Piano Operativo Sicurezza: Cos’è, come e quando va redatto

Modello Piano Operativo Sicurezza

I cantieri sono i luoghi di lavoro in cui il rischio di incidenti ed infortuni è molto alto rispetto ad altri impieghi. Per questo motivo è stato previsto il Piano Operativo Sicurezza in quanto integrano le prospettive dei vari professionisti per trovare le procedure migliori per la sicurezza e la salvaguardia di chi è impegnato a lavorare in questo settore.

Il piano operativo sicurezza è un documento molto importante che va redatto in presenza di un cantiere da parte del datore di lavoro.

A causa della sua complessità, di seguito verrà spiegato più dettagliatamente di cosa si tratta quando si parla di modello del piano operativo di sicurezza, come si redige, quali sono i contenuti minimi richiesti e via dicendo.

Cos’è il piano operativo sicurezza?

Il piano operativo di sicurezza è un documento che va compilato obbligatoriamente e ha l’obiettivo di descrivere le misure preventive e protettive che devono essere messe in atto nei cantieri per tutelare la salute del lavoratore.

Questo modello è stato istituito dal Decreto del Presidente della Repubblica 222/03, successivamente incorporato dall’allegato XV del Decreto Legislativo 81, che ne stabilì i contenuti minimi per la prima volta. Prima di questo Decreto a normare questa situazione era un altro Decreto Legislativo (il 626) che conteneva solo un lungo elenco di definizioni, leggi e modi di procedere.

Secondo l’articolo 89 del Decreto Legislativo 81/2008 il Piano Operativo di Sicurezza è un documento che viene redatto dal datore di lavoro dell’impresa che esegue i lavori, riferendosi ad ogni singolo cantiere interessato.

Quando è obbligatorio redigere il modello per il Piano Operativo Sicurezza?

Il Modello del Piano Operativo di Sicurezza deve essere sempre compilato da ogni impresa che prende parte ai lavori presso un cantiere temporaneo o mobile, quindi questo documento deve sempre esserci nel cantiere.

Un lavoratore autonomo, però, non essendo subordinato ad alcun datore di lavoro, ma svolgendo un proprio lavoro autonomamente tramite la partita IVA, non ha necessità di compilare il POS.

Diverso è la situazione in cui l’azienda che ha preso in appalto il lavoro lo subappalta ad una seconda. In questo caso, si potrebbe erroneamente pensare che sia obbligo della prima redigere il modello, invece è l’azienda subentrata in subappalto a dover redigere il Modello del Piano Operativo di Sicurezza.

In ultimo, nel caso in cui l’azienda in subappalto coinvolge un lavoratore autonomo, quest’ultimo non ha l’obbligo di redigere il POS, come detto in precedenza.

Non hanno l’obbligo di redigere il Modello del Piano Operativo di Sicurezza le aziende pubbliche.

Chi deve redigere il Modello?

La redazione del modello del Piano Operativo di Sicurezza è un obbligo che deve svolgere necessariamente il datore di lavoro, cioè il titolare dell’impresa a cui è stato commissionato il lavoro.

Questo modello deve essere redatto dal datore di lavoro almeno 15 giorni prima dell’inizio dei lavori in cantiere e consegnato all’impresa e al CSE, ovvero il Coordinatore Esecuzione dei Lavori che si occuperà di verificare che il modello sia idoneo o meno. Nel momento in cui viene accettato, metterà in pratica le direttive inserite.

Quando, invece, si tratta di aziende subappaltatrici, il modello deve essere consegnato almeno trenta giorni prima dell’inizio dei lavori da parte del datore di lavoro che lo consegnerà al titolare dell’impresa per sottoporlo al CSE per fare in modo che venga eseguito.




Quali sono i contenuti minimi del POS

I contenuti previsti nel POS a cui il datore di lavoro deve tener conto sono stabiliti dal XV allegato del Testo unico e si riferiscono a dei precisi dati sull’impresa e sui lavoratori.

Nel POS si devono inserire, infatti i dati identificativi dell’impresa che sta eseguendo il lavori, i diversi recapiti, le persone che si occupano della sicurezza, del numero dei lavoratori impiegati in quel cantiere e anche che tipo di lavoro svolgeranno. In particolare, si devono inserire anche le mansioni specifiche di ogni lavoratore e le attrezzature ed i macchinari impiegati necessari per svolgerlo, come vengono organizzata l’attività sul cantiere e anche i turni di lavoro.

Nota fondamentale è quella relativa all’impiego dei prodotti, di ogni tipologia di sostanza utilizzata, di cui deve essere allegata anche la scheda di sicurezza. Il datore di lavoro, nel POS, dovrà indicare anche la valutazione del rumore, l’elenco e la tipologia dei Dispositivi di Protezione Individuale che si forniranno ai lavoratori e anche i documenti relativi alla formazione di ogni singola persona impiegata a svolgere quella mansione.

Il modello semplificato del Piano Operativo di Sicurezza

Grazie al Decreto Ministeriale del 9 settembre 2014, è possibile utilizzare un modello di POS standard: tale decreto, infatti, nell’allegato I norma che la redazione del Piano Operativo di Sicurezza può essere effettuata utilizzando criteri più semplici, brevi e comprensibili, assolvendo comunque in pieno alla sua funzione.

