Erba sintetica soft
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Indice di permeabilità IPT e IPF: formule, superfici ammesse, coefficienti, interrati e verifiche urbanistiche e idrauliche.
L’indice di permeabilità stabilisce quanta parte di un terreno deve rimanere permeabile e libera da pavimentazioni o manufatti, anche interrati, che impediscano all’acqua meteorica di raggiungere naturalmente il suolo. Può limitare la sagoma dell’edificio, l’autorimessa sotterranea, la piscina, i parcheggi e i vialetti anche quando indice di edificabilità e rapporto di copertura consentirebbero un intervento più grande.
Il calcolo non consiste semplicemente nel sottrarre l’impronta della casa dalla superficie del lotto. Bisogna distinguere indice territoriale e fondiario, individuare il denominatore previsto dalla norma locale e classificare ogni area secondo materiali e stratigrafia. Un prato sopra una soletta, un grigliato carrabile o una pavimentazione chiamata commercialmente “drenante” non valgono automaticamente come terreno permeabile.
Sommario
Il Regolamento edilizio tipo distingue due grandezze:
Entrambi si esprimono normalmente in percentuale. La superficie permeabile, indicata con SP, è la parte della superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazioni e manufatti permanenti, fuori terra o interrati, che impediscano alle acque meteoriche di raggiungere naturalmente il terreno.
Questa definizione chiarisce perché non è sufficiente colorare di verde una planimetria. La verifica riguarda anche ciò che si trova sotto la sistemazione superficiale: terreno naturale, massicciata drenante, soletta, guaina, vasca o autorimessa.
La superficie permeabile è una quantità espressa in metri quadrati. L’indice è invece il rapporto percentuale fra quella quantità e una superficie di riferimento. Un progetto può quindi avere 300 m² di terreno permeabile e risultare conforme o non conforme a seconda dell’estensione del lotto, del tipo di indice applicabile e della soglia stabilita dal piano.
Il Regolamento edilizio tipo uniforma le definizioni, ma non assegna un unico valore minimo applicabile a tutti i Comuni. Percentuali, casi di applicazione, eventuali coefficienti e regole per gli edifici esistenti derivano dalla disciplina regionale e comunale: piano urbanistico, NTA, regolamento edilizio, piano attuativo e norme sull’invarianza idraulica.
Advertisement - PubblicitàLa verifica parte dall’Intesa del 20 ottobre 2016 sul Regolamento edilizio tipo e dal suo quadro delle definizioni uniformi. Le Regioni hanno recepito e specificato queste definizioni secondo le rispettive competenze; i Comuni stabiliscono poi le soglie e le modalità operative nei propri strumenti.
Per un progetto concreto bisogna leggere almeno:
La definizione nazionale costituisce il punto di partenza, ma la disciplina locale può precisare come trattare pavimentazioni discontinue, coperture verdi, spazi sopra locali interrati e superfici destinate al transito. Può inoltre prevedere percentuali diverse per nuove costruzioni, attività produttive, piani attuativi o interventi sul patrimonio esistente.
Per questo due sistemi costruttivi identici possono ricevere un trattamento urbanistico diverso in Comuni differenti. Una scheda commerciale o una dichiarazione generica di permeabilità non sostituisce la norma applicabile al lotto.
La formula dipende dalla superficie di riferimento indicata dalla norma.
IPT = (SP ÷ ST) × 100
Dove:
IPF = (SP ÷ SF) × 100
Dove:
Se si conosce l’indice minimo, la quantità da garantire si calcola così:
SPmin = ST × IPTmin ÷ 100
oppure:
SPmin = SF × IPFmin ÷ 100
SPmin è la superficie permeabile minima in m²; IPTmin e IPFmin sono le percentuali minime stabilite dalla norma. Non bisogna inserire nella formula la superficie catastale senza aver verificato che coincida con ST o SF.
Advertisement - PubblicitàLa scelta fra ST e SF cambia il risultato. La superficie territoriale comprende normalmente l’intero ambito di trasformazione, incluse le aree destinate alle dotazioni territoriali secondo la definizione applicabile. La superficie fondiaria riguarda invece l’area destinata all’edificazione privata, al netto delle superfici per dotazioni territoriali pubbliche individuate dalla disciplina.
