I pavimenti in PVC permettono di rinnovare una casa con spessori contenuti, tempi di posa relativamente rapidi e un’ampia scelta di finiture. Dietro nomi come vinile, LVT e SPC, però, si trovano prodotti molto diversi: alcuni si incollano al sottofondo, altri si posano flottanti con incastro, altri ancora sono forniti in rotolo. Cambiano stabilità, comfort, possibilità di riparazione e costo.

Il risultato dipende almeno quanto dal fondo quanto dalla doga scelta. Un PVC sottile copia fughe, avvallamenti e imperfezioni; un pannello rigido posato su una superficie irregolare può sollecitare gli incastri fino a romperli. Prima di acquistare è quindi necessario valutare ambiente, classe d’uso, strato di usura, umidità, planarità e sistema di posa. Vediamo come farlo e quali prezzi aspettarsi nel 2026.

Che cos’è un pavimento in PVC

Il PVC è il policloruro di vinile, un polimero utilizzato per produrre rivestimenti resilienti. Nel settore delle pavimentazioni le parole PVC e vinilico sono spesso usate come equivalenti. Il materiale può costituire quasi tutto lo spessore del rivestimento oppure essere combinato con strati decorativi, armature, supporti acustici e nuclei rigidi.

“Resiliente” non significa semplicemente morbido: indica la capacità del materiale di deformarsi sotto una sollecitazione e recuperare in parte la forma. Questa proprietà rende il calpestio generalmente meno duro della ceramica, ma non impedisce che mobili pesanti, rotelle inadatte o un fondo irregolare lascino impronte e danneggino il rivestimento.

La UNI EN ISO 10582 riguarda i rivestimenti eterogenei in PVC forniti in piastrelle, doghe o rotoli e prevede un sistema di classificazione in base all’intensità d’uso. Per i pavimenti destinati agli interni sono inoltre importanti marcatura CE e dichiarazione di prestazione secondo la UNI EN 14041:2018.

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PVC, vinile, LVT e SPC: quali differenze ci sono

Il nome commerciale non basta a identificare la struttura del prodotto. “Vinile” descrive la famiglia, LVT indica normalmente un elemento vinilico decorativo in piastre o doghe, mentre SPC descrive un pannello rigido con un nucleo nel quale il PVC è combinato con una componente minerale.

PVC in rotolo

È fornito in teli di larghezza variabile e può avere una struttura compatta oppure un supporto più soffice. Riduce il numero di giunzioni ed è utile quando si cerca una superficie continua, ma la posa professionale richiede tagli precisi, preparazione accurata del fondo e, secondo il prodotto e la destinazione, incollaggio e saldatura dei giunti.

Le versioni residenziali economiche non vanno confuse con i teli omogenei o eterogenei destinati a ospedali, scuole e negozi, progettati per traffico, pulizia e requisiti prestazionali molto diversi.

LVT incollato

LVT significa Luxury Vinyl Tile. Si presenta in doghe o piastre sottili con una superficie decorativa, spesso effetto legno o pietra, protetta da uno strato trasparente di usura. Nella posa incollata il rivestimento segue il sottofondo e mantiene uno spessore ridotto, caratteristica utile vicino a porte, soglie e arredi fissi.

È stabile sotto carichi e rotelle se il prodotto è adatto, ma non perdona difetti: fughe e rasature irregolari possono diventare visibili in superficie. Collante, primer e rasante devono essere compatibili tra loro, con il fondo e con il PVC.

LVT click

Le doghe sono più spesse e si collegano attraverso un incastro meccanico. La pavimentazione resta flottante, cioè non viene fissata al sottofondo. È più semplice da rimuovere rispetto a un prodotto incollato, ma deve poter dilatarsi senza essere bloccata da mobili fissi, tramezzi, cucine o serramenti.

Un materassino troppo morbido consente movimenti verticali che possono affaticare gli incastri. Se il prodotto ha già un supporto integrato non si deve aggiungere automaticamente un secondo strato: occorre rispettare le istruzioni del produttore.

SPC

SPC è l’abbreviazione di Stone Polymer Composite o Stone Plastic Composite. Il nucleo rigido contiene PVC e cariche minerali. Rispetto a un LVT flessibile è più stabile e meno sensibile alle piccole irregolarità, ma non trasforma un sottofondo fuori tolleranza in un fondo idoneo. Una gobba o un vuoto possono comunque far flettere la doga e danneggiare il click.

