Nel 2025 gli interventi di efficienza energetica comunicati all’ENEA hanno subito una brusca frenata. Per l’Ecobonus le schede trasmesse sono diminuite del 47,81% rispetto alla fotografia equivalente dell’anno precedente; gli investimenti sono scesi del 42,52% e il risparmio energetico stimato del 55%. Anche il Bonus Casa registra una contrazione: gli interventi rendicontati passano dai 798.376 del 2024 ai 463.701 del 2025.

I dati provengono dal Rapporto annuale ENEA 2026 sulle detrazioni fiscali. Il documento non si limita a contare le pratiche: mostra quali lavori sono stati scelti, quanto hanno attivato in investimenti e quali risparmi energetici sono stati stimati. La fotografia restituisce un mercato più piccolo, ma evidenzia anche la centralità raggiunta da infissi, pompe di calore e fotovoltaico.

I numeri principali del Rapporto ENEA 2026

Il confronto richiede una distinzione importante. Nell’Ecobonus ogni scheda può essere riferita a uno specifico intervento e a una determinata data di fine lavori; per il Bonus Casa una scheda può invece comprendere più opere realizzate sulla stessa unità immobiliare. Per questo i due conteggi non devono essere sommati né confrontati come se rappresentassero la stessa grandezza.

Indicatore Dato ENEA 2025 Confronto
Schede Ecobonus 305.035 -47,81% rispetto ai dati 2024 disponibili allo stesso punto di osservazione
Investimenti Ecobonus 3,62 miliardi di euro -42,52%
Risparmio Ecobonus 842,35 GWh/anno -55%
Interventi Bonus Casa 463.701 798.376 nel 2024
Impianti fotovoltaici Bonus Casa 87.804, per 534 MWp -20,82% di interventi e -17,04% di potenza

La tabella è scorrevole orizzontalmente su smartphone. I dati 2025 sono suscettibili di aggiornamenti fino alla chiusura delle relative dichiarazioni fiscali.

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Ecobonus: 3,62 miliardi di investimenti e 842 GWh di risparmio

Le 305.035 schede Ecobonus relative a lavori conclusi nel 2025 hanno attivato investimenti per 3.616,92 milioni di euro. Il risparmio energetico annuo stimato raggiunge 842,35 GWh. La parte più consistente delle risorse, pari all’87,79%, riguarda edifici residenziali; sugli stessi edifici si concentra l’81,04% del risparmio energetico calcolato.

Il calo non riguarda soltanto il numero di pratiche. Il risparmio energetico diminuisce più degli investimenti: -55% contro -42,52%. Ciò suggerisce che nel 2025 sia cambiata anche la composizione degli interventi, oltre alla loro quantità. Non sarebbe però corretto trasformare automaticamente questa differenza in un giudizio di inefficienza: tecnologie, zona climatica, dimensioni dell’edificio e caratteristiche dell’opera incidono molto sul rapporto tra spesa e risparmio stimato.

ENEA precisa inoltre che la fotografia è costruita sulle comunicazioni ricevute entro il 31 marzo 2026. I valori possono essere integrati o corretti fino al termine utile per presentare la dichiarazione dei redditi riferita al 2025. Le percentuali descrivono quindi una tendenza molto netta, ma non un consuntivo definitivamente chiuso.

Gli infissi assorbono più della metà dell’Ecobonus

La sostituzione dei serramenti è l’intervento dominante. Rappresenta il 53,31% delle schede, il 52,90% degli investimenti e il 49,48% del risparmio energetico stimato: 162.622 interventi, oltre 1,91 miliardi di euro e 416,79 GWh/anno.

La coibentazione dell’involucro pesa molto meno per numero di pratiche, ma produce una quota significativa di risparmio. Con 12.667 interventi attiva 644,53 milioni di euro e 216,21 GWh/anno, pari al 25,67% del totale. La climatizzazione invernale conta invece 42.275 interventi, 566,31 milioni di investimenti e 141,18 GWh/anno.

Il dato aiuta a leggere il mercato: gli infissi sono più facilmente affrontabili come intervento sulla singola unità immobiliare, mentre cappotti, coperture e riqualificazioni profonde richiedono normalmente progettazione, lavori e disponibilità finanziarie maggiori. Il rapporto non dimostra da solo quale sia la causa della scelta, ma conferma che nel 2025 la spesa si è concentrata su opere più circoscritte.

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Bonus Casa: gli interventi scendono a 463.701

La contrazione è evidente anche nel Bonus Casa. Gli interventi di miglioramento energetico comunicati passano da 798.376 nel 2024 a 463.701 nel 2025, con riduzioni registrate in tutte le Regioni. La Lombardia rimane prima per numero assoluto, con 100.737 interventi e il 21,72% del totale nazionale; rapportando le opere al numero delle abitazioni, il valore più elevato si osserva invece in Friuli-Venezia Giulia.

