Superbonus 110%: arrivano già le prime modifiche al DDL 2022

Superbonus 110%: arrivano già le prime modifiche al DDL 2022

Il DDL della Legge di Bilancio 2022, come sappiamo, prevede di estendere l’applicazione del Superbonus 110% fino al 2025 per alcuni particolari beneficiari. Per tutti gli altri invece, attualmente la possibilità di beneficiare dell’incentivo è stata estesa fino almeno al 2023.

Per approfondire, leggi: “Legge di Bilancio 2022: cosa prevede il DDL approvato dal Consiglio

Il disegno di legge ha ottenuto l’approvazione del Consiglio dei Ministri in data 28 ottobre 2021 e ora deve passare alla valutazione delle camere. Il testo ancora non è giunto in Parlamento, ma i vari partiti hanno già iniziato a mettere le mani avanti, annunciando che il DDL non sarà accettato così com’è.

L’argomento che attualmente ha destato maggiore contrasto riguarda i nuovi limiti imposti per l’applicazione del Superbonus 110%.

Vediamo che cosa è successo.

Superbonus 110%: cosa prevede il DDL per gli unifamiliari

Sono numerose le novità che il DDL della Legge di Bilancio 2022 ha introdotto riguardo all’usufrutto del Superbonus 110%. Ricordiamo sempre che però si tratta di un disegno di legge, dunque ancora una proposta, e che da qui a fine dicembre è molto probabile che sarà modificata.

La prima discussione, in realtà, è già scoppiata per mano di vari partiti, ancora prima dell’arrivo del testo in Parlamento. Diversi esponenti infatti dichiarano di non essere d’accordo su alcuni aspetti delle novità in tema Superbonus 110%.

In particolare, a scatenare il malcontento è stato il tetto ISEE di 25.000 euro proposto per gli edifici unifamiliari, ovvero per le persone fisiche che intendono beneficiare del Superbonus 110% per operare su villette di proprietà o in comproprietà abitate da un solo nucleo familiare.

Come sappiamo infatti, il disegno di legge approvato dal CDM ha introdotto, unicamente per le persone fisiche che intervengono su edifici unifamiliari, delle nuove imposizioni da rispettare per poter ottenere il beneficio. E sono:

  • Il tetto ISEE non deve essere superiore a 25.000 euro;
  • L’edificio unifamiliare dev’essere adibito a Prima Casa.

Tali condizioni, se alla fine dovessero venire approvate, avranno validità per le spese sostenute a partire dal 30 giugno 2022. Fino a tale data invece, si prevede che il Superbonus 110% manterrà le modalità di applicazione adottate finora, per gli unifamiliari e per tutte le altre categorie.

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Tetto ISEE da rimuovere, proteste anche per Bonus Facciate

Come dicevamo quindi, tale modifica non sembra esser piaciuta a diversi esponenti parlamentari, soprattutto in riferimento al limite di ISEE applicato esclusivamente per le villette unifamiliari.

Le tante critiche, in realtà, si sono sollevate subito dopo l’approvazione del DDL per mano del Consiglio dei Ministri, sia da parte di partiti appartenenti alla maggioranza che da quelli dell’opposizione.

In particolare, molti sottolineano che il Superbonus 110% debba essere prorogato senza troppe modifiche, in quanto, se il settore edile ad oggi sta iniziando a riprendersi, è dovuto proprio alla maxi-misura introdotta dal Governo Conte II con il Decreto Rilancio nel 2020.

Ricordiamo infatti che il settore delle costruzioni, oltre ad aver subito ovviamente gli effetti della pandemia, in realtà anche prima del Covid-19 si trovava in forte crisi ormai dal 2011.

Dunque, l’argomentazione dei partiti che protestano si muove su questa linea: se dopo 10 anni l’edilizia finalmente inizia a trovare un nuovo spiraglio di luce, perché imporre ad oggi dei limiti così restrittivi per una sola categoria di beneficiari?

Si fa presente inoltre che il tetto ISEE che gli edifici unifamiliari dovrebbero rispettare è pari a 25.000 euro. Ci si chiede dunque quale sia il motivo, visto che un ISEE di 25 mila euro annui non è certo sinonimo di “ricchezza familiare”.

Diverse proteste riguardano anche il depotenziamento del Bonus Facciate che, a partire dal 2022, non dovrebbe più concedere una detrazione pari al 90%, ma pari massimo al 60%.

Da alcune indiscrezioni emerse da fonti interne al Governo, quello che sappiamo finora è che il disegno di legge dovrebbe rimanere esattamente quello approvato dal CDM, e che non saranno applicate ulteriori modifiche fino al momento della valutazione ufficiale alle camere.

Dopodiché, nel caso in cui i partiti volessero proporre delle modifiche, potranno farlo attraverso la presentazione di emendamenti al testo, che inevitabilmente tarderebbero le tempistiche di approvazione della Legge di Bilancio 2022.

La situazione attuale è dunque altamente contrastante. Per sapere cosa succederà, non ci resta che attendere nuove comunicazioni.

Leggi anche: “Superbonus 110%: Guida Completa (aggiornata Ottobre 2021)

 

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