Il solaio in lamiera grecata è un impalcato nel quale un profilo sottile di acciaio sostiene il calcestruzzo fresco e, nei sistemi collaboranti, partecipa anche alla resistenza della soletta indurita. La soluzione riduce le casseforme tradizionali e accelera il montaggio, ma attraversa due fasi strutturali molto diverse: prima del getto lavora quasi soltanto la lamiera; dopo la maturazione può lavorare la sezione composta acciaio-calcestruzzo.

La parola “collaborante” viene spesso usata in modo impreciso. L’aderenza fra lamiera e calcestruzzo crea il comportamento composto della soletta; i connettori a piolo sulle travi possono invece rendere collaboranti trave metallica e soletta.

Profilo, appoggi, fissaggi, armature, puntelli, sequenza del getto e resistenza al fuoco devono quindi derivare dallo stesso progetto, non da una somma di prodotti scelti separatamente.

Che cos’è un solaio in lamiera grecata

La lamiera è formata a freddo in nervature parallele. Posata sulle travi, costituisce un piano continuo di lavoro e la cassaforma a perdere della soletta. Quando geometria, bugnature o rientranze permettono di trasferire lo scorrimento longitudinale, il profilo può funzionare come armatura tesa della soletta composta. Questa funzione deve essere dichiarata e verificata per lo specifico sistema: una comune lamiera da copertura non diventa collaborante perché viene ricoperta di calcestruzzo.

La guida generale su cos’è un solaio e quali tipologie esistono inquadra travi, orditura e percorso dei carichi. Qui l’attenzione è sul pacchetto misto, sulle sue fasi di costruzione e sui dettagli che consentono alle parti di lavorare insieme.

Componente Funzione Dato progettuale
Lamiera grecata Cassaforma; nei sistemi ammessi anche armatura inferiore Profilo, acciaio, spessore, luce e continuità
Soletta di calcestruzzo Forma la parte compressa e distribuisce i carichi Classe, spessore sopra greca, peso e ambiente
Bugnature o rientranze Trasferiscono il taglio longitudinale lamiera-calcestruzzo Prestazione sperimentale del sistema
Rete e barre Controllano fessure e resistono dove richiesto Area, posizione, sovrapposizioni e copriferro
Connettori a piolo Trasferiscono il taglio fra trave e soletta Diametro, altezza, numero, disposizione e saldatura
Fissaggi e cuciture Stabilizzano fogli e bordi nella fase di cantiere Tipo, supporto, interasse e resistenza
Puntelli provvisori Riducono la luce della lamiera durante il getto Necessità, travi di ripartizione, quota e disarmo

Le tre collaborazioni da non confondere

La lamiera lavora in due fasi diverse

Nel linguaggio di cantiere vengono sovrapposti tre meccanismi. Il primo è la capacità della lamiera di sostenere peso proprio, operai, armature e calcestruzzo fresco prima della presa. Il secondo è l’azione composta della soletta indurita: il profilo trasferisce al calcestruzzo gli sforzi longitudinali attraverso la propria forma e le impronte meccaniche. Il terzo è la collaborazione fra soletta e trave, ottenuta con connettori che attraversano l’interfaccia.

Una soletta può essere collaborante con la propria lamiera ma semplicemente appoggiata alle travi; viceversa, una soletta armata in modo tradizionale può essere collegata alle travi con pioli. Nel sistema completo convivono entrambe le connessioni. Questa distinzione è essenziale per leggere disegni e certificazioni: i pioli non compensano automaticamente un profilo privo di aderenza, e le bugnature non rendono composta la trave.

Profili trapezoidali, rientranti e profondi

Le greche trapezoidali aperte sono facili da sovrapporre e impilare; l’aderenza è favorita da bugnature sulle anime o sulle flange. I profili rientranti trattengono meccanicamente il calcestruzzo e possono offrire punti dedicati per appendere impianti leggeri, nei limiti del sistema. Le lamiere profonde coprono luci maggiori e producono una soletta più alta, ma richiedono verifiche specifiche di appoggio, instabilità, getto e armature nelle nervature.

