi comunque, per le tariffe è previsto un massimale che non si può superare, pari a 10.000 euro annui.

È possibile consultare la Tabella delle tariffe nella pagina dedicata sul portale del GSE.

Superbonus 110%, contratto fotovoltaico per RID: come si procede

I produttori di energia che intendono aderire all’opzione Ritiro Dedicato che, ricordiamo, è obbligatoria per usufruire del Superbonus 110%, dovranno farlo in seguito all’installazione e alla messa in funzione dell’impianto.

Più precisamente sarà necessario trasmettere, entro 60 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto, l’istanza per la richiesta di stipula del contratto, detto “Convenzione”.

L’istanza dovrà essere trasmessa in maniera telematica, accedendo all’Area Clienti sul portale del GSE.

Dopo la ricezione, il GSE avvierà un’istruttoria per verificare che l’impianto in questione sia idoneo ad usufruire del Ritiro Dedicato per l’immissione in rete dell’energia non auto-consumata (o non divisa per l’autoconsumo).

In seguito ai controlli, l’esito sarà comunicato al richiedente tramite e-mail e, se positivo, si procederà con la stipula della Convenzione, che avrà durata annuale con rinnovo tacito, se non viene fatta la disdetta.

Sarà il contribuente a dover sottoscrivere ed inviare la prima copia del contratto, che poi sarà perfezionato e formalizzato dal GSE. In conseguenza di ciò, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che è possibile usufruire del Superbonus 110% anche “nelle more del perfezionamento del contratto” col GSE.

Si intende dire con questo che il maxi-incentivo sarà riconosciuto anche nel caso in cui l’iter burocratico di “perfezionamento” del contratto non fosse ancora concluso al momento della fruizione dell’agevolazione. L’espressione “nelle more” sta a significare difatti “nell’intervallo di tempo necessario”.

In tal caso, comunque, sarà necessario dimostrare che l’istanza è stata approvata presentando una copia dell’email di accettazione ricevuta dal GSE.



Autore: Redazione Online

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