Uno scarico che torna a intasarsi, un tracciato sconosciuto sotto il cortile o un dubbio su una condotta appena riparata sono domande diverse. La videoispezione di tubazioni e fognature può aiutare a rispondere, ma il servizio va definito prima di introdurre la telecamera: quale tratto esaminare, da dove entrare, che cosa cercare e quali documenti consegnare.

Per ottenere un risultato utilizzabile bisogna poter riconoscere il percorso osservato, le condizioni della ripresa e la posizione dei punti d’interesse. Sono informazioni che permettono di decidere una pulizia, approfondire un difetto o preparare un intervento localizzato. Questa guida spiega come definire l’incarico, preparare l’accesso e leggere la consegna, distinguendo l’osservazione interna dalle ulteriori prove eventualmente richieste.

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Definire la domanda: ostruzione, stato della condotta o percorso

Per una disostruzione ricorrente interessa capire se rimangano depositi, corpi estranei, radici, deformazioni o altri ostacoli nel tratto coinvolto. Per valutare una condotta esistente serve descriverne lo stato visibile e le parti non osservate. Se invece il problema è sapere dove passa il tubo, l’immagine interna deve essere affiancata a un sistema e a un metodo di localizzazione adeguati.

Una rete può avere più rami, materiali e accessi. Il committente dovrebbe fornire schemi disponibili, precedenti interventi, posizione dei pozzetti e descrizione del sintomo. La richiesta “videoispezione della fognatura” è troppo generica se l’edificio scarica attraverso più colonne e collettori: si rischia di ispezionare il ramo più facile, lasciando fuori quello che causa il problema.

Per un nuovo allaccio alla fognatura, inoltre, l’ispezione si inserisce nel piano di controlli e nei documenti richiesti dal progetto o dal gestore. Non sostituisce l’autorizzazione allo scarico e non certifica da sola ogni aspetto del lavoro eseguito.

Che cosa può mostrare la telecamera

Il risultato è un’osservazione della superficie interna raggiunta e visibile durante l’esame. È utile distinguere la descrizione di ciò che appare nell’immagine dalla causa ipotizzata e dalla decisione di riparare.

Su schermi piccoli scorri la tabella orizzontalmente.

Osservazione possibile Informazione utile Limite da riportare
Deposito o corpo estraneo Posizione e ingombro visibile del passaggio La superficie sottostante può restare nascosta
Giunto disassato o discontinuità Configurazione interna nel punto osservato L’immagine non misura da sola la perdita d’acqua
Radici o intrusioni Presenza e tratto interessato Da verificare punto d’ingresso e condizioni circostanti
Deformazione o rottura visibile Posizione e aspetto del difetto La valutazione strutturale può richiedere altri riscontri
Ramo o cambio di direzione Elemento utile per ricostruire la rete Non prova che il ramo sia stato percorso o localizzato all’esterno

Osservare il monitor, registrare il video e produrre un rapporto sono prestazioni diverse. Il committente che deve confrontare più proposte o far decidere i lavori a un tecnico ha bisogno di una consegna comprensibile anche dopo che l’attrezzatura è stata ritirata. Chiedere in anticipo file e relazione evita che l’unico risultato disponibile sia il ricordo della dimostrazione sul posto.

I limiti: tenuta, pendenza e parti non visibili

Un tubo apparentemente integro può richiedere altre prove

La telecamera osserva ciò che la superficie interna rende visibile. La parte esterna di un giunto, una discontinuità molto piccola o un difetto coperto da depositi possono richiedere altre verifiche. Se l’obiettivo è accertare una perdita, chiedi quindi al tecnico come verrà combinata l’osservazione con la prova di tenuta appropriata al sistema. Il rapporto deve permettere di distinguere quale risultato provenga dal filmato e quale da un controllo diverso.

Allo stesso modo, un tratto con acqua sul fondo può suggerire un problema da approfondire, ma la sola immagine non fornisce automaticamente una misura affidabile della pendenza. Se l’obiettivo è accertare quote, contropendenze o deformazioni dimensionali, chiedere quali strumenti e metodi siano compresi e con quale precisione venga restituito il risultato. Una telecamera con una determinata funzione non rende quella misura disponibile su tutti i sistemi.

