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ARERA segnala una spesa tipo del gas più alta del 12,7% a settembre rispetto ad agosto. A chi si applica e perché 78,80 €/MWh non è il prezzo finale.
Il gas torna a rincarare proprio mentre le famiglie iniziano a fare i conti con la stagione del riscaldamento. Per settembre 2026 ARERA segnala una spesa complessiva del cliente tipo in tutela della vulnerabilità in aumento del 12,7% rispetto ad agosto. Il dato è stato comunicato il 2 ottobre e riguarda il mese appena concluso: non è una previsione dei prezzi di ottobre o dell’intero inverno.
Per leggere correttamente l’aggiornamento occorre separare tre aspetti: il servizio della propria utenza, il costo della sola materia prima e l’importo effettivamente fatturato. Sono informazioni collegate, ma non equivalenti.
Sommario
Il comunicato riguarda i circa 2,3 milioni di clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità. ARERA attribuisce il nuovo aumento al rialzo delle quotazioni all’ingrosso e indica 78,80 euro per MWh per la sola componente di approvvigionamento, denominata CMEM,m.
La serie ufficiale riporta, con maggiore precisione, 78,8021 euro/MWh per settembre, contro 64,1540 ad agosto e 56,6927 a luglio. Per il potere calorifico di riferimento utilizzato nella tabella, il valore di settembre corrisponde a 0,843182 euro per standard metro cubo: anche questa è soltanto la componente della materia prima, non il prezzo finale comprensivo di tutte le voci.
La variazione della materia prima e il +12,7% della spesa complessiva non vanno quindi sovrapposti. Trasporto, gestione del contatore, oneri, altri corrispettivi e imposte concorrono alla fattura con logiche proprie. Un’offerta commerciale espressa in euro/Smc deve essere confrontata con una componente omogenea, non con l’intera bolletta.
No. Il servizio tutelato gas è disponibile per i clienti vulnerabili; dal gennaio 2024 la precedente tutela non è più accessibile ai clienti domestici non vulnerabili. Fra le condizioni indicate da ARERA rientrano aver compiuto 75 anni, percepire il bonus sociale gas, la disabilità prevista dalla legge 104 e l’utenza in una struttura abitativa d’emergenza dopo una calamità.
Essere vulnerabili non significa automaticamente essere già serviti in tutela. Chi ha un contratto nel mercato libero mantiene le condizioni dell’offerta sottoscritta, salvo le variazioni previste dal contratto stesso. La prima verifica va quindi fatta sulla bolletta o chiedendo al venditore quale servizio sia attivo.
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Richiedi informazioni gratisNel servizio tutelato la materia prima viene aggiornata mensilmente sulla media del mercato all’ingrosso italiano, il PSV day ahead. Il valore è pubblicato nei primi due giorni lavorativi del mese successivo. Il comunicato del 2 ottobre non annuncia dunque un nuovo bonus né una tariffa bloccata per i mesi successivi: rende noto il riferimento relativo ai consumi di settembre.
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Da questo dato non si può ricavare con certezza quanto costerà scaldare ogni abitazione durante l’inverno. Serve conoscere la formula della fornitura e il consumo effettivo; una casa poco utilizzata e una occupata stabilmente possono avere spese molto diverse anche a parità di prezzo.
Per costruire un confronto sensato, conviene annotare il servizio attivo, la formula di prezzo, le quote fisse e i consumi annuali. Confrontare soltanto due importi mensili, senza leggere giorni fatturati e possibili conguagli, rischia di attribuire al prezzo ciò che dipende da quantità differenti.
Sul funzionamento dell’impianto, invece, è utile verificare che orari e temperatura ambiente siano coerenti con l’uso della casa. La guida al termostato della caldaia chiarisce la distinzione fra comando ambiente e temperatura dell’acqua di mandata, evitando regolazioni basate soltanto sull’impressione che i radiatori siano più o meno caldi.
Il punto di partenza resta la propria utenza: il rincaro ARERA è un riferimento preciso per il servizio tutelato, non un moltiplicatore da applicare indistintamente a tutte le bollette.
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