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La manovra propone il 50% su 5.000 euro per i mobili. Il testo non cita più i grandi elettrodomestici, per i quali prevede un fondo distinto.
Il bonus mobili al 50% potrebbe proseguire nel 2027, con una spesa massima agevolabile di 5.000 euro. È quanto prevede l’articolo 4 del disegno di legge di Bilancio, nella versione bollinata consultata. Il punto che merita attenzione riguarda però gli acquisti: la nuova disposizione menziona i mobili, mentre non richiama espressamente i grandi elettrodomestici inclusi nell’agevolazione attuale.
Nello stesso articolo compare un finanziamento separato di 50 milioni di euro per il contributo destinato agli elettrodomestici. Per chi sta organizzando una ristrutturazione e deve ordinare cucina, arredi e apparecchi, diventa quindi importante distinguere le due misure. La manovra è ancora un disegno di legge: il quadro per il prossimo anno dovrà essere confermato dal Parlamento.
Sommario
Il testo introduce nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi l’articolo 360-quater. Il comma 2 riconosce ai contribuenti che utilizzano la detrazione per il recupero edilizio un ulteriore beneficio per i mobili destinati all’immobile ristrutturato: 50% su un massimo di 5.000 euro di spesa, in dieci quote annuali uguali.
Il risultato massimo teorico è dunque di 2.500 euro complessivi, pari a 250 euro l’anno. Per esempio, con 4.000 euro interamente ammessi, la detrazione sarebbe di 2.000 euro, suddivisa in dieci quote da 200 euro. Con 7.000 euro di acquisti ammessi, il calcolo si fermerebbe invece al plafond di 5.000 euro. Sono esempi aritmetici: l’utilizzo effettivo dipende anche dall’imposta disponibile e dagli altri requisiti fiscali applicabili al contribuente.
Il limite degli arredi è distinto da quello dei lavori. La proposta precisa inoltre che le spese per i mobili sono computate indipendentemente dall’importo sostenuto per la ristrutturazione. Un cantiere di valore contenuto, quindi, non ridurrebbe automaticamente il plafond degli arredi allo stesso importo, purché l’intervento dia effettivamente accesso all’agevolazione.
La percentuale sugli arredi resterebbe del 50% anche nei casi in cui il lavoro collegato usufruisse del 36%. Il quadro delle altre detrazioni proposte è descritto nell’articolo sul testo della manovra 2027 e sulle aliquote dei bonus casa.
Il bonus rimarrebbe legato a un intervento di recupero edilizio agevolabile. Nella disciplina attuale, illustrata dall’Agenzia delle Entrate, sulle singole abitazioni il presupposto può essere una manutenzione straordinaria, un restauro, un risanamento conservativo o una ristrutturazione. La semplice tinteggiatura dell’appartamento, considerata da sola, non basta. Per le parti comuni residenziali sono ammessi anche lavori di manutenzione ordinaria, ma gli arredi devono essere destinati agli spazi comuni.
Per il 2027, il testo proposto richiede interventi iniziati dal 1° gennaio 2026, cioè dal primo giorno dell’anno precedente all’acquisto. Resta importante l’ordine delle operazioni: secondo le istruzioni dell’Agenzia per il bonus vigente, l’avvio del lavoro deve precedere l’acquisto dei beni; non è necessario che il cantiere sia già terminato.
Chi ha iniziato un intervento nel 2025 non dovrebbe quindi presumere che lo stesso lavoro possa agganciare automaticamente mobili acquistati nel 2027: la finestra temporale indicata nella proposta parte dal 2026. Occorre ricostruire l’intervento effettivo e le sue date, evitando di confondere la prosecuzione di un vecchio cantiere con un nuovo lavoro autonomo.
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Richiedi informazioni gratisLa proposta disciplina espressamente gli acquisti collegati allo stesso intervento in anni diversi. Se i lavori sono stati effettuati nell’anno precedente, oppure sono iniziati in quell’anno e proseguono nell’anno dell’acquisto, il limite di 5.000 euro deve essere considerato al netto delle spese già agevolate nell’anno precedente.
Un esempio: per un intervento iniziato nel 2026 si acquistano nello stesso anno arredi per 3.600 euro, utilizzando il bonus. Nel 2027, se la disposizione fosse approvata senza modifiche, resterebbero 1.400 euro di spesa agevolabile per il medesimo intervento. Su questa parte il beneficio teorico sarebbe di 700 euro, da ripartire in dieci anni. Se nel 2026 fosse già stato utilizzato l’intero plafond di 5.000 euro, un ulteriore acquisto nel 2027 non ne aprirebbe uno nuovo per lo stesso lavoro.
Prima di ordinare altri mobili conviene quindi riunire fatture e pagamenti dell’anno precedente. Il riferimento utile è la spesa che ha già beneficiato della detrazione, non la sola rata annuale indicata in dichiarazione.
Il bonus vigente comprende mobili e grandi elettrodomestici che rispettano le condizioni previste. Il comma proposto per il 2027 parla invece di acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile ristrutturato, senza ripetere il riferimento ai grandi elettrodomestici.
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La differenza testuale è verificabile. La sua lettura come esclusione degli elettrodomestici dalla detrazione del prossimo anno resta però un punto da controllare nel seguito dell’iter e nel testo definitivo. Presentarla oggi come una cancellazione già operativa anticiperebbe l’esito della legge.
Per una cucina, la distinzione ha un effetto molto concreto: mobili contenitori, tavolo e sedie vanno tenuti separati, nel preventivo, da forno, frigorifero e lavastoviglie. Le regole attuali non possono essere trasferite automaticamente alle spese del 2027. Far distinguere le voci consente di valutare ciascun bene con la disciplina che sarà effettivamente approvata.
Il comma 2 dell’articolo 4 propone di rifinanziare con 50 milioni di euro per il 2027 il fondo richiamato dalla legge di Bilancio 2025. È il canale del contributo per gli elettrodomestici, distinto dalla detrazione fiscale collegata all’arredo di un immobile ristrutturato.
Il disegno di legge rinvia a un decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministero dell’Economia, la definizione di criteri, modalità e termini di erogazione. Il termine indicato è di sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di Bilancio, qualora la disposizione venga approvata.
Lo stanziamento proposto non apre già le domande e non consente di promettere per il 2027 gli stessi importi individuali, requisiti o procedure delle precedenti edizioni. Chi acquista un apparecchio dovrà verificare le condizioni della nuova misura quando saranno definite, senza considerare il finanziamento del fondo come un contributo personale già assegnato.
Per gli acquisti del 2026 resta il riferimento alla disciplina vigente; per quelli del 2027, il disegno di legge fornisce una proposta da seguire fino all’approvazione. Il passo utile oggi è separare nel programma di spesa lavori, mobili ed elettrodomestici, verificare la data iniziale dell’intervento e ricostruire quanto è già stato agevolato.
Per il bonus attuale, l’Agenzia ammette bonifico e carte di debito o credito e richiede di conservare fatture e prove di pagamento; il beneficiario deve anche fruire della detrazione sul recupero edilizio. Per il 2027 andranno ricontrollati testo definitivo e istruzioni applicabili. Un preventivo ordinato e una documentazione completa permetteranno di farlo senza dover ricostruire a posteriori acquisti e pagamenti.
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