Bonus Sicurezza 2021: Cos’è, come richiederlo e cosa comprende?

Bonus Sicurezza 2021: Cos’è, come richiederlo e cosa comprende?

Tra i tanti decreti emanati prima dal Governo Conte II e dopo dal Governo Draghi, rientra il Bonus Sicurezza 2021, un occasione più che vantaggiosa per moltissimi italiani. Scopo di questo bonus è permettere ai cittadini di ottenere grandi agevolazioni al fine di adottare misure finalizzate alla prevenzione di furti, aggressioni e intrusioni.

Sebbene si sia iniziato a parlare di questo bonus ormai da parecchio tempo, solamente la Legge di Bilancio del 2021 ha confermato e prorogato la possibilità di usufruire di questa agevolazione, anche definita Bonus antifurto, videosorveglianza e allarme.

Richiedere e ottenere questo bonus offre la possibilità di ottenere ingenti agevolazioni e un forte sconto che consente di ammortizzare notevolmente le spese riguardanti l’acquisto e la successiva installazione di tutti i sistemi di sicurezza volti ad azzerare qualsiasi rischio di intrusione da parte di estranei nella propria abitazione.

Nonostante il Bonus Sicurezza comporti agevolazioni notevoli, non in molti ne sono a conoscenza e ancor meno hanno le idee chiare su di esso.

Come richiederlo? Come è possibile usufruire della detrazione fiscale? Quali requisiti è necessario avere? Chi può beneficiare del bonus e a quali sistemi di sicurezza esso è rivolto?

Queste sono solo alcune delle domande che molti cittadini si pongono. Proprio per questa ragione, in seguito saranno fornite tutte le informazioni necessarie riguardo questo argomento, in maniera tale da poter usufruire al meglio di questa importante quanto esclusiva opportunità.

Cos’è e come funziona il bonus?

Proprio questa domanda è uno dei maggiori interrogativi di milioni di italiani che desiderano implementare le misure di sicurezza della propria abitazione o del proprio ambiente lavorativo. Nonostante ci siano molte regole e alcuni requisiti necessari, il concetto di base dietro a questo bonus non è poi così difficile.

Il bonus consiste in un’agevolazione fiscale che permette una detrazione del 50% sul costo relativo all’acquisto dell’impianto di sicurezza. Ovviamente, nel costo è compresa anche l’installazione e in alcuni casi la progettazione di interventi in grado di migliorare l’efficienza del livello di sicurezza dei dispositivi utilizzati.

Pubblicazioni da parte dei enti statali come l’Agenzia delle entrate, hanno specificato come il tetto massimo della detrazione è fissato a 96 mila euro totali. La conseguente detrazione è quindi fino a un massimo di 48 mila euro, 50% di 96 mila.

L’agevolazione è però molto varia e si presenta in diverse maniere. Un’altra tipologia di agevolazione fiscale prevede infatti uno sconto di circa il 10% sull’IVA. Questo beneficio viene applicato tra il costo totale e il costo dei componenti, come impianti di antifurto e videosorveglianza.

È possibile spiegare questo ulteriore beneficio prendendo come esempio un sistema di antifurto dal costo di 4.500 Euro. Di questi 4.500 Euro, 2.000 sono destinati solamente all’acquisto dei dispositivi a esso relativi, come sirene, sensori, videocamere erogatori di fumo. In questo caso, sarà possibile godere di un’agevolazione sull’IVA solo sulla differenza tra il reale costo dell’intera struttura di sorveglianza e quello relativo ai beni significativi della stessa.

Di conseguenza, poiché 4.500-2.000 è pari a 2.500, l’agevolazione dell’IVA al 10% sarà praticata solo ed esclusivamente su questa somma.

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Campi di applicazione di questo bonus

Come in precedenza introdotto nei paragrafi precedenti, per avere accesso al bonus in questione è necessario soddisfare alcuni requisiti. Tra questi c’è ovviamente anche la scelta dell’impianto destinato all’installazione, che secondo documento redatto dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana nel gennaio nel 2021, devono riguardare interventi relativi all’adozione di misure cautelative e preventive finalizzate a proteggere da un eventuale rischio di compimenti di atti illeciti da parte di terzi.

Rientrano quindi in questa liste tutti quegli interventi che aiutano il cittadino a proteggere se stesso, la propria famiglia e la propria attività lavorativa, da aggressioni e furti, purtroppo abbastanza frequenti nel nostro paese.

Potrà quindi beneficiare del Bonus Sicurezza chi necessita di installare impianti antifurto, sistemi di allarme, impianti antintrusione, sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, porte blindate, sistema nebbiogeno, sistemi di controllo di accessi e dispositivi in grado di rilevare e proteggere da eventuali perdite di gas, incendi e fumi.

Questi ultimi si differenziano sensibilmente dai dispositivi precedenti, in quanto non proteggono da terzi, ma da eventi altrettanto pericolosi, che possono scaturire da cause naturali o meno.

Chi ha diritto al Bonus Sicurezza?

