
L’Ecobonus prevede una detrazione al 65% o 50% a seconda di quali interventi di riqualificazione energetica si svolgano sugli edifici esistenti. Ma quali sono i documenti da controllare e conservare?

L’Ecobonus concede una detrazione al 50% o 65% a seconda della tipologia di interventi di riqualificazione energetica che si intendono eseguire sugli edifici esistenti.

Tra i provvedimenti previsti nell'ambito di revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato incluso anche l'Ecobonus sociale.

Affrontiamo la rielaborazione degli incentivi edilizi, con particolare enfasi sul Superbonus: un tassello cruciale per un'edilizia più verde, sicura ed efficiente nel futuro prossimo.

Dal 27 luglio, si prevede che 4 miliardi di questi fondi saranno destinati all'Ecobonus, una misura ora più selettiva e con un focus principale: il reddito.

L'Italia si impegna in un'avventura ambiziosa e senza precedenti, attraverso la ridefinizione del Piano di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

L’intervento di acquisto e posa in opera degli impianti a biomassa è dunque previsto dall’Ecobonus nella misura del 50% per le spese che si conseguono fino al 31 dicembre 2024.

Tra gli interventi che possono essere ammessi all’Ecobonus c’è anche l’acquisto e la posa in opera di finestre, comprensive di infissi, in quanto si tratta di elementi che sono in grado di apportare miglioramenti all’immobile dal punto di vista termico.

Vediamo perché, e a quali condizioni, anche gli immobili in corso di costruzione in categoria F/3 possono essere oggetto di lavori di riqualificazione energetica agevolabili.

L’Ecobonus, agevolazione per la riqualificazione energetica valida fino al 2024, è accessibile anche ai conviventi del proprietario?