Il progetto dell’impianto elettrico non è riservato agli edifici grandi o complessi: il D.M. 37/2008 richiede un progetto per ogni nuova installazione, trasformazione o ampliamento degli impianti compresi nel suo campo di applicazione. A cambiare, in base a destinazione, superficie, potenza e rischio, è il soggetto che può redigerlo: sopra determinate soglie serve un professionista iscritto all’albo secondo la competenza tecnica richiesta; negli altri casi può redigerlo il responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

Un progetto utile non è un foglio aggiunto alla dichiarazione di conformità alla fine dei lavori. Traduce esigenze e vincoli in carichi, circuiti, protezioni, sezioni, percorsi, quadri e verifiche; consente offerte confrontabili, guida la posa e registra le varianti. Questa guida chiarisce quando è obbligatorio il professionista, quali elaborati chiedere, quali calcoli devono essere coerenti e come si dividono le responsabilità.

Progetto sempre, professionista solo oltre le soglie

L’articolo 5 del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 distingue due piani spesso confusi. Per installazione, trasformazione e ampliamento va redatto un progetto. Nei casi elencati dal comma 2 lo firma un professionista iscritto all’albo; negli altri lo redige, in alternativa, il responsabile tecnico dell’impresa installatrice e lo allega alla dichiarazione di conformità.

La manutenzione ordinaria non è elencata tra gli interventi che fanno scattare un nuovo progetto. Tuttavia, sostituire componenti non equivalenti, aggiungere linee, aumentare la potenza, cambiare destinazione o modificare la distribuzione può configurare trasformazione o ampliamento. Il nome dato al lavoro nel preventivo non prevale sulla sua consistenza reale.

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Impianto elettrico Quando il progetto è del professionista Se la soglia non è superata
Utenze condominiali Per tutte le utenze condominiali La deroga per piccole abitazioni non si applica alla parte comune
Singola unità abitativa Potenza impegnata superiore a 6 kW oppure superficie superiore a 400 m² Può redigerlo il responsabile tecnico dell’impresa installatrice
Attività produttive, commercio, terziario e altri usi Tensione superiore a 1.000 V, oppure in bassa tensione potenza superiore a 6 kW o superficie superiore a 200 m² Responsabile tecnico solo se nessuna condizione è presente
Locali medici, pericolo di esplosione o maggior rischio d’incendio Sempre, anche se potenza e superficie sono inferiori Non è prevista una soglia ridotta alternativa
Protezione contro le scariche atmosferiche Per edifici con volume superiore a 200 m³ La necessità della protezione deriva comunque dalla valutazione del rischio
Lampade fluorescenti a catodo freddo Quando l’impianto elettrico richiede il professionista e comunque oltre 1.200 VA resi dagli alimentatori Si applica la disciplina del progetto sotto soglia

Le soglie sono condizioni alternative: in un negozio in bassa tensione bastano 210 m² anche con 4,5 kW; in un laboratorio di 150 m² bastano 10 kW. Per l’abitazione conta la potenza impegnata, non la somma aritmetica delle targhe degli elettrodomestici. La superficie va riferita all’unità interessata e va misurata con criterio dichiarato dal tecnico, evitando di sottrarre locali serviti solo per rientrare formalmente sotto il limite.

Le soglie si controllano una per una

Superficie, potenza e destinazione non si mediano tra loro. Un’abitazione di 120 m² con 7 kW supera la soglia di potenza; un negozio di 210 m² con 4,5 kW supera quella di superficie. Prima di assegnare la firma occorre compilare una scheda con tutti i criteri applicabili e documentare il dato usato, compresi servizi condominiali e locali speciali.

Che cosa è installazione, trasformazione e ampliamento

La nuova realizzazione è il caso più semplice. L’ampliamento aggiunge parti funzionali: una linea per pompa di calore, colonnina, cucina elettrica, laboratorio o nuova ala. La trasformazione modifica caratteristiche essenziali, come sistema di distribuzione, quadri, protezioni, tensione, destinazione d’uso o potenza. Il rifacimento completo di un appartamento è quindi progettazione, anche se si riutilizzano alcune tubazioni.

