I tubi multistrato combinano uno strato interno ed esterno in materiale plastico con un sottile strato intermedio, normalmente in alluminio, unito da adesivi. La costruzione più conosciuta è PEX/Al/PEX, ma esistono anche sistemi PE-RT/Al/PE-RT e altre combinazioni: la parola “multistrato” non identifica quindi un unico prodotto né rende intercambiabili tubi, raccordi e attrezzature di marche diverse.

Il vantaggio pratico è l’equilibrio tra flessibilità e stabilità. Il tubo si curva più facilmente del metallo, conserva meglio la forma rispetto a una tubazione interamente plastica e ha una dilatazione termica più contenuta grazie all’alluminio. È usato per acqua fredda e calda sanitaria, riscaldamento, collegamenti ai radiatori e impianti radianti, purché marcatura, classe di applicazione, pressione e idoneità igienica corrispondano all’impiego reale.

Non basta però scegliere “il 16” perché è il più comune. Il diametro va calcolato su portata, lunghezza, perdite di carico, velocità e contemporaneità; la durata dipende dal profilo temperatura-pressione e dalla posa; la tenuta di un raccordo a pressare dipende da tubo, fitting, ganascia e procedura compatibili. Questa guida chiarisce come leggere il sistema prima di acquistarlo o farlo murare.

Com’è fatto un tubo multistrato

In un tubo a cinque strati, il materiale plastico interno forma la superficie a contatto con il fluido; un primo adesivo lo lega all’alluminio; un secondo adesivo collega l’alluminio al rivestimento esterno. Lo strato metallico può essere saldato longitudinalmente con tecniche differenti e serve a stabilizzare forma e dilatazione, oltre a costituire una barriera alla diffusione dell’ossigeno nei sistemi correttamente realizzati.

PEX indica polietilene reticolato; le sigle PEX-a, PEX-b e PEX-c descrivono processi di reticolazione diversi, non una graduatoria automatica di qualità. PE-RT è polietilene con maggiore resistenza alla temperatura senza reticolazione. Prestazioni e limiti si leggono sulla marcatura e nella scheda del prodotto completo, non dal solo nome del polimero.

La serie ISO 21003 sui sistemi multistrato riguarda tubi, raccordi e idoneità del sistema per acqua calda e fredda negli edifici, inclusi impianti sanitari e di riscaldamento, entro pressioni e temperature di progetto associate alla classe di applicazione. È un dettaglio importante: il raccordo non è un accessorio generico separato dal tubo.

Su schermi piccoli la tabella può essere fatta scorrere orizzontalmente.

Elemento da leggere Cosa indica Perché conta
Composizione Per esempio PE-X/Al/PE-X o PE-RT/Al/PE-RT Identifica materiali e famiglia del tubo, non da sola tutti gli usi
Misura Diametro esterno × spessore, per esempio 16 × 2 mm Determina diametro interno e compatibilità del raccordo
Classe e pressione Campo di impiego dichiarato dal produttore Collega durata di progetto a temperatura e pressione
Norma e certificazioni Riferimento di prodotto e idoneità richiesta Permette di verificare uso sanitario, termico o altro
Lotto e produttore Tracciabilità della fornitura Utile per documenti, ricambi e contestazioni
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Diametri: cosa significano 16, 20, 26 e 32 mm

Le misure commerciali sono normalmente espresse come diametro esterno per spessore. Un 16 × 2 mm ha quindi un diametro interno teorico di circa 12 mm; un 20 × 2 mm circa 16 mm; un 26 × 3 mm circa 20 mm; un 32 × 3 mm circa 26 mm. Spessori e gamme cambiano fra sistemi: prima di ordinare raccordi, isolamento o calibratore si controlla il codice esatto.

In una casa, il 16 mm è frequente nei collegamenti terminali, il 20 mm nei rami con più portata e 26 o 32 mm nelle distribuzioni principali. Sono esempi, non una regola di progetto. Due bagni contemporanei, una doccia ad alta portata, una lunga distanza o un dislivello possono richiedere una sezione diversa; al contrario, sovradimensionare l’acqua sanitaria aumenta volume stagnante e tempo di attesa dell’acqua calda.

Il controllo preliminare usa v = Q/A, dove v è la velocità in m/s, Q la portata in m³/s e A l’area interna in m². Con 10 litri al minuto, un diametro interno di 12 mm porta a circa 1,47 m/s, mentre 16 mm porta a circa 0,83 m/s. Il calcolo definitivo deve includere perdite distribuite e localizzate, pressione disponibile, rumore, contemporaneità e indicazioni della norma di impianto.

Gli impieghi sono orientativi: il dimensionamento si esegue sulla portata reale e sui dati del sistema.

