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Documenti necessari per chiedere un mutuo: checklist per dipendenti, autonomi, garanti, redditi, conti, immobile, Consap, perizia e rogito.
Preparare i documenti per il mutuo non significa soltanto raccogliere buste paga e carta d’identità. La banca deve valutare il richiedente, gli eventuali cointestatari e garanti, la provenienza del denaro e l’immobile che riceverà in ipoteca. Un fascicolo incompleto può rallentare l’istruttoria, far scadere una proposta d’acquisto o costringere il perito a un secondo sopralluogo.
Non esiste una checklist nazionale identica per ogni istituto. I documenti cambiano in base a lavoro, reddito, stato civile, cittadinanza, importo, Fondo Consap, provenienza dell’immobile e tipo di operazione. Una banca può chiedere due dichiarazioni fiscali, un’altra un periodo diverso; può accettare un documento digitale oppure richiedere copia conforme o originale.
Questa guida organizza la pratica in tre fascicoli: persona e reddito, immobile, operazione e casi particolari. Le liste sono complete per orientarsi, ma prima dell’invio devono essere confrontate con quella consegnata dalla banca o dal mediatore creditizio.
Sommario
Il metodo più semplice è separare fin dall’inizio i documenti di chi chiede il finanziamento da quelli della casa. Il terzo fascicolo raccoglie proposta o preliminare, dichiarazioni sull’anticipo, Fondo Consap, donazioni familiari, garante e altri elementi che spiegano come sarà realizzato l’acquisto.
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| Fascicolo | Contenuto principale | Chi lo prepara | Perché serve |
|---|---|---|---|
| Richiedente | Identità, residenza, stato civile, redditi, lavoro, conto e finanziamenti | Richiedente, cointestatario e garante | Valutazione del merito creditizio e della sostenibilità della rata |
| Immobile | Provenienza, Catasto, titoli edilizi, APE, planimetrie e documenti condominiali | Venditore con il proprio tecnico, verificati dall’acquirente | Identificazione, perizia, regolarità e valore della garanzia |
| Operazione | Proposta, preliminare, prezzo, anticipo, provenienza fondi e agevolazioni | Parti, agenzia, banca e professionisti | Ricostruzione del pagamento e delle condizioni della compravendita |
| Casi speciali | Consap, ristrutturazione, costruzione, asta, donazione, successione o separazione | Soggetto interessato ed eventuali tecnici | Gestione di requisiti e rischi specifici |
La simulazione online richiede pochi dati e non equivale a un’approvazione. Nella pre-valutazione la banca esamina reddito e impegni; con la domanda formale acquisisce documenti e autorizzazioni; dopo l’individuazione della casa avvia perizia e controlli; infine prepara l’offerta vincolante, il Prospetto informativo europeo standardizzato e gli atti per il notaio.
Consegnare tutto troppo presto non è sempre utile: buste paga, estratti conto, visure o certificati possono diventare meno attuali prima della delibera. Consegnare troppo tardi è però pericoloso quando proposta e preliminare fissano scadenze rigide. La soluzione è chiedere subito una lista scritta, distinguendo documenti per la pre-delibera reddituale e documenti richiesti dopo la scelta dell’immobile.
Il fascicolo personale parte dai documenti di identificazione. Normalmente comprende documento d’identità valido, codice fiscale o tessera sanitaria, dati di residenza e contatti. La banca può chiedere certificato o autocertificazione di residenza, stato di famiglia e stato civile, soprattutto quando occorre capire regime patrimoniale, persone a carico o obblighi economici.
Per coniugati e uniti civilmente può servire l’indicazione del regime di comunione o separazione dei beni. Per separati o divorziati possono essere richiesti provvedimento, accordi omologati e documentazione su assegni periodici. Il dato è rilevante sia per verificare spese ricorrenti sia per stabilire chi acquista, chi contrae il mutuo e chi deve intervenire nell’atto.
I cittadini non italiani possono dover produrre passaporto, titolo di soggiorno, documentazione sulla residenza e, se formata all’estero, traduzione o legalizzazione secondo il caso. Non bisogna tradurre autonomamente i documenti prima di conoscere il formato accettato dall’istituto.
