Superbonus 110%: tutta la documentazione necessaria

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Il Superbonus 110%, come ormai tutti sappiamo, è la maxi-agevolazione messa in campo dal governo per favorire i lavori di ristrutturazione su tutto il territorio italiano. Vedi qui come funziona e chi può usufruirne.

Ad occuparsi della gestione dell’agevolazione è l’ente ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che ha reso disponibile la piattaforma per l’invio delle domande a partire dal 27 ottobre 2020.

A partire da tale data, i richiedenti hanno 90 giorni di tempo per presentare le domande per ottenere il Superbonus 110%. Attenzione però, perché tutti i lavori di ristrutturazione effettuati al fine di rientrare in questa prima fase del maxi-bonus, dovranno risultare conclusi prima della messa online del suddetto portale. Dunque, prima del 27 ottobre. Ricordiamo però che resterà comunque possibile usufruire dell’agevolazione per i lavori effettuati fino al 31 dicembre 2021.

Ma veniamo ora all’argomento principale di questa guida. Vediamo di seguito tutta la documentazione da presentare per avere accesso al Superbonus 100%.

Superbonus 110%: i documenti fondamentali per averne diritto

Per avere accesso alle detrazioni fiscali fino al 110% per le ristrutturazioni, è necessario presentare una lunga serie di documenti. In questo modo, il richiedente potrà dimostrare di aver diritto alla maxi-agevolazione, che effettivamente dà la possibilità di effettuare lavori di ristrutturazione a costo zero.

Dalla fine del mese di ottobre dunque, è possibile fare domanda per richiedere il Superbonus 110%. La richiesta si può compilare online accedendo alla seguente pagina https://detrazionifiscali.enea.it/.

Qui si potranno inoltre allegare i documenti necessari per l’accettazione della domanda, entro e non oltre la fine di gennaio 2021.

Uno dei certificati fondamentali da compilare è l’asseverazione tecnica. Con questa, il tecnico abilitato dichiara che i lavori effettuati hanno rispettato tutti i criteri necessari per essere ammessi al Superbonus 110%. E che anche i limiti di spesa non hanno superato la soglia massima stabilita.

Oltretutto, l’asseverazione tecnica dovrà essere trasmessa all’ENEA con apposita comunicazione telematica, e questo richiederà un documento aggiuntivo.

Necessario presentare inoltre il visto di conformità, che dovrà essere stilato sempre dal tecnico abilitato. Tramite questo, egli attesterà che tutta la documentazione fornita rispetta in tutto e per tutto le regole decretate per accedere alla maxi-agevolazione sia da punto di vista dei contenuti, che da quello della compilazione in sé, e cioè del formato.

Il tecnico abilitato, ovviamente, si prenderà la responsabilità di tutto ciò che dichiara.

Nel caso rilasciasse delle dichiarazioni non veritiere, sarà lui a pagarne le conseguenze, con multe fino a 15.000 euro per ogni asseverazione fasulla. Proprio per questo motivo, il professionista sarà tenuto a stipulare una polizza assicurativa della responsabilità civile.

Questa rappresenterà una garanzia di risarcimento danni, a favore del cliente e anche del bilancio statale, che il tecnico dovrà pagare nel caso di attestazioni non veritiere. Possiamo sicuramente contare questo come ulteriore documento obbligatorio.

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Richiedente: proprietario o non proprietario?

Ma ovviamente non è finita qui. Infatti, per poter accedere alla maxi-detrazione fino al 110% per le ristrutturazioni, si dovrà considerare anche chi sarà a presentare la domanda.

Dunque, se a fare la richiesta è il:

  • Proprietario del fabbricato, sarà necessario solamente il certificato che ne attesti la proprietà. Questo viene rilasciato dai pubblici registri;
  • Locatario (o comodatario). In tal caso, servirà presentare il contratto di locazione o di comodato d’uso, e anche una dichiarazione di consenso da parte del proprietario dell’immobile;
  • Convivente, ovvero una persona che convive con il proprietario del fabbricato all’interno del fabbricato stesso. Qui sarà necessario procurarsi un certificato rilasciato dall’anagrafe, che possa dimostrare la reale convivenza tra le due persone. Oltre a questo, servirà anche un titolo di possesso che certifichi la proprietà dell’immobile, e la dichiarazione di consenso a presentare la domanda da parte del proprietario.