La distanza sul video deve avere un’origine

Un contatore del cavo misura l’avanzamento secondo il proprio sistema e il punto zero impostato. Non equivale alla distanza in linea retta sulla pavimentazione né alla profondità del tubo. Il percorso può comprendere curve e deviazioni; un tratto non noto può essere ricostruito soltanto con ulteriori riferimenti.

La sonda trasmittente e il ricevitore permettono, quando previsti e utilizzabili, di localizzare un punto d’interesse. Il manuale tecnico consultato tratta questa funzione separatamente dal contatore. Se bisogna decidere dove scavare, il preventivo deve includere la localizzazione richiesta e il modo in cui verrà riportata sull’edificio o sul terreno, con i limiti del rilievo.

Preparare l’intervento senza alterare o danneggiare la rete

Accessi e uso degli scarichi

Indicare all’operatore i punti accessibili e gli eventuali ostacoli: pozzetti sotto arredi, ispezioni murate, chiusini in passaggi carrabili, accessi che richiedono il consenso di altri proprietari. Non rimuovere autonomamente elementi pesanti o aprire luoghi non sicuri per “far trovare tutto pronto”. L’area e le interferenze devono essere organizzate da chi esegue il lavoro.

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Se è necessario limitare l’uso di sanitari, lavatrici o altri scarichi, concordare con l’impresa quali utenze e per quanto tempo. In condominio serve una comunicazione chiara agli utilizzatori coinvolti. La riduzione del flusso deve essere compatibile con lo scopo dell’esame e con la rete: non si improvvisano tappi o chiusure di linee comuni.

Pulizia prima o dopo la prima osservazione?

Se occorre documentare l’ostruzione che ha provocato il disservizio e l’accesso è praticabile, una prima osservazione può conservare traccia di posizione e materiale presente. La pulizia successiva può rendere visibile la parete prima coperta. Se invece l’accesso è chiuso o l’acqua e i depositi impediscono la ripresa, il lavoro preparatorio diventa la condizione per ispezionare. Concordare la sequenza serve a conservare le informazioni utili, oltre che a far avanzare la telecamera.

La telecamera deve percorrere il passaggio disponibile, senza essere usata per sfondare un blocco. Un ostacolo può impedire anche il recupero della sonda: l’operatore sceglie quindi attrezzature e preparazione in base a materiale e stato della condotta. Quando vengono eseguiti due passaggi, richiedi che il rapporto li distingua come prima e dopo la pulizia. Vedere il tubo libero nel secondo passaggio ha un significato diverso dall’averlo trovato libero all’inizio.

Come riconoscere un’acquisizione utilizzabile

Il video deve permettere di seguire il percorso e riconoscere i punti d’interesse. Se lente sporca, acqua torbida o avanzamento rapido rendono indistinta una porzione, il rapporto deve indicarla come poco leggibile e l’operatore valuta pulizia, ripetizione o un altro accesso. La qualità utile si misura sulla possibilità di capire che cosa sia stato osservato: un file lungo non compensa una parete nascosta per gran parte della ripresa.

Se la sonda non supera una curva o un’ostruzione, il tratto successivo resta non esaminato. Si può valutare un accesso dall’altro lato o un diverso metodo, ma il rapporto deve conservare il limite del primo passaggio. Due video devono poter essere ricondotti ai rispettivi accessi e alle direzioni percorse, evitando di contare due volte la stessa porzione.

Nei controlli di una colonna di scarico condominiale, distinguere la verticale dai rami laterali. Vedere una braga mentre la telecamera passa nella colonna non equivale a ispezionare la diramazione dell’appartamento. Se il sintomo riguarda quel ramo, occorre verificare se e come sia stato effettivamente raggiunto.

