Il fotovoltaico italiano supera un altro passaggio nella sua diffusione: a fine 2025 gli impianti in esercizio erano poco meno di 2,1 milioni, con una potenza complessiva di 43,7 gigawatt, cresciuta del 18% rispetto al 2024. Sono i dati del nuovo Rapporto statistico sul solare fotovoltaico, annunciato dal GSE il 29 ottobre.

La fotografia unisce due fenomeni: la presenza capillare di impianti piccoli, tipici anche dei tetti delle abitazioni, e l’aumento del peso delle installazioni di grande taglia. Cresce anche l’energia prodotta, mentre il Gestore annuncia per novembre l’avvio di aggiornamenti mensili sul settore.

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I piccoli impianti sono l’85% del totale

La fascia sotto i 10 kW raccoglie l’85% degli impianti presenti in Italia. La sua quota sulla potenza complessiva, però, si ferma intorno al 20%. La differenza aiuta a leggere correttamente i numeri: molti impianti di piccole dimensioni possono essere distribuiti su tantissimi edifici senza concentrare la maggior parte dei megawatt installati.

All’estremo opposto, gli impianti sopra i 10 MW rappresentano il 12% della potenza nazionale. Questa classe registra la crescita più marcata rispetto al 2024, pari al 49%. La transizione procede quindi sia attraverso installazioni diffuse sia attraverso interventi che, singolarmente, hanno un peso molto maggiore sulla capacità produttiva.

Numero di impianti, potenza e produzione descrivono aspetti diversi. Un kW indica la potenza; un kWh misura una quantità di energia. Per chi sta progettando un impianto sul proprio edificio, questa distinzione è il primo passaggio per leggere un preventivo e confrontarlo con i consumi reali.

Lombardia prima per potenza, seguono Lazio, Puglia ed Emilia-Romagna

La Lombardia concentra il 13% della potenza fotovoltaica italiana. Seguono Lazio, Puglia ed Emilia-Romagna, ciascuna con una quota superiore al 9%. Il quadro territoriale mostra che il settore non si sviluppa soltanto nelle aree più soleggiate: la consistenza degli impianti dipende anche dalla diffusione delle installazioni e dalle loro dimensioni.

Una classifica per potenza installata non equivale, però, a una graduatoria della resa di un singolo tetto. Per quella valutazione servono esposizione, inclinazione, ombreggiamenti e caratteristiche dell’impianto. Il totale regionale è utile per capire la diffusione del mercato; il progetto del proprio edificio richiede una valutazione specifica.

Il settore residenziale vale il 22% della capacità

Secondo il riepilogo pubblicato dal GSE, il 49% della capacità complessiva è associato all’industria, includendo il comparto energetico. Il residenziale pesa per il 22% e il terziario per il 21%.

Queste percentuali riguardano la distribuzione della potenza fotovoltaica tra i settori di utilizzo. Non indicano la percentuale di famiglie che possiede un impianto, né la quota di elettricità domestica coperta automaticamente dal sole. Per interpretarle occorre conservare il riferimento alla grandezza misurata.

Per abitazioni e attività, il tema pratico rimane il rapporto tra produzione e consumi. Un impianto può generare energia quando l’edificio ne utilizza poca, mentre una parte del fabbisogno può concentrarsi nelle ore senza sole. Da qui l’importanza di valutare il profilo dei consumi prima di scegliere potenza ed eventuale sistema di accumulo fotovoltaico.

Produzione oltre 45 TWh: crescita del 25% sul 2024

Nel 2025 la produzione fotovoltaica ha superato i 45 terawattora, con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente. Il GSE attribuisce al settore il 34% della produzione da fonti rinnovabili e oltre il 16% della produzione elettrica nazionale complessiva.

Si tratta di due confronti con denominatori diversi: il primo considera soltanto l’elettricità prodotta dalle rinnovabili, il secondo tutta la produzione nazionale. Non vanno confusi con la copertura dell’intero fabbisogno energetico del Paese, che comprende anche consumi non elettrici.

L’aumento della produzione è superiore a quello della potenza installata, ma il confronto annuale non misura da solo un miglioramento dell’efficienza dei pannelli. I due dati aggregati descrivono il parco nazionale e l’energia generata nel periodo; non permettono di ricavare una promessa di resa o risparmio per ogni nuovo impianto.

Da novembre arrivano i report mensili del GSE

Il Gestore annuncia un’ulteriore novità informativa: da novembre pubblicherà report mensili sul fotovoltaico, con dati sulla consistenza degli impianti suddivisi per regione, classe dimensionale e settore. L’aggiornamento è previsto a circa quattro-sei settimane dalla conclusione del periodo osservato.

La nuova frequenza permetterà a imprese, progettisti e operatori di seguire più da vicino l’evoluzione delle installazioni, affiancando il rapporto annuale. Per il proprietario che valuta un investimento, il messaggio utile rimane concreto: un mercato in crescita offre un contesto, mentre la convenienza della singola soluzione va costruita sui consumi dell’edificio e sulle caratteristiche del progetto.

Fonti e riferimenti