Misura indicativa Diametro interno teorico Impiego frequente Errore da evitare
16 × 2 mm 12 mm Singola utenza o terminale di riscaldamento Usarlo per ogni ramo senza verificare portata e lunghezza
20 × 2 mm 16 mm Ramo di distribuzione o terminale più esigente Confonderlo con DN 20 o con un altro spessore
26 × 3 mm 20 mm Collettore o distribuzione principale di piccola rete Acquistare fitting 25 o 26 di un sistema incompatibile
32 × 3 mm 26 mm Montante o dorsale, se verificata dal calcolo Sovradimensionare l’ACS aumentando ristagno e attesa

Come scegliere il tubo per acqua sanitaria e riscaldamento

Per acqua potabile si verifica l’idoneità espressa del prodotto e di ogni componente a contatto con l’acqua. L’articolo 10 del D.Lgs. 18/2023 richiede che i materiali non compromettano la salute, non alterino colore, odore o sapore, non favoriscano la crescita microbica e non rilascino contaminanti oltre livelli accettabili. Non è sufficiente che il tubo “sembri uguale” a uno sanitario.

Per riscaldamento a radiatori o pavimento radiante contano classe di temperatura, pressione, barriera all’ossigeno, diametro idraulico e compatibilità con collettori e additivi. Nel radiante servono inoltre passo, lunghezza massima dei circuiti, perdite di carico, temperatura superficiale e bilanciamento: il diametro non si sceglie isolatamente dal progetto.

Il tubo generico per acqua non va usato per gas. Esistono sistemi multistrato specifici per gas, con marcatura, rivestimento, raccordi, regole di posa e campo d’impiego propri; la somiglianza geometrica non autorizza la sostituzione. Lo stesso vale per aria compressa, solare termico, fluidi glicolati o applicazioni industriali: occorre un’approvazione esplicita del produttore per fluido, concentrazione e temperatura.

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Raccordi a pressare, a compressione e sistemi ad espansione

I raccordi a pressare sono molto diffusi: il tubo viene tagliato perpendicolarmente, calibrato e sbavato secondo istruzioni, inserito fino alla profondità prevista e pressato con ganascia del profilo corretto. La bussola deformata blocca il giunto e gli O-ring assicurano la tenuta nelle condizioni dichiarate. Dimenticare una pressatura, usare una ganascia usurata o del profilo sbagliato e danneggiare la guarnizione sono difetti che possono restare nascosti fino alla prova o all’esercizio.

I raccordi a compressione serrano un anello mediante dado e richiedono coppia e preparazione corrette; sono spesso destinati a punti accessibili, secondo il sistema. Altri prodotti usano espansione o bussola scorrevole. Non si può dedurre la compatibilità dal solo 16 × 2: geometria interna, tolleranze, profilo di pressatura, guarnizioni e certificazione devono appartenere alla combinazione ammessa.

Un impianto affidabile conserva l’elenco dei componenti e le istruzioni di posa. Mescolare rimanenze di marche diverse rende incerta la responsabilità del sistema e può impedire di dimostrare che il giunto sia stato provato nella combinazione realizzata.

Posa corretta: taglio, curva, fissaggio e protezione

  1. Stoccaggio: proteggere rotoli e barre da raggi UV, sporco, urti e schiacciamenti; chiudere le estremità fino al montaggio.
  2. Taglio: usare una cesoia adatta e ottenere un’estremità ortogonale, senza ovalizzare il tubo.
  3. Calibrazione: ripristinare circolarità e smusso soltanto con l’attrezzo previsto dal sistema, evitando trucioli all’interno.
  4. Curvatura: rispettare il raggio minimo dichiarato e usare molla o curvatubi quando richiesto; una piega bianca, schiacciata o increspata va eliminata.
  5. Giunzione: segnare o verificare la profondità, controllare l’inserimento e pressare con macchina e ganascia compatibili.
  6. Fissaggio: rispettare interassi, punti fissi e scorrevoli, proteggendo attraversamenti e possibili abrasioni.
  7. Prova: eseguire collaudo, lavaggio e messa in servizio con procedura documentata prima di chiudere tracce e massetti.

Le curve ottenute direttamente dal tubo riducono il numero dei raccordi, ma non autorizzano raggi più stretti del manuale. In una traccia, il tubo deve poter assorbire i movimenti previsti senza sfregare contro spigoli; nei passaggi attraverso pareti o giunti si usano guaine e protezioni appropriate. Chiodi, viti e successivi fissaggi devono essere tenuti lontani dal percorso, che conviene fotografare e quotare prima della chiusura.