Tipo Caratteristica Attenzione
Greca trapezoidale Nervature aperte e fogli facilmente impilabili Bugnature, verso di posa e cucitura laterale
Profilo rientrante Geometria che aumenta l’ingranamento Giunto di testa, accessori e dettagli proprietari
Profilo profondo Luci maggiori e possibile integrazione nelle travi Volume di getto, barre nelle greche e appoggi
Lamiera come sola cassaforma Resta in opera senza essere calcolata come armatura Soletta armata autonomamente
Sistema collaborante Profilo qualificato per trasferire il taglio longitudinale Campo d’impiego e dati di prova del produttore

Altezza della greca e spessore della lamiera non si scelgono isolatamente. Contano luce fra appoggi, numero di campate, larghezza degli appoggi, spessore totale, peso del getto, carichi di costruzione, puntellazione e finitura inferiore. Le tabelle del produttore sono valide soltanto con le ipotesi dichiarate; interpolare oltre il campo o usare un foglio di acciaio diverso annulla il confronto.

Normativa 2026 e documenti da coordinare

La UNI EN 1994-1-1:2026, entrata in vigore il 16 aprile 2026, fornisce le regole generali per le strutture composte acciaio-calcestruzzo e le disposizioni per gli edifici. Ha sostituito l’edizione 2004, ritirata nel marzo 2026. Il progetto italiano resta inserito nel quadro delle Norme tecniche per le costruzioni, delle relative istruzioni applicative e degli Eurocodici richiamati.

La UNI EN 1090-4 tratta produzione e installazione degli elementi e delle lamiere strutturali formati a freddo, ma precisa il proprio campo: non sostituisce le regole di progetto dei solai composti. Calcestruzzo ed esecuzione si coordinano con UNI EN 206-1 e UNI EN 13670. Per incendio, la parte specifica è UNI EN 1994-1-2:2026. Capitolato, piano di controllo e disegni devono indicare quali edizioni e prescrizioni si applicano al lavoro.

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La fase più delicata: prima che il calcestruzzo maturi

Il peso del getto fresco governa la fase provvisoria

Durante il getto la soletta composta non esiste ancora. La lamiera sostiene se stessa, armature, calcestruzzo fresco, personale e attrezzature; può inoltre ricevere accumuli locali dovuti alla pompa. Si verificano flessione, taglio, reazione sugli appoggi, instabilità locale e deformazione. Se la freccia cresce, aumenta anche lo spessore reale del calcestruzzo e quindi il peso: è il fenomeno di accumulo o ponding.

La configurazione di calcolo deve coincidere con il cantiere. Un foglio progettato continuo su tre appoggi non può essere interrotto sulla trave centrale; una campata prevista puntellata non può essere gettata senza puntelli. Sbalzi, bordi, aperture e fasce presso i vani hanno condizioni diverse dalla campata tipo.

Caso pratico: una campata cambia durante il montaggio

Se una trave viene spostata o un appoggio risulta più stretto del disegno, non basta scegliere dalla tabella la luce immediatamente superiore. Cambiano lunghezza efficace, reazione d’appoggio, continuità del foglio e spesso anche la modalità di fissaggio. La zona va sospesa, rilevata e restituita al progettista con profilo, spessore e sequenza di getto reali; la soluzione può richiedere un appoggio integrativo, puntelli o un nuovo dettaglio.

Fase Azioni principali Controlli
Posa della lamiera Peso fogli, addetti e pacchi Appoggi, fissaggi, stabilità, aperture e protezioni
Armatura e impianti Carichi locali e traffico di cantiere Distribuzione, distanziatori e divieto di sovraccarico
Getto fresco Peso calcestruzzo e carichi di costruzione Freccia, accumuli, puntelli, tenuta dei bordi
Maturazione Ritiro, temperatura e carichi prematuri Cura, resistenza raggiunta e tempi di disarmo
Esercizio Permanenti, variabili, vibrazioni e incendio Resistenza, fessure, deformazioni, durabilità e REI

Puntellare o gettare senza puntelli

“Autoportante” non è una proprietà assoluta. Significa che una determinata combinazione di profilo, spessore, luce, continuità e getto può superare le verifiche senza appoggi intermedi. Aumentare lo spessore della soletta, allungare una campata o depositare un pacco di rete può rendere necessario il puntellamento anche quando un altro caso dello stesso catalogo non lo richiede.

