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La proposta di Bilancio riduce la cedolare per gli affitti concordati e i contratti con inquilini fino a 35 anni. Prevista anche l’estensione agli immobili commerciali.
La manovra 2027 punta a ridurre la tassazione degli affitti a canone concordato: cedolare secca dal 10% al 5%, con aliquota all’1% per i contratti con inquilini fino a 35 anni. È una delle novità sulla casa indicate dal Governo dopo il Consiglio dei ministri del 28 ottobre, insieme all’estensione della cedolare agli immobili commerciali.
L’obiettivo dichiarato è rendere più conveniente mettere gli alloggi sul mercato a canoni sostenibili, soprattutto per i giovani. Per i proprietari si apre una prospettiva fiscale da valutare; per gli inquilini, un possibile incentivo all’offerta di case. Le misure sono però contenute nel disegno di legge di Bilancio: non sono ancora aliquote utilizzabili sulla sola base dell’annuncio e dovranno essere definite dalla legge approvata dal Parlamento.
Sommario
Il comunicato di Palazzo Chigi distingue due livelli. Il primo è la riduzione della cedolare sugli affitti a canone concordato dal 10% al 5%. Il secondo è un trattamento più favorevole, all’1%, quando il conduttore ha fino a 35 anni. L’età indicata riguarda dunque chi prende in affitto la casa, non il proprietario che la concede.
Il canone concordato è il centro della proposta. Non si tratta di applicare le aliquote annunciate indistintamente a ogni contratto abitativo, né di una riduzione automatica per chiunque affitti a un giovane. Il riferimento a questa specifica forma contrattuale va mantenuto anche nel confronto tra proprietario, agenzia e futuro inquilino.
Restano da verificare nell’articolato e nel testo definitivo la decorrenza, il trattamento dei contratti già in corso e le modalità con cui dovranno essere accertati i requisiti. Il comunicato non chiarisce, per esempio, come sarà gestito il superamento dell’età indicata durante il contratto o il caso di più conduttori con età differenti.
Per capire l’ordine di grandezza si può considerare un esempio puramente ipotetico, mantenendo invariati il canone e la base imponibile. Su 6.000 euro di canone annuo assoggettato alla cedolare, il 10% corrisponde a 600 euro, il 5% a 300 euro e l’1% a 60 euro.
Il confronto indica quindi, rispettivamente, 300 o 540 euro di minore imposta rispetto al 10%. È un calcolo illustrativo delle aliquote annunciate, non la certificazione di un diritto già acquisito. L’effettiva applicazione dipenderà dai requisiti della disposizione finale e dal contratto interessato.
Il beneficio fiscale del locatore, inoltre, non equivale a uno sconto dello stesso importo sul canone pagato dall’inquilino. Il Governo punta a favorire l’offerta di abitazioni a condizioni concordate; il risultato sul mercato dipenderà anche dalle scelte dei proprietari e dalla disponibilità di alloggi.
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Richiedi informazioni gratisIl comunicato del Consiglio dei ministri prevede anche l’estensione della cedolare secca agli immobili commerciali. Nell’intervento introduttivo alla conferenza stampa, la presidente del Consiglio ha collegato questa scelta ai negozi, alle botteghe e alle attività di vicinato, con l’intento di alleggerire il peso fiscale delle locazioni.
Per questo capitolo il comunicato non dettaglia l’aliquota né tutte le condizioni dell’estensione. Prima di calcolare la convenienza per un locale commerciale occorrerà quindi controllare categorie immobiliari ammesse, caratteristiche del locatore, contratti interessati e decorrenza. Non sarebbe corretto trasferire a questi immobili l’1% o il 5% indicati per gli affitti abitativi concordati.
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Le anticipazioni della manovra non sostituiscono gli adempimenti sui contratti già stipulati. Chi deve registrare una locazione o versare un’imposta deve fare riferimento alla disciplina applicabile alla propria scadenza, senza utilizzare un’aliquota futura prima della sua effettiva introduzione.
La scelta della cedolare coinvolge inoltre altri aspetti del contratto: per il quadro vigente, un punto da tenere presente è la rinuncia all’aggiornamento del canone durante l’opzione. Le nuove percentuali andranno lette insieme alle eventuali disposizioni che ne regoleranno l’applicazione, senza dare per modificato ogni altro requisito.
La notizia offre soprattutto una prospettiva per chi sta decidendo se affittare un alloggio e con quale contratto. Il primo confronto utile è tra canone libero e concordato, considerando l’immobile, l’accordo territoriale pertinente e il risultato economico complessivo, non soltanto la percentuale dell’imposta.
Il prossimo passaggio sarà l’esame parlamentare della manovra. Solo il testo definitivo permetterà di verificare chi potrà utilizzare la cedolare ridotta e da quando. Fino ad allora, il 5% e l’1% vanno presentati come misure della proposta di Bilancio 2027, mantenendo distinti l’annuncio e il calcolo dell’imposta oggi dovuta.
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