Il dipendente presenta in genere le buste paga più recenti, la Certificazione unica, l’ultima dichiarazione dei redditi quando disponibile e il contratto o un’attestazione del rapporto di lavoro. La banca può richiedere estratto contributivo, lettera di assunzione, indicazione del periodo di prova, anzianità, TFR o conferma del datore.
Con un contratto a tempo determinato, in somministrazione, apprendistato o un reddito variabile vengono valutati continuità, rinnovi, settore, storia lavorativa e presenza di un coobbligato. Possono servire contratti precedenti, comunicazioni di proroga e un periodo più ampio di accrediti. Non esiste un documento che trasformi automaticamente un contratto non stabile in un mutuo approvato: la decisione dipende dalla valutazione complessiva.
Premi, straordinari, trasferte e provvigioni possono essere considerati in modo prudente se non ricorrenti. Conviene evitare di calcolare autonomamente il reddito “medio” e consegnare invece i documenti originali del periodo richiesto, evidenziando soltanto elementi eccezionali.
Per lavoratori autonomi e professionisti il reddito non è dimostrato con la busta paga. La banca richiede normalmente dichiarazioni fiscali e ricevute di presentazione, situazione contabile aggiornata, visura camerale quando esiste un’impresa e prova dell’iscrizione all’albo o alla gestione professionale. Possono essere richiesti modelli F24, certificazioni, fatture, bilanci, elenco clienti o contratti continuativi.
Per soci e amministratori occorre distinguere reddito personale, compenso, dividendi e solidità della società. La banca può chiedere bilanci depositati, situazione infrannuale, statuto, visura e quota posseduta. I prelievi dal conto della società non sono automaticamente reddito personale e non vanno presentati come tali.
Il fascicolo deve mantenere coerenza tra dichiarazione fiscale, estratti conto e attività. Un calo temporaneo, una nuova partita IVA o un reddito fortemente oscillante richiedono spesso spiegazioni e documenti aggiuntivi. È meglio preparare una nota breve con date e fatti verificabili, senza sostituire la documentazione ufficiale.
Il pensionato può dover consegnare cedolino, Certificazione unica, dichiarazione dei redditi e certificazione della pensione. Età alla scadenza, durata e coperture assicurative sono valutate secondo le politiche della banca; un reddito pensionistico stabile non elimina questi controlli.
Chi percepisce redditi all’estero può essere chiamato a produrre contratto, buste paga, dichiarazioni fiscali, estratti conto e certificazioni del Paese di origine, talvolta tradotti. Rilevano valuta, tassazione, stabilità e possibilità di verificare il datore. Per redditi da locazione servono contratto registrato, dichiarazione fiscale e traccia degli incassi; la banca può considerarli solo in parte.
Assegni di mantenimento ricevuti, rendite, borse, royalties e altri introiti non sono valutati tutti allo stesso modo. Bisogna dimostrare titolo, durata e regolarità, senza presumere che ogni accredito sul conto aumenti la capacità di rimborso riconosciuta.
Ogni cointestatario del mutuo fornisce normalmente lo stesso fascicolo anagrafico, reddituale e bancario del richiedente principale. Il garante presenta documenti analoghi, perché la banca deve valutarne capacità economica, debiti e durata dell’impegno. Essere proprietario di una casa non sostituisce la verifica del reddito né rende automatica l’approvazione.
Il datore d’ipoteca è chi concede un proprio immobile in garanzia senza necessariamente diventare debitore del finanziamento. In questo caso servono documenti personali, titolo di proprietà e fascicolo completo del bene offerto. Ruoli, rischi e limiti devono essere chiariti dal notaio prima della firma.
Quando acquistano due persone, domanda di mutuo, quote di proprietà e provenienza dell’anticipo devono essere coerenti. Non è obbligatorio che proprietà e debito abbiano sempre le stesse percentuali, ma una struttura diversa va concordata con banca e notaio. Servono documenti di entrambi, anche se uno dispone del reddito principale, e devono essere dichiarati eventuali altri immobili e finanziamenti.
Se genitori o familiari contribuiscono all’anticipo, occorre stabilire prima se si tratta di donazione, prestito, pagamento diretto del prezzo o partecipazione all’acquisto. La semplice causale “aiuto casa” può non descrivere adeguatamente l’operazione. Banca e notaio possono chiedere documenti del disponente, estratti, bonifici e atto idoneo a rendere tracciabile il trasferimento.
