L’ISEE 2026 non è soltanto il documento da rinnovare per continuare a ricevere bonus e prestazioni. Dal 1° gennaio è operativo anche un secondo valore, più favorevole per alcune misure familiari e di inclusione: aumenta la franchigia della casa di abitazione e migliora la scala di equivalenza per i nuclei con almeno due figli.

Questo non significa, però, che tutte le agevolazioni utilizzino il nuovo calcolo. L’attestazione può riportare sia l’ISEE ordinario, valido per la generalità delle prestazioni, sia l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, utilizzabile soltanto per cinque misure individuate dalla legge. Capire quale valore viene letto evita di confrontare soglie e importi in modo sbagliato.

La guida spiega cosa cambia nel 2026, a quali anni si riferiscono redditi e patrimoni, come si calcola l’indicatore, quali documenti servono, quando utilizzare l’ISEE corrente e come correggere omissioni o difformità.

ISEE 2026: le informazioni essenziali

  • una DSU presentata nel 2026 utilizza normalmente i redditi e i patrimoni del 2024;
  • il nucleo familiare è invece fotografato alla data in cui si presenta la DSU;
  • l’ISEE ordinario resta valido per la generalità delle prestazioni sociali agevolate;
  • il nuovo ISEE familiare e per l’inclusione vale esclusivamente per ADI, SFL, Assegno unico, Bonus asilo nido e Bonus nuovi nati;
  • la DSU e l’ISEE ordinario scadono il 31 dicembre 2026, indipendentemente dal giorno di presentazione;
  • l’attestazione è resa disponibile normalmente entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione della DSU;
  • la DSU si può presentare dal Portale unico INPS oppure tramite un CAF o gli altri enti abilitati.
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Cosa cambia davvero nell’ISEE 2026

L’articolo 1, comma 208, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha introdotto l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione. Non sostituisce l’ISEE ordinario e non vale per ogni bonus: è un indicatore aggiuntivo utilizzato per cinque prestazioni erogate dall’INPS.

Le modifiche riguardano due elementi del calcolo:

  • una franchigia più elevata per la casa in cui risiede il nucleo;
  • maggiorazioni più favorevoli della scala di equivalenza per le famiglie con due o più figli.

Il nuovo modello DSU è stato approvato con il Decreto dipartimentale n. 3 del 2 marzo 2026. Con il messaggio n. 799 del 6 marzo 2026, l’INPS ha comunicato di avere ricalcolato automaticamente le attestazioni relative alle DSU presentate dal 1° gennaio 2026. Chi aveva già ottenuto l’ISEE non ha quindi dovuto presentare una nuova dichiarazione soltanto per ricevere il valore aggiuntivo.

Le cinque prestazioni che usano il nuovo valore

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Indicatore Dove si utilizza Franchigia abitazione principale Maggiorazioni per i figli
ISEE ordinario Generalità delle prestazioni sociali agevolate Regole ordinarie del DPCM 159/2013 Scala ordinaria e maggiorazioni applicabili
ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione ADI, SFL, Assegno unico, Bonus asilo nido e Bonus nuovi nati 91.500 euro; 120.000 euro nei Comuni capoluogo delle Città metropolitane Da 0,10 con due figli a 0,55 con almeno cinque figli

Per tasse universitarie, bonus sociali, rette comunali, contributi affitto e altre prestazioni non comprese nell’elenco non si deve presumere l’applicazione del valore più favorevole: occorre leggere il bando o la disciplina della singola misura.

Franchigia della prima casa: 91.500 o 120.000 euro

Nel nuovo indicatore la soglia che riduce il valore dell’abitazione principale ai fini ISEE è pari a 91.500 euro. Sale a 120.000 euro quando la casa è situata nel Comune capoluogo di una Città metropolitana.

I capoluoghi interessati sono Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino e Venezia. Alla soglia si aggiungono 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.

