La nuova edizione della Carta Dedicata a Te entra nella fase operativa. Dal 4 novembre 2026 è previsto l’accredito dei primi 500 euro per 1.177.597 nuclei familiari; una seconda tranche dello stesso importo è annunciata da aprile 2027. Il sostegno può quindi arrivare a 1.000 euro nel biennio, non a 1.000 euro versati in un’unica soluzione.

La data è stata comunicata il 21 settembre durante la presentazione della quarta edizione al Ministero dell’Agricoltura. Resta decisiva un’altra scadenza: per non perdere la quota 2026 occorre effettuare almeno un acquisto entro il 16 dicembre 2026. Non è prevista una domanda online: gli elenchi sono predisposti da INPS e verificati dai Comuni.

Carta Dedicata a Te: le date annunciate

Il calendario presentato dal Governo chiarisce il passaggio che mancava nel decreto attuativo, che indicava inizialmente l’avvio degli accrediti nell’autunno 2026 senza fissare il giorno per ogni beneficiario. La prima quota sarà caricata dal 4 novembre sulle carte elettroniche messe a disposizione da Poste Italiane; la seconda è prevista da aprile 2027.

Passaggio Data Che cosa significa
Prima tranche Dal 4 novembre 2026 Accredito di 500 euro sulle carte dei nuclei individuati
Primo acquisto Entro il 16 dicembre 2026 Serve ad attivare la quota 2026 ed evitare la decadenza
Seconda tranche Da aprile 2027 Ulteriore accredito di 500 euro per l’annualità 2027
Utilizzo finale Entro il 10 ottobre 2027 Termine previsto dal decreto per spendere le somme accreditate

Il valore complessivo di 1.000 euro deve essere letto correttamente: sono 500 euro per ciascuna annualità. Il decreto consente inoltre di rideterminare la quota 2027 dopo il monitoraggio delle risorse residue. Per il 2026 risultano disponibili 591.029.831 euro, somma che comprende i 500 milioni stanziati dalla legge di Bilancio e circa 91 milioni non utilizzati nel 2025.

Chi riceve i primi 500 euro

La platea annunciata è composta da 1.177.597 nuclei residenti in Italia, con almeno tre componenti, ISEE non superiore a 15.000 euro e senza prestazioni incompatibili di inclusione sociale o sostegno alla povertà. Il dato è superiore di 20.418 unità rispetto ai 1.157.179 beneficiari della precedente edizione.

Il possesso dei requisiti non equivale però alla libertà di richiedere la carta. INPS utilizza le informazioni già disponibili, forma gli elenchi dei potenziali beneficiari e li mette a disposizione dei Comuni. Questi ultimi verificano residenza e incompatibilità, consolidano le liste e comunicano l’assegnazione agli interessati. È quindi il Comune di residenza il canale da controllare per sapere se si è stati selezionati e per ricevere le istruzioni sul ritiro o sull’utilizzo della carta già posseduta.

Non sono previste graduatorie basate sull’ordine di presentazione e non esiste un click day. Le priorità favoriscono i nuclei più numerosi e con figli più giovani; a parità di condizioni viene considerato l’ISEE più basso. Un messaggio che chiede denaro, credenziali SPID, PIN o dati della carta per “sbloccare” il beneficio non appartiene alla procedura ufficiale.

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Perché il numero delle carte cambia da Comune a Comune

Il riparto territoriale non dipende soltanto dal numero degli abitanti. Il decreto assegna una parte delle carte in proporzione alla popolazione residente e un’altra parte considerando il rapporto tra il reddito pro capite del Comune e quello nazionale. Questo spiega perché un centro meno popoloso possa ricevere più carte di una città più grande.

Napoli resta il Comune con il numero più alto, 28.536 carte, seguita da Roma con 27.443 e Palermo con 18.447. Milano arriva a 13.642. Tra le variazioni più evidenti rispetto alla precedente ripartizione spiccano Foggia, che sale da 4.020 a 4.739 carte, e Giugliano in Campania, da 6.073 a 6.600.

Le prime 50 città per numero di carte

La tabella riporta il numero di beneficiari assegnato alle cinquanta città in testa alla ripartizione, secondo i dati del decreto direttoriale ricostruiti da Il Messaggero. Il numero riguarda le carte attribuite al territorio comunale, non una classifica del bisogno individuale né un elenco nominativo.

Posizione Città Carte Posizione Città Carte
1 Napoli 28.536 26 Modena 1.838
2 Roma 27.443 27 Reggio nell’Emilia 1.720
3 Palermo 18.447 28 Perugia 1.618
4 Milano 13.642 29 Ravenna 1.561
5 Catania 10.604 30 Livorno 1.529
6 Torino 8.522 31 Latina 1.505
7 Giugliano in Campania 6.600 32 Rimini 1.501
8 Genova 5.634 33 Cagliari 1.465
9 Messina 5.633 34 Ferrara 1.289
10 Taranto 4.808 35 Salerno 1.258
11 Foggia 4.739 36 Monza 1.228
12 Andria 4.584 37 Bergamo 1.202
13 Reggio di Calabria 4.537 38 Trento 1.185
14 Bologna 3.897 39 Pescara 1.181
15 Firenze 3.613 40 Forlì 1.174
16 Bari 3.154 41 Vicenza 1.103
17 Siracusa 3.038 42 Bolzano 1.064
18 Verona 2.547 43 Terni 1.061
19 Venezia 2.492 44 Piacenza 1.032
20 Sassari 2.349 45 Novara 1.021
21 Padova 2.071 46 Ancona 994
22 Brescia 1.996 47 Udine 981
23 Parma 1.984 48 Arezzo 963
24 Trieste 1.981 49 Cesena 956
25 Prato 1.968 50 Pesaro 951