La rigidità aiuta nella posa sopra alcuni pavimenti esistenti e contiene lo spessore complessivo, ma può rendere il calpestio più sonoro. Qualità dell’incastro, densità del nucleo e materassino contano più della sola sigla SPC.

La tabella è scorrevole orizzontalmente su smartphone.

Tipologia Posa Spessore indicativo Quando conviene Attenzione a
PVC in rotolo Libera o incollata secondo il prodotto Circa 2-4 mm Superfici ampie, poche giunzioni, soluzioni residenziali o tecniche Tagli, giunti, impronte del fondo e destinazione d’uso
LVT incollato Adesivo su fondo rasato Circa 2-3 mm Ristrutturazioni a basso spessore e ambienti con carichi o rotelle Planarità, umidità, collante e qualità della rasatura
LVT click Flottante a incastro Circa 4-7 mm Posa rapida e reversibile in casa Giunti perimetrali, materassino e blocchi causati da arredi fissi
SPC Generalmente flottante a incastro Circa 4-8 mm Sovrapposizione e ambienti nei quali serve maggiore rigidità Incastri fragili, rumore da calpestio e fondo comunque planare

Strati di un pavimento vinilico

Un prodotto eterogeneo può comprendere finitura protettiva, strato di usura trasparente, film decorativo, strato stabilizzante e supporto. Nei pannelli click si aggiungono il nucleo e, talvolta, un materassino acustico incollato sul retro.

Lo spessore totale non misura da solo la resistenza. Per un LVT o SPC è importante conoscere lo spessore dello strato di usura e la classe dichiarata. In ambito residenziale si trovano comunemente strati da circa 0,20-0,30 mm per usi leggeri o normali; per uso domestico intenso e commerciale leggero sono frequenti 0,40-0,55 mm; prodotti da 0,70 mm sono destinati anche a impieghi commerciali più gravosi. Questi numeri non sostituiscono la classe d’uso e non sono confrontabili se le strutture e i test sono diversi.

La superficie può ricevere trattamenti poliuretanici che facilitano la pulizia e aumentano la resistenza alle macchie. Non significa che il pavimento sia immune da graffi: sabbia, sedie trascinate e ruote dure possono segnare anche un prodotto di buona qualità.

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Classi d’uso: come leggere 21, 23, 31, 33 e 42

La ISO 10874 classifica rivestimenti resilienti, tessili e laminati in base all’area e all’intensità d’uso. La prima cifra indica l’ambiente: 2 per domestico, 3 per commerciale e 4 per industriale leggero. La seconda esprime l’intensità.

  • 21, 22 e 23: uso domestico leggero, generale e intenso;
  • 31, 32, 33 e 34: uso commerciale da moderato a molto intenso;
  • 41, 42 e 43: uso industriale leggero con intensità crescente.

Per una zona giorno, ingresso o cucina conviene scegliere almeno una classe residenziale coerente con il traffico reale, senza affidarsi alla sola dicitura “adatto a tutta la casa”. Un prodotto 33 può essere sovradimensionato per una camera, ma utile in un piccolo negozio. La classe non certifica da sola resistenza all’acqua, scivolosità, comportamento al fuoco o compatibilità con riscaldamento radiante: questi dati devono comparire separatamente nella scheda tecnica e nella dichiarazione di prestazione.

Vantaggi dei pavimenti in PVC

Il vantaggio più evidente è il basso spessore. In molte ristrutturazioni si può lavorare senza demolire il pavimento esistente, limitando macerie e tempi. Prima vanno comunque controllate quote di porte e portefinestre, soglie, gradini, sanitari, zoccolini e raccordi con gli altri ambienti.

Il PVC non assorbe l’acqua come il legno e si pulisce facilmente. Offre un calpestio meno freddo e meno duro della ceramica e può ridurre il rumore percepito nella stanza, soprattutto quando il sistema comprende un supporto acustico adeguato.

Le stampe e le goffrature permettono di imitare legno, cemento e pietra con buona continuità visiva. Le doghe sono facili da tagliare e il cantiere è generalmente più rapido rispetto a una pavimentazione in gres, purché il sottofondo sia già idoneo.

Infine, le versioni incollate consentono di sostituire localmente una doga danneggiata con un intervento limitato. Nei sistemi click la riparazione può richiedere lo smontaggio del pavimento dalla parete più vicina oppure un taglio localizzato eseguito secondo il sistema del produttore.

