Schiuma monocomponente per applicazione a pistola
Schiuma monocomponente per applicazione a pistola è una soluzione Würth per incollaggio,...
Banca d’Italia: a giugno 2026 il TAEG medio sui nuovi mutui casa è al 3,95%, mentre crescono i prestiti alle famiglie.
I tassi sui nuovi mutui casa restano quasi fermi. Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, a giugno 2026 il TAEG medio è stato del 3,95%, contro il 3,96% di maggio. Nello stesso mese i prestiti alle famiglie hanno continuato a crescere su base annua.
Il dato descrive una fase di stabilità: non c’è una nuova forte discesa del costo complessivo dei finanziamenti immobiliari, ma neppure un’improvvisa accelerazione. Per chi sta cercando un mutuo, tuttavia, la media nazionale non è un preventivo e non permette da sola di stabilire se convenga attendere.
| Indicatore | Giugno 2026 | Maggio 2026 |
|---|---|---|
| TAEG sui nuovi prestiti per acquisto di abitazioni | 3,95% | 3,96% |
| Quota con periodo iniziale di determinazione del tasso fino a un anno | 19,9% | 18,7% |
| Prestiti alle famiglie, variazione annua | +2,7% | +2,6% |
Il TAEG tiene conto del tasso di interesse e dei principali costi obbligatori del finanziamento, secondo le regole applicabili, e offre quindi un confronto più completo rispetto al solo TAN. Non comprende però qualsiasi spesa collegata all’acquisto della casa: imposte, notaio per la compravendita, eventuali lavori e costi non imposti dalla banca restano fuori dal costo del credito.
La media del 3,95% riguarda le nuove operazioni concluse nel mese. Non è il tasso pagato da chi ha già un mutuo in corso e non significa che tutte le banche offrano le stesse condizioni. Durata, importo, reddito, età, stabilità lavorativa, valore dell’immobile, rapporto tra finanziamento e prezzo e servizi accessori possono produrre preventivi molto differenti.
La quota dei nuovi prestiti con periodo iniziale di determinazione del tasso fino a un anno sale dal 18,7% al 19,9%. L’indicatore non coincide perfettamente con la sola scelta tra fisso e variabile, perché raggruppa le operazioni secondo il periodo iniziale di fissazione; segnala comunque una maggiore presenza di finanziamenti il cui tasso viene determinato o rivisto in tempi ravvicinati.
I prestiti alle famiglie aumentano del 2,7% rispetto a un anno prima, poco più del +2,6% di maggio. Il dato comprende più categorie di credito e non consente di attribuire tutta la crescita ai mutui per l’acquisto di abitazioni. È quindi un’indicazione generale sulla dinamica del credito, non una misura diretta delle sole compravendite finanziate.
Il confronto deve essere effettuato mantenendo uguali importo, durata e finalità. Una rata più bassa può dipendere semplicemente da un piano più lungo e comportare un costo totale maggiore. Oltre a TAN e TAEG bisogna controllare spese di istruttoria e perizia, incasso rata, conto collegato, polizze obbligatorie, condizioni promozionali, modalità di erogazione e costo complessivo indicato nel prospetto europeo standardizzato.
Hai un problema legato a questo argomento?
Descrivi il tuo caso: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a professionisti e imprese del settore.
Richiedi informazioni gratisIl rapporto tra mutuo e valore dell’immobile, spesso indicato come LTV, ha un peso importante. Finanziare una quota più elevata del prezzo può ridurre il numero di offerte disponibili o aumentare il costo; il valore considerato dalla banca è normalmente quello risultante dalla propria perizia, che può non coincidere con il prezzo pattuito.
Per scegliere tra fisso e variabile non basta confrontare la prima rata. Il fisso protegge dalle variazioni future ma incorpora le condizioni disponibili al momento della stipula. Il variabile può partire da una rata differente e seguire l’indice previsto dal contratto: prima di sceglierlo è utile simulare un aumento e verificare se il bilancio familiare riuscirebbe ad assorbirlo senza compromettere le altre spese.
Vuoi ritrovare più facilmente Edilizia.com su Google?
Aggiungi Edilizia.com alle fonti preferite e rendi più semplice recuperare guide, norme, sentenze e aggiornamenti quando cerchi su Google.
Aggiungi su GoogleÈ gratis e ti aiuta a trovarci prima nei risultati di ricerca.
Chi ha già un mutuo non deve confrontare il proprio vecchio TAN con il nuovo TAEG medio. Per valutare surroga o rinegoziazione servono capitale residuo, anni mancanti, tasso contrattuale, eventuali costi e nuovo piano di ammortamento. Un tasso nominale inferiore non garantisce sempre un risparmio significativo, soprattutto quando il debito residuo o la durata sono ormai ridotti.
Prima di presentare la domanda conviene preparare documenti reddituali e immobiliari, verificare provenienza e regolarità dell’immobile e segnalare subito eventuali difformità. La banca valuta sia la capacità di rimborso del richiedente sia la garanzia ipotecaria; documenti mancanti o problemi urbanistici possono rallentare l’istruttoria anche quando il reddito è adeguato.
Il dato mensile è utile per seguire la tendenza, ma la decisione va presa su più preventivi personalizzati e sul margine di sicurezza della famiglia. Le statistiche sono contenute nella pubblicazione Banche e moneta: serie nazionali, giugno 2026 della Banca d’Italia.
Hai bisogno di chiarimenti o di un preventivo? Invia una richiesta, verrà gestita dalla redazione.