Meridian Standard Toilet
Tutte le unità Meridian che richiedono collegamenti elettrici sono certificati con un...
Dotazione minima dell’impianto elettrico: punti presa e luce per stanza, circuiti, quadro e differenze fra i livelli CEI 64-8.
La dotazione minima dell’impianto elettrico di un’abitazione non si decide contando soltanto quante prese sono visibili. La CEI 64-8 considera i punti presa, i punti luce, i circuiti, i punti TV e dati, l’illuminazione di sicurezza, il quadro elettrico e, nei livelli superiori, anche funzioni ausiliarie o domotiche. Le quantità cambiano in base alla superficie della casa, alla dimensione e all’uso dei singoli locali e al livello prestazionale scelto.
La distinzione più importante è questa: una scatola con due o tre prese affiancate costituisce normalmente un solo punto presa, non due o tre punti. Confondere le prese fisiche con i punti di alimentazione può far sembrare sufficiente un progetto che non raggiunge la distribuzione minima richiesta. Allo stesso modo, il “livello 1” non identifica la potenza del contatore e il “livello 3” non si ottiene aggiungendo qualche dispositivo comandabile dallo smartphone.
Questa guida riordina le dotazioni residenziali del Capitolo 37 della CEI 64-8, nona edizione in vigore dal 1° novembre 2024. È una sintesi editoriale utile per leggere un preventivo o confrontarsi con progettista e installatore: per progetto, verifica e dichiarazione di conformità prevalgono sempre il testo ufficiale della norma acquistabile dal CEI, le condizioni dell’edificio e la normativa applicabile.
Sommario
La CEI 64-8 è il principale riferimento tecnico italiano per gli impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione. La nona edizione, pubblicata dal Comitato Elettrotecnico Italiano nel settembre 2024, è entrata in vigore il 1° novembre dello stesso anno. Il Capitolo 37 definisce le prestazioni e le dotazioni minime degli impianti nelle unità immobiliari a uso residenziale.
Il fondamento giuridico non è un generico obbligo di acquistare una norma privata. La legge n. 186/1968 impone che materiali, apparecchiature e impianti elettrici siano realizzati a regola d’arte e riconosce la presunzione di conformità alle opere eseguite secondo le norme CEI. Il D.M. 37/2008 disciplina inoltre imprese abilitate, progettazione e dichiarazione di conformità. La norma tecnica traduce questi principi in criteri verificabili per sicurezza, fruibilità e prestazioni.
Il Capitolo 37 riguarda le unità abitative collocate in edifici condominiali oppure in costruzioni mono o plurifamiliari. Si applica ai nuovi impianti e al rifacimento completo dell’impianto esistente eseguito nell’ambito di una ristrutturazione edilizia. Non disciplina con la stessa tabella le parti comuni condominiali e non si applica agli edifici sottoposti alla disciplina dei beni culturali quando ricorrono le esclusioni previste. Per case destinate a persone con disabilità o esigenze specifiche va valutata anche la CEI 64-21.
La pubblicazione di una nuova edizione non impone, da sola, di demolire e rifare ogni vecchio impianto funzionante. Un impianto esistente va valutato rispetto all’epoca di realizzazione, alla documentazione, alle condizioni effettive e agli interventi eseguiti. Una modifica parziale deve essere sicura e compatibile con ciò che resta; il rifacimento integrale, invece, porta a progettare l’intera dotazione secondo il riferimento corrente.
Un punto presa è il punto dal quale viene prelevata energia mediante una o più prese installate nella medesima scatola. Una placca con una presa bipasso e una Schuko vale quindi un punto presa, anche se offre due alveoli utilizzabili. Due scatole separate in posizioni differenti costituiscono due punti. La norma vuole infatti una distribuzione funzionale dell’alimentazione nella stanza, non una concentrazione di molti frutti in un solo angolo.
Il punto luce è il punto di alimentazione destinato a uno o più apparecchi di illuminazione comandati insieme. Un lampadario con più lampadine non diventa automaticamente più punti luce. Faretti ripartiti in due gruppi comandabili separatamente possono invece corrispondere a due punti, secondo schema e realizzazione. Il comando deve essere collocato in modo pratico e coerente con gli accessi al locale.
