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Il Codice Civile prevede che la proprietà di un bene, mobile o immobile, possa essere acquisita o acquistata in diverse modalità.
Il Codice Civile prevede che la proprietà di un bene, mobile o immobile, possa essere acquisita o acquistata in diverse modalità.
La proprietà infatti non nasce solo con la stipula di un contratto di acquisto in cambio di una somma di denaro, ma può essere costituita in molti modi differenti, come ad esempio mediante i diritti di accessione o di specificazione.
L’acquisizione della proprietà del bene tramite accessione segue il principio secondo cui un soggetto diventa automaticamente proprietario di qualsiasi piantagione, costruzione od opera esistente sopra o sotto un terreno che gli appartiene.
Il diritto di accessione prevede dei limiti quando:
Il diritto di specificazione prevede che, nel caso in cui un soggetto avesse utilizzato un bene che non gli apparteneva per dare vita ad una nuova cosa, in qualsiasi caso potrà pretenderne l’acquisto della piena proprietà, corrispondendo al proprietario del bene utilizzato la somma dovuta in denaro.
Si tratta di un principio che si applica anche se il bene utilizzato dovesse essere separabile e potesse riacquisire quindi la sua forma originaria.
Se però il bene altrui utilizzato dovesse avere un valore notevolmente maggiore rispetto alla manodopera impiegata dal soggetto costruttore (specificatore), allora sarà il proprietario del bene impiegato ad aver diritto di acquistare la proprietà del nuovo bene, corrispondendo al costruttore il prezzo della manodopera.
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Richiedi informazioni gratisAttenzione, in questo caso sarà necessario accertare e dimostrare che la cosa impiegata abbia un valore molto superiore rispetto al lavoro svolto dallo specificatore, altrimenti tali condizioni sono generalmente sempre volte alla difesa del costruttore.
Va chiarito comunque in tal senso che, perché lo specificatore possa pretendere il diritto di acquisto del bene realizzato, è fondamentale che la cosa altrui impiegata sia stata oggetto di trasformazione a carattere permanente. Nel caso in cui infatti il costruttore avesse apportato delle semplici modifiche o alterazioni, ciò non gli conferirebbe il diritto di specificazione.
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Il diritto di specificazione consente dunque ad un soggetto di appropriarsi di una cosa altrui e trasformarla, senza che il proprietario possa difendersi?
Il proprietario del bene sottratto, in realtà, ha l’opportunità di rivendicarlo non appena l’altro soggetto se ne impossessa o, comunque, prima che la cosa subisca la trasformazione mediante la lavorazione.
Secondo le teorie giurisprudenziali, infatti, un proprietario deve sempre essere ben attento a vigilare sulle proprie cose e, dunque, nel caso in cui non provvedesse tempestivamente a rivendicare la proprietà del bene (impedendone la trasformazione in una nuova opera), in seguito alla trasformazione non potrebbe più denunciare la sottrazione.
Si andrebbe a costituire infatti il diritto di specificazione, con cui lo specificatore, in virtù del lavoro svolto, avrebbe diritto ad acquistare la piena proprietà della cosa altrui, tenendo conto chiaramente del valore del bene, perché se questo avesse un valore molto superiore rispetto alla manodopera, come spiegato, il diritto di specificazione andrebbe a favore del proprietario della cosa sottratta.
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