La presenza di un familiare come garante non deve essere decisa soltanto per aumentare l’importo. Vanno chiariti durata della garanzia, possibilità di liberazione, effetti su future richieste di credito e responsabilità in caso di mancato pagamento. Prima della firma il garante deve ricevere e leggere la documentazione contrattuale che lo riguarda.
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| Profilo | Documenti reddituali frequenti | Possibili integrazioni | Attenzione |
|---|---|---|---|
| Dipendente stabile | Buste paga, CU, dichiarazione e contratto | Anzianità, estratto contributivo, accrediti | Periodo di prova e componenti variabili |
| Tempo determinato o somministrato | Documenti del dipendente e contratto vigente | Rinnovi, lavori precedenti, coobbligato | Durata residua e continuità del reddito |
| Autonomo o professionista | Dichiarazioni fiscali, ricevute e situazione aggiornata | F24, albo, visura, fatture e contratti | Oscillazioni e anzianità dell’attività |
| Imprenditore o socio | Reddito personale e documenti societari | Bilanci, visura e situazione infrannuale | Separare patrimonio personale e società |
| Pensionato | Cedolino, CU e dichiarazione | Certificazione del trattamento pensionistico | Età a fine piano e durata del mutuo |
| Garante o cointestatario | Fascicolo completo in base al proprio profilo | Patrimonio, debiti e altre garanzie | L’impegno può durare per l’intero finanziamento |
La banca può chiedere estratti conto del periodo indicato, saldo, evidenza dell’accredito del reddito e documentazione dei risparmi usati come anticipo. Servono anche i contratti o piani di rimborso di prestiti, cessioni del quinto, carte rateali, leasing, fideiussioni e altri impegni. Omettere un finanziamento non aiuta: gli intermediari svolgono verifiche e un’informazione incoerente può rallentare o compromettere l’istruttoria.
L’anticipo deve avere una provenienza ricostruibile. Se arriva da risparmi accumulati, vendita di un bene o aiuto familiare, la banca e il notaio possono chiedere estratti, bonifici, atto di donazione o altra documentazione adeguata. Versamenti in contanti o trasferimenti improvvisi senza spiegazione generano richieste aggiuntive per gli obblighi antiriciclaggio.
Il cittadino può accedere gratuitamente ai dati registrati a proprio nome nella Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Il rapporto non è un certificato obbligatorio da allegare a ogni domanda e non coincide con tutti i sistemi privati di informazione creditizia, ma può essere utile per controllare segnalazioni e garanzie prima dell’istruttoria.
Il fascicolo della casa viene normalmente fornito dal venditore, ma l’acquirente non dovrebbe limitararsi a inoltrarlo. Il perito valuta la garanzia per la banca; il notaio verifica la situazione giuridica dell’atto; il tecnico ricostruisce stato legittimo e conformità. Sono controlli collegati, ma non sovrapponibili.
È utile distinguere tre livelli. Alcuni documenti sono indispensabili per identificare il bene e procedere con la perizia; altri vengono richiesti soltanto quando emerge un’anomalia; altri ancora potrebbero non interessare direttamente alla banca, ma restano decisivi per acquistare consapevolmente. Una delibera bancaria positiva non garantisce che non esistano vizi, lavori condominiali, problemi impiantistici o contenziosi.
Il documento indica immobile, prezzo, parti, caparre, acconti, data prevista e condizioni. Deve coincidere con la domanda di mutuo. Se esiste una condizione sospensiva per il finanziamento, vanno controllati importo minimo, scadenza e modalità con cui comunicare un eventuale rifiuto.
È l’atto con cui il venditore ha acquistato, ricevuto o ereditato il bene: rogito, successione, donazione, decreto di trasferimento o altro titolo. La provenienza aiuta notaio e banca a ricostruire proprietà, diritti e possibili rischi. Una semplice visura catastale non prova la proprietà.
Devono identificare correttamente foglio, particella, subalterno, intestazione, categoria e rappresentazione. Il perito confronta planimetria e stato reale. La conformità catastale non sostituisce quella urbanistica: una planimetria aggiornata può rappresentare anche lavori mai autorizzati.
