Il settore delle costruzioni arriva all’estate con due segnali da leggere insieme, ma senza confonderli. A giugno 2026 i prezzi alla produzione degli edifici hanno continuato a crescere, mentre a luglio la fiducia delle imprese di costruzione ha registrato un arretramento deciso. È quanto emerge da due rilevazioni pubblicate dall’Istat il 30 e il 31 luglio.

Per gli edifici residenziali e non residenziali, i prezzi aumentano dello 0,1% rispetto a maggio e del 2,8% rispetto a giugno 2025. Nello stesso tempo, l’indice di fiducia delle imprese di costruzione passa da 101,6 a 96,8. I dati descrivono quindi costi ancora orientati al rialzo e aspettative diventate più prudenti, in controtendenza rispetto al lieve miglioramento della fiducia dell’insieme delle imprese italiane.

Prezzi degli edifici: +2,8% rispetto a un anno fa

Secondo l’Istat, a giugno i prezzi alla produzione delle costruzioni per gli edifici residenziali e non residenziali crescono dello 0,1% su base mensile. La variazione su base annua raggiunge invece il +2,8%, accelerando rispetto al +2,5% rilevato a maggio.

L’andamento di strade e ferrovie è differente. I prezzi diminuiscono dello 0,6% rispetto al mese precedente, ma restano più alti del 3,4% rispetto a giugno 2025. La crescita annuale rallenta, perché a maggio era pari al 3,9%.

Anche il confronto trimestrale conferma che il livello dei prezzi rimane sostenuto. Nel secondo trimestre 2026, rispetto ai primi tre mesi dell’anno, l’incremento è dell’1,5% per gli edifici residenziali e non residenziali e del 2,7% per strade e ferrovie.

Questi indicatori misurano la variazione nel tempo dei prezzi applicati dalle imprese che realizzano le opere. Non equivalgono quindi all’aumento automatico del 2,8% di ogni preventivo, ristrutturazione o abitazione. Il costo finale di uno specifico intervento dipende anche dalle lavorazioni, dai materiali utilizzati, dalla manodopera, dalla zona, dalle condizioni del cantiere e dai margini dell’impresa.

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La fiducia nelle costruzioni scende da 101,6 a 96,8

Il secondo segnale arriva dall’indagine sulla fiducia di consumatori e imprese riferita a luglio. L’indicatore composito relativo a tutte le imprese sale leggermente, da 95,3 a 95,6, grazie ai progressi registrati nella manifattura, nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio.

Le costruzioni si muovono invece nella direzione opposta. L’indice del comparto scende da 101,6 a 96,8, con una perdita di 4,8 punti. È opportuno parlare di punti dell’indice e non di una diminuzione del 4,8%: si tratta di due misure diverse.

L’Istat precisa inoltre che, nelle costruzioni, peggiorano entrambe le componenti considerate dalla rilevazione: i giudizi sugli ordini e/o sui piani di costruzione e le aspettative sull’occupazione. Il dato non misura direttamente fatturato, produzione o numero di cantieri, ma sintetizza le valutazioni e le attese degli operatori intervistati.

Prezzi e fiducia misurano fenomeni diversi

L’accostamento tra i due comunicati offre una fotografia significativa, ma non permette di affermare che l’aumento dei prezzi abbia causato il calo della fiducia. Le rilevazioni hanno periodi di riferimento e finalità differenti: i prezzi riguardano giugno, mentre il clima di fiducia è rilevato a luglio.

Il quadro indica comunque che le imprese affrontano una fase meno lineare. Da un lato, i prezzi degli edifici continuano ad aumentare su base annua; dall’altro, peggiorano le valutazioni sugli ordini e le aspettative occupazionali. Per comprendere se il calo della fiducia rappresenti un episodio temporaneo o l’inizio di un andamento più duraturo serviranno le prossime rilevazioni.

Per committenti e professionisti, i numeri confermano anche l’importanza di utilizzare prezzari aggiornati e di redigere computi metrici coerenti con lavorazioni e quantità effettive. Un indice nazionale aiuta a interpretare la tendenza generale, ma non sostituisce la verifica dei prezzi applicabili al singolo progetto.

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Quando arriveranno i prossimi dati

L’Istat ha programmato per il 28 agosto 2026 la prossima diffusione dell’indagine sulla fiducia di consumatori e imprese. L’aggiornamento sui prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni è invece previsto per il 2 settembre 2026.

Il confronto con questi nuovi dati permetterà di verificare se la fiducia delle imprese di costruzione recupererà terreno e se l’aumento annuale dei prezzi degli edifici continuerà ad accelerare.

Le fonti ufficiali