Superbonus 110% con SAL: lavori incompleti, quali conseguenze


Chi intende accedere al Superbonus 110% scegliendo per una delle due opzioni alternative alla detrazione, ovvero la cessione del credito o lo sconto in fattura, ha anche la possibilità di monetizzare il credito in diverse fasi utilizzando il metodo della ripartizione in SAL.

Che cosa accade però nel momento in cui un beneficiario, dopo aver correttamente trasmesso la Comunicazione alle Entrate e sostenuto le spese per il 30% dei lavori, alla fine non dovesse riuscire a concludere gli interventi entro i termini stabiliti?

La questione è stata sollevata dal deputato del PD, Fragomeli, in occasione della riunione alla sede consultiva del MEF in Commissione Finanze della Camera il 17 novembre 2021.

Vediamo che cosa succede se un contribuente che opta per la ripartizione in SAL non dovesse concludere i lavori ammissibili al Superbonus 110%.

Leggi anche: “Superbonus 110%, cessione e sconto: proroga al 2025 e nuovi modelli

Superbonus 110% con SAL: come funziona, come si procede

La possibilità di usufruire del Superbonus 110% scegliendo la ripartizione in SAL, lo ricordiamo, è disponibile esclusivamente per i beneficiari che scelgono di utilizzare l’incentivo con una delle due opzioni alternative alla detrazione:

In sostanza, chi beneficia delle opzioni alternative, può decidere di usufruire dell’incentivo in base allo Stato Avanzamento dei Lavori, e quindi dividendo gli interventi in diverse fasi.

Chi opta per il metodo della ripartizione in SAL potrà presentare domanda di accesso al maxi-bonus, monetizzando il credito in tempi molto brevi, dopo aver realizzato anche solo il primo 30% dei lavori complessivi. Dopodiché sarà possibile conseguire solo un altro SAL, oltre a quello obbligatorio per tutti a fine lavori.

Ogni SAL per essere valido dovrà rappresentare minimo il 30% dei lavori eseguiti. Questo significa che, ad esempio, un SAL potrà riferirsi anche al 40%. L’importante è che anche gli altri due SAL possano considerare almeno il 30% di lavori eseguiti.

Dunque, nel caso si presenti un primo SAL pari al 40%, per raggiungere il 100% dei lavori eseguiti, i due SAL successivi dovranno riferirsi esattamente al 30% di lavori eseguiti per ognuno (40% + 30% + 30%).

Ricordiamo anche che tale metodo non è applicabile esclusivamente alle pratiche Superbonus 110%. Infatti, così come le opzioni alternative della cessione e dello sconto, anche la ripartizione in SAL è disponibile per altri 5 Bonus oltre al maxi-incentivo, ovvero:

Per approfondire al meglio l’argomento, rimandiamo all’articolo: “Superbonus, Bonus Casa e SAL: facciamo chiarezza

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Metodo SAL, acconti 30%: e se i lavori risultano incompleti?

Torniamo quindi alla questione posta all’attenzione della Commissione Finanze IV del MEF da parte dell’onorevole Fragomeli, che chiede:

se si intenda chiarire che il contribuente che esegue i lavori, pagando nel corso di essi acconti coerenti con gli stati di avanzamento dei lavori (Sal) non inferiori al 30 per cento, e che non riesce però a portarli completamente a termine, abbia comunque diritto a godere dei relativi benefìci fiscali, senza dover restituire i benefìci sugli acconti corrisposti, anche sulla residua parte dei lavori eseguiti, ancorché non raggiungano il 100 per cento di quelli preventivati, ferma restando la verifica delle condizioni previste dal citato articolo 119 e, segnatamente, che sia ottenuto e si ottenga la relativa asseverazione e certificazione finale per il passaggio delle 2 classi nel caso di “Super- bonus-ecobonus” e il miglioramento sismico nel caso di “Super bonus-sismabonus” nei termini asseverati al momento dell’inizio dei lavori”.

In sostanza, un beneficiario che paga gli acconti dovuti in relazione ai SAL minimi del 30% e che opera nel rispetto di tutte le condizioni ma non riesce a completare i lavori preannunciati (e già pagati), può continuare a beneficiare del maxi-incentivo?

A rispondere al quesito è il sottosegretario al MEF, Federico Freni, che chiarisce come i riferimenti dei SAL possano riferirsi esclusivamente alle spese sostenute, e non ai lavori effettivamente eseguiti.

In definitiva, viene chiarito che le normative applicabili ai bonus che prevedono la scelta delle opzioni alternative, non stabiliscono una data precisa entro la quale sia obbligatorio concludere i lavori agevolabili.

Per questo motivo, si ritiene che se un beneficiario che intende beneficiare del Superbonus 110% con la ripartizione in SAL, debba rispettare l’obbligo di pagamento degli acconti corrispondenti (pari al 30% dei lavori per ogni SAL), entro i termini stabiliti. Mentre nessun riferimento è disponibile in merito alla conclusione dei lavori.

Viene chiarito tuttavia che, anche se non sarà necessario rispettare dei termini precisi per la conclusione dei lavori in riferimento ai SAL, rimane comunque l’obbligo di concluderli entro i termini di vigenza dell’agevolazione, e che tale aspetto sarà verificato in sede di controllo dall’Amministrazione finanziaria.

A tal proposito, è doveroso conoscere anche tutte le misure previste dal nuovo Decreto Anti-Frode, in vigore a partire dal 12 novembre 2021, con cui si è disposto l’inasprimento dei controlli per tutti i beneficiari che accedono ai bonus casa tramite sconto o cessione.

Per approfondire: “Superbonus 110%, Decreto Anti-Frode: cosa prevede, tutte le misure



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