Licenza, concessione, permesso di costruire, varianti, DIA, SCIA, CILA, sanatorie e condoni permettono di confrontare il costruito con quanto assentito. Per immobili molto vecchi possono servire documenti probanti e titoli successivi. Se il fascicolo è complesso, una relazione tecnica di compravendita rende più leggibile la cronologia.
L’agibilità e la segnalazione certificata riguardano condizioni definite dalla disciplina edilizia, ma non sanano abusi e non sostituiscono i titoli. La banca può richiedere il documento o un chiarimento sulla sua assenza secondo immobile e istruttoria. L’Attestato di prestazione energetica è normalmente necessario nelle compravendite e può incidere su prodotti “green”; deve essere valido e riferito al bene corretto.
Possono essere richiesti regolamento, tabelle, dichiarazione dell’amministratore su spese e morosità, verbali recenti e delibere per lavori straordinari. I documenti degli impianti, se disponibili o necessari al caso, aiutano a comprendere lo stato del bene ma non sono sempre parte della prima lista bancaria. È utile distinguere ciò che serve alla banca da ciò che l’acquirente dovrebbe comunque controllare.
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| Documento dell’immobile | Funzione | Chi lo procura | Problema tipico |
|---|---|---|---|
| Proposta o preliminare | Prezzo, termini, parti e pagamenti | Acquirente, venditore o agenzia | Dati o importo diversi dalla domanda di mutuo |
| Atto di provenienza | Dimostra il titolo del venditore | Venditore o notaio | Donazione, successione incompleta o diritti di terzi |
| Visura e planimetria | Identificazione e confronto catastale | Venditore e tecnico | Subalterno, intestazione o distribuzione non aggiornati |
| Titoli edilizi | Ricostruzione dello stato legittimo | Venditore e tecnico mediante accesso agli atti | Varianti mancanti, abusi o condono pendente |
| Agibilità | Documenta gli adempimenti relativi alle condizioni previste | Venditore o Comune | Assenza, dati non coerenti o modifiche successive |
| APE | Prestazione energetica e obblighi di vendita | Venditore tramite certificatore | Scaduto, riferito a diversa unità o non aggiornato |
| Visure ipotecarie | Individuazione di formalità e gravami | Notaio; controlli informativi anche tramite servizi pubblici | Ipoteca da cancellare, pignoramento o domanda giudiziale |
La provenienza può richiedere un fascicolo aggiuntivo. Per un immobile risalente nel tempo non basta la dicitura “ante 1967”: il tecnico deve dimostrare epoca e stato legittimo con i documenti ammessi e verificare tutte le trasformazioni successive. Leggi anche: Immobile ante 1967: documenti, stato legittimo, agibilità, vendita e sanatoria.
In caso di successione servono dichiarazione, volture e documenti che provino l’acquisto ereditario; il notaio verifica eventuali trascrizioni necessarie. La provenienza da donazione può richiedere approfondimenti sul rischio di pretese successorie e sulle condizioni assicurative o bancarie. Per l’asta occorrono avviso di vendita, ordinanza, perizia del tribunale e rispetto delle scadenze: i tempi del mutuo devono essere compatibili con quelli della procedura.
Se l’immobile presenta abusi, una perizia giudiziaria o un vecchio rogito che li descrive non li rende automaticamente regolari. Approfondisci: Cosa succede se si compra una casa con abuso edilizio?.
Quando il finanziamento serve a costruire o ristrutturare, la banca deve valutare anche progetto, costi e avanzamento. Possono servire titolo di proprietà del terreno o immobile, permesso o altra pratica edilizia, progetto, computo metrico, preventivi, contratto d’appalto, cronoprogramma, direttore dei lavori e documentazione strutturale. Le somme possono essere erogate a stati di avanzamento dopo sopralluoghi del perito.
Per una nuova costruzione si aggiungono dati del terreno, convenzioni, garanzie del costruttore e documenti catastali progressivi. Per lavori già iniziati occorrono pagamenti, fatture, fotografie e quadro aggiornato delle opere. Non utilizzare un preventivo sommario per stimare la parte finanziabile: banca e tecnico devono conoscere spese non coperte, imprevisti e capitale proprio disponibile.
