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Bonus Verde 2024: a chi spetta? la guida completa al bonus

Bonus Verde 2024: a chi spetta? la guida completa al bonusBonus Verde 2024: a chi spetta? la guida completa al bonus
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Il Bonus Verde 2024 è l’incentivo che lo Stato mette a disposizione di chi effettua particolari interventi destinati a giardini, terrazzi e spazi verdi di qualsiasi tipologia.  È uno sgravio fiscale che si può utilizzare per alleviare le spese sostenute per questo genere di lavori.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta attraverso una guida completa nella quale affrontiamo i vari aspetti.

Che cos’è il Bonus Verde 2024

Anche per l’anno 2024 è disponibile il Bonus Verde. Si tratta di un’agevolazione fiscale messa a disposizione per le persone che sostengono spese necessarie per il rifacimento di giardini, spazi verdi e terrazzi.

La detrazione viene prevista in termini IRPEF con l’aliquota del 36% e un massimale di spesa pari a 5.000 mila euro IVA compresa. Questo significa che l’agevolazione può essere fino al 36% di 5.000 euro ossia 1.800 euro.

La misura è stata prorogata per il biennio 2023-2024 nell’ambito della Legge di Bilancio 2022. È stata introdotta per la prima volta con la Legge di Bilancio 2018 e nello specifico con l’articolo 1 comma 12.

Insomma, una importante opportunità per chi vuole occuparsi al meglio di uno spazio verde rendendolo confortevole e adeguato per le proprie esigenze.

Chi può richiedere il Bonus Verde 2024

Per accedere alla detrazione fiscale prevista dal Bonus Verde 2024 è indispensabile soddisfare alcuni requisiti. Innanzitutto va detto che l’agevolazione viene messa a disposizione per specifiche categorie di soggetti e nello specifico si parla di proprietari dell’immobile e di nudi proprietari.

Inoltre, ci sono altre categorie beneficiarie come gli usufruttuari, gli inquilini in affitto e anche le persone che possono godere dell’immobile in comodato d’uso.

La normativa prevede che la misura possa essere sfruttata da case popolari oppure da condomini, enti pubblici o privati assoggettati all’Ires. Il motivo per il quale si fa sempre riferimento a un immobile è dovuto alla natura della misura, destinata a migliorare gli spazi verdi di pertinenza a edifici.

Inoltre, la normativa prevede che il bonus sia utilizzabile per ogni proprietà e per ogni edificio di cui si gode di un diritto reale come il comodato d’uso.

Leggi anche: Diritti Reali: tutto quello che devi sapere su proprietà e godimento

In aggiunta, ci sono delle situazioni particolari che l’Agenzia delle Entrate ha chiarito attraverso circolari. La prima è quella di un immobile che viene venduto e per il quale sono stati effettuati interventi previsti dal Bonus Verde. In questo caso, la relativa detrazione non ancora utilizzata dal vecchio proprietario può essere trasferita al nuovo proprietario. Questo è valido al netto di eventuali accordi sottoscritti dalle due parti in causa.

Altra situazione che va tenuta in considerazione è quella in cui improvvisamente il proprietario muore. Anche in quella situazione il beneficio fiscale viene trasferito all’erede.

Cosa prevede la normativa per gli edifici condominiali

Il Bonus Verde 2024 non è soltanto messo a disposizione per i proprietari di unità immobiliari indipendenti ma anche per edifici condominiali. Infatti, lo si può richiedere per interventi di rifacimento riguardante gli spazi verdi presenti nella parte comune.

La normativa è molto chiara e prevede una spesa massima ammissibile sempre pari a 5.000 euro per le unità immobiliari a uso abitativo. Inoltre, la detrazione è fruibile dal singolo condomino però nei limiti della relativa quota condominiale di cui è titolare.

Da rimarcare che l’agevolazione deve essere ripartita in 10 rate annuali di uguale valore.

Una importante precisazione riguarda la natura della tipologia di interventi ammessi al beneficio fiscale. In particolare, la norma parla esclusivamente di lavori innovativi oppure modificativi delle aree verdi.

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, ha provveduto a chiarire che non possono essere destinatari del Bonus Verde 2024 gli interventi effettuati in economia ovvero quelli effettuati dal proprietario e per i quali si provvede soltanto all’acquisto dei materiali necessari. Sono esclusi allo stesso modo gli interventi di manutenzione ordinaria e periodica dei giardini condominiali già esistenti.