Se previsto, il puntello deve lavorare sotto una trave di ripartizione continua e su un piano capace di ricevere il carico. Una fila di puntelli singoli direttamente sotto le greche crea appoggi concentrati e instabili. Quote, controfreccia, controventi, basi e sequenza di rimozione fanno parte del progetto provvisionale. Il disarmo avviene solo dopo il raggiungimento della resistenza prescritta, non dopo un numero fisso di giorni scelto per consuetudine.

Appoggi, fissaggi e giunti dei fogli

La larghezza minima di appoggio dipende da materiale del supporto, profilo e fissaggio. Il foglio deve essere orientato nel verso indicato, accostato senza deformare le greche e fissato progressivamente alle travi. Le sovrapposizioni laterali vengono cucite con il sistema previsto; le testate richiedono chiusure che impediscano la perdita di boiacca.

Fissare soltanto “qualche punto” dopo aver posato tutta la superficie espone al vento, allo scorrimento e alla caduta. Durante il montaggio si procede per zone immediatamente stabilizzate. Tagli e bordi vengono protetti secondo la specifica; trucioli metallici, elettrodi e sfridi non devono rimanere sulla zincatura.

Connettori a piolo sulle travi

Pioli e bugnature risolvono due interfacce diverse

I pioli saldati trasferiscono il taglio longitudinale fra ala superiore della trave e calcestruzzo. Possono essere installati attraverso la lamiera con procedimento qualificato oppure direttamente sulla trave prima della posa, se il dettaglio lo consente. Numero e disposizione derivano dal grado di connessione richiesto, dalla resistenza del singolo connettore, dall’orientamento delle greche e dalle distanze minime.

La presenza della lamiera modifica il comportamento del piolo rispetto a una soletta piena: altezza della greca, posizione del connettore, numero per nervatura e copertura di calcestruzzo contano. Una saldatura ad anello visivamente continua non basta come collaudo. Procedura, preparazione dell’ala, condizioni della zincatura, prove preliminari e controlli di produzione devono essere definiti e registrati.

I pioli non vanno confusi con viti e chiodi che fissano temporaneamente il foglio alla trave. Questi ultimi impediscono spostamenti della lamiera nella fase di montaggio; i pioli appartengono alla connessione strutturale trave-soletta. Sostituire gli uni con gli altri senza calcolo cambia il sistema resistente.

Armature sopra la lamiera

La rete elettrosaldata limita le fessure da ritiro e distribuisce azioni locali, ma deve rimanere alla quota di progetto su distanziatori stabili. Appoggiarla sul fondo delle greche e sollevarla con un gancio durante il getto non garantisce posizione né copriferro. Le sovrapposizioni e le armature di bordo devono essere indicate nei disegni.

Sopra gli appoggi continui si possono sviluppare momenti negativi, con trazione nella parte superiore: qui servono barre specifiche. Altre armature possono essere necessarie nelle nervature per incendio, presso carichi concentrati, attorno alle aperture e sui bordi liberi. La lamiera inferiore non elimina automaticamente ogni ferro tradizionale.

Spessore e quantità di calcestruzzo

Lo spessore totale si misura dal fondo del profilo alla superficie finita strutturale; lo spessore sopra la cresta della greca è un dato distinto. Il volume non coincide con spessore totale moltiplicato per area, perché sotto la cresta esistono nervature piene alternate a vuoti occupati dalla lamiera. Si usa il consumo nominale in litri per metro quadrato fornito per quella geometria e si aggiungono tolleranze, frecce e sfridi.

Se una scheda indica, per esempio, 105 litri/m² e il campo misura 120 m², il volume geometrico è 12.600 litri, cioè 12,6 m³. Con massa volumica del fresco assunta pari a 2.400 kg/m³, il solo getto pesa circa 302 kg/m². È un esempio di metodo, non un valore universale: densità, profilo e spessore reali devono provenire dal progetto.

Il calcestruzzo viene specificato per classe di resistenza, esposizione, consistenza, diametro massimo dell’aggregato e altri requisiti. Aggiungere acqua in cantiere per facilitare il pompaggio altera il rapporto acqua/cemento e non è una correzione ammessa fuori dalla procedura del produttore. La miscela deve riempire le nervature senza spostare armature e chiusure.