Chiunque sia il richiedente, dovrà presentare inoltre ben tre dichiarazioni sostitutive d’atto notorio:

  • La prima dove il richiedente certifica che tutte le spese sostenute (e da sostenere) saranno a proprio carico;
  • Un’altra che dichiara che l’immobile non è adibito a scopo commerciale, d’impresa o professionale;
  • La terza invece necessaria per il trasferimento del credito d’imposta.

Nel caso sia il locatario oppure un convivente a richiedere il Superbonus 110%, questi dovrà presentare un documento che attesti il proprio reddito nell’anno in cui si sostengono le spese. Per esempio, il proprio contratto di lavoro, o anche una busta paga mensile.

Ecobonus e Sismabonus: cosa cambia?

Come ormai è noto, il Superbonus 110% comprende gli interventi che normalmente rientravano nell’Ecobonus e nel Sismabonus.

I documenti che abbiamo citato finora sono necessari in entrambi i casi, sia che i lavori siano inerenti all’Ecobonus o al Sismabonus. Al contrario però, ci sono anche documenti che si dovranno presentare a seconda degli interventi.

Uno dei requisiti più importanti per poter accedere all’Ecobonus 110, riguarda la Classe Energetica. È necessario infatti che, a fine lavori, si possa dimostrare che l’immobile interessato abbia raggiunto le massime prestazioni a livello energetico. Ovvero, la Classe A. Nel caso questo non fosse possibile, bisogna dimostrare almeno che il fabbricato abbia ottenuto un miglioramento energetico di minimo 2 Classi.

Per provare tutto ciò, servirà stilare l’APE (Attestato di Prestazione Energetica). Tale documento si dovrà presentare sia all’inizio che alla fine dei lavori, così da poter certificare la differenza tra “il prima” e “il dopo”.

Non ci sarà bisogno invece di presentare l’APE, se la ristrutturazione è legata al Sismabonus, ma rimane comunque obbligatoria l’asseverazione tecnica che dimostri l’efficacia degli interventi effettuati. Infatti, anche per i lavori legati al Sismabonus, si dovrà attestare la riduzione del rischio sismico dell’immobile di 1 o 2 classi.

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Superbonus 110%: ulteriori documenti a seconda della fase

Se pensavate fosse finita qui, vi sbagliavate di grosso. Esistono anche altri documenti che è necessario inviare per poter accedere al Superbonus 110%. Stavolta però, dipendono dall’avanzamento dello stato dei lavori. Li vediamo di seguito:

Nella fase iniziale, servirà presentare:

  • Autodichiarazione del proprietario del credito, che attesti di aver eventualmente usufruito di altre agevolazioni fiscali legate ai Bonus Casa negli ultimi 10 anni;
  • Una visura catastale relativa all’immobile interessato;
  • Dichiarazione di conformità edilizia e urbanistica;
  • Prospetti in AutoCAD DWG;
  • Documentazione fotografica;
  • Preventivi e computi metrici;
  • Schede dei materiali acquistati e dichiarazione di posa.

Quando invece i lavori sono già in fase più avanzata, e sono giunti almeno al 30% degli interventi totali, sarà necessario presentare:

  • CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata);
  • Preventivi e computi metrici;
  • Fatture SAL (Stato Avanzamento Lavori) con percentuale di lavoro effettivamente compiuta;
  • Ulteriore documentazione fotografica;
  • Scheda di descrizione degli interventi realizzati;
  • Ricevuta con codice identificativo della richiesta presentata.

Infine, dopo che tutti i lavori saranno completati, ecco quali sono i documenti che sarà obbligatorio avere:

  • Dichiarazione di fine lavori;
  • Preventivi e computi metrici;
  • Fatture e scheda di descrizione degli interventi effettuati;
  • Documentazione fotografica;
  • SCA (Segnalazione Certificata per l’Agibilità);
  • Ricevuta con codice identificativo della domanda.




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