La franchigia non riguarda qualsiasi immobile posseduto e non coincide con il suo prezzo di mercato. Si applica alla casa indicata come abitazione del nucleo e il patrimonio immobiliare viene determinato secondo i valori previsti per l’IMU, considerando la quota posseduta e sottraendo l’eventuale capitale residuo del mutuo al 31 dicembre dell’anno di riferimento.

Maggiorazioni della scala per i figli

Per le cinque prestazioni interessate la scala di equivalenza aumenta di:

  • 0,10 per i nuclei con due figli;
  • 0,25 per i nuclei con tre figli;
  • 0,40 per i nuclei con quattro figli;
  • 0,55 per i nuclei con almeno cinque figli.

Un parametro più alto, a parità di reddito e patrimonio, produce un ISEE più basso. Il vantaggio può quindi derivare sia dalla minore incidenza della casa sia dalla nuova maggiorazione per i figli.

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Criptovalute, conti esteri e rimesse: cosa è corretto dire

La novità principale del 2026 non è l’introduzione automatica di criptovalute, rimesse e conti esteri nel patrimonio mobiliare. I rapporti finanziari e le attività detenute all’estero erano già rilevanti ai fini ISEE quando rientravano nelle categorie patrimoniali previste dal DPCM 159/2013; nella DSU precompilata, alcuni patrimoni esteri e particolari strumenti finanziari restano dati da autodichiarare.

Le rimesse inviate all’estero, invece, non costituiscono da sole un patrimonio residuo da aggiungere all’ISEE: occorre verificare che cosa era effettivamente posseduto alla data di riferimento e la natura del rapporto finanziario. Anche le cripto-attività vanno valutate secondo la loro qualificazione e il valore posseduto, ma la Legge di Bilancio 2026 non ha introdotto la riforma generalizzata descritta in precedenza da questa pagina.

A quale anno si riferisce l’ISEE 2026

Questo è uno dei dubbi più frequenti. La DSU presentata nel 2026 combina dati riferiti a momenti diversi:

  • nucleo familiare: quello esistente alla data di presentazione della DSU;
  • redditi: quelli del 2024, cioè del secondo anno precedente;
  • patrimonio mobiliare: saldo e giacenza media, o valore degli altri rapporti, riferiti al 2024;
  • patrimonio immobiliare: immobili posseduti al 31 dicembre 2024;
  • mutui: capitale residuo al 31 dicembre 2024.

Una variazione avvenuta nel 2025 o nel 2026 può quindi non essere visibile nell’ISEE ordinario. Quando il cambiamento economico è rilevante e ricorrono le condizioni previste, si può utilizzare l’ISEE corrente.

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Come si calcola l’ISEE

Il calcolo non consiste nella semplice somma dei redditi. Prima viene determinato l’Indicatore della Situazione Economica, poi il risultato viene diviso per il parametro della scala di equivalenza.

ISE = ISR + (20% × ISP)

ISEE = ISE ÷ parametro della scala di equivalenza

Legenda della formula

  • ISR è l’indicatore della situazione reddituale del nucleo, dopo le deduzioni previste;
  • ISP è l’indicatore della situazione patrimoniale, composto dal patrimonio mobiliare e immobiliare al netto di franchigie e detrazioni;
  • 20% è la quota del patrimonio che concorre all’ISE;
  • scala di equivalenza è il parametro legato al numero e alle caratteristiche dei componenti;
  • ISEE è il valore finale riportato nell’attestazione.

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Componenti del nucleo Parametro di base Nota
1 1,00 Prima delle eventuali maggiorazioni
2 1,57 Prima delle eventuali maggiorazioni
3 2,04 Prima delle eventuali maggiorazioni
4 2,46 Prima delle eventuali maggiorazioni
5 2,85 Prima delle eventuali maggiorazioni

Per nuclei più numerosi e per particolari condizioni, come la presenza di persone con disabilità, figli o determinate situazioni familiari, si applicano gli incrementi previsti dalla normativa.

Esempio semplificato

Si immagini un nucleo di quattro persone con due figli, ISR pari a 24.000 euro e ISP già calcolato, dopo franchigie e detrazioni, pari a 30.000 euro.