Ovviamente, non tutti i cittadini presentano le caratteristiche per richiedere il Bonus Sicurezza.

Sempre stando a quanto riferiscono organi statali come Gazzetta Ufficiale e comunicati da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’agevolazione spetta solamente a tutti i contribuenti privati assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche e ai contribuenti possessori di partita IVA.

Il bonus può essere richiesto non solo dai cittadini residenti in Italia, ma anche dai cittadini italiani residenti su territorio straniero, a patto che l’immobile soggetto a installazione di impianto di sicurezza si trovi su territorio nazionale. I cittadini richiedenti il Bonus Sicurezza, nel caso si dichiarassero contribuenti titolari di un’impresa con partita IVA, devono poi essere obbligatoriamente i proprietari dell’immobile destinato all’installazione del dispositivo di sicurezza.

È possibile semplificare il discorso in precedenza terminato semplicemente chiarendo che possono usufruire del bonus le seguenti categorie: cittadini proprietari dell’immobile destinato al miglioramento o all’installazione del sistema di sicurezza, titolari di un diritto reale di godimenti (utilizzo, usufrutto, abitazione), affittuari o comodatari, familiari del possessore dell’immobile ( a patto che presentino una documentazione relativa alle spese sostenute per la ristrutturazione dello stesso), imprenditori individuali e società, anche collettive.

Inoltre, il soggetto che intende avanzare richiesta per il Bonus Sicurezza deve risultare perfettamente in regola con il pagamento di tasse come IMU e Tasi.

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Come poter usufruire del Bonus Sicurezza?

In primo luogo, la prima richiesta che lo Stato avanza a un cittadino che intende usufruire del Bonus Sicurezza per poter portare in detrazione la metà delle spese sostenute per poter installare l’impianto desiderato è un pagamento avvenuto in modo totalmente trasparente e chiaro.

L’acquisto deve essere infatti processato mediante un bonifico bancario parlante, in cui il soggetto beneficiario dell’installazione dovrà obbligatoriamente specificare una serie di informazioni, tra cui il proprio codice fiscale, il codice fiscale o il numero di partita IVA dell’azienda incaricata di procedere nell’installazione dell’impianto di sicurezza e la causale del versamento, che dovrà comprendere il numero e la data di fattura riferendosi alla norma, in questo caso l’articolo 16 D.P.R. di solito, i moduli destinati a tali operazioni sono facilmente rintracciabili in qualsiasi banca.

Il bonifico dovrà essere processato dalla persona richiedente agevolazione fiscale. Lo stesso, dovrà indicare nella propria dichiarazione dei redditi, i dati relativi all’immobile soggetto ad agevolazione e allegare tutti i documenti riguardanti i lavori effettuati, che vanno quindi conservati con grande cura anche dopo il termine dei lavori.

Il beneficiario del bonus non si vedrà detrarre immediatamente la cifra stabilità, ma quest’ultima verrà detratta in 10 rate annuali di pari importo, fino a un tetto massimo di 96 mila euro.

Un esempio pratica della situazione che dovrà affrontare il cittadino in caso di approvazione della richiesta di Bonus Sicurezza è il seguente: qualora venisse acquistato come dispositivo di sicurezza un sistema di allarme il cui costo è 4.000 euro, la detrazione fiscale di cui il cittadino potrà usufruire è dell’esatta metà, ovvero di 2.000 euro.

La detrazione inizierà in seguito alla dichiarazione dei redditi, che verrà compilata l’anno prossimo, nel 2022.

A partire dall’anno prossimo quindi, al cittadino verrà garantita una quota detraibile pari a 200 euro per 10 anni consecutivi.

Si ricorda però che le spese sono cumulabili, salvo proroga del bonus, solamente nell’anno solare, ragion per cui la detrazione di queste riguarda gli interventi esercitati tra il 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021.

Perché il Bonus Sicurezza rappresenta un’occasione da non lasciarsi scappare

Leggendo il seguente articolo, dovrà essere risultato facilmente comprensibile a tutti quanto il Bonus Sicurezza sia un’occasione unica. Grazie a questo e alle agevolazioni fiscali che ne derivano, sarà infatti possibile garantire la messa in sicurezza di un immobile e proteggere se stessi e le persone care da rischi, pericoli, furti e aggressioni da parte di terzi, ammortizzando la metà della cifra spesa per realizzare e installare l’impianto di sicurezza.

Mediante questa facilitazione sarà quindi possibile acquistare un impianto di maggior qualità, di maggior efficienza e in grado di proteggere al meglio ciò che si desidera.

Attualmente, in commercio esistono diverse tipologie di sistemi di sicurezza, ognuno molto differente dall’altro, ma ugualmente efficace.

Non resta quindi che sbrigarsi, in quanto il 31 dicembre non è poi così lontano. Lasciarsi sfuggire questa opportunità vorrebbe dire perdere una grande occasione garantire un alto livello di sicurezza alla propria abitazione o al proprio ufficio, e correre quindi rischi inutili.



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