Cassa per Macerie
Cassa per Macerie è una soluzione Dakota per attrezzature e sicurezza di...
Come progettare insieme pompa di calore e fotovoltaico: profili di consumo, kWp, autoconsumo, accumulo elettrico e termico, gestione smart, potenza e costi.
Abbinare pompa di calore e fotovoltaico può ridurre i prelievi dalla rete, ma i due impianti non si dimensionano sommando due cataloghi. La pompa richiede più energia durante le giornate fredde, quando la produzione solare è spesso inferiore; i pannelli producono soprattutto nelle ore centrali, mentre riscaldamento e acqua calda possono servire anche al mattino e alla sera.
Il progetto efficace parte quindi da tre profili: fabbisogno termico dell’edificio, assorbimento elettrico della pompa alle diverse condizioni e produzione fotovoltaica mensile e oraria. Solo dopo si valutano potenza dei moduli, batteria, accumulo termico, contatore e logiche di comando. Il risultato non è una casa “senza bollette”, ma un sistema nel quale comfort, efficienza e autoconsumo sono misurabili.
Sommario
Dire che la casa consuma 7.000 kWh e che il fotovoltaico produce 7.000 kWh non dimostra l’autosufficienza. Se la produzione avviene a maggio e il consumo aggiuntivo della pompa a gennaio, la rete assorbe l’eccedenza in un periodo e fornisce energia nell’altro. Una batteria domestica sposta energia per alcune ore, non da estate a inverno.
Servono almeno dati mensili; per scegliere accumulo e controllo sono preferibili curve orarie o a intervalli più brevi. Il funzionamento dell’impianto fotovoltaico va letto insieme alle caratteristiche del generatore termico e dell’edificio.
| Bilancio | Cosa risponde | Cosa non dimostra | Dato necessario |
|---|---|---|---|
| Annuale | Ordine di grandezza fra produzione e consumi | Coincidenza fra sole e carichi | kWh per anno |
| Mensile | Squilibrio stagionale | Picchi e ore serali | kWh per mese |
| Orario | Autoconsumo, eccedenze e batteria | Transitori molto rapidi | Curve di produzione e carico |
| Di progetto | Potenza della pompa e picco elettrico al freddo | Consumo dell’intera stagione | kW termici, COP e altri carichi simultanei |
La potenza della macchina deriva dal carico termico di progetto, non dai metri quadrati moltiplicati per un coefficiente universale. La UNI EN 12831-1 definisce il metodo per il calcolo del carico termico di progetto. Vanno considerati involucro, ventilazione, temperatura esterna di progetto, apporti, terminali e regime di funzionamento.
La temperatura di mandata influenza fortemente il rendimento: un impianto radiante o ventilconvettori correttamente dimensionati possono lavorare a temperature inferiori rispetto a radiatori piccoli. Chi mantiene i termosifoni può approfondire la verifica della pompa di calore con radiatori; per sistemi a bassa temperatura è utile la guida ai pannelli radianti.
Una stima preliminare del consumo per riscaldamento è:
Eel,risc = Qrisc / SCOP
dove Qrisc è il calore stagionale richiesto dall’impianto, espresso in kWh termici, e SCOP è il coefficiente di prestazione stagionale coerente con clima, mandata e macchina. Per l’acqua calda si esegue un calcolo separato, perché temperature e profilo d’uso sono diversi. La UNI EN 14825 disciplina le prestazioni stagionali, mentre la UNI EN 14511 tratta capacità e prestazioni alle condizioni di prova.
Esempio: 9.000 kWh termici per riscaldamento con SCOP 3,2 richiedono circa 2.813 kWh elettrici. Se l’acqua calda richiede 2.500 kWh termici e il COP medio dedicato è 2,8, si aggiungono circa 893 kWh. Con 350 kWh di raffrescamento e ausiliari, il sistema termico arriva a circa 4.056 kWh elettrici annui. È un esempio di metodo, non la previsione per qualunque casa.
Il contatore deve sostenere il funzionamento nelle condizioni gravose. Se al freddo di progetto servono 8 kW termici e il COP in quel punto è 2,5, il compressore assorbe indicativamente 3,2 kW, ai quali si sommano circolatori, sbrinamento, eventuale resistenza e carichi domestici simultanei. SCOP e consumo annuale non sostituiscono questa verifica.
