Recovery Plan: ripresa affidata all’edilizia, 57 canteri sbloccati

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Il testo ufficiale del Recovery Plan è ormai atteso a breve, anche perché la scadenza per la presentazione del documento è fissata per il 30 aprile.

Con l’ultima conferenza stampa tenutasi venerdì 16 aprile, il Presidente Mario Draghi e il Ministro della Salute Roberto Speranza, hanno annunciato numerose novità riguardo alle restrizioni previste per le prossime settimane. Ma soprattutto il Presidente ha comunicato in che modo si andranno a spendere i 200 miliardi in arrivo dall’UE.

A quanto pare, ancora una volta, per la ripresa dell’economia si punterà sull’edilizia. Vediamo quali sono le novità previste con il Recovery Plan.

Recovery Plan: 83 miliardi per il progetto opere incompiute

Oltre all’annuncio tanto atteso che vedrà il ritorno della zona gialla in Italia in data 26 aprile 2021, il Presidente Draghi ha fatto sapere che con il denaro del Recovery Plan si investiranno ingenti somme sul settore dell’edilizia.

Per ora l’importo stabilito è pari a 83 miliardi di euro. Di questi, 33 miliardi sono già stati finanziati, mentre per gli altri 50 miliardi si utilizzeranno i fondi del Next Generation UE previsti con il Recovery Plan.

Il Consiglio dei Ministri intende dunque affidare al settore edile gran parte dei 200 miliardi in arrivo, con l’obiettivo di riaprire il capitolo delle opere incompiute. Come abbiamo visto tempo fa, al 2019 il numero delle opere pubbliche mai portate a termine in Italia era di quasi 650, mancanza che ha portato le casse dello Stato a perdere ben 4 miliardi di euro.

Leggi l’articolo “Opere pubbliche: spesi 4 miliardi per 647 opere incompiute” per approfondire.

Con il Recovery Plan, il Governo Draghi ha dichiarato che ben 57 opere verranno sbloccate. Degli 83 miliardi previsti:

  • 21,6 miliardi saranno destinati al Nord;
  • 24,8 miliardi al Centro Italia;
  • 36,3 miliardi al Sud.
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29 Commissari, 57 opere e 100 mila nuovi posti di lavoro

Per l’attuazione del progetto, il Governo ha già nominato 29 commissari straordinari, quasi tutti tecnici esperti che si occuperanno di riavviare velocemente la ripresa dei lavori. Ma nel caso servisse, i professionisti potranno rivedere i progetti, rielaborarli e riformularli.

Le prima 57 opere previste sono così divise:

  • 16 infrastrutture ferroviarie (60,8 miliardi);
  • 14 infrastrutture stradali (10,9 miliardi);
  • 12 caserme (528 milioni);
  • 11 opere idriche (2,8 miliardi);
  • 3 infrastrutture portuali (1,7 miliardi);
  • 1 metropolitana (5,9 miliardi).

Il Governo fa sapere che i lavori saranno seguiti con monitoraggi trimestrali, così da assicurarsi che gli interventi vadano sempre avanti e che non ci siano ostacoli ad impedirne la realizzazione.

Il Ministro delle Infrastrutture ha annunciato che il progetto di realizzazione delle opere incompiute dovrebbe portare circa 20 mila nuovi posti di lavoro nel 2022, 37 mila nel 2023, e 100 mila entro il 2027.

Stando alle previsioni, questa sarebbe solo la prima fase del grande progetto di ripresa previsto dal Recovery Plan. Già entro il mese di aprile, dovrebbe essere pubblicata una nuova lista di opere da portare a termine, ed entro giugno dovrebbero essere nominati ulteriori commissari per poterle realizzare.

Insomma, un grande progetto a lungo termine completamente affidato al settore delle costruzioni. Ora non resta che attendere che tutto ciò venga scritto nero su bianco nel testo ufficiale del Recovery Plan, soprattutto perché la bozza approvata fa intendere l’arrivo di grandi cambiamenti sotto ogni punto di vista.