Per lavori circoscritti il progetto può riguardare la sola porzione modificata, ma deve considerare sicurezza e compatibilità con l’esistente. Aggiungere un circuito significa verificare almeno capacità del quadro, corrente disponibile, conduttura, protezione, caduta di tensione, contatti indiretti e coordinamento con l’impianto di terra. Una tavola che disegna soltanto le nuove prese non basta.

Il confine dell’intervento non interrompe le verifiche

Una linea nuova parte da un quadro esistente e si richiude sul sistema di terra esistente: entrambi diventano input del progetto anche se non vengono rifatti. Il documento deve distinguere ciò che è stato misurato, ciò che resta escluso e le condizioni necessarie perché la nuova parte funzioni in sicurezza. In caso contrario la compatibilità è soltanto presunta.

Chi può firmare e che cosa cambia

Il professionista deve essere iscritto al proprio albo e operare entro la specifica competenza tecnica. Non basta una firma generica né l’iscrizione a un ordine non coerente con la prestazione. Sotto soglia, il responsabile tecnico firma il progetto integrato nella documentazione dell’impresa abilitata; non si tratta di assenza di progetto, ma di un diverso livello di titolarità previsto dal regolamento.

L’impresa installatrice deve essere abilitata per la lettera pertinente e realizza l’opera a regola d’arte. Al termine rilascia la dichiarazione di conformità, con progetto e allegati obbligatori. Il committente fornisce dati corretti, comunica cambi d’uso e potenza, non impone soluzioni incompatibili e conserva i documenti. Direttore dei lavori, progettista e installatore possono coincidere solo quando requisiti e incarichi lo consentono; le responsabilità non si trasferiscono automaticamente con una firma.

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Soggetto Compito principale Documento o controllo
Committente Definisce uso, esigenze, potenza e vincoli reali Incarico, dati di base, approvazione delle varianti
Progettista Dimensiona e coordina la soluzione entro la propria competenza Relazioni, calcoli, schemi, tavole e revisioni
Impresa installatrice Realizza secondo progetto e norme applicabili Controlli di posa e dichiarazione di conformità
Responsabile tecnico Supervisiona tecnicamente l’attività dell’impresa; redige il progetto nei casi sotto soglia Schema/progetto e allegati della DiCo
Direzione lavori Controlla corrispondenza, qualità e varianti se prevista dall’incarico Verbali, accettazioni e documentazione finale
Proprietario o utilizzatore Usa e mantiene l’impianto senza alterazioni abusive Archivio, manutenzione e verifiche pertinenti

Dati da raccogliere prima di calcolare

Il progetto parte dal rilievo, non dal catalogo dei componenti. Servono planimetrie attendibili, destinazioni dei locali, superfici e volumi, punto di consegna, sistema di distribuzione, potenza disponibile e richiesta, caratteristiche dell’impianto di terra, vincoli edilizi e antincendio, condizioni ambientali e presenza di utenti vulnerabili. Negli edifici esistenti occorre distinguere ciò che è verificato da ciò che è soltanto dichiarato.

Il progettista costruisce poi l’elenco dei carichi: illuminazione, prese, cucina, climatizzazione, pompe, ascensori, ricarica elettrica, fotovoltaico, accumulo, servizi di sicurezza e futuri ampliamenti. Nelle abitazioni, la dotazione minima di prese e punti luce è un requisito funzionale da coordinare con distribuzione e livelli prestazionali. Potenza installata, potenza contemporanea e potenza impegnata sono grandezze diverse. I coefficienti di utilizzazione e contemporaneità devono essere motivati: ridurli senza criterio produce scatti e surriscaldamenti; assumerli tutti pari a uno può sovradimensionare inutilmente.