Non è corretto sottrarre autonomamente strade, fasce di rispetto, aree da cedere o porzioni non utilizzabili. Il perimetro va ricavato dagli strumenti urbanistici e rappresentato nella tavola di progetto.
La particella catastale identifica il terreno a fini fiscali e inventariali, ma può non coincidere con il lotto urbanistico. Una particella può comprendere destinazioni diverse oppure un lotto può essere formato da più mappali. Cessioni, frazionamenti e rettifiche dei confini devono essere coordinati con la superficie utilizzata nel calcolo.
In un piano attuativo o in un intervento unitario l’indice può essere verificato sull’intero ambito, sui singoli lotti o con entrambe le modalità, secondo le NTA e la convenzione. Non è possibile trasferire liberamente superficie permeabile da una proprietà all’altra senza una base pianificatoria e giuridica.
Il caso più semplice è il terreno naturale sistemato a prato, giardino, orto o altra superficie vegetata, senza manufatti impermeabili sottostanti. Le altre soluzioni richiedono un controllo specifico della norma e della stratigrafia.
Su schermi piccoli, scorri la tabella orizzontalmente.
| Superficie | Possibile trattamento | Controllo indispensabile |
|---|---|---|
| Terreno naturale vegetato | Normalmente permeabile | Assenza di solette, guaine e strati impermeabili sottostanti |
| Ghiaia su terreno | Può essere ammessa come permeabile | Compattazione, sottofondo, uso e definizione locale |
| Grigliato erboso o masselli aperti | Totale, parziale o escluso secondo la norma | Percentuale riconosciuta, giunti, posa e sottofondo |
| Calcestruzzo o asfalto drenante | Non automaticamente equivalente al terreno naturale | Intera stratigrafia, capacità del sottofondo e coefficiente locale |
| Prato sintetico | Da verificare; non è permeabile per il solo passaggio superficiale dell’acqua | Base, massetto, drenaggio e destinazione dell’acqua |
| Giardino sopra autorimessa | Spesso escluso o conteggiato con regole particolari | Soletta, impermeabilizzazione, spessore del terreno e norma locale |
| Tetto verde | Può contribuire alla gestione delle piogge, non sostituisce automaticamente SP | Disciplina comunale, accumulo, scarico e manutenzione |
| Piscina o vasca | Normalmente superficie non permeabile | Vasca, pavimentazioni circostanti, locali tecnici e scarichi |
Molte norme richiedono che l’acqua possa infiltrarsi attraverso la superficie e proseguire nel terreno senza incontrare strutture impermeabili. Un’aiuola profonda pochi centimetri sopra una soletta può trattenere e rallentare la pioggia, ma non offre la stessa continuità del suolo libero.
Nel calcolo devono comparire anche elementi spesso trascurati: rampa dell’autorimessa, marciapiedi, platee per impianti, basamenti, accessi pedonali, aree per i rifiuti e pavimentazioni sotto pergole o tettoie. La somma di piccole superfici può determinare il superamento del limite.
Advertisement - Pubblicità“Drenante” descrive una prestazione del sistema, non una classificazione urbanistica universale. Un materiale poroso può lasciar attraversare rapidamente l’acqua e trovarsi comunque sopra una base impermeabile; in questo caso l’acqua viene raccolta o allontanata, ma non raggiunge naturalmente il terreno sottostante.
Quando la disciplina locale riconosce superfici semipermeabili, può attribuire un coefficiente. La superficie equivalente si calcola con:
SPeq = Σ (Ai × ki)
Dove:
Se 100 m² di grigliato sono riconosciuti con coefficiente `0,50`, contribuiscono per 50 m² equivalenti. Il coefficiente non va inventato partendo dalla percentuale di fori visibili o dalla scheda del produttore: deve derivare dalla disposizione applicabile.
La documentazione del prodotto deve indicare prestazioni, modalità di posa e manutenzione, ma la tavola progettuale deve descrivere anche fondazione, geotessile, strati granulari, eventuali tubazioni e terreno sottostante. La prestazione del solo elemento superficiale non dimostra il comportamento dell’intero pacchetto.