Nel conteggio ENEA rientrano soltanto i lavori del Bonus Casa che comportano risparmio energetico o utilizzo di fonti rinnovabili e per i quali è prevista la comunicazione. Il dato non rappresenta quindi l’intero universo delle ristrutturazioni agevolate: lavori privi di rilevanza energetica possono beneficiare della detrazione senza comparire in queste tabelle.

Pompe di calore e fotovoltaico trainano il Bonus Casa

Gli interventi sugli impianti di climatizzazione invernale e per l’acqua calda sanitaria sono 308.135. Le pompe di calore raggiungono da sole 249.776 installazioni, circa il 54% del totale degli interventi Bonus Casa rilevati da ENEA, e producono un risparmio stimato di 453,04 GWh/anno.

La riqualificazione dell’involucro conta 67.762 interventi. Di questi, 57.666 riguardano la sola sostituzione degli infissi. La building automation compare in 30.871 casi, mentre gli impianti a biomassa sono 15.634.

Il fotovoltaico conserva un peso rilevante: 87.804 interventi per 534.003 kWp di potenza installata e una produzione stimata di 742,90 GWh/anno. Rispetto al 2024, però, diminuiscono sia il numero degli impianti (-20,82%) sia la potenza complessiva (-17,04%). Calabria, Campania e Sicilia sono le sole Regioni nelle quali il fotovoltaico risulta l’intervento più frequente; nel resto d’Italia prevalgono generalmente le pompe di calore.

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Perché gli interventi sono diminuiti

Il rapporto colloca la frenata nel progressivo ridimensionamento della cessione del credito e dello sconto in fattura avvenuto tra il 2023 e il 2024, al quale si sono aggiunte le modifiche delle aliquote entrate in vigore nel 2025. Con meno possibilità di monetizzare immediatamente il beneficio, famiglie e condomìni devono sostenere direttamente la spesa e recuperare la detrazione negli anni successivi, a condizione di avere sufficiente capienza fiscale.

Dal 2025, inoltre, l’aliquota ordinaria è stata differenziata tra abitazione principale e altri immobili. Sono state escluse le spese per la sostituzione degli impianti con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Nel Bonus Casa le caldaie a condensazione rendicontate scendono infatti del 96,92%; i casi ancora presenti nel rapporto riguardano opere con almeno una parte della spesa sostenuta entro il 31 dicembre 2024.

È comunque necessario evitare un rapporto causale troppo semplice. Il documento misura le comunicazioni ricevute, ma non isola statisticamente il peso di ciascun fattore: aliquote, disponibilità economica delle famiglie, fine delle opzioni alternative, costo del credito, prezzi dei lavori e attesa di nuovi incentivi possono aver inciso insieme.

Cosa cambia per chi programma lavori nel 2026

I numeri del rapporto riguardano opere concluse nel 2025 e non modificano le regole applicabili alle spese del 2026. La legge di Bilancio 2026 ha mantenuto per quest’anno le aliquote già utilizzate nel 2025: in linea generale, 50% per le spese sostenute dal proprietario o titolare di un diritto reale sull’unità adibita ad abitazione principale e 36% negli altri casi, ferme restando condizioni, limiti e tipologia della singola agevolazione. Per il 2027 è prevista la riduzione al 36% e al 30%.

Il rapporto ENEA offre però un’indicazione utile a chi deve decidere se intervenire: il mercato si sta spostando verso lavori più selettivi e tecnologie elettriche, mentre le riqualificazioni profonde richiedono una programmazione finanziaria sempre più attenta. Prima di ordinare materiali o firmare un contratto è necessario verificare non soltanto l’aliquota, ma anche titolarità dell’immobile, data e modalità di pagamento, requisiti tecnici, capienza fiscale e obbligo di trasmissione all’ENEA.

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Il confronto con il Superbonus

Il Rapporto annuale comprende anche il SuperEcobonus, ma su un arco temporale diverso: considera gli interventi conclusi dal 2020 al 31 dicembre 2025. Per questo i dati non devono essere confusi con il bollettino mensile né usati per sommare spese appartenenti a periodi differenti.

Edilizia.com ha analizzato separatamente l’ultimo ricalcolo della banca dati, che al 31 maggio 2026 riporta 131,55 miliardi di euro di detrazioni maturate. La nuova fotografia su Ecobonus e Bonus Casa racconta un fenomeno diverso: non l’onere cumulato di una misura eccezionale, ma quanto il mercato degli incentivi ordinari si sia ridimensionato nel primo anno delle nuove aliquote.

Fonti