Come organizzare il getto

Il controllo deve precedere l’arrivo dell’autobetoniera

Controllo Evidenza utile Esito non accettabile
Profilo e campate Codici, spessori, verso, appoggi e disegni Fogli non identificati o luce diversa dal progetto
Fissaggi e chiusure Ispezione di supporti, cuciture, bordi e testate Lamiera mobile o vie aperte alla boiacca
Puntellazione Quote, travi di ripartizione, controventi e basi Puntelli singoli, instabili o rimossi in anticipo
Pioli Tracciabilità, disposizione, prove e controllo saldature Connettori mancanti, inclinati o non qualificati
Armature Diametri, passi, sovrapposizioni e distanziatori Rete appoggiata sulla lamiera o spostabile
Sicurezza e getto Bordi protetti, percorso pompa e sequenza concordata Aperture scoperte o accumuli non controllabili
  1. Controllare disegni, campate, puntelli, appoggi, fissaggi, chiusure e aperture.
  2. Verificare saldature e disposizione dei connettori prima che vengano coperti.
  3. Controllare rete, barre, distanziatori, copriferro, inserti e passaggi impiantistici.
  4. Pulire la lamiera da acqua stagnante, ghiaccio, olio, sfridi e materiali incoerenti.
  5. Predisporre accessi, protezioni dei bordi e percorso della tubazione della pompa.
  6. Gettare con sequenza equilibrata, vicino agli appoggi e distribuendo subito il materiale.
  7. Evitare cumuli: la pompa non deve scaricare a lungo nello stesso punto.
  8. Controllare lo spessore con riferimenti che considerino la deformazione dell’impalcato.
  9. Compattare senza danneggiare profilo, armature, chiusure e connettori.
  10. Staggiare, rifinire e curare la superficie secondo miscela e condizioni ambientali.
  11. Impedire carichi prematuri e rimuovere puntelli soltanto su autorizzazione.

Usare soltanto un livello laser riferito alla quota fissa può nascondere la freccia: per mantenere la superficie orizzontale si finisce per aggiungere calcestruzzo proprio dove la lamiera si abbassa. Picchetti o controlli di spessore coordinati con il progetto aiutano a evitare questo sovraccarico. Il responsabile del getto deve conoscere in anticipo volume, ritmo, sequenza e zone dove la pompa può sostare.

Caso pratico: la quota laser crea un sovraccarico involontario

In una campata che si abbassa di 20 mm, riportare comunque tutta la superficie alla quota teorica significa aggiungere circa 20 litri di calcestruzzo per ogni metro quadrato interessato, equivalenti indicativamente a 48 kg/m² con una massa volumica di 2.400 kg/m³. Il numero serve a capire il meccanismo, non a stabilire una tolleranza: se la deformazione eccede quanto previsto, il getto si arresta e si verifica la configurazione prima di compensarla con altro materiale.

Aperture, impianti e carichi concentrati

Fori per scale, cavedi e impianti interrompono nervature e armatura. Le aperture importanti vengono bordate con travi o profili e disegnate prima della posa. Le piccole forometrie possono richiedere barre di rinforzo e limiti di posizione; non si taglia la lamiera a getto avvenuto seguendo soltanto il foro dell’impiantista.

Pacchi di pannelli, pallet e macchine trasferiscono carichi concentrati non rappresentati dal carico distribuito di esercizio. Durante il cantiere possono essere più gravosi dell’uso finale. Anche dopo la consegna, controsoffitti e impianti si fissano ai punti ammessi dal profilo o alla struttura: viti casuali nella greca possono forare impianti superiori, indebolire la lamiera o non offrire capacità sufficiente.

Verifiche allo stato limite ultimo e di esercizio

Nella fase composta si verificano flessione positiva, taglio verticale, scorrimento longitudinale, punzonamento e carichi locali secondo lo schema. Per la trave composta si controllano sezione, connessione a taglio, instabilità nelle fasi non controventate e comportamento dei nodi. In zona sismica il solaio deve anche trasferire le azioni nel piano e collegarsi agli elementi resistenti coerentemente con il modello.

Le verifiche di esercizio riguardano freccia, fessurazione, vibrazioni e comfort. La deformazione iniziale della lamiera si somma agli effetti del calcestruzzo, del ritiro e della viscosità. Una struttura resistente ma troppo flessibile può lesionare tramezzi, far vibrare pavimenti o creare ristagni. La prova di carico sul solaio può verificare un’opera esistente o un dubbio specifico, ma non sostituisce progetto, controlli dei materiali e documentazione di posa.