Sedimenti, terra fine, foglie e traffico possono intasare vuoti e pori. Il progetto dovrebbe prevedere pulizia, ispezione e ripristino. Quando il rispetto dell’indice dipende da una soluzione tecnica, trascurarne la manutenzione può rendere la prestazione reale molto inferiore a quella dichiarata.
L’indice di permeabilità agisce insieme a edificabilità, copertura, distanze, altezza, parcheggi, alberature e vincoli. Il parametro più restrittivo può cambiare durante il progetto: una casa compatta può rispettare la copertura ma non lasciare spazio sufficiente a parcheggi e terreno permeabile; un’autorimessa interrata molto estesa può non incidere sulla sagoma fuori terra e tuttavia eliminare il suolo profondo.
La copertura dell’interrato può estendersi oltre il perimetro del fabbricato. Se il regolamento esclude le aree sopra le strutture sotterranee, la superficie permeabile disponibile corrisponde soltanto alla parte non interessata dallo scavo e dalla soletta. È quindi necessario sovrapporre pianta del piano interrato e sistemazioni esterne.
I posti auto richiesti e le relative corsie consumano una parte rilevante del lotto. Una pavimentazione drenante può aiutare solo se ammessa e compatibile con carichi, accessibilità, manovra e manutenzione. Ridurre le dimensioni sotto i minimi o impedire l’accesso dei mezzi di soccorso non è una soluzione al problema della permeabilità.
La piscina comprende non soltanto lo specchio d’acqua, ma vasca, bordo, solarium, percorsi e impianti. Un lotto conforme prima dell’intervento può scendere sotto la soglia minima dopo l’aggiunta delle superfici accessorie. Il calcolo deve usare il progetto completo, non la sola dimensione interna della vasca.
Si può intervenire compattando la sagoma, riducendo pavimentazioni non necessarie, limitando l’interrato, concentrando i percorsi e utilizzando soluzioni permeabili riconosciute. Rain garden, aiuole depresse e sistemi di drenaggio urbano sostenibile possono migliorare la gestione delle acque, ma devono essere compatibili con la disciplina urbanistica e con le caratteristiche del sito.
Richiedi il controllo degli indici urbanistici, delle superfici, delle stratigrafie e della gestione delle acque prima di acquistare o progettare.
L’indice di permeabilità verifica una quota di superficie. L’invarianza idraulica e idrologica valuta invece come la trasformazione modifica deflussi, portate e volumi di acqua meteorica. Può richiedere calcoli basati sulla pioggia di progetto, limiti allo scarico, laminazione, accumulo, infiltrazione e caratteristiche del recettore.
Di conseguenza:
Le regole sull’invarianza non sono uniformi in tutta Italia. Alcune Regioni hanno regolamenti dettagliati, con classi d’intervento, coefficienti di deflusso e contenuti del progetto; altrove gli obblighi derivano da piani di bacino, norme comunali o prescrizioni del gestore. La guida nazionale non può quindi fornire un volume di accumulo valido per ogni Comune.
Il Regolamento regionale lombardo n. 7/2017 classifica gli interventi e disciplina il calcolo delle misure di invarianza, con contenuti progettuali differenziati secondo superficie, impermeabilizzazione e criticità dell’area. È un esempio utile per comprendere la differenza fra percentuale urbanistica e dimensionamento idraulico, non una regola applicabile automaticamente nel resto d’Italia.
Una percentuale conforme non garantisce che tutta la pioggia possa essere dispersa nel terreno. La permeabilità idraulica effettiva dipende da granulometria, struttura e saturazione del suolo, presenza di livelli argillosi, falda, pendenza e condizioni del sottosuolo.
Un terreno argilloso può infiltrare lentamente e generare ristagni. Una falda alta riduce il volume disponibile e può rendere inadatti pozzi perdenti o trincee profonde. In questi casi possono servire accumulo e scarico controllato, sempre secondo le autorizzazioni richieste.