Alle bollette di almeno dodici mesi si aggiungono i consumi attesi della pompa, separati per riscaldamento, acqua calda e raffrescamento. Conviene registrare anche piano a induzione, auto elettrica, deumidificazione, piscina e altre utenze programmabili. Se l’impianto esiste già, i dati del contatore e del monitor della macchina sono più affidabili delle sole etichette.
Il profilo deve distinguere giorni feriali e festivi, stagioni, ore di presenza e temperatura esterna. Una macchina sovradimensionata può fare cicli brevi; una sottodimensionata o male integrata può ricorrere troppo agli ausiliari. Entrambi i casi alterano il consumo che si intende coprire con il sole.
La potenza preliminare può essere stimata dividendo il consumo elettrico obiettivo per la producibilità specifica locale:
PFV = Eobiettivo / Yspecifico
dove PFV è la potenza in kWp, Eobiettivo i kWh annui scelti e Yspecifico i kWh prodotti annualmente da ogni kWp nella configurazione del sito. PVGIS del Joint Research Centre permette di stimare produzione mensile e annuale considerando posizione, orientamento, inclinazione e perdite.
Nell’esempio precedente, aggiungendo 3.000 kWh delle altre utenze si ottengono circa 7.056 kWh annui. Con una producibilità ipotetica di 1.200 kWh/kWp, il pareggio puramente annuale sarebbe 5,9 kWp. Non significa che 6 kWp alimentino direttamente tutta la pompa: bisogna confrontare produzione e carichi mese per mese. La guida al dimensionamento dei kWp fotovoltaici sviluppa rilievo, PVGIS, tetto, inverter e connessione.
Sovradimensionare rispetto ai consumi diurni aumenta produzione ed eccedenze, ma non necessariamente il valore economico di ogni kWh aggiuntivo. Limitare troppo l’impianto può invece lasciare inutilizzata superficie utile e non coprire futuri carichi elettrici. Il progetto deve dichiarare obiettivo, energia prodotta, quota autoconsumata, energia immessa e prelevata.
Il tasso di autoconsumo misura quanta produzione viene usata sul posto:
Autoconsumo = energia FV usata direttamente / produzione FV × 100
Il grado di autosufficienza misura invece quanta domanda totale è coperta dal fotovoltaico, direttamente o dopo accumulo:
Hai un problema legato a questo argomento?
Descrivi il tuo caso: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a professionisti e imprese del settore.
Richiedi informazioni gratisAutosufficienza = energia FV usata / consumo totale × 100
Un impianto piccolo può autoconsumare quasi tutto ma coprire poco del fabbisogno. Un impianto grande può aumentare l’autosufficienza e contemporaneamente ridurre la percentuale autoconsumata. Per intervallo temporale, l’energia solare assegnabile alla pompa non supera il valore minore fra eccedenza fotovoltaica e assorbimento della macchina.
| Strategia | Cosa sposta | Vantaggio | Limite da controllare |
|---|---|---|---|
| Programmare ACS a metà giornata | Carico sanitario | Usa produzione solare prevedibile | Igiene, dispersioni e temperatura troppo alta |
| Pre-riscaldamento moderato | Calore nell’edificio | Sfrutta inerzia di massetto e involucro | Comfort e maggiore dispersione |
| Accumulo termico | Calore nell’acqua | Costo spesso inferiore alla batteria per kWh termico | Volume, perdite e schema idraulico |
| Batteria elettrica | Elettricità verso sera/notte | Serve più carichi, non solo la pompa | Capacità, potenza, cicli e rendimento |
| Energy manager | Orari e setpoint | Coordina inverter, pompa e altri carichi | Compatibilità e priorità errate |
L’energia sensibile contenuta nell’acqua si stima con:
Q = 1,163 × V × ΔT / 1000
dove Q è in kWh termici, V è il volume in litri e ΔT l’aumento di temperatura in °C. Duecento litri riscaldati di 10 °C accumulano circa 2,33 kWh termici. Con COP 3 corrispondono a circa 0,78 kWh elettrici assorbiti dal compressore, senza considerare dispersioni. Un serbatoio non deve essere ingrandito soltanto per “consumare il fotovoltaico”: va verificato rispetto a portate, cicli, ACS, legionella e rendimento.