Fuoco, corrosione, acustica e isolamento

La lamiera esposta si riscalda rapidamente in caso d’incendio. Resistenza R della struttura e requisiti EI di separazione dipendono da geometria, armature nelle nervature, spessore, travi, protezioni inferiori e dettagli. Un valore pubblicitario del prodotto è utilizzabile soltanto nelle condizioni della classificazione o del calcolo. La UNI EN 1994-1-2:2026 disciplina la progettazione delle strutture composte esposte al fuoco.

La zincatura protegge l’acciaio in ambienti compatibili, ma bordi tagliati, acqua intrappolata, sali e atmosfera aggressiva richiedono scelte dedicate. Perdite impiantistiche sopra un controsoffitto possono rimanere invisibili. La faccia inferiore va ispezionata prima di essere chiusa, documentando graffi, corrosione e riparazioni.

Il solaio strutturale non garantisce da solo isolamento acustico o termico. Massetti galleggianti, materassini, controsoffitti, cavità e attraversamenti determinano il risultato finale. La stratigrafia del solaio interpiano deve quindi coordinare struttura e strati complementari. Attraversamenti rigidi e giunti perimetrali mal eseguiti possono annullare il beneficio di un buon pacchetto.

Confronto con laterocemento e Predalles

Rispetto al laterocemento, la lamiera grecata si integra naturalmente con telai metallici e riduce casseforme e peso, ma richiede protezione al fuoco e dettagli accurati di connessione. La guida sul solaio in laterocemento descrive travetti e blocchi. Il solaio Predalles usa invece lastre prefabbricate di calcestruzzo come fondo e armatura integrata.

Sistema Elemento di fondo Punto di attenzione
Lamiera collaborante Profilo sottile di acciaio formato a freddo Fase di getto, scorrimento, fuoco e corrosione
Laterocemento Travetti e blocchi di alleggerimento Appoggi, nervature, getto integrativo e sfondellamento
Predalles Lastra prefabbricata con tralicci Sollevamento, puntelli, giunti e getto
Soletta piena Cassaforma rimovibile o permanente Peso, armatura, puntellazione e disarmo

Difetti da riconoscere

Freccia eccessiva già durante il getto può indicare luce, spessore o puntellamento non coerenti. Perdita di boiacca dalle testate segnala chiusure difettose e può lasciare nervature incomplete. Fessure longitudinali sopra le greche, crepe sugli appoggi, vibrazioni, corrosione inferiore e distacchi della protezione al fuoco richiedono lettura del progetto e rilievo, non una riparazione superficiale.

Una lamiera apparentemente arrugginita va distinta fra ossidazione superficiale, danneggiamento locale e perdita di sezione. Non si vernicia senza accertare umidità e compatibilità. Analogamente, una fessura nel massetto non dimostra un problema strutturale, mentre una deformazione crescente o un appoggio danneggiato impongono messa in sicurezza e valutazione tecnica.

Quanto costa un solaio in lamiera grecata

Il prezzo al metro quadrato dipende da luci, profilo, spessore, quantità di acciaio, armature, connettori, calcestruzzo, puntelli, protezione al fuoco, accesso e dimensione del lotto. Va chiarito se l’offerta comprende travi portanti, bordo, pompa, finitura superiore, controsoffitto e prove.

La formula di confronto è: costo totale = progetto e pratiche + struttura di appoggio + lamiera e fissaggi + connettori + armature + calcestruzzo e pompa + posa e sicurezza + puntelli + protezioni e finiture.

Esempio esclusivamente metodologico per 100 m²: 4.800 euro di lamiera e fissaggi, 2.200 euro di connettori e dettagli, 2.800 euro di reti e barre, 3.500 euro di calcestruzzo, 900 euro di pompa, 4.600 euro di posa e getto e 2.000 euro di puntelli e protezioni producono 20.800 euro, cioè 208 euro/m² oltre imposte. Non è una tariffa di mercato e non comprende necessariamente travi, progetto, protezione al fuoco o finiture.

Il Prezzario 2026 dell’Emilia-Romagna può offrire descrizioni e componenti per lavori pubblici, ma non sostituisce il computo del sistema scelto. Due offerte sono comparabili soltanto se riportano medesime luci, spessori, quantità, prestazioni e confini di fornitura.