Il committente descrive l’uso, il progettista lo traduce in carichi

Dire “cucina elettrica” non chiarisce se lavoreranno insieme piano a induzione, forno, lavastoviglie e altri apparecchi. Un’intervista per ambienti, orari e possibili ampliamenti costruisce scenari realistici. I coefficienti diventano così motivabili e il quadro può separare i servizi la cui contemporaneità o continuità ha conseguenze concrete.

Calcoli che rendono verificabile il progetto

Per ogni circuito si determina la corrente d’impiego e si sceglie una conduttura con portata adeguata alle condizioni reali di posa, temperatura, raggruppamento e isolamento. La protezione contro il sovraccarico deve coordinare corrente d’impiego, corrente nominale del dispositivo e portata del cavo. Non è corretto scegliere “2,5 mm² per tutte le prese” ignorando lunghezza, posa e carico.

La caduta di tensione viene valutata dalla sorgente al punto d’uso, distribuendo il margine tra montante e circuiti terminali. Il calcolo di cortocircuito verifica sia il potere d’interruzione dei dispositivi sia il guasto minimo in fondo linea, necessario per l’apertura nei tempi richiesti. La protezione dai contatti indiretti coordina messa a terra, differenziali e tempi d’interruzione. La guida dedicata all’impianto di messa a terra approfondisce componenti e misure senza sostituire questa verifica di progetto.

Vanno inoltre valutati selettività e continuità di servizio, sovratensioni, energia passante, caratteristiche dei carichi, armoniche, avviamenti, correnti di dispersione e bilanciamento delle fasi quando pertinenti. Il dimensionamento del quadro elettrico comprende spazi di riserva, dissipazione, accessibilità, potere d’interruzione e coordinamento, non il solo conteggio dei moduli.

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Verifica Input essenziali Errore che intercetta
Carichi e contemporaneità Potenza, profilo d’uso, espansioni Potenza insufficiente o sovradimensionamento
Portata dei cavi Corrente, posa, temperatura, raggruppamento Surriscaldamento della conduttura
Caduta di tensione Lunghezza, sezione, corrente, cos φ Apparecchi inefficienti o avviamenti difficili
Cortocircuito Impedenze di rete e linea, lunghezze, protezioni Interruzione insufficiente o tardiva
Contatti indiretti Sistema, terra, differenziali, tempi Tensione pericolosa sulle masse
Selettività e continuità Curve, correnti di guasto, servizi prioritari Blackout esteso per un guasto locale
Sovratensioni e fulmini Rischio, linee entranti, esposizione, impianti sensibili Danni e pericoli da impulsi

Il progetto non deve necessariamente mostrare ogni formula nel corpo della relazione, ma deve rendere riconoscibili ipotesi, dati, metodo, risultati e criteri di scelta. Un software non sostituisce il progettista: se i dati di cortocircuito, lunghezza o posa sono errati, anche un report elegante restituisce una soluzione errata.

Caso pratico: dieci metri mancanti cambiano caduta e guasto minimo

Se una linea stimata in 20 metri ne percorre realmente 30, aumentano impedenza e caduta di tensione e diminuisce la corrente di guasto in fondo. La protezione scelta sul primo dato può non rispettare più tempi e prestazioni. Per questo le lunghezze devono derivare dai percorsi esecutivi, non dalla distanza in linea d’aria tra quadro e presa.

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Elaborati minimi e livello di dettaglio

Il comma 3 dell’articolo 5 richiede schemi dell’impianto, disegni planimetrici e una relazione tecnica sulla consistenza e tipologia dell’installazione, con particolare riguardo a materiali e misure di prevenzione e sicurezza. La Guida CEI 0-2:2025 consolidata organizza la documentazione di progetto degli impianti elettrici, elettronici e di comunicazione; il fascicolo effettivamente applicabile va verificato alla data dell’incarico.

Per un progetto esecutivo sono normalmente utili relazione generale e specialistica, calcoli, schema unifilare, planimetrie con punti e circuiti, percorsi principali, dettagli, elenco quadri, caratteristiche delle condutture, capitolato e computo. Nei lavori piccoli il fascicolo può essere compatto, ma deve consentire all’installatore di costruire e a un verificatore di capire scelte, limiti e interfacce.

