
Un titolo edilizio mai annullato non può essere ignorato dall’amministrazione. Autotutela, motivazione e corretta applicazione delle norme edilizie sono limiti essenziali per garantire certezza del diritto e tutela dell’affidamento.

Il TAR Lazio ha chiarito un principio fondamentale: se il Comune chiede un’integrazione documentale, il mancato deposito entro 90 giorni può portare al diniego automatico della sanatoria.

Il condono edilizio non è ammesso in fascia cimiteriale: il vincolo è assoluto, il silenzio-assenso non si forma e l’abuso va valutato unitariamente. Rischio concreto di demolizione e acquisizione gratuita.

Durante la pendenza di un condono edilizio non è consentito eseguire nuove opere. Anche interventi interni o pertinenziali diventano abusivi e legittimano l’ordine di demolizione.

Riapertura dei termini del condono 2003 e nuova sanatoria modello 1985 tra le proposte della Legge di Bilancio 2026. Cambiano anche norme su sanatorie e sanzioni edilizie.

La sentenza del TAR Lazio n. 15138/2024 ribadisce la prevalenza della normativa statale sui vincoli paesaggistici, limitando il Terzo condono edilizio per interventi rilevanti in aree vincolate.

La regione Lazio propone una legge di semplificazione urbanistica che punta a modernizzare le normative esistenti, ma suscita critiche per la complessità e sovrapposizione delle nuove norme.

Il decreto salva-casa è stato introdotto per regolarizzare tutte quelle lievi irregolarità edilizie che non consentono ai cittadini di vendere la propria casa e gli acquirenti di sottoscrivere un mutuo.

Il mini condono edilizio propone la regolarizzazione di irregolarità minori nelle abitazioni, con il potenziale di semplificare la burocrazia edilizia, ma presenta sfide significative relative alla non conformità futura, finanze comunali e giustizia sociale.

Cosa accade quando un atto amministrativo, come il permesso di costruire in sanatoria, viene annullato senza una motivazione adeguata?