Pavimentazione esterna: tutti gli incentivi disponibili

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Esistono numerosi incentivi statali che ammettono il rifacimento o la ristrutturazione della pavimentazione esterna di un edificio beneficiando di consistenti agevolazioni.

Il Superbonus 110% normalmente non rientrerebbe tra questi incentivi, ma esistono delle particolari eccezioni che bisogna considerare.

Vediamo di seguito tutti gli incentivi disponibili per procedere al rifacimento della pavimentazione esterna.

Pavimentazione esterna: Bonus Ristrutturazioni 50%

Il Bonus Ristrutturazioni concede una detrazione IRPEF pari al 50% delle spese sostenute per interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. In alcuni specifici casi, è ammessa anche la nuova costruzione degli edifici (ecco quando).

Per quanto riguarda la pavimentazione esterna, il Bonus Ristrutturazioni ammette interventi differenti a seconda che l’immobile sia un’unità indipendente oppure uno spazio esterno condominiale.

Se il fabbricato è un’abitazione indipendente, è possibile:

  • Installare una nuova pavimentazione esterna ex novo, ovvero dove prima non esisteva;
  • Sostituire la pavimentazione esterna preesistente con una nuova, ma sarà obbligatorio modificare la forma, la superficie e la scelta dei materiali rispetto a prima.

Attenzione però, solo nel caso in cui la pavimentazione esterna debba essere sostituita per motivi tecnici legati ad altri interventi strutturali, è concesso per le unità indipendenti di utilizzare gli stessi materiali della pavimentazione precedente.

In caso invece si tratti di uno spazio esterno condominiale, non si potrà installare una nuova pavimentazione esterna dove prima non esisteva, ma sarà possibile unicamente sostituire una pavimentazione precedentemente esistente. In tal caso però, al contrario delle unità indipendenti, sarà invece obbligatorio mantenere dimensioni e materiali identici rispetto a prima.

Il tetto di spesa è fissato a 96.000 euro, dunque le spese recuperabili ammonteranno a massimo 48.000 euro.

Il recupero sarà ripartito in 10 quote per 10 anni se il contribuente sceglierà di beneficiare dell’incentivo con la detrazione in sede di Dichiarazione dei Redditi. In alternativa, potrà decidere di usufruirne invece con le due opzioni fiscali alternative, ovvero lo sconto immediato in fattura o la cessione del credito.

Per approfondire leggi: “Bonus Ristrutturazioni: possibile per pavimentazione esterna?

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Bonus Verde 36%

L’incentivo Bonus Verde concede un recupero nella misura del 36% delle spese sostenute per:

  • Sistemazione a verde di aree esterne private su edifici esistenti, unità immobiliari, recinzioni o pertinenze;
  • Sistemazione di impianti di irrigazione o realizzazione di pozzi;
  • Fornitura e coltivazione di piante ed arbusti;
  • Sistemazione a verde su balconi, terrazzi o giardini;
  • Riqualificazione di aree incolte e piccoli prati;
  • Sistemazione di aree verdi appartenenti a edifici di particolare pregio o interesse storico;
  • Realizzazione di coperture a verde e giardini pensili.

Come chiarito più volte dall’Agenzia delle Entrate, per beneficiare del Bonus Verde sarà necessario procedere con lavori innovativi, ovvero con la sistemazione a verde dove prima era assente, oppure con un radicale rinnovamento di uno spazio verde preesistente.

Essendo che il bonus è mirato a riqualificare gli spazi in modo da renderli più “verdi”, non è in alcun modo concessa la realizzazione di una pavimentazione esterna in cemento o simili. Sarà possibile però, ad esempio, realizzare ex novo (oppure mediante il processo di sostituzione del preesistente) una pavimentazione esterna in prato in erba sintetica.

L’incentivo ammette un massimale di spesa pari a 5.000 euro per le unità indipendenti. Per i condomini il tetto è sempre pari a 5.000 euro, da moltiplicare però per il numero di unità esistenti nell’edificio.