  • quota patrimoniale: 30.000 × 20% = 6.000 euro;
  • ISE: 24.000 + 6.000 = 30.000 euro;
  • ISEE con il solo parametro base: 30.000 ÷ 2,46 = circa 12.195 euro;
  • per le cinque prestazioni familiari, considerando soltanto la maggiorazione di 0,10 per i due figli: 30.000 ÷ 2,56 = circa 11.719 euro.

L’esempio serve a mostrare il funzionamento della scala. Nella pratica il valore speciale può essere ancora diverso perché cambia anche la franchigia dell’abitazione principale e possono essere presenti ulteriori deduzioni o maggiorazioni.

Quali redditi entrano nell’ISEE

L’ISR considera i redditi dei componenti del nucleo e altri trattamenti rilevanti, applicando le deduzioni previste. Molti dati fiscali vengono acquisiti direttamente dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS, ma alcune voci devono essere dichiarate o controllate dal cittadino.

Per la DSU 2026 i riferimenti fiscali sono normalmente la dichiarazione presentata nel 2025 e la Certificazione Unica 2025, entrambe relative ai redditi 2024. Devono essere valutati anche i redditi esenti o assoggettati a imposta sostitutiva quando richiesti, i redditi prodotti all’estero, gli assegni periodici e i trattamenti non già acquisiti dalle banche dati.

Non tutti gli importi ricevuti entrano allo stesso modo. I trattamenti percepiti in ragione della condizione di disabilità seguono regole specifiche e dal 2025 è prevista una maggiorazione di 0,5 della scala per ciascun componente con disabilità.

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Patrimonio mobiliare: saldo, giacenza e investimenti

Per depositi e conti correnti si indicano il saldo al 31 dicembre 2024 e la giacenza media del 2024. In linea generale viene considerato il valore più alto; può essere utilizzato il saldo inferiore quando la differenza è giustificata da acquisti netti di immobili, incrementi di altri patrimoni o trasferimenti verso componenti del nucleo secondo le istruzioni DSU.

Devono essere considerati, tra gli altri, depositi, conti, titoli, obbligazioni, quote di fondi, gestioni patrimoniali, partecipazioni e altri strumenti o rapporti finanziari. I rapporti cointestati vanno dichiarati per la quota spettante al componente. I valori in valuta devono essere convertiti in euro secondo le regole applicabili.

Dal patrimonio mobiliare complessivo si sottrae una franchigia di 6.000 euro, aumentata di 2.000 euro per ogni componente successivo al primo fino a 10.000 euro. La soglia aumenta inoltre di 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo.

Titoli di Stato e risparmio postale fino a 50.000 euro

Resta applicabile l’esclusione dal patrimonio mobiliare, fino a un massimo complessivo di 50.000 euro per nucleo, dei titoli di Stato ammessi, dei buoni fruttiferi postali e dei libretti di risparmio postale. Nella DSU precompilata l’esclusione viene effettuata automaticamente; nella modalità autodichiarata deve essere applicata dal dichiarante senza superare il limite familiare.

Patrimonio immobiliare e mutuo

Gli immobili posseduti al 31 dicembre 2024 vengono valorizzati secondo le regole IMU, non in base al prezzo che potrebbero avere sul mercato. Occorre dichiarare la percentuale di possesso e sottrarre, nei limiti previsti, il capitale residuo dell’eventuale mutuo riferibile all’acquisto o alla costruzione del bene.

Per la casa di abitazione si applica una franchigia e la quota residua concorre solo nei termini previsti dal regolamento. Nel nuovo ISEE per le cinque prestazioni familiari e di inclusione operano le soglie più alte di 91.500 o 120.000 euro. Gli altri immobili continuano invece a incidere secondo le regole ordinarie.

Nel 2026 non rilevano nel patrimonio immobiliare gli immobili e i fabbricati distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali, nelle condizioni previste dalla disciplina aggiornata.