Quindi, non si può richiedere l’agevolazione per le spese affrontate durante l’anno per tagliare l’erba del prato, eliminare i rami secchi, potare la siepe e tanto altro.

Meccanismo di funzionamento del Bonus Verde 2024

Il Bonus Verde 2024 è una misura molto utile soprattutto per quanti amano godere di un giardino ben curato e all’avanguardia. Il meccanismo con cui si beneficia dello sgravio fiscale è del tutto uguale a quello previsto per il Bonus Ristrutturazione e per il Bonus Barriere Architettoniche.

In pratica, la misura è valida soltanto per gli interventi che vengono effettuati nelle aree verdi di edifici privati. Il proprietario e gli altri potenziali beneficiari devono incaricare una ditta che si occupi del lavoro e quindi anticipare il pagamento.

Le spese sostenute potranno essere poi detratte nella misura del 36%, da ripartire in quote di pari importo per 10 anni.  Ad esempio, se si effettuano dei lavori per rinnovare il proprio giardino e renderlo più accogliente per un importo di 4.000 euro, si avrà diritto ad una detrazione fiscale pari a 1.440 euro.

Siccome la normativa prevede una dilazione nell’arco di dieci anni, il contribuente potrà portare in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi sull’Irpef un importo annuale pari a 144 euro.

Va sottolineato, inoltre, che la normativa non permette di godere di tale agevolazione nel caso di un immobile non destinato ad uso residenziale come, ad esempio, un locale commerciale oppure un ufficio.

Il regolamento stabilisce anche l’opportunità di ottenere lo sgravio nel caso in cui ci siano degli immobili residenziali adibiti promiscuamente. In questo genere di situazioni, semplicemente il legislatore ha previsto un dimezzamento dell’aliquota applicata per cui viene calcolato il 18% sulle spese sostenute sempre con tetto massimo pari a 5.000 euro.

Ciò comporta che lo sgravio massimo sia pari a 900 euro per cui 90 euro ogni anno.

I lavori ammessi dal Bonus Verde

Per accedere al Bonus Verde 2024 è necessario eseguire i lavori previsti dalla normativa. A tal proposito non viene fatta alcuna differenza tra gli interventi effettuati in ambienti privati e quelli per le parti comuni di un condominio.

La prima casistica riguarda i lavori necessari per la trasformazione di aree scoperte private di edifici esistenti in spazi verdi. Possono essere agevolati anche i lavori necessari per la realizzazione di pozzi e di impianti di irrigazione di ultima generazione. Si può richiedere lo sgravio fiscale anche nel caso in cui si voglia realizzare coperture a verde e di giardini pensili. Per questi due tipologie di lavori sono ammessi in detrazioni anche i costi sostenuti per la manutenzione e la progettazione.

Leggi anche: Bonus Verde per costruzione pozzi, irrigazione e acquisto alberi: come funziona

Possono godere dello sgravio anche gli interventi necessari per realizzare fioriere e per allestire a verde balconi e Terrazze e per tutto quello che concerne la progettazione e la manutenzione di questo genere di lavori.

Da sottolineare che per quanto riguarda l’allestimento a verde dei balconi e delle terrazze, è fondamentale che tali opere siano permanenti e che prevedono un intervento innovativo per migliorare l’estetica degli immobili residenziali.

Approfondisci: Bonus Verde: vale anche per il balcone?

Procedura per ottenere il Bonus Verde 2024

I requisiti indispensabile per ottenere il Bonus Verde 2024 sono piuttosto chiari e riguardano sia ambienti condominiali sia unità immobiliari private. Tuttavia, per riuscire a utilizzare in sede di dichiarazione dei redditi la detrazione spettante per le spese sostenute per il rifacimento del giardino e per tutte le altre opere contemplate dalla normativa, è fondamentale seguire una procedura ben definita.

Il primo aspetto è piuttosto ovvio e fa riferimento al fatto che l’intervento sia certificato attraverso una ricevuta fiscale valida ai fini di eventuali accertamenti. In alternativa alla ricevuta fiscale si può richiedere la semplice fattura.