Il Bonus Verde può essere utilizzato solo in detrazione con la Dichiarazione dei Redditi, con il recupero di 10 quote di pari importo in 10 anni. Non è possibile in questo caso optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Bonus Facciate 90% per pavimentazione esterna, quando è concesso

Il Bonus Facciate, come sappiamo, è un incentivo mirato alla riqualificazione e al restauro delle facciate degli edifici che risultano visibili su strada pubblica o su strada vicinale.

Sono ammessi i seguenti interventi:

  • Ripristino e consolidamento;
  • Miglioramento e rinnovo;
  • Pulitura e tinteggiatura;
  • Restauro di balconi, ornamenti o fregi;
  • Rifacimento di grondaie, cornicioni, parapetti e fluviali;
  • Installazione cappotto termico.

In tale ottica, il rifacimento della pavimentazione esterna è ammesso unicamente in riferimento al pavimento del balcone, come abbiamo visto nell’articolo: “Bonus Facciate: possibile rifare pavimentazione esterna?

È possibile infatti intervenire sul balcone per “la rimozione, l’impermeabilizzazione e il rifacimento della pavimentazione con successiva tinteggiatura”.

Ricordiamo che il Bonus Facciate non è un incentivo concesso per tutti gli immobili, ma solo per quelli esistenti di qualsiasi categoria catastale che sono ubicati nelle Zone A e B del Comune di riferimento.

Per approfondire, leggi: “Bonus Facciate: interventi e criteri, copertura posti auto è ammissibile?

Il Bonus Facciate concede un aliquota pari al 90% e non prevede massimali di spesa da rispettare. L’incentivo può essere utilizzato in detrazione con la Dichiarazione dei Redditi (10 quote per 10 anni), oppure con lo sconto in fattura o la cessione del credito.

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Superbonus 110%

Il Superbonus 110% è quell’incentivo introdotto in misura sperimentale e straordinaria dal Governo con il Decreto Rilancio, per far fronte alla crisi dovuta allo scoppio della pandemia.

L’agevolazione concede di compiere a costo zero (o quasi) lavori mirati all’efficientamento energetico dell’edificio e alla riduzione del rischio sismico. Questi sono i cosiddetti lavori “trainanti”, che possono quindi essere eseguiti da soli.

Oltre a questi poi, ci sono anche lavori “trainati”, ovvero quelli che potranno essere realizzati solo congiuntamente ad almeno un intervento principale (trainante).

Sia che si scelga di eseguire solo lavori trainanti, sia che si preferisca insieme interventi trainanti e trainati, in ogni caso sarà obbligatorio:

  • Che l’edificio raggiunga la Classe più elevata di efficientamento energetico, oppure consegua un miglioramento di 2 Classi energetiche rispetto alla condizione ante-operam, per quanto riguarda i lavori legati al Super Ecobonus 110%;
  • Che l’edificio ottenga una riduzione del rischio sismico rispetto alla condizione ante-operam, per quanto riguarda i lavori legati al Super Sismabonus 110%.

Detto ciò, il rifacimento della pavimentazione interna o esterna è un intervento che rientra di diritto tra quelli ammissibili al Superbonus 110%.

Sarà possibile farlo rientrare tra gli “interventi di efficientamento energetico”, installando un sistema di riscaldamento a pavimento, che inevitabilmente comporterebbe anche la sostituzione della pavimentazione.

L’intervento rientra però tra quelli trainati, e dovrà dunque essere conseguito congiuntamente ad un altro intervento principale.

Un altro lavoro edilizio che concede il rifacimento della pavimentazione interna ed esterna è legato stavolta non all’efficientamento energetico ma alla riduzione del rischio sismico (Sismabonus 110%).

Stiamo parlando di quegli interventi strutturali fatti al fine di migliorare la resistenza antisismica dell’edificio, ammissibili al Superbonus 110% anche nel caso in cui si intenda demolire e ricostruire interamente l’immobile. Per saperne di più, leggi: “Superbonus, demolizione-ricostruzione con ampliamento: cosa sapere

Tale intervento rientra senza dubbio tra quelli trainanti, e dunque può essere eseguito anche da solo, ma facendo parte di quelli volti alla riduzione del rischio sismico, possono accedere al maxi-bonus solo se gli immobili si trovano in Zona 1, 2, 3.

Il Superbonus 110% è utilizzabile: