Il solaio Predalles è un impalcato semiprefabbricato: una sottile lastra inferiore di calcestruzzo armato arriva dal prefabbricatore con tralicci metallici incorporati e diventa, dopo la posa, parte resistente e cassero permanente del completamento gettato in opera. Gli alleggerimenti collocati tra i tralicci riducono il volume di calcestruzzo dove non serve una sezione piena; armature aggiuntive e soletta superiore completano il sistema previsto dal progetto.

La rapidità di montaggio non trasforma però il solaio in un componente “pronto da appoggiare”. Durante sollevamento, posa e getto la lastra lavora in una configurazione temporanea; a maturazione avvenuta lavora la sezione composta. Appoggi, puntelli, giunti, armature, aperture, sequenza di getto e tempi di disarmo devono quindi essere coordinati fra progettista strutturale, prefabbricatore, direzione lavori e impresa.

Che cos’è il sistema Predalles

Il nome commerciale è entrato nell’uso comune per indicare lastre prefabbricate tralicciate destinate a collaborare con un getto integrativo. La UNI EN 13747 tratta le lastre per solai in calcestruzzo armato o precompresso impiegate con calcestruzzo gettato in opera per formare solai composti; possono comprendere tralicci e alleggerimenti. Il singolo prodotto va comunque identificato mediante documenti e disegni del fabbricante, non solo con il termine “Predalles”.

La faccia inferiore prefabbricata offre un intradosso regolare e limita la casseratura tradizionale. Il traliccio irrigidisce la lastra durante le fasi provvisorie, collega la parte prefabbricata al completamento e contribuisce al comportamento previsto dal calcolo. Non va però interpretato come prova che qualsiasi lastra possa superare qualsiasi luce senza puntelli.

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Componenti e funzione di ogni elemento

Su smartphone la tabella può essere fatta scorrere orizzontalmente.

Elemento Funzione Controllo essenziale
Lastra prefabbricata inferiore Cassero permanente e parte della sezione resistente finale Tipo, spessore, integrità, superficie di ripresa e appoggi
Tralicci elettrosaldati Irrigidimento provvisorio, collegamento e collaborazione con il getto Geometria, continuità, deformazioni e corrispondenza al disegno
Armatura inferiore incorporata Resistenza nelle zone tese secondo il modello strutturale Diametri, posizione, copriferro e identificazione del manufatto
Alleggerimenti Occupano volume non strutturale e riducono peso proprio e calcestruzzo Materiale, dimensioni, stabilità durante il getto e distanze dai nodi
Armature aggiuntive Momenti positivi e negativi, taglio, ripartizione, bordi e aperture Diametri, passi, sovrapposizioni, ancoraggi e copriferro da elaborati
Getto integrativo Forma nervature, soletta e zone piene rendendo solidale l’insieme Classe, consistenza, posa, compattazione, quota e maturazione
Puntellazione Sostiene e limita deformazioni nella fase non collaborante Schema, interasse, basi, controventi, quota e tempi di rimozione

Predalles, laterocemento, soletta piena e alveolare: differenze

Nel solaio in laterocemento tradizionale l’orditura è normalmente formata da travetti e blocchi di laterizio; nel Predalles la base è una lastra larga prefabbricata, spesso con più tralicci, che copre una fascia importante dell’impalcato. Il Predalles può integrare alleggerimenti in polistirene, laterizio o altri materiali previsti, ma il suo carattere distintivo resta la lastra inferiore collaborante.

Una soletta piena gettata in opera richiede una casseratura continua e non contiene vuoti; può offrire libertà distributiva, ma con peso e processo diversi. Il solaio alveolare è invece costituito da elementi prefabbricati precompressi con cavità longitudinali, che in molte applicazioni hanno un comportamento e una norma di prodotto differenti. Non si sceglie il sistema dalla sola luce: contano schema statico, carichi, forma della pianta, resistenza al fuoco, acustica, impianti, logistica e disponibilità del cantiere.

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Le tre fasi statiche da non confondere

Trasporto e sollevamento

La lastra è soggetta al proprio peso, alle accelerazioni e alla posizione dei punti di presa. Una fune collegata dove capita può generare flessioni o torsioni non previste. Numero dei punti, angolo delle brache, eventuale bilancino e verso di posa devono seguire le istruzioni del produttore e il piano di sollevamento.

