Impianto fotovoltaico: tipologie, caratteristiche e differenze

impianto fotovoltaico


In commercio esistono numerose tipologie di impianti fotovoltaici, che a seconda delle esigenze possono risultare più o meno adatti.

L’installazione degli impianti è un intervento che può essere ammesso al Superbonus 110%. Appartiene però agli interventi cosiddetti “trainati”, e quindi può essere eseguito solo in abbinamento ai lavori trananti, come la coibentazione dell’edificio per esempio.

Vista la crisi ambientale in atto, affidarsi alle risorse ecosostenibili per la produzione di energia è senza dubbio una scelta doverosa e responsabile. Ricordiamo inoltre che per gli interventi di questo genere è sempre disponibile l’incentivo del GSE, il Conto Termico.

Vediamo quanti tipi di impianti fotovoltaici esistono.

Impianto fotovoltaico come funziona

Tutti gli impianti fotovoltaici, seppure differenti, hanno pressoché lo stesso obiettivo, ovvero quello di produrre energia elettrica usufruendo della luce solare. Procedimento che comporta una notevole riduzione dei consumi in bolletta, ed un minore impatto sull’ambiente rispetto ai metodi tradizionali.

Installando i pannelli solari c’è inoltre la possibilità di recuperare le spese nel giro di qualche anno, se si sceglie di vendere l’energia elettrica prodotta con il proprio impianto.

Leggi anche: “Quanto rende un impianto fotovoltaico?

Vediamo quali sono gli impianti attualmente disponibili sul mercato.

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Le tipologie: impianti autonomi

Si tratta di quegli impianti non collegati ad un operatore di energia elettrica (Enel, Eni, ecc.).

In questo caso l’impianto prevede un sistema di accumulo per cui l’energia che producete non verrà venduta sul mercato, ma accumulata. In questo modo la utilizzerete quando il sole è assente, per esempio nelle ore notturne oppure nelle giornate di maltempo.

Impianti connessi alla rete

Sono appunto quegli impianti fotovoltaici il cui funzionamento è legato ad un operatore di energia elettrica.

Qui il contratto con il GSE prevede l’opzione dello scambio sul posto, ovvero utilizzerete l’energia che produce l’impianto solamente nelle ore di sole. Quella che produrrete in più (perché sarà impossibile consumarla tutta nel momento in cui viene prodotta), non sarà accumulata dal vostro impianto ma venduta. E nelle ore in cui il sole è assente, utilizzerete l’energia elettrica del vostro gestore.

L’energia che venderete vi sarà pagata dal GSE, con 4 accrediti annui sul conto corrente. In questo modo potrete anche recuperare le spese per l’installazione degli impianti nel giro di qualche anno.

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Impianti fotovoltaici isolati (o stand alone)

Si tratta di una tipologia di impianto destinato alle utenze situate in zone irraggiungibili per la rete elettrica nazionale. Per esempio, le case in montagna oppure in campagna.

Questi impianti sono completamente autonomi, accumulano l’energia per le ore di maltempo e servono solo le utenze direttamente collegate.

In questo caso l’impianto prevede l’installazione di una batteria di accumulo, con l’aggiunta anche di un generatore di emergenza. Che appunto servirà nel caso in cui l’energia prodotta non risulti sufficiente.

Leggi anche: “Come installare un impianto fotovoltaico” e “Manutenzione fotovoltaico: come si fa e perché è fondamentale





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