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Svantaggi e problemi più comuni

Il principale limite è proprio il basso spessore: il rivestimento non nasconde un fondo scadente. Fughe, crepe, grani, dislivelli e giunti possono “telegrafare” sulla superficie. Nei sistemi click, la flessione su un vuoto può aprire o rompere l’incastro.

Altri aspetti da considerare sono:

  • impronte permanenti sotto mobili pesanti o piedi molto piccoli;
  • graffi causati da sabbia, animali, rotelle e trascinamento degli arredi;
  • dilatazioni, sollevamenti o aperture se una posa flottante viene bloccata;
  • alterazioni dovute a sole intenso e temperature non previste dalla scheda tecnica;
  • impossibilità di levigare e rinnovare la superficie come avviene con alcuni parquet;
  • qualità molto variabile tra prodotti apparentemente simili;
  • riciclo a fine vita più complesso quando rivestimento, materassino e adesivo sono uniti.

Un pavimento vinilico può essere resistente all’acqua, ma questo non rende impermeabile l’intero pacchetto. L’acqua può passare da giunti e perimetro, raggiungere il sottofondo e restare intrappolata. In bagno o lavanderia servono un prodotto espressamente ammesso dal fabbricante e una corretta gestione di impermeabilizzazione, raccordi e sigillature.

PVC o laminato: quale scegliere

Il laminato ha normalmente un pannello a base di fibre di legno con una superficie decorativa resistente. Offre spesso una sensazione più rigida e una vasta scelta estetica, ma il nucleo può essere sensibile all’acqua, salvo prodotti specifici. LVT e SPC sono più adatti quando basso spessore e resistenza all’umidità hanno priorità.

Non basta scegliere “vinile per il bagno” o “laminato per la camera”. Occorre confrontare classe d’uso, comportamento all’acqua, resistenza all’impronta, rumore da calpestio, riparabilità e condizioni del fondo. Un buon laminato posato correttamente può essere preferibile a un SPC economico con incastro debole.

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Come deve essere il sottofondo

Il sottofondo deve essere asciutto, planare, compatto, pulito e privo di crepe o contaminanti. La nuova UNI 11515-1:2026, in vigore dal 21 maggio 2026, costituisce il riferimento italiano per progettazione, esecuzione e manutenzione delle pavimentazioni interne resilienti e laminate.

La planarità va misurata, non valutata a occhio. La tolleranza ammessa dal produttore può essere espressa come differenza massima sotto una staggia di una determinata lunghezza. Se non è rispettata, occorre rettificare o rasare il supporto con prodotti compatibili. Un materassino non è un autolivellante e non deve essere usato per compensare avvallamenti.

Umidità del massetto

Il PVC è poco permeabile: se il massetto è umido, l’acqua non riesce a evaporare facilmente e può causare distacchi, bolle, cattivi odori e degrado di adesivi e rasanti. L’umidità residua va misurata con metodo adeguato, normalmente igrometro al carburo, nei punti rappresentativi e in profondità.

Le soglie vanno confermate in base a massetto, adesivo, riscaldamento e scheda del rivestimento. Come valori tecnici ricorrenti si incontrano umidità non superiore al 2% per massetti cementizi, 1,7% per massetti cementizi riscaldanti, 0,5% per massetti in solfato di calcio e 0,2% per quelli riscaldanti. In presenza di risalita capillare non basta aspettare: occorre individuare la causa e progettare una barriera idonea.

Si può posare il PVC sopra un pavimento esistente?

Sì, se il rivestimento esistente è stabile, pulito, asciutto e sufficientemente planare. Le piastrelle devono essere ben aderenti; elementi vuoti o mobili vanno rimossi o ripristinati. Fughe profonde e dislivelli richiedono una rasatura, soprattutto con LVT incollato.

Prima di sovrapporre bisogna controllare:

  • altezza finale e apertura di porte e portefinestre;
  • raccordo con scale, balconi, ascensore e altri pavimenti;
  • quota di sanitari, mobili e zoccolini;
  • presenza di umidità sotto il vecchio rivestimento;
  • giunti strutturali e di movimento, che non possono essere ignorati;
  • compatibilità del fondo con primer, rasante e adesivo;
  • eventuali prescrizioni del produttore per posa su parquet, resina o ceramica.

Su parquet o tavolati instabili, sovrapporre un rivestimento impermeabile può modificare gli scambi di umidità e non risolve movimenti e scricchiolii. Serve una valutazione specifica del pacchetto.