Posa e getto

Prima che il completamento abbia raggiunto la resistenza richiesta, pesi di lastra, alleggerimenti, armature, operatori, attrezzature e calcestruzzo fresco gravano sul sistema provvisorio. Il calcestruzzo può accumularsi localmente e produrre un carico superiore a quello di uno strato uniforme. La verifica di questa fase determina puntelli, rompitratta e modalità di distribuzione.

Esercizio

Dopo maturazione e disarmo, lastra, nervature, soletta e armature lavorano come sezione composta secondo il progetto. Si controllano resistenza, deformazioni, fessurazione, vibrazioni, durabilità, incendio e azioni sismiche. Il fatto che il getto appaia duro in superficie non autorizza automaticamente la rimozione dei sostegni.

Luce, spessore e portata: perché non esiste una tabella universale

Due lastre con uguale larghezza commerciale possono avere armature, tralicci, calcestruzzo, alleggerimenti e spessore finale diversi. La capacità dipende inoltre dalla luce netta e di calcolo, dalla continuità sugli appoggi, dai carichi permanenti non strutturali, dai sovraccarichi d’uso, dalle pareti, dalle aperture e dalle azioni eccezionali o sismiche.

Un predimensionamento del catalogo serve a impostare il lavoro, non sostituisce relazione di calcolo e tavola di posa. Il peso proprio va ricavato dalla geometria reale: agli alleggerimenti si alternano nervature, zone piene presso appoggi o fori e soletta. Anche la freccia iniziale delle lastre e quella a lungo termine devono essere compatibili con pavimenti, tramezzi, facciate e impianti.

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Alleggerimenti: EPS, laterizio e blocchi dedicati

L’alleggerimento crea i vuoti fra le nervature e normalmente non sostituisce il calcestruzzo strutturale né le armature. L’EPS riduce massa e facilita la movimentazione; il laterizio e altri blocchi offrono caratteristiche diverse di massa, adesione delle finiture e comportamento al fuoco. Prestazioni acustiche, termiche e antincendio vanno riferite all’intero pacchetto certificato o calcolato, non dedotte dal materiale isolato.

I blocchi devono restare fermi mentre si cammina, si posa la rete e si getta. Elementi rotti, spostati o galleggianti cambiano la sezione delle nervature e possono contaminare zone che il progetto vuole piene. Passerelle e modalità di getto evitano di caricare direttamente gli alleggerimenti.

Documenti da avere prima della consegna

  • progetto strutturale e tavola di posa con sigla, orientamento e posizione di ogni lastra;
  • disegni delle armature incorporate e di completamento, nodi, appoggi, bordi e aperture;
  • piano di puntellazione con basi, rompitratta, controventi, quote ed eventuale controfreccia;
  • istruzioni di trasporto, stoccaggio, sollevamento, posa e disarmo;
  • identificazione dei manufatti, documentazione di accompagnamento, marcatura e dichiarazione di prestazione applicabile;
  • specifica del calcestruzzo di completamento, controlli di accettazione e piano dei getti;
  • piano di sicurezza con gru, area interdetta, protezione dei bordi e accessi.

La marcatura CE e la dichiarazione di prestazione descrivono il prodotto; non certificano da sole che il solaio progettato e montato sia corretto. L’idoneità all’uso nasce dalla corrispondenza tra prestazioni dichiarate, progetto, posa e controlli. Il quadro europeo dei prodotti da costruzione è inoltre in transizione verso il Regolamento (UE) 2024/3110: la documentazione va verificata per il prodotto e la data di immissione sul mercato.

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Trasporto, scarico e stoccaggio

Il piazzale deve sopportare camion, stabilizzatori e gru senza cedimenti. Prima dell’arrivo si controllano raggio operativo, portata alle distanze reali, interferenze con linee elettriche, edifici e viabilità. Le lastre si appoggiano sui distanziatori indicati, allineati verticalmente quando impilate, su terreno stabile e in una sequenza coerente con l’ordine di montaggio.

Allo scarico si verifica la sigla prima di sollevare. Fessure nuove, spigoli espulsi, tralicci piegati, armature esposte o punti di presa danneggiati vengono fotografati e segnalati: non si improvvisa una riparazione e non si posa il manufatto finché progettista o prefabbricatore non ne stabiliscono accettazione e trattamento.

Puntellazione e preparazione degli appoggi

I puntelli scaricano su basi capaci e non direttamente su terreno cedevole, laterizi fragili o solai inferiori non verificati. Correnti e rompitratta distribuiscono il carico; controventi e collegamenti impediscono instabilità e spostamenti durante il montaggio. Se i livelli si sovrappongono, il carico può attraversare più piani e richiedere il mantenimento o il ripuntellamento dei solai inferiori.