Le variazioni più significative

Il confronto con la precedente edizione aiuta a leggere il riparto senza fermarsi alla posizione in classifica. Napoli riceve 546 carte in più, passando da 27.990 a 28.536; Roma cresce di 446 unità, da 26.997 a 27.443. Palermo registra 580 assegnazioni aggiuntive e arriva a 18.447, mentre Milano sale di 187 carte a quota 13.642.

L’incremento percentuale più evidente nella parte alta della graduatoria riguarda Foggia: da 4.020 a 4.739 carte, cioè 719 in più e una crescita del 17,89%. Il nuovo dato consente alla città di superare Barletta, Reggio Calabria e Andria. Anche Giugliano in Campania aumenta in modo netto, con 527 carte aggiuntive e un progresso dell’8,68%; Andria passa invece da 4.288 a 4.584, pari a 296 assegnazioni in più.

Questi scostamenti non indicano necessariamente un improvviso peggioramento economico di una singola città. Sono il risultato congiunto dell’aggiornamento della platea nazionale, dei dati demografici, dell’indicatore reddituale utilizzato per il riparto e del maggior numero complessivo di carte disponibili. La lista comunale dei beneficiari viene poi definita applicando le priorità previste dal decreto alle famiglie effettivamente presenti negli archivi INPS.

Che cosa si può acquistare

La carta può essere utilizzata per beni alimentari di prima necessità. Il paniere comprende, tra gli altri, carne, pesce fresco, latte e derivati, uova, pane, pasta, riso, cereali, farine, frutta, verdura, legumi, alimenti per l’infanzia, olio, caffè, tè, cacao, acqua minerale e prodotti DOP e IGP. Sono escluse le bevande alcoliche.

Le principali organizzazioni della grande distribuzione hanno rinnovato le convenzioni per il 2026 e il 2027. Nei punti vendita aderenti è previsto uno sconto aggiuntivo del 15%, cumulabile con le promozioni già disponibili. Prima dell’acquisto conviene verificare che il negozio esponga l’adesione alla convenzione.

Il nuovo biennio non va confuso con edizioni precedenti che consentivano anche carburanti o abbonamenti al trasporto pubblico. Per il 2026-2027 la destinazione indicata dal decreto è alimentare. Se nello stesso scontrino sono presenti prodotti esclusi, questi dovranno essere pagati con un altro mezzo.

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Che cosa devono fare ora le famiglie

Chi ritiene di avere i requisiti non deve inoltrare una richiesta. È utile invece controllare che l’ISEE 2026 sia valido, che la composizione anagrafica del nucleo sia corretta e che il Comune disponga di recapiti aggiornati. Nelle prossime settimane vanno seguiti il sito istituzionale e gli avvisi del Comune di residenza.

Chi riceverà la comunicazione dovrà verificare se la carta può essere ricaricata automaticamente oppure se occorre ritirarla presso un ufficio postale. Dopo l’accredito, il passaggio da non dimenticare è il primo acquisto entro il 16 dicembre. Conservare comunicazione, carta e ricevuta della prima operazione aiuta a ricostruire rapidamente la posizione in caso di anomalie.

La comunicazione del Comune è importante anche per evitare equivoci con le vecchie annualità. Chi possiede una carta precedente non dovrebbe recarsi subito alle Poste senza istruzioni: l’eventuale riutilizzo della tessera e le modalità di consegna ai nuovi beneficiari devono risultare dall’avviso ricevuto. In caso di carta smarrita o non più disponibile, il riferimento operativo resta Poste Italiane dopo la conferma dell’assegnazione.

Domande frequenti

Quando arrivano i 500 euro della Carta Dedicata a Te 2026?

Il primo accredito è annunciato a partire dal 4 novembre 2026.

La Carta Dedicata a Te vale 1.000 euro?

Il sostegno può raggiungere 1.000 euro nel biennio: 500 euro per il 2026 e una seconda tranche da 500 euro prevista da aprile 2027.

Bisogna presentare domanda?

No. INPS prepara gli elenchi e i Comuni li verificano e comunicano l’assegnazione ai beneficiari.

Qual è la scadenza per attivare la carta?

Occorre effettuare almeno un acquisto entro il 16 dicembre 2026; in caso contrario si decade dalla quota 2026.

Chi ha un ISEE sotto 15.000 euro riceve automaticamente la carta?

No. L’ISEE entro la soglia è necessario, ma le carte sono limitate e vengono attribuite applicando requisiti, incompatibilità e criteri di priorità.

Dove si controlla l’elenco dei beneficiari?

Il riferimento operativo è il Comune di residenza, che pubblica o comunica gli esiti con modalità rispettose della privacy.

Fonti