La capacità utile in kWh indica quanta energia può essere spostata; la potenza in kW indica quanti carichi può sostenere nello stesso momento. Il dimensionamento parte dalle eccedenze giornaliere caricabili e dai consumi dopo il tramonto, non dai kWp dei pannelli. La guida al fotovoltaico con accumulo approfondisce collegamento AC/DC, backup, degrado e garanzia.
Una vera gestione coordinata richiede segnali compatibili. Le soluzioni possibili vanno dal contatto pulito che abilita una funzione della pompa a protocolli digitali e sistemi di gestione energetica che leggono contatore, inverter, stato di carica, tariffe e previsioni. La dicitura “smart grid ready” non garantisce da sola che due apparecchi di marche diverse si scambino tutti i dati desiderati.
Prima dell’acquisto bisogna chiedere schema funzionale, variabili lette, comandi ammessi, comportamento in assenza di rete e responsabilità dell’integrazione. La guida all’inverter fotovoltaico spiega potenza, MPPT e compatibilità dell’architettura.
| Priorità corretta | Comando possibile | Dato necessario | Errore da evitare |
|---|---|---|---|
| Garantire comfort e sicurezza | Mantenere limiti minimi e antigelo | Temperature e stato impianto | Spegnimenti forzati troppo lunghi |
| Usare eccedenza reale | Anticipare ACS o modulare setpoint | Potenza al punto di scambio | Avviare per la sola previsione di sole |
| Limitare il picco | Ritardare carichi non prioritari | Assorbimento totale istantaneo | Considerare solo il compressore |
| Proteggere la batteria | Impostare riserva e potenza | Stato di carica e carichi critici | Scaricarla per alimentare una resistenza evitabile |
Fotovoltaico, inverter, pompa e fornitura devono essere coordinati. Non basta che la somma delle potenze nominali sia inferiore a un numero: contano corrente di spunto, modulazione, ausiliari, resistenze, induzione e ricarica dell’auto. Il progettista elettrico verifica sezioni, protezioni, cadute di tensione, selettività, terra, limiti di immissione e regole del distributore.
Passare a trifase non è automaticamente necessario né automaticamente conveniente. Dipende da potenze, apparecchi scelti, distribuzione dei carichi e connessione. Anche il backup della batteria deve indicare quali circuiti alimenta e con quale potenza: un fotovoltaico ordinario si disconnette durante un blackout per sicurezza.
Nel mese più freddo aumentano dispersioni, ore di riscaldamento e sbrinamenti, mentre le giornate sono più corte. L’energia annuale prodotta in estate non può essere attribuita contabilmente alla pompa come se fosse disponibile nello stesso istante. Il confronto deve mostrare almeno produzione FV, consumo della pompa, consumo totale, energia diretta, carica/scarica della batteria e prelievo per ciascun mese.
Per migliorare il risultato si può intervenire su involucro, temperatura di mandata, terminali, curva climatica, orientamento est-ovest quando coerente con il tetto, superficie fotovoltaica, accumulo e programmazione. Nessuna di queste misure sostituisce le altre per definizione.
| Dato osservato | Possibile causa | Controllo utile | Intervento da valutare |
|---|---|---|---|
| Molte immissioni a mezzogiorno | Pompa ferma o carichi già soddisfatti | Curve FV, ACS e riscaldamento | Spostare carichi compatibili |
| Prelievi elevati con sole | Assorbimento superiore alla produzione | Potenza istantanea e resistenze | Limitare picchi o correggere setpoint |
| Batteria piena molto presto | Capacità piccola o carico serale ridotto | Energia caricata e scaricata | Non ampliare senza analisi economica |
| Batteria vuota prima del mattino | Carico notturno alto | Potenza e profondità di scarica | Rivedere riserva, capacità e carichi |
| COP basso nelle ore solari | Setpoint alzato troppo | Mandata, ritorno e temperatura esterna | Ridurre sovratemperatura e verificare terminali |
| Picchi improvvisi | Resistenza o sbrinamento | Log eventi della pompa | Correggere causa, non mascherare il picco |
I prezzi dipendono da potenza, edificio, terminali, tetto, connessione, opere elettriche e idrauliche. Le fasce seguenti sono ordini di grandezza editoriali 2026, IVA e incentivi da verificare, e non vanno sommate senza un progetto.