Dal filmato al rapporto: i dati da ottenere

Un rapporto utile deve rendere il lavoro comprensibile anche a chi non era sul posto. È opportuno richiedere:

  • edificio o rete interessata, data, obiettivo dell’indagine e operatore;
  • schema degli accessi e identificazione univoca dei tratti, con direzione dell’esame;
  • materiale e dimensioni riconosciuti o dichiarati, distinguendo le informazioni non verificate;
  • origine delle distanze, lunghezza effettivamente ispezionata e parti rimaste fuori;
  • condizioni di pulizia, flusso, visibilità ed eventuali interventi eseguiti tra due passaggi;
  • elenco delle osservazioni con distanza, immagine e riferimento temporale al video;
  • eventuali punti localizzati all’esterno, con riferimenti e limiti;
  • conclusioni, incertezze e verifiche ulteriori proposte.

La relazione deve poter distinguere “deposito osservato” da “deposito rimosso” e da “superficie controllata dopo la pulizia”. Sono risultati diversi. Anche il formato di consegna conta: conservare video leggibili e immagini associate ai tratti, non soltanto una selezione di fotogrammi senza posizione o un collegamento destinato a scadere.

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Codifica dei difetti e collaudo: chiarire il riferimento

La scheda pubblica della UNI EN 13508-2:2011, verificata come in vigore, descrive un sistema di codifica per l’ispezione visiva delle connessioni di scarico e dei collettori di fognatura all’esterno degli edifici nel proprio campo di applicazione. Quando si richiede un rapporto codificato secondo questo riferimento, devono essere chiari perimetro e prestazione richiesta. Non basta aggiungere una sigla alla copertina di un video generico.

La UNI EN 1610:2015 riguarda invece costruzione e relative prove di connessioni e collettori, generalmente interrati. Una videoispezione non assorbe automaticamente le altre verifiche previste dal progetto e dal collaudo. Qui sono state consultate le schede pubbliche delle norme, non i testi integrali a pagamento: requisiti operativi e criteri di accettazione vanno definiti da chi incarica ed esegue il controllo.

Tre situazioni ipotetiche: dalla richiesta alla decisione

Lo scarico torna a intasarsi dopo la pulizia

In un esempio ipotetico, il committente dispone delle date degli spurghi e sa che il disservizio riguarda sempre lo stesso ramo. La domanda utile è dove si riforma l’ostacolo e che cosa appare sulla parete dopo la sua rimozione. L’incarico collega quindi i precedenti interventi a quel tratto, documentando quando possibile il deposito iniziale e la superficie successivamente resa visibile.

Se emerge un punto ricorrente con una discontinuità, il tecnico può valutare un approfondimento localizzato e la sua relazione con il deposito. Se il tratto resta coperto o non viene raggiunto, il risultato orienta invece verso una nuova possibilità di accesso. La decisione successiva cambia in base al dato acquisito; «tubo liberato» e «causa della ricorrenza individuata» restano risultati distinti.

Il cortile ha una rete della quale manca lo schema

Supponiamo che il proprietario debba programmare uno scavo e che lo schema disponibile indichi un collettore lungo 20 metri, ancora da verificare. La sonda avanza soltanto fino a un ostacolo a 12 metri dal riferimento. Il rapporto restituisce quel tratto come percorso e gli elementi osservati, lasciando riconoscibile la porzione non raggiunta; i numeri sono didattici, non prestazioni garantite.

Per orientare lo scavo serve anche riferire i punti importanti al terreno. L’impresa deve quindi chiarire se la localizzazione sia possibile e compresa, oppure se occorra un altro accesso o metodo per completare il percorso. Il committente può così decidere se i dati bastano per il lavoro previsto o se conviene integrare il rilievo prima di impegnare le opere edili.

Il rigurgito compare soltanto con forti piogge

Se la ripresa mostra un passaggio libero ma il problema si presenta durante rovesci importanti, la domanda si sposta verso quote, percorsi e condizioni idrauliche a valle. Il filmato aiuta a documentare lo stato interno osservato, mentre il tecnico ricostruisce ciò che può accadere quando cambia il livello della rete ricevente. Si evita così di ripetere una pulizia senza aver individuato un’ostruzione pertinente al sintomo.

L’eventuale intervento di protezione nasce da questa valutazione. Prima di proporre dispositivi è utile comprendere i criteri di scelta della valvola antiriflusso fognaria, compresi posizione e gestione delle utenze. Le tre situazioni sono esempi di ragionamento, non indagini realmente eseguite dalla redazione.

