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Il Cassetto fiscale si amplia con nuovi avvisi, stato delle pratiche e servizi API. Cosa è già operativo e quali funzioni devono ancora partire.
Il Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate si prepara a diventare più completo. Con due provvedimenti pubblicati nel luglio 2026 sono state definite, da una parte, le regole per collegare i software degli intermediari ai sistemi del Fisco e, dall’altra, quelle per mostrare nella sezione “L’Agenzia scrive” nuovi avvisi e lo stato del relativo procedimento.
Le due novità non hanno però la stessa decorrenza. Il primo servizio API, dedicato allo scarico massivo dei dati delle Certificazioni Uniche 2024 e 2025, è già attivo dal 22 luglio. La consultazione dei nuovi avvisi, invece, partirà soltanto dopo una successiva comunicazione dell’Agenzia delle Entrate.
È una distinzione importante: le regole sono state approvate, ma ciò non significa che tutti i contribuenti possano già trovare i nuovi documenti nella propria area riservata.
Sommario
Il quadro normativo nasce dall’articolo 23 del D.Lgs. 1/2024, dedicato al rafforzamento dei contenuti conoscitivi del Cassetto fiscale. La norma prevede che il contribuente possa consultare e acquisire un numero crescente di dati, atti e comunicazioni gestiti dall’Amministrazione finanziaria.
Il provvedimento n. 200918 del 6 luglio 2026 riguarda l’interoperabilità digitale. Il successivo provvedimento n. 210791 del 16 luglio disciplina invece la disponibilità di nuove tipologie di atti nell’area riservata.
Advertisement - PubblicitàLe API consentono a un programma autorizzato di comunicare direttamente con i sistemi dell’Agenzia delle Entrate e di acquisire dati e documenti in forma strutturata. L’obiettivo è ridurre le operazioni manuali ripetitive, soprattutto negli studi professionali che gestiscono numerosi contribuenti.
Dal 22 luglio 2026 è disponibile il primo servizio del nuovo Catalogo dei servizi di interoperabilità. In questa fase consente agli intermediari fiscali di acquisire, anche massivamente, i dati delle Certificazioni Uniche relative agli anni d’imposta 2024 e 2025.
L’intermediario deve essere legittimato alla consultazione, aderire alle condizioni previste, attivare il servizio nel Catalogo e configurare il proprio software secondo le specifiche tecniche. Per il normale contribuente non nasce un nuovo adempimento: l’accesso personale tramite SPID, CIE o CNS continua a funzionare come prima.
Questo è soltanto il primo servizio previsto. Il provvedimento consente all’Agenzia di ampliare progressivamente il Catalogo, annunciando l’attivazione di ulteriori API con successive comunicazioni.
La seconda novità interessa più direttamente cittadini e imprese. Nella sezione “L’Agenzia scrive” potranno essere resi disponibili:
Gli atti saranno messi a disposizione dal giorno successivo a quello in cui la data della loro notificazione viene acquisita negli applicativi degli uffici. Se un provvedimento di autotutela è gestito dai sistemi dell’Agenzia ma non è stato firmato digitalmente attraverso gli stessi applicativi, nel Cassetto potrà comparire soltanto l’informazione della sua esistenza.
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Richiedi informazioni gratisLa funzione non mostrerà soltanto il documento. Per ogni avviso saranno disponibili informazioni che permetteranno di ricostruire l’evoluzione del procedimento.
Il contribuente potrà verificare, ad esempio, se l’atto risulta notificato, definito con pagamento, definito con il pagamento delle sole sanzioni, interessato da un ricorso, annullato in autotutela totale oppure accompagnato da un provvedimento di autotutela parziale. Sarà inoltre indicata l’eventuale conclusione definitiva del contenzioso.
Si tratta di un cambiamento utile perché consentirà di controllare in un unico ambiente non soltanto l’atto originario, ma anche alcuni passaggi successivi. I dati visualizzati dipenderanno comunque dalle informazioni acquisite negli applicativi dell’Amministrazione.
Al 3 agosto 2026 non è stata ancora comunicata la data di attivazione. Il provvedimento n. 210791 stabilisce espressamente che l’avvio delle nuove funzionalità sarà reso noto con una successiva comunicazione pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
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Nella prima fase la consultazione sarà consentita al contribuente destinatario dell’atto, ai suoi rappresentanti legali — come tutori, amministratori di sostegno, genitori o curatori speciali — e alle persone di fiducia preventivamente autorizzate. Il normale intermediario delegato non è compreso tra i soggetti indicati per questa fase iniziale.
Advertisement - PubblicitàLa presenza di un avviso nel Cassetto fiscale non deve essere confusa con una nuova modalità generale di notificazione. Il provvedimento collega la pubblicazione nel Cassetto alla precedente acquisizione della data di notifica nei sistemi dell’Agenzia.
Di conseguenza, il contribuente non deve attendere che l’atto compaia online prima di controllare i termini per un pagamento, un’adesione, un’istanza di autotutela o un ricorso. I termini continuano a dipendere dalla disciplina applicabile e dalla notificazione dell’atto.
Anche il Cassetto fiscale e l’area dell’Agenzia delle entrate-Riscossione restano servizi distinti. Il potenziamento non significa che tutte le cartelle, le rateizzazioni e la situazione debitoria completa siano automaticamente trasferite nel Cassetto dell’Agenzia delle Entrate.
Per ora i contribuenti non devono presentare domande o attivare nuove funzioni. È sufficiente utilizzare l’area riservata con le normali credenziali e prestare attenzione alle comunicazioni ufficiali che annunceranno la disponibilità dei nuovi avvisi.
Chi si affida a un professionista può verificare che la delega ai servizi online sia valida, senza mai condividere le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. Gli intermediari interessati ai servizi API devono invece consultare il Catalogo di interoperabilità e le relative specifiche tecniche.
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