Il punto TV indica la predisposizione per il segnale televisivo; i punti dati e telefono servono alla connettività. A ogni punto TV, dati o telefono deve essere affiancato un punto presa di energia. Per almeno una postazione TV dell’abitazione va inoltre predisposto lo spazio impiantistico necessario a ospitare complessivamente sei prese di energia, utili per televisore, decoder, router, console e altri apparecchi. Le prese effettivamente installate in quella postazione possono concorrere al numero minimo generale, se rispettano i requisiti.
Il conteggio va riportato su planimetria: locale per locale si segnano scatole, comandi, utilizzi previsti e circuiti. È il modo più semplice per evitare che una presa destinata stabilmente al frigorifero venga conteggiata come se fosse disponibile anche per piccoli elettrodomestici, o che una presa multipla mobile venga considerata parte della dotazione fissa.
La CEI 64-8 distingue tre livelli prestazionali crescenti. Tutti devono rispettare le prescrizioni di sicurezza; ciò che cambia è la quantità e la qualità d’uso dell’impianto. Il livello concordato va indicato nei documenti contrattuali e verificato su tutte le dotazioni pertinenti: non è corretto dichiarare livello 2 o 3 scegliendo soltanto alcune righe più generose.
Su schermi piccoli, scorri la tabella in orizzontale.
| Livello | Significato | Dotazione caratteristica | Quando sceglierlo |
|---|---|---|---|
| Livello 1 | Dotazione minima ammessa | Numero base di punti presa, luci, circuiti, dati e servizi | Quando si cerca una soluzione essenziale, senza ridurre sicurezza e conformità |
| Livello 2 | Maggiore fruibilità | Più punti e circuiti, videocitofono e almeno due funzioni ausiliarie | Per abitazioni con più apparecchi, lavoro da casa e maggiore continuità d’uso |
| Livello 3 | Dotazione ampia e domotica | Più punti e circuiti, almeno quattro funzioni integrate e interoperabili | Per case con gestione coordinata di comfort, energia, sicurezza e automazioni |
Il livello 1 non è un impianto di serie B: è il minimo normativo di prestazione per un impianto nuovo o completamente rifatto. Può tuttavia risultare poco elastico in una casa con piano a induzione, asciugatrice, pompe di calore, postazioni informatiche, fotovoltaico, accumulo e ricarica elettrica. Il livello va quindi scelto sulla base dei carichi futuri, non soltanto del budget immediato.
Per il livello 2 servono almeno due funzioni fra quelle previste, anche non integrate in un unico sistema. Il livello 3 richiede almeno quattro funzioni integrate e interoperabili: per esempio controllo carichi, antintrusione, regolazione multizona della temperatura e comando di luci o tapparelle. La possibilità di azionare da remoto lo stesso impianto non costituisce, da sola, una funzione aggiuntiva distinta.
Per soggiorno, studio e locali assimilabili le quantità dipendono dalla superficie calpestabile del singolo ambiente. Nelle camere da letto è consentito ridurre di un punto presa le quantità generali. I numeri fra parentesi associati al livello 1 nella norma permettono inoltre una certa redistribuzione tra stanze, purché il totale dei punti presa previsto per l’unità immobiliare non diminuisca: non è quindi una licenza per eliminare prese senza controllo complessivo.
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| Superficie del locale | Livello | Punti presa | Punti luce | Punti TV |
|---|---|---|---|---|
| Oltre 8 e fino a 12 m² | 1 | 4 | 1 | 1 |
| Oltre 8 e fino a 12 m² | 2 | 5 | 2 | 1 |
| Oltre 8 e fino a 12 m² | 3 | 5 | 2 | 1 |
| Oltre 12 e fino a 20 m² | 1 | 5 | 1 | 1 |
| Oltre 12 e fino a 20 m² | 2 | 7 | 2 | 1 |
| Oltre 12 e fino a 20 m² | 3 | 8 | 3 | 1 |
| Oltre 20 m² | 1 | 6 | 2 | 1 |
| Oltre 20 m² | 2 | 8 | 3 | 1 |
| Oltre 20 m² | 3 | 10 | 4 | 1 |
La tabella va letta per ogni ambiente. Un soggiorno di 24 m² al livello 1 richiede sei punti presa e due punti luce; una camera di 14 m² partirebbe dai cinque punti della fascia, ma può beneficiare della riduzione specifica prevista per le camere. È opportuno collocare almeno un punto presa vicino alla porta e distribuire gli altri in base ad arredi e usi reali, evitando che letto, armadio o divano li rendano inaccessibili.