Chi fa parte del nucleo familiare

Il punto di partenza è la famiglia anagrafica alla data della DSU, ma stato di famiglia e nucleo ISEE non coincidono sempre. I coniugi fanno normalmente parte dello stesso nucleo anche quando hanno residenze diverse, salvo le eccezioni previste per separazione, provvedimenti dell’autorità o cessazione effettiva dei rapporti familiari.

Un figlio maggiorenne non convivente può essere attratto nel nucleo dei genitori quando ricorrono contemporaneamente le condizioni previste, tra cui età inferiore a 26 anni, dipendenza fiscale, assenza di matrimonio e di figli. Regole particolari riguardano studenti universitari, minorenni con genitori non coniugati e non conviventi, persone in convivenza anagrafica e prestazioni sociosanitarie.

Una residenza cambiata soltanto formalmente non garantisce quindi un ISEE separato. Prima di presentare la DSU è necessario verificare la reale composizione del nucleo e il tipo di prestazione richiesta.

Tipi di ISEE: quale bisogna richiedere

  • ISEE ordinario: vale per la generalità delle prestazioni sociali agevolate;
  • ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione: viene usato soltanto per ADI, SFL, AUU, Bonus asilo nido e Bonus nuovi nati;
  • ISEE minorenni: serve per prestazioni rivolte a minori quando i genitori non sono coniugati e non convivono;
  • ISEE università: è richiesto per tasse, borse, mense e altre prestazioni per il diritto allo studio;
  • ISEE sociosanitario: può permettere al maggiorenne con disabilità di utilizzare un nucleo ristretto;
  • ISEE sociosanitario-residenze: considera anche regole e componenti aggiuntive legate ai figli non inclusi nel nucleo;
  • ISEE corrente: aggiorna redditi o patrimoni quando la situazione recente è cambiata in misura rilevante.

Come richiedere l’ISEE 2026

  1. individuare la prestazione che si vuole richiedere e il tipo di ISEE necessario;
  2. ricostruire correttamente il nucleo familiare alla data della DSU;
  3. raccogliere i dati reddituali e patrimoniali del 2024;
  4. accedere al Portale unico ISEE con SPID, CIE o CNS oppure rivolgersi a un CAF o ente abilitato;
  5. scegliere la DSU precompilata o la modalità non precompilata;
  6. controllare i dati precaricati e completare quelli da autodichiarare;
  7. inviare la DSU e conservare la ricevuta;
  8. scaricare l’attestazione e leggere annotazioni, valori specifici ed eventuali omissioni o difformità.

La DSU Mini è sufficiente nella maggior parte dei casi. Serve la DSU integrale quando nel nucleo sono presenti persone con disabilità o non autosufficienti, si richiedono prestazioni universitarie, vi sono figli con genitori non coniugati e non conviventi oppure ricorrono altre situazioni che richiedono moduli aggiuntivi.

Documenti necessari per l’ISEE 2026

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Area Dati e documenti da controllare Riferimento
Nucleo Documenti di identità, codici fiscali, composizione familiare, eventuali provvedimenti su separazione o affidamento Data di presentazione
Redditi 730 o Modello Redditi 2025, CU 2025, redditi esenti, esteri o soggetti a imposta sostitutiva quando richiesti Redditi 2024
Conti e depositi Saldo, giacenza media, IBAN o identificativo, codice fiscale dell’operatore, date di apertura o chiusura e quota posseduta Anno 2024
Investimenti Valore di titoli, fondi, gestioni, partecipazioni e altri rapporti finanziari, compresi quelli esteri 31 dicembre 2024
Immobili Visure o dati catastali, valore ai fini IMU, quota di possesso, capitale residuo del mutuo, immobili esteri 31 dicembre 2024
Abitazione in affitto Contratto registrato, estremi di registrazione e canone annuo previsto dal contratto Situazione dichiarata
Veicoli Targa di autoveicoli, motoveicoli di cilindrata pari o superiore a 500 cc, navi e imbarcazioni da diporto Data della DSU
Situazioni particolari Certificazioni di disabilità, assegni corrisposti, spese previste, dati universitari o del genitore non convivente Secondo il modulo

La precompilazione riduce i dati da digitare, ma non elimina la responsabilità del dichiarante. Informazioni come casa di abitazione, patrimonio estero, alcuni rapporti finanziari, veicoli e condizioni particolari devono essere controllate o aggiunte.