Questo Modello Semplificato contiene, quindi, l’elenco delle figure impiegate e dei relativi ruoli per la sicurezza, le misure di prevenzione e protezione adottate e come verranno attuate. Anche nel Modello Semplificato è necessario indicare i Dispositivi di Protezione Individuale.

Questo Modello Semplificato può essere scelto dal datore di lavoro che lo deve redigere indipendentemente dal tipo di lavoro o di cantiere, in quanto ha piena facoltà di preferirlo a quello standard.

Le sanzioni

Nel momento in cui ci dovessero essere delle mancanze o delle irregolarità nella redazione del Modello del Piano Operativo di Sicurezza, sono previste alcune sanzioni a carico dei datori di lavoro inadempienti.

Le sanzioni prevedono una multa che va dai 3.000 ai 15.000 euro, l’arresto e la detenzione fino ad un massimo di otto mesi, oltre che l’annullamento immediato del contratto di quella stessa azienda e l’immediata cessazione dei lavori.

Normativa relativa al POS

La normativa relativa al Piano Operativo di Sicurezza si riferisce al decreto legislativo numero 81 del 9 aprile 2008.

Questa normativa, all’articolo 89 ne definisce la sua natura e gli obblighi relativi a questo modello a cui il datore di lavoro deve adempiere.

Infatti, all’articolo 96 del decreto legislativo numero 81, vengono specificati gli obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti del cantiere e dei preposti, nello specifico, che venga anche redatto questo modello.

Nell’articolo 17 della normativa, vengono definiti quegli obblighi del datore di lavoro che non è possibile delegare, tra cui proprio la redazione di questo Modello.

Nell’articolo 26 comma 1 norma che sia il datore di lavoro dell’azienda appaltatrice sia quello dell’azienda subappaltatrice fornisca le informazioni necessarie in ambito di sicurezza e sui rischi esistenti nel luogo in cui si andrà ad effettuare il lavoro mentre al comma 2 si definisce che i datori di lavoro si premurino di attuare ogni misura possibile in termini di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro e che ne coordinino gli interventi di protezione e prevenzione.

Nel comma 3, inoltre, si determina che a redigere questo Modello sia una persona fissa con adeguate conoscenze e formazione e periodici aggiornamenti in materia di sicurezza.

Nell’articolo 29 al comma 3, infine, si norma che la valutazione dei rischi da incidenti sul lavoro deve essere necessariamente rielaborata qualora vi sia qualsiasi tipo di modifica del processo produttivo o anche solo semplicemente riguardo l’organizzazione del lavoro. Questa redazione deve essere fatta con immediata evidenza e con la premura di riaggiornare anche le misure di protezione e prevenzione riferite ai lavoratori di quel cantiere.

Il Piano Operativo di Sicurezza è composto di molte parti, nello specifico di una premessa e moltissime parti da compilare.

Le parti da compilare sono tredici e si riferiscono al cantiere, al lavoro ed ai lavoratori per i quali deve essere garantita la sicurezza.

Vengono specificatamente chiesti nel dettaglio i dati del cantiere, dell’impresa che si sta occupando dei lavori, delle mansioni riguardanti la sicurezza dei lavoratori, che venga descritta l’attività che si svolgerà nel cantiere e di come è organizzata. Successivamente si passa alla descrizione delle attrezzature, infatti viene chiesto l’elenco delle attrezzature e delle sostanze chimiche utilizzate, dei dispositivi di protezione individuali e i rapporti riguardanti la valutazione dei rumori e delle vibrazioni. Nelle parti finali, si fa riferimento ai lavoratori, alla documentazione riguardo la loro formazione e alla valutazione dei rischi del cantiere.

Successivamente, è previsto dalla normativa che vengano allegati anche tre documenti, ovvero i certificati di conformità di ogni macchinario, attrezzo, impianto, apparecchio di sollevamento, le schede di sicurezza delle sostanze o delle miscele pericolose, e gli esiti dei rapporti redatti in precedenza riguardanti i rumori e le vibrazioni.

CONCLUSIONE

Il Modello del Piano Operativo di Sicurezza è una forma di garanzia per i lavoratori impegnati in ogni tipo di cantiere, anche momentaneo o mobile. Questo Modello non si occupa, però, di prevenire eventuali incidenti e proteggere solamente i lavoratori impegnati, ma serve anche a tutelare la sicurezza dell’intero cantiere, mantenere l’integrità delle attrezzature in utilizzo e la successiva sicurezza del territorio qualora vengano impiegati anche dei prodotti chimici inquinanti o qualsiasi tipo di attrezzatura e miscela che possa danneggiare il territorio circostante o di soggetti esterni.

Grazie alla redazione di questo modello, è possibile scongiurare qualsiasi tipo di incidente e conoscere nell’immediato la situazione lavorativa, i processi ed i progressi delle attività che si svolgono nel cantiere e, ove possibile, consente di intervenire nel miglior modo possibile in caso di infortuni, incidenti, eccetera grazie ad i criteri previsti dalla normativa del PIano Operativo di Sicurezza.




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