Pratiche e documenti di fine lavori

Le fotografie prima del getto diventano un elaborato tecnico

Un solaio è un’opera strutturale. Nuova costruzione, sostituzione o modifica richiedono progetto, titolo edilizio e adempimenti strutturali/sismici secondo intervento e territorio. In un edificio esistente si verificano muri, travi, fondazioni, collegamenti e variazione di massa: la leggerezza relativa non autorizza a trascurare il percorso dei carichi.

Il fascicolo finale conserva elaborati as built, identificazione dei profili, dichiarazioni e certificati dei materiali, qualifiche e controlli delle saldature, verbali del getto, documenti del calcestruzzo, posizione delle armature, fotografie prima della copertura, tempi di disarmo e collaudo quando previsto. Questi dati rendono sicuri futuri fori, cambi d’uso e manutenzioni.

Errori da evitare

  • usare una lamiera da copertura come profilo collaborante senza dati di sistema;
  • confondere l’aderenza lamiera-calcestruzzo con i pioli trave-soletta;
  • dimensionare soltanto la fase finale e ignorare il peso del getto fresco;
  • eliminare puntelli previsti o usare puntelli singoli senza ripartizione;
  • depositare pacchi di lamiere o rete al centro delle campate;
  • lasciare fogli non fissati esposti al vento;
  • posare la rete sul fondo senza distanziatori;
  • accumulare calcestruzzo sotto la pompa per raggiungere la quota laser;
  • tagliare nervature per fori impiantistici non progettati;
  • attribuire automaticamente al sistema una classe di resistenza al fuoco;
  • confrontare prezzi al metro quadrato con perimetri di fornitura diversi.

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Domande frequenti sul solaio in lamiera grecata

La lamiera grecata sostituisce la cassaforma?

Sì, normalmente resta in opera e contiene il getto. Appoggi, fissaggi, chiusure e puntelli devono però essere progettati per la fase di calcestruzzo fresco.

Ogni lamiera grecata è collaborante?

No. Serve un profilo destinato a questa funzione, con geometria e prestazioni documentate per trasferire lo scorrimento al calcestruzzo.

A cosa servono le bugnature?

Creano ingranamento meccanico fra acciaio e calcestruzzo e contribuiscono a trasferire il taglio longitudinale nella soletta composta.

A cosa servono i connettori a piolo?

Collegano la soletta alla trave metallica e trasferiscono il taglio all’interfaccia. Non sono semplici fissaggi della lamiera.

Il solaio va sempre puntellato?

No, ma l’assenza di puntelli deve risultare dalla verifica della specifica lamiera con luce, continuità, spessore e carichi di costruzione reali.

Quanto calcestruzzo occorre?

Si usa il consumo in litri per metro quadrato del profilo e dello spessore scelti, aggiungendo tolleranze, frecce e sfridi. Il solo spessore totale non basta.

Serve comunque la rete elettrosaldata?

Di norma serve almeno per fessurazione e distribuzione; progetto e sistema stabiliscono rete, barre sugli appoggi, rinforzi locali e armature al fuoco.

Si può camminare subito sulla lamiera?

Solo dopo posa, appoggio e fissaggio secondo istruzioni, con protezioni dei bordi e senza superare carichi e percorsi ammessi.

Quando si possono togliere i puntelli?

Quando il calcestruzzo ha raggiunto la resistenza prevista e il direttore dei lavori autorizza la sequenza di disarmo.

Si possono fare fori dopo il getto?

Solo dopo rilievo e verifica di nervature, barre, connettori e percorso dei carichi. Le aperture importanti richiedono bordatura progettata.

La lamiera garantisce la resistenza al fuoco?

Non automaticamente. Prestazione REI, armature, spessore, travi e protezioni devono essere verificati nelle condizioni reali.

Quanto costa al metro quadrato?

Non esiste un prezzo unico: luci, profilo, travi, pioli, armature, getto, puntelli, fuoco, logistica e finiture cambiano il perimetro.

Fonti tecniche e normative

Contenuto informativo aggiornato all’8 settembre 2026. Profilo, luci, puntellazione, connettori, armature, calcestruzzo, incendio e sequenza di getto devono essere definiti e controllati per il caso reale dal progettista, dalla direzione lavori e dalle imprese competenti.