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Elaborato Contenuto utile Domanda a cui risponde
Relazione tecnica Campo, norme, dati, criteri, materiali, rischi e prestazioni Perché la soluzione è stata scelta?
Calcoli Carichi, linee, guasti, protezioni, terra e verifiche pertinenti Le grandezze sono coordinate?
Schema unifilare Sorgenti, quadri, circuiti, cavi e dispositivi Come è distribuita e protetta l’energia?
Planimetrie Punti, comandi, utilizzi, percorsi e identificativi dei circuiti Dove si installa ogni elemento?
Dettagli e interfacce Attraversamenti, locali speciali, terra, equipotenziali e servizi Come si risolvono i nodi critici?
Capitolato e computo Prestazioni, quantità, prove, documenti ed esclusioni Che cosa comprende davvero l’offerta?
Piano verifiche e manutenzione Esami, prove, periodicità e accessi Come si accerta e conserva la prestazione?

Norme tecniche e regola dell’arte

La legge stabilisce obblighi e ruoli; le norme tecniche forniscono criteri applicativi. La CEI 64-8, nona edizione, in vigore dal 1° novembre 2024, è il riferimento CEI per progettazione e realizzazione degli impianti utilizzatori in bassa tensione. Il progetto deve dichiarare edizioni e varianti impiegate, perché una sigla senza data non dimostra quale testo sia stato applicato.

Locali medici, ambienti con pericolo di esplosione, attività a maggior rischio d’incendio, cantieri, autorimesse, sistemi fotovoltaici, ricarica e servizi di sicurezza richiedono approfondimenti specifici. La classificazione viene prima della scelta dei componenti: ignorare una destinazione speciale perché il locale è piccolo rende sbagliata la premessa del progetto.

Varianti in corso d’opera e progetto finale

Una variante non è una correzione a penna lasciata al quadro. Ogni modifica che incide su circuiti, protezioni, sezioni, percorso, apparecchiatura o prestazione va valutata prima della posa, approvata dal soggetto competente e riportata negli elaborati. L’articolo 5 richiede che il progetto contenga anche le variazioni prodotte in corso d’opera.

A fine lavori devono coincidere almeno identificativi dei circuiti, schemi, quadri, sezioni e protezioni effettivamente installate. La dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico non sana un progetto incoerente: documenta l’opera eseguita e deve includere il progetto pertinente, la relazione dei materiali, lo schema e gli altri allegati previsti.

La revisione si approva prima che il cavo scompaia

Un percorso cambiato durante la posa può influire su lunghezza, raggruppamento, attraversamenti e protezione. Annotarlo soltanto a fine lavori fotografa il fatto compiuto senza dimostrare la verifica preventiva. Una procedura semplice assegna numero e data alla variante, evidenzia il tratto modificato e registra approvazione e calcoli prima della chiusura.

Deposito, consegna e conservazione

Quando il progetto rientra nei casi del comma 2, l’articolo 5 prevede il deposito presso lo sportello unico per l’edilizia nei termini dell’articolo 11. L’adempimento va coordinato con la pratica edilizia e con la procedura comunale effettiva. Non bisogna confondere deposito, approvazione tecnica e collaudo: il deposito non solleva progettista e impresa dalle rispettive verifiche.

Il fascicolo finale dovrebbe conservare incarico, versioni emesse, calcoli, tavole, approvazioni delle varianti, schede dei componenti, risultati delle prove, DiCo e allegati. Il proprietario lo consegna a chi manutiene o modifica l’impianto; senza uno storico affidabile, ogni intervento futuro riparte da rilievi costosi e rischia di alterare protezioni o riserve.

Un solo indice evita fascicoli formalmente completi ma inutilizzabili

Relazione, unifilari, planimetrie e verifiche devono condividere codici e revisione. Se il circuito C7 compare con nomi diversi o una tavola superata resta nel fascicolo, l’installatore non sa quale documento prevale. L’indice finale elenca file, data e stato, ritira le versioni obsolete e collega prove e varianti all’elaborato aggiornato.