In un open space non basta attribuire arbitrariamente tutta la superficie a una sola funzione. La zona soggiorno e l’angolo cottura hanno fabbisogni distinti. Il progetto deve rappresentare le aree funzionali, le apparecchiature fisse e le postazioni previste, soprattutto quando la cucina non è separata da pareti.
I locali con funzioni specifiche seguono quantità proprie. La dicitura “di cui sul piano di lavoro” indica quanti punti presa devono essere disponibili per piccoli elettrodomestici: non vanno occupati stabilmente da frigorifero, forno o lavastoviglie. In cucina deve essere predisposto almeno un tubo da 20 mm dal quadro o da una cassetta di derivazione per un eventuale piano a induzione, anche quando non viene installato subito.
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| Locale o spazio | Livello 1 | Livello 2 | Livello 3 | Note |
|---|---|---|---|---|
| Ingresso | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | Comando facilmente raggiungibile dall’accesso |
| Angolo cottura | 2 prese, di cui 1 sul piano | 2 prese, di cui 1 sul piano | 3 prese, di cui 2 sul piano, 1 luce | Si aggiunge alla dotazione della zona nella quale è inserito |
| Cucina separata | 5 prese, di cui 2 sul piano; 1 luce; 1 TV | 6 prese, di cui 2 sul piano; 2 luci; 1 TV | 7 prese, di cui 3 sul piano; 2 luci; 1 TV | Considerare anche le linee dedicate degli apparecchi |
| Lavanderia | 3 prese, 1 luce | 4 prese, 1 luce | 4 prese, 1 luce | Lavatrice e asciugatrice possono richiedere circuiti dedicati |
| Bagno o doccia | 2 prese, 2 luci | 2 prese, 2 luci | 2 prese, 2 luci | Una sola presa se non sono previsti attacco e scarico lavatrice |
| WC separato | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | Restano necessarie le regole di sicurezza del locale |
| Corridoio fino a 5 m | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | Misurare lo sviluppo del percorso |
| Corridoio oltre 5 m | 2 prese, 2 luci | 2 prese, 2 luci | 2 prese, 2 luci | Distribuire punti e comandi lungo il percorso |
| Balcone o terrazzo da 10 m² | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | Componenti e grado di protezione adatti all’esterno |
| Ripostiglio da 1 m² | 1 luce | 1 luce | 1 luce | La tabella non impone un punto presa minimo |
| Cantina o soffitta | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | Salvo alimentazione tramite servizi condominiali |
| Box auto | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | Salvo alimentazione tramite servizi condominiali |
| Giardino da 10 m² | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | 1 presa, 1 luce | Protezioni, posa e involucri idonei all’ambiente |
Nel bagno il numero non sostituisce le prescrizioni sulle zone di rispetto intorno a vasca e doccia, sui gradi di protezione e sul collegamento equipotenziale. Una presa formalmente presente ma collocata in una zona vietata non rende conforme l’impianto. Anche all’esterno servono componenti, posa e protezioni adeguati a pioggia, polvere e urti.
Per luci esterne non direttamente visibili dall’interno è necessario rendere percepibile lo stato di accensione mediante una segnalazione. Per apparecchi fissi o mobili che possono assorbire correnti elevate è inoltre prudente prevedere prese adatte alla spina S30 o soluzioni equivalenti coerenti con il carico, senza affidarsi ad adattatori.
I punti non possono essere collegati tutti a un’unica linea. Il numero minimo dei circuiti dipende dalla superficie calpestabile dell’unità, escludendo terrazzi, portici e pertinenze. Separare le utenze limita il disagio in caso di guasto, consente protezioni più appropriate e facilita manutenzione e ricerca dei difetti.