La domanda per il Fondo viene presentata a una banca o a un intermediario aderente utilizzando il modello ufficiale Consap. Il richiedente deve dichiarare requisiti e caratteristiche dell’operazione; alcune categorie e livelli di garanzia richiedono ISEE e specifiche condizioni. Moduli alternativi o versioni vecchie possono non essere accettati.
Nel 2026 la disciplina e le categorie ammesse sono state aggiornate. La lista va quindi presa dalla sezione ufficiale Consap al momento della domanda, senza affidarsi a fac-simile salvati mesi prima. La garanzia pubblica non sostituisce la valutazione del merito creditizio e non obbliga la banca a concedere il mutuo.
Conclusa l’istruttoria, il consumatore riceve le informazioni personalizzate nel PIES, che consentono di confrontare importo, durata, tasso, rata, TAEG, costi, garanzie e condizioni. L’offerta vincolante è accompagnata dal periodo di riflessione previsto dalla disciplina. Prima di accettare bisogna controllare che importo, immobile, intestatari, tasso e prodotti collegati coincidano con quanto concordato.
Per il rogito la banca coordina con il notaio relazione preliminare, dati per l’ipoteca, conteggi e condizioni di erogazione. Possono essere richiesti polizza incendio e scoppio, coordinate, prova dell’anticipo e documenti aggiornati. La polizza obbligatoria ai fini della garanzia va distinta dalle coperture facoltative proposte insieme al mutuo.
Un fascicolo ordinato riduce errori e richieste ripetute. Creare cartelle separate per anagrafica, redditi, conti, immobile, contratto, Consap e integrazioni. Usare nomi chiari con data, soggetto e tipo di documento, per esempio “2026-07_CU_Richiedente.pdf” o “Immobile_Planimetria_Sub12.pdf”. Evitare file chiamati “scan1” o fotografie senza ordine.
Scansionare fronte e retro, mantenere documenti completi e leggibili, non modificare cifre o pagine e non applicare firme grafiche non richieste. Se la banca dispone di un portale, utilizzarlo al posto di indirizzi e-mail non verificati. Documenti d’identità, estratti conto e dichiarazioni fiscali contengono dati sensibili: non vanno inviati all’agenzia, al venditore o a contatti informali quando non necessari.
Prima dell’invio controllare scadenza del documento d’identità, periodo delle buste paga, firma, ricevuta telematica della dichiarazione, completezza degli estratti e corrispondenza di nomi e indirizzi. Non esiste una validità unica di trenta, sessanta o novanta giorni per tutto: seguire la data richiesta dalla banca.
Non sostituire un documento mancante con una dichiarazione improvvisata. Chiedere alla banca se ammette autocertificazione, copia richiesta all’ente, documento equivalente o integrazione successiva. Per titoli edilizi e planimetrie occorre accedere agli archivi; per atti notarili si può richiedere copia; per dati catastali e ipotecari esistono servizi pubblici; per dichiarazioni fiscali e ricevute si utilizzano i cassetti ufficiali.
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Se la difficoltà riguarda l’immobile, informare subito venditore e tecnico. Una planimetria mancante è diversa da una difformità; una domanda di condono non definita è diversa da un titolo rilasciato. La banca deve sapere quale documento arriverà, chi lo produrrà e in quale fase.
La richiesta di un altro documento non significa necessariamente che il mutuo sia in difficoltà. Può dipendere da una data non leggibile, da una pagina assente, dall’aggiornamento mensile del reddito o da un controllo emerso durante la perizia. Chiedere che l’integrazione sia formulata per iscritto e indicare il nome esatto del file inviato aiuta a chiudere il punto senza duplicazioni.
Se il documento non esiste, evitare risposte vaghe. È preferibile comunicare: motivo dell’assenza, soggetto a cui è stata chiesta copia, data della richiesta, alternativa proposta dal professionista e tempo stimato. Per un titolo edilizio non reperito può servire un accesso agli atti; per una vecchia ipoteca la procedura compete al notaio e al creditore; per un reddito non ancora dichiarato non è possibile inventare una certificazione sostitutiva.
Quando la banca riapre l’istruttoria dopo alcuni mesi può chiedere nuovamente documenti già consegnati. È normale che voglia dati attuali prima della delibera o del rogito. Conservare il fascicolo originale e una cartella separata con le versioni aggiornate permette di capire quale documento è stato sostituito e impedisce di mescolare periodi differenti.