| Voce | Fascia indicativa | Cosa può incidere |
|---|---|---|
| Diagnosi e progetto coordinato | 600-2.500 € | Rilievi, simulazioni orarie, schemi e pratiche |
| Fotovoltaico residenziale 5-8 kWp | 8.000-15.000 € | Tetto, moduli, inverter, ponteggi e connessione |
| Pompa di calore aria-acqua | 10.000-22.000 € | Potenza, ACS, terminali e adeguamenti |
| Batteria utile 5-10 kWh | 5.000-11.000 € | Potenza, chimica, backup e retrofit |
| Accumulo termico e accessori | 800-3.500 € | Volume, scambiatori, valvole e posa |
| Energy manager e misure | 500-3.000 € | Protocolli, sensori, quadri e configurazione |
Il confronto economico deve usare tariffe effettive, quote fisse, valorizzazione dell’energia immessa, manutenzione e vita utile. Il Portale Offerte ARERA aiuta a confrontare le offerte disponibili; per le agevolazioni occorre verificare regole e cumulabilità al momento dei lavori. La guida al Bonus fotovoltaico 2026 tratta la detrazione edilizia, mentre il GSE pubblica i requisiti specifici del Conto Termico 3.0 per fotovoltaico e accumulo installati insieme alla sostituzione con pompa di calore.
Non esiste un rapporto fisso. Si stimano prima i kWh elettrici della pompa con fabbisogno e rendimento stagionale, poi si sommano gli altri consumi e si confrontano con producibilità e profili temporali del sito.
Vuoi ritrovare più facilmente Edilizia.com su Google?
Aggiungi Edilizia.com alle fonti preferite e rendi più semplice recuperare guide, norme, sentenze e aggiornamenti quando cerchi su Google.
Aggiungi su GoogleÈ gratis e ti aiuta a trovarci prima nei risultati di ricerca.
Hai un problema legato a questo argomento?
Descrivi il tuo caso: ti aiutiamo a inoltrare la richiesta a professionisti e imprese del settore.
Richiedi informazioni gratisNon direttamente. Di notte servono rete o batteria; un accumulo termico può anticipare una parte del calore nelle ore solari, entro i limiti di comfort ed efficienza.
Il bilancio annuale può avvicinarsi, ma non prova l’azzeramento dei prelievi. In inverno e nelle ore senza sole la produzione può non coincidere con la domanda.
Servono funzioni diverse. La batteria alimenta più utenze e sposta elettricità; il puffer conserva calore e deve essere coerente con schema idraulico, volume minimo e temperature.
No. Si dimensiona sulle eccedenze caricabili, sui carichi da coprire dopo il tramonto, sulla potenza e sulla riserva desiderata, non sul consumo annuo della macchina.
Di norma no: comfort, antigelo e continuità hanno priorità. Si possono anticipare carichi flessibili, senza creare lunghi spegnimenti o setpoint inefficienti.
Può assorbire più energia solare, ma riduce il COP e aumenta dispersioni. Va cercato un anticipo moderato, controllato e compatibile con impianto e comfort.
Dipende dal picco simultaneo di compressore, resistenze, cucina, ricarica e altre utenze. La verifica va fatta sulle condizioni gravose, non sul consumo medio.
No. Dipende da potenze, apparecchiature, connessione e distribuzione dei carichi. La scelta deve risultare dal progetto elettrico e dalle regole del distributore.
Un sistema connesso alla rete normalmente si disconnette. Per alimentare circuiti selezionati occorrono inverter, batteria, commutazione e protezioni predisposti per il backup.
Almeno produzione FV, consumo totale, assorbimento della pompa, immissione, prelievo, carica e scarica. Temperature e COP stimato aiutano a capire se il controllo peggiora l’efficienza.
No. Riducono il costo iniziale se requisiti e cumulabilità sono rispettati, ma non correggono un dimensionamento errato. Prima viene la verifica tecnica ed economica senza automatismi.
Guida aggiornata al 2026. Formule ed esempi servono al controllo preliminare e non sostituiscono diagnosi energetica, progetto termotecnico ed elettrico, verifica della connessione e preventivo specifico.
Hai bisogno di chiarimenti o di un preventivo? Invia una richiesta, verrà gestita dalla redazione.