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| Superficie dell’abitazione | Circuiti minimi livello 1 | Livello 2 | Livello 3 | Punti dati/telefono livelli 1-2 | Punti dati/telefono livello 3 |
|---|---|---|---|---|---|
| Fino a 50 m² | 2 | 3 | 3 | 1 | 1 |
| Oltre 50 e fino a 75 m² | 3 | 3 | 4 | 2 | 2 |
| Oltre 75 e fino a 100 m² | 4 | 5 | 5 | 2 | 2 |
| Oltre 100 e fino a 125 m² | 4 | 5 | 5 | 3 | 4 |
| Oltre 125 m² | 5 | 6 | 7 | 3 | 4 |
Le fasce dei circuiti e quelle dei punti dati non coincidono perfettamente: il passaggio per i circuiti avviene a 50, 75 e 125 m²; per i punti dati a 50 e 100 m². La tabella le combina soltanto per facilitarne la lettura. Per l’illuminazione di sicurezza occorre almeno un dispositivo fino a 100 m² e due oltre 100 m² al livello 1; ai livelli 2 e 3 ne servono almeno due fino a 100 m² e tre oltre tale soglia. Devono essere soluzioni fisse o estraibili dotate di alimentazione autonoma idonea, non comuni lampade alimentate da una presa.
I circuiti dedicati agli apparecchi permanentemente collegati con potenza superiore a 1.000 W non rientrano nel minimo della tabella. Non vi rientrano neppure i circuiti destinati a box, cantina o soffitta e quello per eventuali sistemi di generazione Plug & Play. Perciò un appartamento di 70 m² al livello 1 non si esaurisce necessariamente in tre circuiti: forno, piano a induzione, climatizzazione, pompa di calore o altri carichi possono richiederne diversi in più.
La ripartizione concreta non è fissata con uno schema unico. Una soluzione comune separa illuminazione, prese generali, cucina, lavanderia, climatizzazione e carichi specifici, ma sezione dei cavi, protezioni, selettività, caduta di tensione e poteri di interruzione devono derivare dal progetto. Duplicare circuiti senza dimensionare correttamente quadro e montante non produce un impianto migliore.
L’unità abitativa deve disporre di un quadro accessibile, ordinato e identificato. La protezione differenziale va ripartita su almeno due circuiti indipendenti: se un guasto provoca l’intervento di un differenziale, non dovrebbe lasciare l’intera casa senza alimentazione. Il numero effettivo di differenziali e la loro tipologia dipendono dai carichi elettronici, dagli impianti presenti e dalla continuità desiderata.
Il quadro deve avere spazio libero per ampliamenti pari al 30% dei moduli occupati, con un minimo di due moduli. È una riserva importante perché fotovoltaico, accumulo, climatizzazione, piano a induzione, controllo carichi o ricarica dell’auto possono richiedere nuove protezioni. Riempire il quadro al momento della consegna rende ogni modifica più costosa e talvolta impone la sostituzione dell’involucro.
La protezione contro le sovratensioni va valutata secondo le sezioni specifiche della CEI 64-8, considerando rischio da fulmini, sovratensioni di manovra, caratteristiche dell’alimentazione e conseguenze sulla sicurezza e sugli apparecchi. Nel livello 3 lo scaricatore di sovratensione è sempre previsto; ai livelli 1 e 2 la decisione deriva dalla valutazione richiesta, non dalla semplice presenza o assenza di temporali nella zona.
Montante e interruttore generale devono essere dimensionati per una potenza contrattualmente impegnabile di almeno 6 kW, salvo impedimenti strutturali negli edifici esistenti. Questo non obbliga il proprietario a sottoscrivere un contratto da 6 kW: significa predisporre l’impianto a poter gestire quella potenza senza rifare la linea principale. I cavi devono essere sfilabili; la norma indica diametri nominali minimi dei tubi, normalmente 25 mm per montanti e linee principali e 20 mm nei tratti terminali, da verificare con quantità e dimensione dei conduttori.
Il livello 1 comprende campanello e citofono o videocitofono, ma non richiede funzioni domotiche. Il livello 2 prevede il videocitofono e almeno due funzioni ausiliarie, anche realizzate con sistemi indipendenti. Il livello 3 richiede videocitofono e almeno quattro funzioni integrate e interoperabili, caratteristica che distingue una vera architettura domotica da una raccolta di dispositivi isolati.
Tra le funzioni utili rientrano antintrusione, controllo accessi, videosorveglianza, rivelazione incendio, gas o perdite d’acqua, comando di luci e tapparelle, termoregolazione multizona, ventilazione meccanica, scenari, irrigazione, diffusione sonora, gestione dei carichi, monitoraggio dell’energia, produzione rinnovabile, accumulo e ricarica del veicolo. Il progettista deve definire quali sistemi scambiano informazioni, cosa succede in caso di guasto e quali comandi restano disponibili localmente.