Quanto costa: confrontare la stessa prestazione

Il prezzo dipende da accessibilità, numero di accessi e rami, lunghezza raggiungibile, diametri, curve, pulizia necessaria, tipo di apparecchiatura, localizzazione e documentazione. Possono incidere trasferta, urgenza, organizzazione del passaggio in cortile o strada e necessità di un secondo intervento. Non esiste un importo per metro che descriva da solo tutti questi lavori.

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Un riferimento di prezzo da leggere con le sue condizioni

Il listino indicativo ASPI 1/2026, revisione gennaio 2026, consultato il 3 novembre 2026, riporta per la videoispezione di condotte già pulite fino a 150 mm una voce di 300 euro l’ora per trasferta, preparazione ed esecuzione, con minimo per chiamata di 500 euro. Gli importi sono al netto dell’IVA e sono indicativi, non una tariffa obbligatoria né il preventivo per il singolo edificio.

Lo stesso documento presenta una voce di 25 euro al metro per quel diametro, ma la valutazione al metro è prevista per lavori su sedi stradali normalmente percorribili e con almeno 1.000 metri da ispezionare. Applicarla a pochi metri di scarico domestico significherebbe perdere le condizioni del riferimento. Il confronto utile parte quindi da accessi, pulizia, tempi e documenti inclusi, oltre che dall’unità di prezzo.

Rendere equivalenti le offerte prima di confrontare il totale

Chiedere come siano conteggiati diritto di uscita, tempo sul posto e tratti ispezionati, se pulizia e localizzazione siano comprese e quali file vengano consegnati. Il preventivo deve spiegare anche il costo del tentativo quando l’accesso risulta impraticabile e le condizioni per approvare attività aggiuntive. È preferibile chiarirlo prima che l’operatore incontri l’ostacolo.

Due offerte possono usare entrambe la voce “videoispezione”, ma includere risultati differenti: osservazione immediata sul monitor oppure video registrato, schema, osservazioni codificate e localizzazione del punto da riparare. Il confronto utile mantiene uguali obiettivo, tratti e documenti richiesti; una cifra più bassa senza questi dettagli non permette di stimare il costo della decisione successiva.

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Una consegna che permette di decidere il passo successivo

Prima di chiudere l’incarico, verifica che ogni tratto richiesto risulti esaminato oppure escluso con un motivo riconoscibile. Per ogni osservazione importante, chiedi il passo successivo proposto e la sua ragione: rimuovere un ostacolo, localizzare meglio un difetto, svolgere una prova o far valutare il tratto da un progettista. Se i dati restano incompleti, la consegna deve individuare ciò che manca e il controllo capace di completarlo. Il risultato utile è una decisione proporzionata alle informazioni raccolte.

Pozzetti e condotte non sono luoghi nei quali entrare per agevolare la ripresa. INAIL documenta i rischi degli ambienti confinati e sospetti di inquinamento; accessi e sicurezza devono essere gestiti dagli operatori secondo la situazione reale. La presenza della telecamera non elimina i rischi dell’area di lavoro.

Domande frequenti

Bisogna togliere sempre il WC per ispezionare uno scarico?

No: dipende dagli accessi disponibili, dal tratto da raggiungere e dall’attrezzatura. Smontaggio e ripristino di un sanitario devono essere motivati e compresi nell’accordo se necessari. L’operatore deve valutare anche il rischio di danneggiare finiture e raccordi durante il passaggio della sonda.

Una telecamera lunga 40 metri garantisce 40 metri di tubazione ispezionati?

No. Lunghezza del cavo, curve, diametro, depositi e accesso determinano quanto sia effettivamente raggiungibile. Nel rapporto conta la porzione osservata con visibilità utile, non soltanto la lunghezza nominale dell’attrezzatura.

Il video può servire a confrontare due controlli nel tempo?

Sì, se accessi, identificazione dei tratti, distanze e condizioni di ripresa permettono il confronto. Per valutare un cambiamento servono riferimenti coerenti e una lettura tecnica; due immagini con prospettiva o pulizia diverse possono far apparire differente lo stesso punto.

Fonti e riferimenti