DSU precompilata o compilata tramite CAF

La DSU precompilata acquisisce informazioni dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS. Ogni componente maggiorenne può autorizzare la precompilazione con identità digitale; in alternativa il dichiarante delegato deve fornire elementi di riscontro reddituali e patrimoniali.

Il portale INPS è gratuito. Il CAF può assistere nella scelta dei moduli e nel controllo dei documenti secondo la convenzione vigente; è comunque opportuno chiedere prima se la pratica specifica rientra nel servizio convenzionato, soprattutto in presenza di ulteriori DSU nello stesso anno.

Scadenze ISEE 2026

Non esiste un’unica data entro la quale tutti devono fare l’ISEE. La DSU si può presentare in qualsiasi momento dell’anno e vale fino al 31 dicembre 2026, ma la decorrenza o gli arretrati di una prestazione possono dipendere da scadenze proprie.

Per l’Assegno unico, gennaio e febbraio 2026 sono stati calcolati con l’ISEE valido al 31 dicembre 2025. Da marzo si utilizza l’ISEE 2026 per specifiche prestazioni familiari; chi ha presentato la DSU entro il 30 giugno 2026 ha diritto all’eventuale conguaglio da marzo. Dopo tale data il valore opera senza gli stessi arretrati.

Per ADI e SFL l’ISEE deve rimanere valido secondo le condizioni della misura. Per bonus comunali, contributi affitto, università e servizi scolastici bisogna invece controllare il termine del singolo bando: possedere un ISEE valido non sostituisce la domanda.

Quando si può richiedere l’ISEE corrente

L’ISEE corrente serve quando i dati del 2024 non rappresentano più la situazione economica del nucleo. Prima occorre avere un ISEE ordinario in corso di validità.

Può essere richiesto, secondo i casi previsti, quando:

  • cambia o cessa il rapporto di lavoro di un componente;
  • si interrompe un trattamento previdenziale, assistenziale o indennitario rilevante;
  • la situazione reddituale complessiva varia di oltre il 25%;
  • dal 1° aprile, il patrimonio complessivo si riduce di oltre il 20% rispetto a quello dell’ISEE ordinario.

Se si aggiornano soltanto i redditi, l’ISEE corrente vale sei mesi, salvo variazioni occupazionali o dei trattamenti che impongono l’aggiornamento entro due mesi. Se si aggiornano i patrimoni, da soli o insieme ai redditi, vale fino al 31 dicembre; anche in questo caso una successiva variazione occupazionale o dei trattamenti può richiedere un aggiornamento entro due mesi.

ISEE con omissioni o difformità: cosa fare

L’attestazione può segnalare che i dati dichiarati non coincidono con quelli presenti negli archivi fiscali o finanziari. Non conviene ignorare l’annotazione: l’ente che eroga la prestazione può chiedere prove, sospendere la domanda, attribuire l’importo minimo o richiedere la regolarizzazione secondo le regole del beneficio.

Le strade possibili sono:

  • presentare una nuova DSU con le informazioni corrette;
  • produrre la documentazione che dimostra la correttezza di quanto dichiarato;
  • chiedere la rettifica al CAF quando la difformità deriva da un suo errore materiale;
  • utilizzare il modulo integrativo nei casi in cui siano inesatti dati acquisiti direttamente da Agenzia delle Entrate o INPS.

I termini e gli effetti non sono uguali per tutte le prestazioni. Per questo bisogna leggere la comunicazione ricevuta e agire subito, conservando certificazioni bancarie, dichiarazioni fiscali e ricevute della DSU.

Bonus collegati all’ISEE: la soglia non è universale

Non esiste una soglia ISEE unica che dia diritto a tutti i bonus. Ogni prestazione ha requisiti propri e può considerare l’ISEE ordinario, quello per prestazioni familiari e inclusione, l’ISEE minorenni o universitario.

