Il ritorno dell’Ecobonus al 65% non compare nella versione del disegno di legge di Bilancio 2027 diffusa dopo la bollinatura. Per gli interventi agevolati il testo propone invece il 36%, elevato al 50% quando le spese sono sostenute dai proprietari o dai titolari di un diritto reale di godimento per lavori sull’abitazione principale. Il Parlamento deve ancora esaminare e approvare la manovra: queste percentuali descrivono quindi una proposta, non una nuova agevolazione già operativa.

La notizia segnalata dal Sole 24 Ore il 1° novembre chiarisce il punto rimasto aperto nelle settimane precedenti. Il possibile rafforzamento degli incentivi energetici non si è tradotto, in questa formulazione del provvedimento, nell’aliquota del 65%.

L’articolo 4 interviene però anche sulla struttura delle detrazioni e sui limiti di spesa: per capire il quadro del 2027 bisogna leggere insieme percentuali, beneficiari e condizioni.

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Ecobonus al 50% o al 36%: che cosa prevede la proposta

La disposizione dedicata alla riqualificazione energetica è il nuovo articolo 360-ter che il disegno di legge intende inserire nel Testo unico delle imposte sui redditi. Il comma 4 indica una detrazione del 36% per tutte le tipologie di interventi agevolati e la innalza al 50% nella situazione specifica dell’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale di godimento che sostiene la spesa.

Non basta dunque chiamare un immobile «prima casa» per applicare automaticamente la percentuale maggiore. Il riferimento è all’abitazione principale e alla posizione del soggetto che paga i lavori: sono condizioni da verificare prima di inserire una detrazione in un preventivo o in un piano economico.

Il 65% non è previsto da questo passaggio del testo consultato. Ciò non equivale alla cancellazione dell’Ecobonus: la proposta mantiene una detrazione per gli interventi ammessi, con aliquote e condizioni proprie. Un eventuale aumento potrebbe arrivare soltanto attraverso una modifica del provvedimento o un successivo intervento normativo.

Nel testo cambiano anche i riferimenti e i limiti di spesa

L’articolo 4 non si limita a sostituire una data. Propone di abrogare tre disposizioni temporanee del nuovo Testo unico e di introdurre gli articoli 360-bis, 360-ter e 360-quater, dedicati rispettivamente a misure antisismiche, riqualificazione energetica e recupero del patrimonio edilizio con arredo degli immobili ristrutturati.

Per l’Ecobonus, nella versione esaminata, il limite complessivo di spesa è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare; per gli interventi sulle parti comuni condominiali è previsto un limite di 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità dell’edificio. La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali. Sono elementi della proposta da ricontrollare nel testo che uscirà dal Parlamento, senza trasferire automaticamente al 2027 i massimali di una guida riferita a un’altra annualità.

Il disegno di legge richiama inoltre i requisiti tecnici, le attestazioni e le disposizioni attuative pertinenti. La sola percentuale non rende agevolabile qualsiasi lavoro: vanno verificati intervento, edificio, documenti richiesti e soggetto beneficiario. È espressamente prevista l’esclusione delle sostituzioni degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.

La mappa delle detrazioni proposte per il 2027

Questo è il quadro sintetico contenuto nell’articolo 4 della versione consultata. Non è ancora la tabella definitiva delle detrazioni applicabili alle spese del 2027.

Su smartphone puoi scorrere la tabella lateralmente.

Agevolazione Aliquota proposta per il 2027 Limite di spesa indicato nel testo
Ecobonus 36%; 50% alle condizioni previste per l’abitazione principale 96.000 euro per unità; per le parti comuni condominiali, 40.000 euro × numero di unità
Bonus ristrutturazioni 36%; 50% alle condizioni previste per l’abitazione principale 96.000 euro per unità immobiliare
Sismabonus 36%; 50% alle condizioni previste per l’abitazione principale 96.000 euro per unità; per le parti comuni, 96.000 euro × numero di unità
Arredo dell’immobile ristrutturato 50%, collegato alla detrazione per il recupero edilizio 5.000 euro di spesa per i mobili, con le condizioni stabilite dalla proposta

I massimali indicano la spesa su cui calcolare il beneficio, non un rimborso di pari importo. Nel caso di mera prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti, le disposizioni su Ecobonus e Sismabonus richiedono di considerare anche le spese già sostenute per le quali si è fruito della detrazione.

Bonus mobili: il limite resta distinto dai lavori

Per l’arredo, la proposta prevede una detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro, ripartita in dieci quote annuali e destinata ai contribuenti che fruiscono della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio. I lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto; il testo disciplina anche il computo degli acquisti agevolati effettuati nell’anno precedente per lo stesso intervento.

La formulazione consultata menziona espressamente i mobili. Va tenuta separata dalla misura per gli elettrodomestici rifinanziata dal comma 2 con 50 milioni di euro per il 2027 e rinviata, per criteri, modalità e termini, a un decreto attuativo. Non sono due nomi per lo stesso beneficio.

Per orientarsi sulle condizioni attualmente applicabili, è disponibile la guida al bonus mobili 2026. La verifica delle spese del 2027 dovrà invece partire dalle disposizioni che saranno definitivamente approvate.

Dalle ipotesi sul 65% all’esame parlamentare

Nelle settimane precedenti avevamo raccontato l’apertura politica al rafforzamento dell’Ecobonus, precisando che non si trattava di una misura già approvata. Il comunicato del Consiglio dei ministri del 28 ottobre ha poi annunciato la conferma delle detrazioni per le ristrutturazioni, senza presentare un ritorno generalizzato al 65%.

Il successivo passaggio è il testo della manovra. Il Quirinale riporta il provvedimento del 30 ottobre come disegno di legge di Bilancio per il 2027 e per il triennio 2027-2029. Questa fase va distinta dall’approvazione definitiva della legge: durante l’esame delle Camere possono cambiare aliquote, limiti e condizioni.

La nuova notizia completa quindi il quadro descritto nell’articolo sulla proroga dei bonus casa annunciata dal Governo. Per chi programma lavori, il punto pratico è verificare il testo definitivo prima di assumere impegni economici basati su un incentivo atteso. Un’ipotesi al 65% non può essere trattata come una detrazione già acquisita.

Fonti e riferimenti