Come confrontare preventivi e parcelle

Il costo dipende da superficie, numero di quadri e circuiti, rilievo dell’esistente, destinazioni speciali, calcoli, coordinamento con altri impianti, revisioni, direzione lavori e documentazione finale. Un prezzo per metro quadrato non descrive da solo l’incarico. Chiedere un elenco degli elaborati e il numero di revisioni comprese rende le offerte confrontabili.

Separare progettazione, direzione lavori, verifiche e pratiche evita aspettative errate. Un progetto preliminare per stimare la spesa non equivale a un esecutivo cantierabile; una planimetria commerciale dei punti non equivale al progetto previsto dal D.M. 37/2008. La guida sull’impianto elettrico a norma completa il quadro su requisiti, controlli e costi dell’opera.

Errori frequenti da evitare

  • credere che sotto 6 kW il progetto non serva;
  • considerare solo la potenza e ignorare superficie, destinazione e rischi speciali;
  • far firmare il fascicolo a un soggetto privo della competenza richiesta;
  • disegnare i punti senza dimensionare linee, protezioni e quadro;
  • usare sezioni standard senza verificare posa, lunghezza e raggruppamento;
  • calcolare il guasto massimo ma non quello minimo a fondo linea;
  • lasciare fotovoltaico, ricarica, pompa di calore o dati fuori dal coordinamento;
  • accettare varianti di cantiere senza revisione e tracciabilità;
  • confondere schema commerciale, progetto, DiCo e verifica iniziale;
  • consegnare file non aggiornati rispetto all’impianto costruito.

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Domande frequenti sul progetto dell’impianto elettrico

Il progetto dell’impianto elettrico è sempre obbligatorio?

Sì per installazione, trasformazione e ampliamento degli impianti soggetti al D.M. 37/2008. Cambia il soggetto autorizzato a redigerlo.

Sotto 6 kW non serve alcun progetto?

No. Sotto soglia può redigerlo il responsabile tecnico dell’impresa, purché non ricorrano altre condizioni che impongono il professionista.

Quando serve un professionista per una casa?

Quando la singola unità abitativa supera 6 kW di potenza impegnata oppure 400 m²; per le utenze condominiali il professionista è richiesto sempre.

Per un negozio valgono i 400 m²?

No. Per commercio, terziario e altri usi la soglia di superficie è 200 m²; valgono inoltre le condizioni di tensione e potenza.

Il progetto coincide con lo schema unifilare?

No. Lo schema è un elaborato; il progetto comprende anche relazione, calcoli, planimetrie, criteri, dettagli e documenti adeguati alla complessità.

Chi firma il progetto sotto soglia?

Nei casi non riservati al professionista può redigerlo il responsabile tecnico dell’impresa installatrice, secondo il D.M. 37/2008.

Una nuova linea per la pompa di calore richiede progetto?

È normalmente un ampliamento e richiede progetto della parte modificata, coordinato con potenza, quadro, protezioni e impianto esistente.

La somma delle targhe determina la soglia di 6 kW?

No. La norma cita la potenza impegnata; l’elenco dei carichi serve invece al dimensionamento e alla stima della contemporaneità.

La dichiarazione di conformità sostituisce il progetto?

No. Sono documenti distinti e il progetto costituisce un allegato della dichiarazione di conformità nei casi previsti.

Le varianti possono essere registrate soltanto a fine lavori?

Vanno valutate e approvate prima della posa quando incidono sulla sicurezza; poi devono comparire negli elaborati finali aggiornati.

Il deposito comunale equivale ad approvazione?

No. È un adempimento documentale e non trasferisce al Comune le responsabilità di progettista e installatore.

Quale edizione della CEI 64-8 va indicata?

Quella applicabile alla data e al caso, con eventuali varianti pertinenti; il progetto dovrebbe dichiararla esplicitamente.

Fonti tecniche e normative