Recovery testo definitivo: niente proroga Superbonus 110% (per ora)

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Il testo definitivo del Recovery Plan è ufficialmente pronto per essere spedito alla Commissione UE. Rispettati patti e tempi, il Presidente Draghi ha confermato l’invio del testo ufficiale per oggi, 30 aprile 2021, data in cui era stabilita la scadenza.

L’Italia sarà uno dei primi paesi europei a consegnare il proprio Piano di Ripresa e Resilienza, e dunque il nostro Paese sarà anche tra i primi a ricevere i fondi.

Per quanto riguarda il Superbonus 110% invece, le cose non sono andate come tutti si aspettavano. Nel testo definitivo del Recovery infatti non è presente la proroga del maxi-incentivo fino al 2023.

Ma non c’è da preoccuparsi, perché Draghi ha già assicurato che il Superbonus otterrà la tanto attesa proroga, e che in più ci saranno diverse novità in merito all’applicazione dell’incentivo.

Ecco tutte le novità in merito al Superbonus 110% e al testo definitivo del Recovery Plan.

Recovery Plan: i fondi disponibili per il PNRR fino al 2026

Il testo definitivo del Recovery Plan sarà inviato oggi 30 aprile all’UE per il progetto NextGenerationEU, che prevede un pacchetto di aiuti economici in favore dei Paesi membri per un ammontare complessivo di 1824,3 miliardi di euro, da qui al 2026.

Con il progetto NGEU, l’Italia avrà a disposizione un totale di 191,5 miliardi, di cui i primi 25 miliardi dovrebbero arrivare prima dell’estate.

Il Presidente Draghi, in accordo con il CDM, ha richiesto però un ulteriore scostamento di bilancio pari a 30,6 miliardi, che andranno ad aumentare il debito pubblico italiano, ma che serviranno per finanziare fino al 2033 quei progetti futuri che non possono rientrare nel NGEU.

A tali fondi si aggiungono anche i 13,5 miliardi destinati all’Italia con il REACT EU, che invece dovranno essere spesi entro il 2023.

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Superbonus 110% non prorogato, ma in arrivo grandi novità

Veniamo quindi all’argomento Superbonus 110%. Ci si aspettava che la proroga della maxi-agevolazione fino al 2023 fosse inserita all’interno del testo definitivo, come era stato anticipato dal testo della bozza. Ma così non è stato.

Sapendo però che si tratta di un tema attualmente piuttosto sentito, Draghi ha giocato d’anticipo. Perché anche se l’Ecobonus 110% e il Sismabonus 110% non vengono menzionati nel testo definitivo, il Presidente ne ha comunque parlato durante il discorso in cui presentava l’applicazione del PNRR alla Camera e al Senato.

Queste le sue parole:

Molti di voi hanno chiesto garanzie relativamente al Superbonus. Ribadisco che per questa misura, tra Pnrr e Fondo complementare, sono previsti oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente governo. Per il futuro, il governo si impegna a inserire nel disegno di legge di Bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021. Già con un decreto legge a maggio, interverremo con delle importanti semplificazioni per agevolare la sua effettiva fruizione.

Niente paura quindi. Perché Draghi ha anticipato come il Superbonus 110% sarà prorogato al 2023 con la futura Legge di Bilancio 2022, dichiarando inoltre che il nuovo decreto semplificazioni di maggio conterrà delle importanti novità in merito al maxi-incentivo.

Principalmente, dichiara il Presidente, si interverrà rendendo più semplice la possibilità di beneficiare del Bonus 110%. Probabilmente non diminuiranno gli oltre 30 documenti che è necessario presentare per fare la richiesta di accesso, ma saranno almeno semplificate le procedure per ottenere tali certificazioni. Come denunciato dall’ANCI e dalle associazioni imprenditoriali infatti, molte di queste attualmente necessitano dai 6 ai 12 mesi per il rilascio.

Draghi annuncia dunque che nel prossimo Decreto Semplificazioni si procederà con la sburocratizzazione delle pratiche. In particolare, si pensa di sostituire l’obbligo di ottenere la “doppia conformità” urbanistica e paesaggistica con una semplice richiesta di CILA. Provvedimento ancora da rivedere, in quanto questo farebbe presupporre che anche gli edifici abusivi o le strutture che presentano difformità potrebbero accedere senza problemi all’incentivo.

Le missioni del PNRR Italiano

Superbonus 110% a parte, il Recovery Plan presenta un piano notevolmente ambizioso per l’Italia nel corso dei prossimi anni, con un ammontare di fondi da gestire pari a ben 248 miliardi di euro complessivi.

Possibile consultare il testo ufficiale e definitivo del Recovery cliccando qui.

Il PNRR articola gli obiettivi del Governo Draghi secondo 6 missioni ben precise:

  1. Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura;
  2. Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica;
  3. Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile;
  4. Istruzione e Ricerca;
  5. Inclusione e Coesione;
  6. Salute.

Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura

Alla prima missione del PNRR saranno dedicati 49,2 miliardi di euro.

Obiettivi principali:

  • Promuovere la trasformazione digitale del Paese;
  • Sostenere l’innovazione del sistema produttivo;
  • Investire in turismo e cultura.
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Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica

Il Governo destina invece al progetto di transizione ecologica un ammontare di 68,6 miliardi di euro.

Gli obiettivi principali:

  • Migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico;
  • Assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva.

Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile

Al mondo delle infrastrutture andranno invece 31,4 miliardi per promuovere il progetto mobilità sostenibile.

L’obiettivo principale consiste nello “sviluppo razionale di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile e estesa a tutte le aree del Paese.” Con particolare attenzione per le regioni del Centro e del Sud.

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Istruzione e Ricerca

Il PNRR non poteva poi escludere il campo dell’Istruzione e della Ricerca, al quale ha destinato 31,9 miliardi di euro.

Gli obiettivi principali:

  • Rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico;
  • Progettare il risanamento strutturale degli edifici scolastici;
  • Sviluppare una riforma dell’orientamento, dei programmi di dottorato e dei corsi di laurea;
  • Sviluppare l’istruzione professionalizzante.

Inclusione e Coesione

Per la quinta missione saranno disponibili fondi per un ammontare di 22,4 miliardi di euro.

Gli obiettivi principali:

  • Facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione;
  • Rafforzare le politiche attive del lavoro;
  • Favorire l’inclusione sociale;
  • Investire nell’imprenditorialità femminile con il nuovo Fondo Impresa Donna;
  • Favorire una vita autonoma alle persone con disabilità.
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Salute

L’ultima missione è dedicata alla Sanità, settore per il quale si prevede uno stanziamento di 18,5 miliardi di euro.

Gli obiettivi principali:

  • Rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio;
  • Modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario;
  • Garantire equità di accesso alle cure.