Appoggi e cordoli devono avere quota, planarità, larghezza e resistenza previste. Un appoggio troppo corto non si “recupera” con detriti o malta casuale. Prima della posa si marcano assi, verso delle lastre, giunti e aperture, si controllano le protezioni anticaduta e si libera il piano da ostacoli.

Posa delle lastre passo per passo

  1. Confrontare sigla e tavola. Lunghezza, larghezza, orientamento e lato di partenza devono coincidere.
  2. Usare i punti di sollevamento prescritti. Brache integre, angoli ammessi e bilanciamento evitano torsioni.
  3. Interdire l’area sottostante. Nessuno deve sostare sotto il carico; la lastra si guida con sistemi sicuri, non con le mani in punti di schiacciamento.
  4. Appoggiare senza urti. Si controllano lunghezza di appoggio, quota sui rompitratta e contatto previsto.
  5. Accostare le lastre. I giunti devono permettere il dettaglio di solidarizzazione stabilito e non presentare scalini anomali all’intradosso.
  6. Stabilizzare il campo. Solo dopo i controlli si sgancia la gru e si passa all’elemento seguente.
  7. Eseguire un rilievo finale. Allineamento, freccia, appoggi e puntelli vengono controllati prima degli alleggerimenti o delle armature mancanti.

Giunti, appoggi e armature superiori

La rete elettrosaldata non sostituisce automaticamente ferri a momento negativo, armature di bordo, cuciture trasversali o rinforzi locali. Presso travi, setti, pilastri, sbalzi e discontinuità il progetto può richiedere zone piene e armature dedicate. Distanziatori idonei mantengono copriferro e quota durante il passaggio degli operatori e il getto.

I giunti longitudinali fra lastre devono trasmettere le azioni previste e limitare dislivelli e fessure. Superfici sporche, ristagni, ghiaccio, polvere o lattime compromettono la ripresa. La pulizia e l’eventuale bagnatura seguono la specifica esecutiva: non si lascia acqua libera nelle cavità.

Fori, cavedi, scarichi e impianti

Le aperture vanno progettate prima della produzione. Un foro piccolo può interferire con armatura o traliccio; un cavedio grande modifica il percorso dei carichi e richiede bordi, travi o zone piene. Tagliare un traliccio in cantiere senza autorizzazione cambia sia la sicurezza provvisoria sia quella finale.

Tubi e scatole non devono ridurre nervature, copriferro o spessore utile. Attraversamenti e scarichi vengono fissati contro lo spostamento e sigillati per evitare perdita di boiacca. Per modifiche tardive il progettista indica posizione e rinforzo prima del taglio. Leggi anche: Solaio interpiano: stratigrafia, isolamento termico e acustico

Checklist prima del getto

Il verbale deve riferirsi agli elaborati esecutivi della commessa.

Zona Da controllare Difetto da fermare
Sostegni Basi, verticalità, correnti, controventi, quote e schema Puntelli mossi, inclinati o appoggiati su supporti cedevoli
Lastre Sigle, verso, appoggi, accostamento, integrità e freccia Elemento errato, appoggio insufficiente, lesione non valutata
Alleggerimenti Tipo, posizione, fissaggio e integrità Blocchi rotti o presenti in zone da lasciare piene
Armature Diametri, passo, sovrapposizioni, ancoraggi, distanziatori Ferri mancanti, schiacciati o senza copriferro
Nodi e fori Zone piene, bordi, casseri, attraversamenti e rinforzi Tagli o impianti non presenti in tavola
Getto Classe, consistenza, pompa, sequenza, quota, prelievi e stagionatura Calcestruzzo non conforme o accumulo concentrato non gestito

Getto, compattazione e stagionatura

Il calcestruzzo viene distribuito in modo progressivo, senza cumuli eccessivi su una sola campata. La pompa non deve scaricare da grande altezza né colpire alleggerimenti e armature fino a spostarli. La compattazione riempie nervature, giunti e zone congestionate evitando sia vuoti sia vibrazione aggressiva contro elementi leggeri.

Durante il getto si sorvegliano intradosso, puntelli, fughe di boiacca, quote e spostamenti. Se compare una deformazione inattesa si interrompe il lavoro e si mette in sicurezza l’area. La superficie superiore viene portata alla quota di progetto, poi protetta da essiccamento rapido, pioggia, gelo e vibrazioni. La stagionatura serve a sviluppare resistenza e limitare fessure da ritiro; durata e metodo dipendono da calcestruzzo e condizioni ambientali.