Il richiedente con lavoro stabile può organizzare il fascicolo personale in pochi giorni; per autonomi, redditi esteri o società occorre più tempo. Il fascicolo dell’immobile dipende dal venditore e dagli archivi comunali. Accesso agli atti, aggiornamenti catastali, cancellazioni ipotecarie o sanatorie possono superare le scadenze contrattuali.
La delibera reddituale non sostituisce quella definitiva sull’immobile. Prima di fissare il rogito bisogna considerare perizia, relazione notarile, eventuali integrazioni e validità interna dell’approvazione. Una promessa verbale del consulente non è un documento da usare per assumere obblighi irrevocabili.
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| Controllo finale | Sì/No | Responsabile | Nota pratica |
|---|---|---|---|
| Lista ufficiale della banca ricevuta | □ | Richiedente | Conservare versione e data |
| Documenti di tutti i soggetti completi | □ | Richiedenti e garante | Verificare fronte, retro, firme e scadenze |
| Redditi coerenti con accrediti e dichiarazioni | □ | Richiedente | Spiegare solo anomalie documentabili |
| Anticipo e provenienza dei fondi tracciabili | □ | Acquirente e notaio | Evitare movimenti non spiegati a ridosso del rogito |
| Fascicolo dell’immobile verificato | □ | Venditore e tecnico dell’acquirente | Catasto non sostituisce urbanistica |
| Proposta e domanda di mutuo coerenti | □ | Acquirente | Controllare prezzo, importo, soggetti e scadenze |
| Integrazioni inviate tramite canale sicuro | □ | Richiedente e banca | Conservare ricevute e messaggi |
| PIES e offerta letti prima della firma | □ | Richiedente | Confrontare TAEG, costi e condizioni |
Le spese collegate al finanziamento e i documenti per la successiva detrazione fiscale sono una fase distinta. Approfondisci: Come detrarre gli interessi del mutuo: guida completa.
Descrivi il lavoro da realizzare: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a imprese edili pertinenti.
Non esiste un numero unico. La banca indica il periodo richiesto e può ampliarlo se reddito, contratto o accrediti sono variabili. Bisogna consegnare buste complete e coerenti con conto e Certificazione unica.
È una richiesta frequente per autonomi e professionisti, ma quantità e annualità dipendono dall’istituto e dal profilo. Possono servire anche ricevute telematiche e situazione contabile aggiornata.
Può richiederli per verificare accrediti, risparmi, spese ricorrenti, debiti e provenienza dell’anticipo. Il periodo e il formato sono stabiliti dall’istituto; non vanno eliminate pagine o movimenti.
Normalmente proposta o preliminare, atto di provenienza, dati catastali, titoli edilizi, APE e altri documenti richiesti dalla situazione. Banca, tecnico e notaio possono chiedere integrazioni diverse.
Non esiste una risposta automatica per ogni immobile e banca. L’istituto può richiederla o chiedere un chiarimento sulla sua assenza. In ogni caso l’agibilità non sana abusi e non sostituisce lo stato legittimo.
In genere sì: identità, reddito, conti, debiti e patrimonio vengono valutati perché il garante assume un impegno. La lista concreta dipende dal ruolo e dalla banca.
Si può ottenere una valutazione preliminare della capacità reddituale, ma la concessione definitiva richiede immobile, perizia e controlli giuridici. La pre-delibera non garantisce che qualsiasi casa venga accettata.
No. Servono il modello ufficiale, i requisiti personali e dell’operazione e l’istruttoria della banca. L’ISEE è richiesto nei casi previsti, ma la garanzia pubblica non sostituisce il merito creditizio.
Dipende dal documento e dalle procedure dell’istituto. Non applicare una scadenza generica: chiedere la lista aggiornata e produrre nuovamente buste, estratti o certificazioni quando richiesto.
No. Identifica e rappresenta l’unità, ma non prova da sola la regolarità urbanistica. Il perito o la banca possono chiedere titoli edilizi, sanatorie, agibilità e relazione tecnica.
Liste documentali, politiche di credito e requisiti delle agevolazioni possono cambiare. Prima dell’invio va sempre utilizzata la checklist aggiornata della banca e, per Consap, la modulistica pubblicata sul sito ufficiale.