Attenzione ai vecchi pavimenti in vinil-amianto

Piastrelle viniliche e adesivi installati decenni fa possono contenere amianto. Il rischio non si riconosce con certezza da colore o formato. Se esiste il sospetto, non bisogna carteggiare, perforare o rimuovere autonomamente: occorrono campionamento, analisi e valutazione da parte di soggetti qualificati.

La sovrapposizione può rientrare in un intervento di confinamento soltanto se progettata e gestita correttamente; non è una scorciatoia per ignorare un materiale contenente amianto.

Posa incollata, flottante o autoadesiva

Posa incollata

Garantisce uno spessore minimo e buona stabilità sotto carichi dinamici. È indicata per LVT sottili e per molti impieghi commerciali. Richiede un fondo rasato, adesivo steso con la spatola prevista, rispetto dei tempi di attesa e rullatura. Errori nel dosaggio o nella finestra di posa possono lasciare segni, bolle o doghe mobili.

Posa flottante click

Le doghe sono assemblate senza colla e devono avere spazio per i movimenti. Il giunto perimetrale è definito dal produttore, spesso nell’ordine di alcuni millimetri, e va lasciato anche intorno a tubi, montanti e ostacoli. Superfici molto grandi, passaggi stretti o ambienti comunicanti possono richiedere profili di separazione.

Cucine, armadi e pareti divisorie non devono bloccare un pavimento flottante se le istruzioni prescrivono che il rivestimento resti libero. La sequenza di cantiere va decisa prima: installare la cucina sopra le doghe può impedire la dilatazione e rendere difficile una riparazione.

Piastrelle e doghe autoadesive

Sono economiche e semplici da tagliare, ma l’adesivo sul retro non compensa polvere, umidità o irregolarità. In una stanza molto soleggiata o con variazioni termiche possono aprirsi i giunti se il prodotto e il fondo non sono adatti. Vanno considerate per interventi coerenti con classe e garanzia, non come sostituto universale della posa professionale.

Bagno, cucina e locali umidi

In bagno è preferibile un prodotto dichiarato dal fabbricante per aree soggette a bagnatura frequente. La superficie può non assorbire acqua, ma restano vulnerabili perimetri, passaggi dei tubi e sottofondo. Nella zona doccia un normale pavimento flottante non sostituisce il sistema impermeabile e non va installato se la documentazione non lo prevede.

Per la cucina servono buona classe d’uso, resistenza alle macchie e protezioni sotto sedie ed elettrodomestici. Perdite lente da lavastoviglie e frigorifero possono passare sotto una pavimentazione flottante senza essere notate: una vaschetta o un sensore di perdita può limitare il danno.

In cantina e al piano terra bisogna controllare risalita e pressione di vapore. Il fatto che il PVC non si gonfi come il legno non significa che adesivi, rasanti e sottofondo tollerino umidità permanente.

Pavimento in PVC e riscaldamento a pavimento

Molti LVT e SPC sono compatibili con sistemi radianti, ma occorre verificare la scheda tecnica. Contano resistenza termica complessiva di rivestimento e materassino, temperatura superficiale massima e modalità di posa. Un materassino molto isolante riduce lo scambio termico e può portare fuori dalle condizioni di garanzia.

Prima della posa il massetto radiante deve aver completato stagionatura e ciclo di avviamento previsto. L’impianto viene normalmente spento o ridotto prima dei lavori e riavviato in modo graduale dopo i tempi indicati per adesivo e rivestimento. Molti produttori fissano una temperatura massima superficiale intorno a 27 °C, ma prevale sempre il valore specifico del prodotto.

Il PVC si può usare all’esterno?

La maggior parte dei pavimenti vinilici per interni non è adatta a balconi, terrazzi, verande non climatizzate e locali con grandi sbalzi termici. Raggi UV e variazioni di temperatura possono scolorire, dilatare e deformare il prodotto o compromettere l’adesivo.

La posa esterna è possibile soltanto con sistemi espressamente progettati per quell’uso, su supporto con pendenze e drenaggio adeguati. La dicitura “resistente all’acqua” non equivale a “adatto all’esterno”. Anche dietro grandi vetrate esposte al sole bisogna verificare le temperature ammesse e valutare schermature.

Sicurezza, emissioni e documenti da controllare

Per un prodotto destinato stabilmente all’interno dell’edificio è opportuno richiedere marcatura CE, dichiarazione di prestazione, scheda tecnica e istruzioni di posa e manutenzione. La UNI EN 14041 considera caratteristiche essenziali dei rivestimenti resilienti; nella documentazione possono comparire reazione al fuoco, scivolosità, comportamento elettrico ed emissioni, secondo l’uso previsto.