Concentrare l’acqua presso fondazioni, muri controterra o versanti può causare infiltrazioni e instabilità. Anche il deflusso verso un fondo confinante deve essere evitato. Posizione e distanza dei dispositivi di infiltrazione vanno definite dal tecnico sulla base del sito, non ricavate da una soluzione standard.
L’infiltrazione può essere inopportuna in un’area contaminata o quando l’acqua meteorica raccoglie sostanze provenienti da piazzali e lavorazioni. Occorre distinguere acque non contaminate, prime piogge e scarichi soggetti a disciplina specifica. La tutela della falda prevale sull’obiettivo di disperdere localmente l’acqua.
Advertisement - PubblicitàUn fabbricato costruito prima dell’introduzione dell’indice può avere un cortile quasi interamente pavimentato. Non esiste però una regola nazionale secondo cui ogni intervento debba riportare immediatamente il lotto alla percentuale prevista per le nuove costruzioni.
La disciplina locale può:
La tavola deve rappresentare la situazione autorizzata, non soltanto quella materialmente presente. Una pavimentazione abusiva non diventa il riferimento per dimostrare che il progetto non peggiora l’impermeabilizzazione. Prima del calcolo vanno quindi ricostruiti titoli, varianti e sistemazioni esterne legittime.
Anche un intervento senza nuovo edificio può aumentare il carico sulle aree esterne: nuovi parcheggi, accessi, rampe o spazi di manovra possono ridurre SP. Il cambio d’uso può generare dotazioni e sistemazioni diverse. La verifica deve accompagnare il progetto fin dall’inizio.
L’indice non corrisponde a una pratica autonoma. La sua conformità viene dimostrata nel procedimento edilizio o urbanistico richiesto dall’intervento: piano attuativo, permesso di costruire, SCIA o altro titolo individuato dalla disciplina.
Una verifica leggibile comprende normalmente:
Ogni campitura deve avere un codice coerente con la tabella. Le quote permettono di individuare solette e interrati; le superfici devono chiudere geometricamente e la loro somma deve essere confrontabile con SF o ST. In questo modo Comune e direttore dei lavori possono controllare il dato senza ricostruire il calcolo.
Advertisement - PubblicitàConsideriamo un lotto con superficie fondiaria SF di 1.200 m² e un IPF minimo del 40%. La superficie permeabile minima è:
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SPmin = 1.200 × 40 ÷ 100 = 480 m²
Il progetto prevede terreno naturale, ghiaia, grigliato, edificio e altre aree impermeabili. Il regolamento locale, nell’esempio, ammette la ghiaia al 100% e il grigliato al 50%.
Su schermi piccoli, scorri la tabella orizzontalmente.
| Tipologia | Area reale | Coefficiente dell’esempio | Contributo a SP |
|---|---|---|---|
| Giardino su terreno naturale | 360 m² | 1,00 | 360 m² |
| Ghiaia ammessa su sottofondo permeabile | 60 m² | 1,00 | 60 m² |
| Grigliato carrabile | 100 m² | 0,50 | 50 m² |
| Edificio, marciapiedi, rampa e pavimentazioni impermeabili | 680 m² | 0 | 0 m² |
| Totale | 1.200 m² | — | 470 m² |
La superficie equivalente è 470 m². L’indice ottenuto è:
IPF = 470 ÷ 1.200 × 100 = 39,17%
Il progetto non raggiunge il 40%: mancano 10 m² equivalenti. Non basta dichiarare 520 m² di aree “verdi e drenanti”, perché il grigliato viene ponderato. Una possibile correzione consiste nel trasformare almeno 20 m² di area impermeabile in grigliato con coefficiente `0,50`, oppure 10 m² in terreno pienamente permeabile, sempre verificando geometria e norma locale.
La somma delle aree reali deve coincidere con SF: `360 + 60 + 100 + 680 = 1.200 m²`. La somma dei contributi equivalenti produce SP. Questa doppia verifica aiuta a individuare porzioni dimenticate o conteggiate due volte.
Il bilancio può cambiare dopo il rilascio del titolo. Allargare la rampa, aggiungere una platea, spostare un vialetto o sostituire il grigliato con calcestruzzo riduce SP. La variante deve essere valutata prima dell’esecuzione, insieme alle conseguenze sul titolo e sulle verifiche idrauliche.