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Dilatazione, isolamento e condensa

L’alluminio riduce la dilatazione rispetto a un tubo interamente plastico, ma non la annulla. La variazione si stima con ΔL = α × L × ΔT: α è il coefficiente dichiarato, L la lunghezza e ΔT la variazione di temperatura. Usando, solo come esempio, α = 0,025 mm/(m·K), un tratto di 10 m che varia di 40 K si allunga di circa 10 mm. Il valore reale va preso dalla scheda del tubo.

Tratti lunghi richiedono quindi spazio di compensazione, corretta disposizione di curve e staffe e rispetto degli interassi. Bloccare rigidamente ogni punto può trasferire lo sforzo ai raccordi; lasciare tutto libero può produrre rumore e movimento. Nell’acqua calda e nel riscaldamento l’isolamento limita dispersioni e protegge le altre strutture; sull’acqua fredda limita condensa e riscaldamento indesiderato. Guaina corrugata e isolamento termico non sono sinonimi.

Posa sotto traccia, a pavimento e nei controsoffitti

Le giunzioni nascoste vanno ridotte e realizzate solo dove il sistema e il progetto le ammettono. La distribuzione a collettore consente spesso linee continue fino alle utenze e intercettazioni separate, ma usa più tubo; la distribuzione a derivazione è compatta, però moltiplica i raccordi lungo il percorso. La scelta dipende da accessibilità, manutenzione, portate e spazi.

Nel massetto il tubo deve essere protetto durante getto e lavorazioni, fissato contro il galleggiamento e separato dai giunti strutturali secondo progetto. Nel controsoffitto servono supporti adeguati e protezione dalla condensa. Nei locali non riscaldati, all’esterno o vicino a chiusure fredde occorre valutare gelo e UV: il rivestimento esterno non rende automaticamente il multistrato resistente all’esposizione permanente.

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Quanto dura un tubo multistrato

La risposta “50 anni” è incompleta. Le norme di sistema verificano un comportamento di lungo periodo mediante classi e profili convenzionali di temperatura e pressione, ma la vita in opera dipende da prodotto, fluido, temperatura reale, picchi, pressione, qualità dei giunti, posa, raggi UV, gelo e agenti chimici. Un tubo adatto all’acqua sanitaria non conserva la stessa aspettativa se lavora continuamente oltre i limiti dichiarati.

La parte metallica non rende il tubo immune da danni: una piega eccessiva può deformarla, un taglio non calibrato può lesionare gli O-ring, una guaina interrotta può favorire abrasione e un raccordo lasciato in trazione può perdere nel tempo. Anche la compatibilità chimica di additivi, disinfettanti e glicole va verificata.

I segnali da indagare sono aloni, cadute di pressione, corrosione esterna dei raccordi, rumori nuovi, odori o sapori anomali, deformazioni e ripetuti rabbocchi nei circuiti chiusi. La termografia può orientare la ricerca, ma non sostituisce prova di tenuta e localizzazione professionale.

Prova di tenuta, lavaggio e documentazione

La prova deve seguire la procedura del sistema e del progetto, considerando variazioni termiche e comportamento elastico del tubo. Pressione, durata, stabilizzazione, strumento e risultato vanno registrati. Improvvisare con aria compressa può accumulare molta energia e creare pericoli: eventuali prove pneumatiche richiedono una procedura specifica, limiti e personale competente.

Dopo la posa, la rete sanitaria viene lavata e messa in servizio evitando ristagni prolungati. Il committente dovrebbe ricevere schema o foto dei percorsi, schede e marcature, verbale di prova, istruzioni, elenco dei componenti e dichiarazione di conformità quando dovuta.

Il D.M. 37/2008 comprende impianti di riscaldamento e climatizzazione e impianti idrici e sanitari. Installazione, trasformazione e ampliamento sono attività da affidare a imprese abilitate, con progetto e dichiarazione di conformità nei casi previsti.

Costi indicativi

Prezzi orientativi al dettaglio e di cantiere: diametro, isolamento, raccordi, accessibilità e città incidono molto.

Voce Ordine di grandezza Cosa verificare nel preventivo
Tubo 16-20 mm Circa 1,50-5 euro/m Composizione, spessore, guaina o isolamento e certificazioni
Tubo 26-32 mm Circa 4-12 euro/m Barra o rotolo, classe, protezione e quantità
Raccordo Circa 3-30 euro Misura, profilo, materiale, attacco e sistema compatibile
Distribuzione installata Circa 25-80 euro/m Tracce, collettori, isolamento, prove e ripristini separati

Il costo a metro installato è poco significativo senza uno schema. Una linea continua accessibile e una ristrutturazione con tracce, collettori, attraversamenti e ripristini possono usare lo stesso tubo ma avere costi molto diversi. Il preventivo dovrebbe distinguere materiale, raccordi, valvole, collettori, isolamento, manodopera, opere murarie, prova e documenti.