La classe di reazione al fuoco usa sigle come Bfl-s1 o Cfl-s1: “fl” indica i pavimenti, mentre la lettera e l’indice del fumo descrivono la prestazione provata nel sistema previsto. Un dato ottenuto su un determinato supporto e con una certa posa non va esteso automaticamente a condizioni diverse.

Per lo scivolamento bisogna capire quale metodo è stato utilizzato. Sigle come R9 o R10 sono legate a prove e contesti specifici; non bastano da sole a definire la sicurezza di un bagno domestico bagnato. In luoghi di lavoro o aperti al pubblico, progettista e responsabile della sicurezza devono indicare la prestazione necessaria.

Per la qualità dell’aria è utile preferire prodotti con rapporti di prova sulle emissioni di composti organici volatili e adesivi a basse emissioni. Le restrizioni europee REACH limitano, negli articoli plastificati, quattro ftalati problematici — DEHP, DBP, BBP e DIBP — allo 0,1% complessivo del materiale plastificato. La scritta “senza ftalati” va comunque verificata nella documentazione e non descrive da sola l’intero profilo ambientale del prodotto.

Quanto costa un pavimento in PVC nel 2026

Il prezzo dipende da struttura, classe, strato di usura, formato, qualità dell’incastro e quantità acquistata. Nel costo finale entrano sfridi, profili, battiscopa, materassino, adesivi, trasporto, preparazione del fondo, taglio delle porte e smaltimento del vecchio rivestimento.

Le fasce seguenti sono indicative e vanno verificate con un preventivo locale. Per stanze piccole il costo al metro quadrato può aumentare perché tagli, spostamento arredi e uscita del posatore incidono su una superficie ridotta.

La tabella è scorrevole orizzontalmente su smartphone.

Voce Fascia indicativa 2026 Note
PVC residenziale in rotolo 8-25 €/m² per il materiale Qualità, supporto, larghezza e sfrido incidono molto
LVT incollato 15-40 €/m² per il materiale Da aggiungere rasatura, adesivo e posa specializzata
LVT o SPC click 20-50 €/m² per il materiale Prodotti premium e classi elevate possono superare la fascia
Posa flottante 10-25 €/m² Esclusi ripristini importanti del fondo
Posa incollata 15-35 €/m² Adesivo e rasatura possono essere quotati separatamente
Preparazione del sottofondo 8-30 €/m² e oltre Dipende da fughe, crepe, umidità, primer e spessore di rasatura

Per confrontare due offerte conviene chiedere marca e codice del prodotto, classe d’uso, strato di usura, metri quadrati netti e ordinati, percentuale di sfrido, preparazione inclusa, profili, zoccolini, spostamento mobili e IVA. Un prezzo “fornitura e posa” senza queste informazioni non è realmente confrontabile.

Quanto dura un pavimento in PVC

In casa un prodotto correttamente scelto e posato può durare indicativamente da 10 a 20 anni, mentre soluzioni professionali di qualità possono superare questa durata. Non è una garanzia: ingresso con sabbia, animali, sole, sedie a rotelle e pulizia aggressiva possono ridurre molto la vita utile.

La garanzia commerciale va letta nelle condizioni complete. Può distinguere uso domestico e commerciale, escludere posa non conforme, umidità, graffi, scolorimento vicino alle finestre e danni da mobili. Una garanzia di 20 anni non significa che ogni danno estetico verrà sostituito gratuitamente.

Pulizia e manutenzione

La manutenzione ordinaria richiede aspirazione o panno morbido per rimuovere la sabbia e lavaggio con detergente neutro ben diluito. L’acqua non deve ristagnare nei giunti di un pavimento flottante. Cere, solventi, prodotti abrasivi, candeggina concentrata e vapore ad alta temperatura possono opacizzare o danneggiare la superficie.

Sotto sedie e mobili sono utili feltrini puliti e di dimensione adeguata. Le sedie da ufficio richiedono rotelle morbide idonee al tipo di pavimento o un tappetino protettivo. Gli zerbini trattengono i granelli che agiscono come abrasivo, ma il retro non deve reagire chimicamente con il PVC: alcuni tappeti in gomma possono lasciare macchie permanenti.