Inoltre, il contribuente, sotto la propria responsabilità, deve proporre un’autocertificazione nella quale vengono riportati dati relativi al lavoro effettuato. Nello specifico, deve indicare il totale delle spese sostenute e portate in detrazione garantendo che tutto sia stato svolto nel pieno rispetto della legge e che si tratti di lavori documentati e reali.

Queste spese poi dovranno essere utilizzate in sede di dichiarazione dei redditi e in particolare riportate nel quadro E del modello 730 facendo riferimento all’anno in cui sono state ottenute e con codice 12.

Dunque. il Bonus Verde 2024 va utilizzato esclusivamente in sede di dichiarazione dei redditi con la somma maturata da suddividere in dieci annualità di pari importo. Infatti, per questo bonus non è mai stata contemplata la possibilità di prevedere lo sconto in fattura oppure la cessione del credito maturato nel proprio cassetto fiscale ad appannaggio di un terzo soggetto che potrebbe essere una banca oppure una qualsiasi società finanziaria.

I documenti necessari per richiedere il Bonus

La procedura per accedere al Bonus Verde 2024 è molto semplice e immediata purché si disponga di una ricevuta fiscale oppure di una fattura. Tuttavia è bene ricordare che per ottenere lo sgravio è necessario presentare dei documenti da mettere a disposizione al commercialista oppure di un CAF autorizzato per eseguire la dichiarazione dei redditi.

Il primo documento che va conservato è per l’appunto la ricevuta con codice fiscale del beneficiario della detrazione oppure la fattura. In questo documento è importante anche che ci sia una descrizione dettagliata della tipologia di lavoro eseguito in maniera tale da poter stabilire se rientra o meno nella lista di quelli agevolabili.

Il secondo documento è l’autocertificazione. Il beneficiario dichiara che le spese sostenute non abbiano superato il tetto massimo previsto.

La terza tipologia di documenti è quelle che dimostrano l’avvenuto pagamento con dei mezzi tracciabili.

Leggermente diversa è la situazione quando si parla di lavori che sono stati effettuati in ambienti condominiali. In questo caso ha un ruolo fondamentale anche l’amministratore di condominio che deve presentare una dichiarazione nella quale attesta di aver adempiuto a tutti gli obblighi di legge.

Sarà ugualmente compito dell’amministratore di condominio accertarsi che la somma della quota spettante è stata corrisposta dal condomino. Tra l’altro, nel caso in cui si dovesse trattare di un piccolo condominio ossia con al massimo 8 condomini oppure nel caso in cui l’edificio non disponga di un codice fiscale, spetterà al singolo proprietario oppure all’inquilino preparare l’autocertificazione per attestare i lavori effettuati riportando anche i dati catastali di tutte le singole unità immobiliari.

Leggi anche: Amministratore Condominio: possibile cambiarlo? Come si procede?

Si è parlato di pagamento tracciabile per poter dimostrare l’avvenuto pagamento. Nello specifico è sufficiente che il pagamento sia stato effettuato attraverso assegno trasferibili, con un bonifico bancario o postale, con la propria carta di credito oppure col bancomat. Non viene contemplata la possibilità di pagare in contanti, come del resto accade per tutte le tipologie di agevolazioni che lo Stato offre non solo nel settore edile.

Quando si procede al pagamento del bonifico bisogna prevederlo con delle caratteristiche tali da consentire la tracciabilità. Insomma, si deve effettuare il cosiddetto bonifico parlante in quanto bisogna indicare nella causale del versamento il riferimento alla normativa. Inoltre, vanno riportati il codice fiscale del beneficiario della detrazione e anche il codice fiscale e il numero di partita IVA della ditta che ha eseguito il lavoro e beneficiaria del bonifico.

Tuttavia, se il bonifico non dovesse essere realizzato con queste modalità la detrazione può essere ugualmente ottenuta dal contribuente a patto di disporre di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà rilasciata dalla ditta.

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Autore: Andrea Dicanto

Autore Andrea Dicanto
Appassionato Progettista esperto nel settore dell'Edilizia, delle Costruzioni e dell'Arredamento. Fin da giovane ho sempre studiato ed analizzato problematiche che vanno dalle questioni statiche di edifici e costruzioni fino al miglior modo di progettare ed arredare gli spazi interni, strizzando l'occhio alle nuove tecnologie soprattutto in ambito sismico.

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