Tra le misure che utilizzano l’indicatore rientrano, con regole differenti, Assegno unico, ADI, SFL, Bonus asilo nido, Bonus nuovi nati, bonus sociali per le utenze, Carta Dedicata a Te, agevolazioni universitarie, contributi affitto e servizi comunali. Il valore ISEE non comporta automaticamente il riconoscimento: possono servire domanda, residenza, composizione del nucleo, requisiti patrimoniali aggiuntivi e graduatorie.

Errori da evitare

  • usare documenti del 2025 al posto dei valori riferiti al 2024;
  • indicare solo il saldo del conto e dimenticare la giacenza media;
  • omettere conti chiusi durante il 2024 o rapporti detenuti all’estero;
  • considerare automaticamente separati coniugi con residenze diverse;
  • confondere ISEE ordinario e valore per le cinque prestazioni familiari;
  • applicare due volte l’esclusione dei titoli di Stato nella DSU precompilata;
  • ritenere che l’ISEE corrente si ottenga senza avere prima un ISEE ordinario valido;
  • aspettare la scadenza di un bando pensando che basti avere presentato la DSU.

Domande frequenti sull’ISEE 2026

L’ISEE 2026 a quale anno si riferisce?

Redditi e patrimoni si riferiscono normalmente al 2024; la composizione del nucleo familiare è quella esistente alla data in cui viene presentata la DSU nel 2026.

L’ISEE 2025 è valido nel 2026?

In generale no: la DSU scade il 31 dicembre dell’anno di presentazione. Alcune prestazioni possono prevedere regole transitorie, come l’Assegno unico per gennaio e febbraio 2026, ma per le nuove richieste serve normalmente l’ISEE 2026.

Devo presentare due DSU per avere i due valori ISEE?

No. Se ricorrono le condizioni, la stessa attestazione riporta il valore ordinario e quello per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione. L’INPS ha ricalcolato automaticamente anche le DSU presentate prima dell’aggiornamento di marzo.

Il nuovo ISEE 2026 vale per il bonus bollette?

Il bonus sociale non rientra nelle cinque prestazioni individuate dal comma 208. Per la verifica si applicano l’indicatore e le soglie previste dalla disciplina specifica del bonus.

La prima casa non conta più nell’ISEE?

No. La casa di abitazione continua a essere valutata secondo regole specifiche. Per le cinque prestazioni familiari e di inclusione aumenta la franchigia, ma ciò non equivale a escludere sempre e integralmente l’immobile.

I titoli di Stato vanno inseriti nella DSU?

L’esclusione arriva fino a 50.000 euro complessivi per nucleo. Nella DSU precompilata viene applicata automaticamente; in quella autodichiarata il cittadino deve indicare i rapporti applicando correttamente l’esclusione secondo le istruzioni.

Quanto tempo serve per ottenere l’ISEE?

L’INPS indica che l’attestazione viene normalmente resa disponibile entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione della DSU. Errori, riscontri negativi o dati da integrare possono allungare il percorso.

Posso rifare l’ISEE se ho sbagliato?

Sì. Si può presentare una nuova DSU; quando l’errore materiale è del CAF può essere possibile una rettifica. Se il problema riguarda dati acquisiti dagli archivi pubblici può essere utilizzato il modulo integrativo nei casi previsti.

Se perdo il lavoro devo aspettare l’anno successivo?

Non necessariamente. Se esiste già un ISEE valido e ricorrono le condizioni, l’ISEE corrente permette di aggiornare i redditi recenti e, dal 1° aprile, anche il patrimonio quando la variazione supera la soglia prevista.

Avere un ISEE basso dà automaticamente diritto ai bonus?

No. L’ISEE è soltanto uno dei requisiti. Bisogna controllare soglia, residenza, composizione familiare, patrimonio, domanda, graduatoria e ogni altra condizione della singola prestazione.

Fonti ufficiali