Una doga incollata può essere sostituita scaldando e rimuovendo il pezzo secondo le indicazioni del sistema, pulendo il fondo e incollando il ricambio. È utile conservare alcune doghe dello stesso lotto, perché colore e goffratura possono cambiare nel tempo.

Pavimenti in PVC e isolamento acustico

Un rivestimento resiliente può ridurre il rumore da calpestio rispetto a una superficie molto rigida, ma il dato deve essere riferito all’intero sistema provato. Aggiungere un materassino generico non garantisce un risultato e può compromettere il click. Nei condomìni, il rispetto dei requisiti acustici dipende dal pacchetto solaio-massetto-rivestimento e dai collegamenti laterali, non dalla sola doga.

Bonus pavimenti 2026: il PVC è detraibile?

La semplice sostituzione del pavimento dentro una singola abitazione è normalmente manutenzione ordinaria e, da sola, non dà diritto al Bonus Ristrutturazione. La spesa può diventare agevolabile quando il nuovo pavimento è necessario e collegato a un intervento più ampio ammesso, per esempio il rifacimento di impianti con demolizione e ripristino del pavimento, oppure nei casi previsti per le parti comuni condominiali.

Nel 2026 l’aliquota del Bonus Ristrutturazione è del 50% per il proprietario o titolare di diritto reale che sostiene la spesa sull’abitazione principale e del 36% negli altri casi, nel rispetto di requisiti e massimale. Non è il materiale PVC a generare il bonus: conta la natura dell’intervento edilizio e la corretta documentazione.

Checklist per scegliere bene

  1. Definire ambiente, traffico, presenza di acqua, sole, rotelle e animali.
  2. Scegliere prima posa incollata o flottante in base al fondo e alle quote.
  3. Controllare classe ISO 10874 e non soltanto spessore totale.
  4. Verificare strato di usura, reazione al fuoco, scivolosità ed emissioni.
  5. Richiedere dichiarazione di prestazione, scheda tecnica e istruzioni.
  6. Misurare planarità e umidità residua del sottofondo.
  7. Controllare porte, soglie, sanitari, scale e raccordi tra stanze.
  8. Usare soltanto materassino, primer, rasante e adesivo approvati.
  9. Chiarire nel preventivo preparazione, sfrido, profili e smaltimento.
  10. Conservare alcune doghe e tutta la documentazione del lotto.

Domande frequenti

Il pavimento in PVC è impermeabile?

Il materiale vinilico non assorbe facilmente acqua, ma giunti e perimetri non rendono automaticamente impermeabile la stanza. In bagno o lavanderia servono un prodotto autorizzato per quell’uso e un sistema di posa e impermeabilizzazione coerente.

Meglio PVC adesivo o click?

L’incollato offre basso spessore e stabilità, ma richiede un fondo perfettamente preparato. Il click è più rapido e rimovibile, ma necessita di planarità, giunti di movimento e un materassino corretto. La scelta dipende dal cantiere, non soltanto dall’esperienza del posatore.

SPC e PVC sono la stessa cosa?

Lo SPC appartiene alla famiglia dei pavimenti vinilici, ma ha un nucleo rigido composto da PVC e cariche minerali. È quindi un tipo specifico di pannello vinilico, non un materiale completamente diverso.

Quanto deve essere spesso un buon pavimento in PVC?

Non esiste uno spessore universale. Un LVT incollato di 2,5 mm può essere professionale e più adatto di un click da 6 mm. Vanno confrontati struttura, classe, strato di usura, incastro e destinazione dichiarata.

Il PVC copre le fughe delle vecchie piastrelle?

Non sempre. Un LVT flessibile può rendere visibili le fughe nel tempo; anche lo SPC richiede il rispetto della planarità. Se fughe e dislivelli superano le tolleranze del produttore, occorre rasare il fondo.

Si può mettere il PVC sotto la cucina?

Un LVT incollato può normalmente proseguire sotto mobili fissi se il sistema lo consente. Un pavimento flottante non dovrebbe essere bloccato da una cucina pesante quando le istruzioni richiedono libertà di movimento. La sequenza deve essere concordata prima della posa.

Il pavimento in PVC è nocivo?

Un prodotto regolarmente immesso sul mercato deve rispettare le restrizioni applicabili. Per scegliere con maggiore consapevolezza è opportuno chiedere marcatura, dichiarazione di prestazione, rapporti sulle emissioni VOC e composizione, preferendo produttori che rendono disponibili dati verificabili.

Fonti tecniche e normative