Tre casi pratici

Rifacimento di un bagno

Una rete a collettore con linee continue può limitare i giunti nascosti e permette di intercettare ogni utenza. Il tecnico dimensiona lavabo, bidet, WC e doccia sulla contemporaneità e sulla pressione disponibile: non è detto che tutte le linee abbiano la stessa misura. Prima di chiudere si prova la rete e si fotografano i percorsi.

Collegamento di radiatori

Mandata e ritorno devono fornire la portata richiesta con una perdita di carico compatibile con pompa e bilanciamento. Conta il diametro interno effettivo, non solo quello esterno; vicino al corpo scaldante si proteggono tubo e raccordi da temperatura, urti e finiture. Un tubo idoneo al radiante a bassa temperatura non va automaticamente esteso a qualsiasi regime.

Sostituzione parziale di una vecchia rete

La transizione verso rame, acciaio o altro materiale richiede un raccordo previsto, accessibile quando necessario e compatibile con acqua e condizioni di esercizio. Si controllano pressioni, corrosione, messa a terra delle parti metalliche quando pertinente e stato della rete rimasta. La dichiarazione sull’intervento non certifica automaticamente le parti preesistenti non verificate.

Checklist prima di acquistare

  • Fluido e uso dichiarati: potabile, riscaldamento, radiante o applicazione speciale.
  • Composizione, diametro esterno, spessore, classe e pressione leggibili.
  • Tubo e raccordi appartenenti a una combinazione ammessa dal produttore.
  • Profilo delle ganasce, calibratore e attrezzatura disponibili e mantenuti.
  • Calcolo di portata, velocità, perdita di carico e contemporaneità.
  • Raggio di curvatura, interassi dei supporti e dilatazione ricavati dal manuale.
  • Isolamento o guaina scelti per dispersione, condensa, abrasione e posa.
  • Prova, lavaggio, tracciabilità e documentazione compresi nell’incarico.

Errori da evitare

  • Scegliere il diametro in base all’abitudine senza calcolo idraulico.
  • Confondere diametro esterno, interno e DN.
  • Mescolare tubo, raccordi e ganasce solo perché riportano la stessa misura.
  • Saltare calibrazione, sbavatura o controllo della profondità d’inserimento.
  • Murare un giunto non ammesso o non provato.
  • Piegare oltre il raggio minimo e raddrizzare una zona ormai danneggiata.
  • Lasciare il tubo esposto a UV, gelo, abrasione o condensa.
  • Usare un tubo sanitario generico per gas o altri fluidi.
  • Promettere una durata fissa ignorando temperatura, pressione e posa.

Domande frequenti

Qual è il diametro più usato in casa?

Il 16 × 2 mm è frequente nei collegamenti terminali, ma non è adatto per definizione a ogni utenza. Portata, lunghezza, pressione e contemporaneità determinano la misura.

Cosa significa 16 × 2?

Indica normalmente 16 mm di diametro esterno e 2 mm di spessore. Il diametro interno teorico è quindi circa 12 mm.

Si possono unire tubo e raccordo di marche diverse?

Solo se esiste una compatibilità espressamente documentata. La stessa misura non garantisce tolleranze, profilo, guarnizioni e prestazioni del giunto.

Il tubo multistrato va calibrato?

Si segue il manuale del sistema. Molti sistemi richiedono calibrazione e smusso dopo il taglio; usare un attrezzo improprio può danneggiare tubo o O-ring.

Si può murare un raccordo a pressare?

Dipende dalle istruzioni, dalla norma di impianto e dal progetto. I giunti nascosti vanno ridotti, protetti e provati prima della chiusura.

Quanto dura il multistrato?

Non esiste un numero garantito per ogni installazione. La vita dipende dalla classe del prodotto, dal profilo temperatura-pressione, dalla posa, dai giunti e dall’ambiente.

Il multistrato è adatto all’acqua potabile?

Sì, quando tubo, raccordi e componenti sono espressamente idonei e conformi ai requisiti igienici applicabili. La composizione visiva non basta.

Si può usare per il gas?

Non il tubo idrotermosanitario generico. Per il gas serve un sistema specificamente destinato, marcato e posato secondo le regole applicabili.

Meglio multistrato o rame?

Dipende da temperatura, ambiente, posa, competenze, diametri e manutenzione. Il multistrato è rapido e stabile; il rame tollera condizioni differenti ma richiede giunzioni e protezioni proprie.

Come si scopre una perdita sotto traccia?

Si parte da prova di tenuta, settorizzazione e strumenti di localizzazione, evitando demolizioni casuali. Foto e quote dei percorsi riducono l’area da indagare.