Una casa con quattro prese “smart” comandate da quattro app diverse non raggiunge necessariamente il livello 3. Conta la funzione, non il numero di prodotti, e conta l’integrazione del sistema. Anche il comando remoto è una modalità di controllo della stessa funzione, non una seconda funzione da conteggiare.
Si consideri un appartamento con soggiorno di 22 m², cucina separata, camera matrimoniale di 15 m², camera di 10 m², bagno, ingresso e corridoio inferiore a 5 m. Al livello 1 il soggiorno parte da sei punti presa, due punti luce e un punto TV; la cucina da cinque prese, delle quali due sul piano, un punto luce e un punto TV; la camera di 15 m² parte dalla fascia da cinque punti, con la possibile riduzione prevista per le camere, mentre quella di 10 m² parte da quattro.
Si aggiungono due punti presa e due luci in bagno, un punto presa e una luce all’ingresso, un punto presa e una luce nel corridoio. La collocazione va poi corretta in base a elettrodomestici, scrivanie, comodini, aspirapolvere e arredi. Gli eventuali spostamenti consentiti nel livello 1 non possono ridurre il totale dell’abitazione e non devono rendere inutilizzabile un locale.
Con una superficie pari a 75 m² il minimo generale è di tre circuiti al livello 1; i circuiti dedicati agli apparecchi permanentemente collegati oltre 1.000 W si aggiungono. Servono inoltre due punti dati/telefono e almeno un apparecchio per l’illuminazione di sicurezza. In un progetto realistico con forno, induzione, lavatrice, lavastoviglie e climatizzazione, il numero dei circuiti sarà verosimilmente superiore al minimo.
L’esempio dimostra perché non conviene chiedere un preventivo espresso soltanto “a punto”. Prima si definiscono schema, livello e utilizzatori, poi si contabilizzano opere murarie, tubazioni, cavi, frutti, quadro, protezioni, apparecchi speciali, verifiche e documenti.
Quando durante una ristrutturazione si rifà completamente l’impianto elettrico dell’unità abitativa, il Capitolo 37 costituisce il riferimento per dotazioni e livelli. Se si modifica una sola stanza o si aggiunge un circuito, occorre invece distinguere l’ampliamento dalla trasformazione completa. L’installatore deve verificare che quadro, differenziali, terra e linea esistenti siano compatibili con il nuovo lavoro e indicare con precisione l’estensione dell’intervento nella dichiarazione.
La frase “impianto a norma” non può essere attribuita all’intera casa sulla base della sola sostituzione di placche, frutti o quadro. Prese senza contatto di terra, giunzioni non accessibili, conduttori sottodimensionati e assenza di coordinamento delle protezioni non vengono sanati da componenti nuovi in superficie. Prima del capitolato servono rilievo, prove e valutazione della documentazione esistente.
Negli edifici storici o con pareti che non consentono nuove tracce si possono studiare canalizzazioni esterne, battiscopa tecnici, controsoffitti o soluzioni radio per alcuni comandi. Le difficoltà costruttive non autorizzano però a eliminare protezioni o punti senza una verifica tecnica delle condizioni e delle eventuali deroghe realmente applicabili.
I lavori devono essere affidati a un’impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/2008. Il progetto è sempre necessario, con diverso soggetto firmatario secondo caratteristiche e limiti dell’impianto. Per le unità abitative il progetto deve essere redatto da un professionista iscritto all’albo quando ricorrono le soglie del decreto, tra cui potenza impegnata superiore a 6 kW o superficie oltre 400 m²; negli altri casi può essere predisposto dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.
Al termine l’impresa rilascia la dichiarazione di conformità, completa degli allegati obbligatori: progetto o schema, relazione sui materiali, riferimenti a eventuali dichiarazioni precedenti, copia del riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali e risultati delle verifiche pertinenti. La DiCo descrive ciò che è stato davvero realizzato; non può essere sostituita da un’autocertificazione del proprietario.
Nel contratto è utile indicare espressamente: edizione della norma utilizzata, livello prestazionale, planimetria dei punti, schema dei circuiti, potenze previste, marche o prestazioni minime dei componenti, opere murarie, prove, documenti, aggiornamento degli elaborati e gestione delle varianti. Senza questi elementi due preventivi apparentemente simili possono comprendere impianti molto diversi.