Disarmo e rimozione dei puntelli

La rimozione avviene con autorizzazione e secondo una sequenza prevista, dopo aver verificato la resistenza raggiunta dal getto e i carichi già presenti. Un numero fisso di giorni non vale per ogni stagione, campata e miscela. Temperature basse, grandi luci e carichi di cantiere possono richiedere tempi maggiori.

Il disarmo troppo precoce trasferisce azioni a una sezione ancora immatura e può lasciare deformazioni o fessure permanenti. Anche una rimozione disordinata, iniziata da punti casuali, ridistribuisce bruscamente gli sforzi. Eventuali ripuntellamenti devono far parte della procedura, non essere aggiunti dopo che il solaio si è già deformato.

Difetti: sintomi, cause e verifiche

Un sintomo non basta per prescrivere la riparazione: serve risalire alla causa.

Sintomo Possibili cause Azione corretta
Scalino tra lastre Quote dei rompitratta, appoggi o deformazioni differenti Rilievo prima del getto; valutazione se già completato
Fessura longitudinale al giunto Cucitura, riempimento, deformazione o finitura non coordinati Mappare, misurare e verificare dettaglio e movimento
Fessure trasversali Movimentazione, puntelli, sovraccarico, ritiro o flessione Confrontare posizione e ampiezza con schema statico
Nidi di ghiaia Getto poco lavorabile, congestione o compattazione insufficiente Valutare profondità, armature coinvolte e ripristino progettato
Intradosso macchiato o umido Perdita di boiacca, infiltrazione dall’alto o condensa Individuare origine; non coprire prima della diagnosi
Freccia eccessiva Errore di fase provvisoria, disarmo, carichi o rigidezza Rilievo strumentale, verifica documenti e calcolo
Armatura esposta Urto, distacco, copriferro insufficiente o corrosione Proteggere, valutare estensione e definire ripristino

Controllare un solaio Predalles esistente

L’intradosso regolare non mostra direttamente nervature e alleggerimenti. Il tecnico raccoglie progetto, tavole del prefabbricatore, bolle e certificati, poi confronta geometria, appoggi, fori e carichi attuali. Rilievo delle fessure, misura delle deformazioni, pacometria e indagini mirate possono localizzare armature e discontinuità; saggi e prove si scelgono in funzione della domanda, senza demolizioni casuali.

Prima di aggiungere massetti pesanti, macchinari, archivi, vasche o nuove pareti si verifica il margine di portata. Anche un foro per scala o impianto può interrompere più nervature. Se opere strutturali sono state eseguite senza il corretto iter, il problema amministrativo non si risolve con una semplice dichiarazione dell’impresa. Approfondisci: Sanatoria opere strutturali e deposito tardivo al Genio Civile

Fuoco, acustica e isolamento termico

La resistenza al fuoco dipende da sezione, copriferro, armature, continuità e protezioni dell’intero solaio. Un alleggerimento in EPS non rende automaticamente il pacchetto isolato o non resistente: va considerato il sistema verificato, compresi intradosso, giunti e attraversamenti. Rivestimenti aggiunti devono essere compatibili con supporto e prestazione richiesta.

Per l’acustica contano massa, strato resiliente, massetto galleggiante, pavimento, controsoffitto e ponti laterali. Il solo solaio strutturale non descrive il rumore da calpestio dell’ambiente finito. Sul piano termico, un impalcato fra locali riscaldati ha esigenze diverse da un solaio verso autorimessa, esterno o locale non climatizzato.

Permessi e responsabilità

Un nuovo solaio è un’opera strutturale e richiede progetto, titolo edilizio e adempimenti sismici secondo tipo di intervento, Regione e Comune. La classificazione non si decide scegliendo genericamente CILA o SCIA: il tecnico verifica stato legittimo, intervento locale o modifica più ampia, deposito o autorizzazione, direzione lavori, controlli e collaudo quando previsto.

Il produttore risponde del manufatto e delle prestazioni dichiarate; il progettista dimensiona e dettaglia l’opera; l’impresa esegue secondo elaborati e istruzioni; il direttore dei lavori accetta materiali e controlla l’esecuzione. Sovrapporre ruoli o affidarsi al solo montatore lascia scoperti i nodi più critici.