Il direttore dei lavori verifica misure, materiali e stratigrafie prima che siano coperti. Fotografie, documenti di consegna e schede dei prodotti consentono di dimostrare la corrispondenza. Il semplice aspetto superficiale non permette di vedere una guaina o una soletta realizzata sotto il giardino.
Una superficie impermeabilizzata in più può rendere il progetto difforme dalla disciplina urbanistica. A seconda dell’entità e delle norme applicabili possono servire variante, ripristino o altri adempimenti; non è prudente rinviare la verifica alla segnalazione di agibilità. Rimuovere una pavimentazione o modificare l’interrato a lavori conclusi può essere molto costoso.
Pavimentazioni porose, grigliati, trincee e rain garden richiedono ispezione e pulizia. Il piano di manutenzione dovrebbe indicare frequenza, modalità di rimozione dei sedimenti, controllo degli scarichi e ripristino dei materiali. Senza manutenzione il sistema può continuare a risultare “drenante” sulla tavola ma non nel comportamento reale.
Advertisement - PubblicitàUn lotto può avere una capacità edificatoria teorica elevata e non riuscire a ospitare l’edificio desiderato insieme a parcheggi, accessi e superficie permeabile. Prima dell’acquisto è utile predisporre uno schema planivolumetrico che consideri contemporaneamente tutti i parametri.
La verifica preliminare dovrebbe accertare:
Un preliminare può subordinare l’acquisto all’esito della fattibilità urbanistica e idraulica, specificando progetto di riferimento, termine e documenti. La sola dicitura “terreno edificabile” non garantisce la realizzabilità di una determinata costruzione.
IPT rapporta la superficie permeabile alla superficie territoriale; IPF la rapporta alla superficie fondiaria. Il piano stabilisce quale applicare e con quale valore. Usare il denominatore sbagliato modifica il risultato e può rendere inattendibile l’intera verifica.
No. Il Regolamento edilizio tipo uniforma definizioni e acronimi, ma le percentuali minime e i casi di applicazione dipendono dalla disciplina regionale e comunale. Bisogna consultare NTA, regolamento edilizio e scheda dell’ambito.
Non automaticamente. Contano base, sottofondo e recapito dell’acqua, oltre alla definizione locale. Se sotto il manto esistono massetto, soletta o strato impermeabile, la superficie non offre continuità con il terreno naturale.
No. Può essere ammessa integralmente, con coefficiente ridotto oppure esclusa. La classificazione dipende dalla norma e dalla stratigrafia completa, non dal solo nome commerciale del prodotto.
Il terreno e la vegetazione trattengono acqua, ma la soletta impedisce il collegamento naturale con il sottosuolo. Molte discipline lo escludono dalla SP o lo trattano separatamente. Occorre verificare la norma comunale.
Normalmente sì. Devono essere considerati vasca, solarium, percorsi e locali tecnici. Il progetto deve inoltre coordinare scavi, falda, scarichi e gestione delle acque meteoriche.
Sono parametri diversi. Il rapporto di copertura limita la proiezione delle costruzioni fuori terra secondo la definizione locale; IPF tutela una quota di superficie permeabile e può essere condizionato anche dalle opere interrate. Il progetto deve rispettarli entrambi.
No. IPF misura un rapporto di superfici. L’invarianza richiede una verifica quantitativa di pioggia, deflusso, volume e scarico secondo la disciplina applicabile. Possono servire opere aggiuntive anche con indice conforme.
Dipende dal tipo di intervento e dalle norme locali. Possono essere richiesti rispetto integrale, non peggioramento o miglioramento minimo. Demolizione e ricostruzione, ampliamenti, nuove piscine e parcheggi devono essere controllati prima di progettare.
Servono planimetria quotata, perimetro di ST o SF, tabella delle superfici, coefficienti tratti dalla norma, sezioni degli interrati, stratigrafie, schede tecniche e, quando richiesta, relazione idraulica o geologica. I documenti devono descrivere anche lo stato legittimo.