Descrivi il lavoro da realizzare: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a imprese edili pertinenti.
Il costo dipende da edificio, tecnica di posa, quantità di tracce, qualità delle serie civili, dimensione del quadro, numero di linee, ripristini e sistemi speciali. Il prezzo “per punto” è utile soltanto se chiarisce cosa comprende: tubo, cavo, scatola, frutti, placca, collegamento, opere murarie, tinteggiatura, protezione nel quadro e verifiche possono essere conteggiati separatamente.
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Come ordine di grandezza di mercato, un punto standard in una ristrutturazione può incidere per circa 50-120 euro, con valori maggiori per linee dedicate, tracce difficili, componenti da esterno o finiture pregiate. Il rifacimento completo di un appartamento medio può collocarsi indicativamente fra 5.000 e 10.000 euro, mentre domotica, quadri evoluti, molte linee, predisposizioni e opere edili possono portare il totale ben oltre. Sono stime orientative, non un tariffario.
Ridurre qualche punto durante la fase di progetto produce spesso un risparmio modesto rispetto al disagio futuro di ciabatte e prolunghe. È più utile distinguere la dotazione obbligatoria dalle predisposizioni: un tubo vuoto e una scatola di riserva costano poco durante i lavori e possono evitare nuove tracce per rete dati, tapparelle, fotovoltaico o ricarica elettrica.
Non esiste un numero unico. Per i locali ordinari la CEI 64-8 considera superficie e livello: per esempio, al livello 1 sono previsti quattro punti presa oltre 8 e fino a 12 m², cinque oltre 12 e fino a 20 m² e sei oltre 20 m². Cucina, bagno e altri spazi hanno quantità specifiche.
No. Se le tre prese sono installate nella stessa scatola costituiscono normalmente un solo punto presa. Il numero di frutti può aumentare la disponibilità locale, ma non sostituisce la distribuzione dei punti in posizioni diverse.
No. Il livello descrive la dotazione prestazionale dell’impianto, non il contratto di fornitura. Montante e protezione generale devono normalmente consentire una potenza impegnabile di almeno 6 kW, ma il cliente può mantenere una potenza contrattuale inferiore.
Il minimo generale è tre circuiti ai livelli 1 e 2 e quattro al livello 3. A questi si aggiungono le linee dedicate per apparecchi permanentemente collegati oltre 1.000 W e i circuiti esclusi dal conteggio, perciò il numero reale può essere maggiore.
No, non per il solo fatto che è entrata in vigore la nona edizione. La dotazione del Capitolo 37 si applica ai nuovi impianti e ai rifacimenti completi nei casi previsti. Sicurezza, stato, documentazione e compatibilità degli impianti esistenti vanno comunque verificati.
No. Le quantità minime non superano le prescrizioni di sicurezza: distanze e zone rispetto a vasca o doccia, gradi di protezione, differenziale ed equipotenzialità devono essere rispettati. Una presa collocata in zona vietata non è conforme.
No. Occorrono almeno quattro funzioni domotiche integrate e interoperabili, oltre alle altre dotazioni del livello. Quattro prodotti isolati o quattro comandi della stessa funzione non soddisfano automaticamente il requisito.
Sì, i punti TV, dati e telefono devono essere affiancati da un punto presa di energia. Per almeno una postazione TV va inoltre predisposto lo spazio per un totale di sei prese, conteggiabili nei minimi quando realmente installate.
La dichiarazione di conformità viene rilasciata dall’impresa installatrice abilitata che ha eseguito i lavori. Il progetto è firmato dal responsabile tecnico o, quando si superano le soglie del D.M. 37/2008, da un professionista iscritto all’albo.
Non sempre. Il minimo può essere adeguato a un’abitazione essenziale, ma carichi elettrici, lavoro da casa e futuri impianti rendono spesso conveniente aggiungere punti, circuiti e predisposizioni durante la ristrutturazione, quando il costo marginale è più basso.
Contenuto aggiornato ad agosto 2026. La guida riassume le dotazioni a fini informativi e non sostituisce il testo ufficiale della CEI 64-8, il progetto dell’impianto, le verifiche dell’installatore o le prescrizioni specifiche dell’edificio.