Quanto costa un solaio Predalles nel 2026

Non esiste un prezzo attendibile per “lastra al metro quadrato” senza conoscere luce, spessore, armatura, alleggerimento, quantità, trasporto e gru. Per un budget preliminare, un solaio Predalles strutturale completato può collocarsi indicativamente nell’ordine di 110–220 euro/m², ma cantieri piccoli, geometrie irregolari, grandi portate, lunghe distanze o accessi difficili possono uscire sensibilmente da questa fascia. Il dato non è un prezzario e va sostituito da computo metrico e offerte locali.

Confrontare i preventivi sulla stessa distinta, non sul solo prezzo della lastra.

Voce Che cosa può includere Variabili principali
Prefabbricati Lastre, tralicci, armature incorporate, alleggerimenti Serie, luce, carichi, quantità, sagome e fori
Logistica Trasporto, permessi, scarico e gru Distanza, accessi, raggio e numero di viaggi
Opere provvisionali Puntelli, correnti, torri, protezioni e montaggio Altezza, piani inferiori e durata del nolo
Completamento Ferri, rete, casseri di bordo, calcestruzzo, pompa e manodopera Spessore, zone piene, nodi, sfrido e sequenza
Tecnica e controlli Progetto, pratiche, direzione lavori, prove e collaudo Dimensione e complessità dell’intervento

Nel confronto vanno separati IVA, progettazione, ponteggi, demolizioni, finiture, impermeabilizzazioni e impianti. Un’offerta molto bassa può escludere gru, armature integrative o puntellazione: proprio le voci che rendono possibile la corretta posa.

Errori da evitare

  • ordinare le lastre prima di congelare fori, travi, appoggi e impianti;
  • confondere tabella commerciale e progetto strutturale esecutivo;
  • sollevare dai tralicci o da punti diversi da quelli prescritti;
  • ridurre i puntelli perché la lastra “sembra già un solaio”;
  • camminare sugli alleggerimenti senza percorso protetto;
  • tagliare tralicci o armature per far passare uno scarico;
  • posare la rete direttamente sui blocchi senza distanziatori;
  • accumulare il calcestruzzo in un punto durante il pompaggio;
  • disarmare in base ai giorni trascorsi senza verifica della resistenza;
  • nascondere lesioni, scalini o nidi di ghiaia con intonaco prima della diagnosi.

Domande frequenti

Il Predalles è un solaio prefabbricato?

È più precisamente semiprefabbricato: la lastra nasce in stabilimento, ma il solaio resistente finale richiede armature e getto integrativo eseguiti in cantiere.

La lastra sostituisce il cassero?

Svolge la funzione di cassero permanente inferiore, ma restano casseri di bordo, chiusure di fori, protezioni e soprattutto la puntellazione prevista per la fase provvisoria.

Serve sempre puntellare?

Lo stabilisce il progetto del sistema e della fase di getto. Non si può eliminare o ridurre la puntellazione basandosi soltanto sulla rigidezza percepita della lastra.

A cosa servono i tralicci?

Irrigidiscono la lastra nelle fasi temporanee, collegano prefabbricato e getto e partecipano al comportamento previsto. Forma e posizione non possono essere modificate liberamente.

Gli alleggerimenti in EPS sono strutturali?

Normalmente occupano volume e riducono peso e calcestruzzo; la resistenza è affidata a lastra, nervature, soletta e armature secondo progetto.

Si possono praticare fori dopo il getto?

Solo dopo rilievo e verifica. Il foro può tagliare nervature, tralicci o ferri non visibili; posizione e rinforzo devono essere definiti dal tecnico.

Come si evita lo scalino tra due lastre?

Con appoggi e rompitratta alla quota corretta, controllo delle deformazioni, accostamento guidato e verifica prima del getto. La sola rasatura inferiore non corregge un difetto strutturale.

Quando si possono togliere i puntelli?

Quando calcestruzzo e schema hanno raggiunto le condizioni previste e la direzione lavori autorizza la sequenza. Non esiste un numero di giorni universale.

Quanto pesa un solaio Predalles?

Dipende da lastra, nervature, soletta, zone piene e alleggerimenti. Il peso si calcola sulla geometria della specifica commessa, includendo finiture e carichi permanenti.

Predalles o laterocemento: quale conviene?

Dipende da luci, carichi, regolarità, intradosso, logistica, impianti, tempi e offerta locale. Il confronto corretto riguarda struttura completata e cantiere, non il solo prezzo dei prefabbricati.

Fonti normative e tecniche