Edilizia.com
Edilizia.com
Home » Tasse e Imposte » Come evitare pagamento TARI: i requisiti dell’immobile

Come evitare pagamento TARI: i requisiti dell’immobile

Come evitare pagamento TARI: i requisiti dell’immobileCome evitare pagamento TARI: i requisiti dell’immobile
Ultimo Aggiornamento:

Sono tenuti al pagamento della TARI (Tassa sui Rifiuti) tutti i soggetti che possiedono o detengono un immobile o un’area in cui si producano dei rifiuti.

In quest’ottica, si può evitare il pagamento della TARI se si è in grado di dimostrare che nel locale non vengano prodotti dei rifiuti, o se si attesta che i rifiuti prodotti vengano smaltiti autonomamente.

Approfondiamo di seguito.

TARI: quando è dovuta? Chi la paga?

Di base, non è possibile evitare il pagamento della TARI se si usufruisce del servizio comunale di raccolta e smaltimento rifiuti. Le entrate derivanti da questa tassa, infatti, vengono impiegate dal Comune per coprire i costi del servizio, pertanto, chiunque ne usufruisca è tenuto anche a corrispondere le somme dovute per l’utilizzo.

La tassa dev’essere sempre pagata dal soggetto che utilizza l’immobile in questione, perché sarà questo a produrre effettivamente i rifiuti da smaltire. Per quanto riguarda, ad esempio, i locali concessi in affitto stabilmente, sarà l’affittuario a dover corrispondere il pagamento al comune e non il proprietario.

Questo infatti – non avendo la disponibilità dell’immobile affittato – non potrà essere assoggettato al pagamento della TARI in riferimento a tale unità perché, appunto, a beneficiare del servizio comunale non sarà lui, ma il soggetto che ha in detenzione il locale.

La condizione sarà diversa nel caso degli affitti brevi, ovvero che non superano i 6 mesi. In tal caso, sarà invece il possessore (proprietario o titolare di un diritto reale, quali usufrutto, uso, abitazione o superficie) a dover pagare la tassa per l’immobile che concede temporaneamente in locazione.

Leggi anche: “TARI, versamenti e scadenze: quali regole deve seguire il Comune?

Evitare pagamento TARI: quando è possibile?

Si può evitare il pagamento della TARI, innanzitutto, per quanto riguarda le aree scoperte (pertinenziali o accessorie) che non siano operative. Se invece le pertinenze risultano servite anche da una sola utenza, sarà necessario sommare relativa superficie della pertinenza a quella del locale principale (approfondisci qui).

Vengono inoltre escluse dal calcolo della superficie assoggettabile anche tutte le parti comuni degli edifici condominiali, ma solo se non sono detenute in via esclusiva da alcun condomino.

Diverso è il caso dei locali in multiproprietà o dei centri commerciali integrati. In questo caso, l’obbligazione tributaria sarà dovuta anche in relazione alle aree comuni, e il versamento sarà in capo al gestore o ai gestori di tali servizi. Chiaramente, anche qui, per i locali di uso esclusivo, la tassa sarà dovuta dall’utilizzatore o, se più di uno, dagli utilizzatori, che saranno assoggettati in solido al pagamento.

Sono esenti dal calcolo della superficie assoggettabile anche i locali nei quali vengano prodotti – in via continuativa e prevalente – rifiuti speciali che poi vengono avviati allo smaltimento dagli stessi produttori a proprie spese. Ciò, però, a patto che lo smaltimento avvenga in conformità ai requisiti della legge vigente.

Non sono esenti invece i produttori di rifiuti speciali assimilabili agli urbani, anche se in tal caso il Comune può prevedere l’applicazione di importi agevolati, da determinare in proporzione alla quantità di rifiuti che il produttore dimostri di aver avviato al recupero a proprie spese.

La normativa prevede poi che sia possibile evitare il pagamento della TARI in riferimento a tutti i locali, immobili ed aree, per i quali si possa dimostrare la mancata produzione di rifiuti.

Attenzione, affinché ciò sia possibile non sarà sufficiente dimostrare che l’immobile sia effettivamente inutilizzato. Si dovrà attestare infatti che il locale risulta essere completamente inagibile, inutilizzabile e, quindi, impossibilitato alla produzione dei rifiuti.

Per poter dimostrare questo, l’immobile in questione dovrà risultare sprovvisto di tutti gli arredi e di tutte le utenze. Se anche una sola utenza risultasse allacciata, il possessore del locale sarà assoggettato al pagamento anche se, di fatto, i rifiuti non dovessero essere prodotti.

Quelli citati sono tutti i casi per i quali è possibile evitare il pagamento della TARI.

Esistono però altre condizioni in riferimento alle quali il Comune avrà la facoltà di disporre ulteriori soggetti beneficiari della totale esenzione dal pagamento oppure di specifiche riduzioni dell’importo.

Per approfondire, leggi: “TARI, esenzione totale o riduzione fino all’80%: chi ne ha diritto?

Richiedi informazioni per Economia e Finanza, Notizie, Tasse e Imposte

Compila il form sottostante: la tua richiesta verrà moderata e successivamente inoltrata alle migliori Aziende del settore, GRATUITAMENTE!

Voglio iscrivermi gratuitamente per avere risposte più veloci!

*Vista l'informativa privacy, acconsento anche alle finalità ivi descritte agli artt. 2.3, 2.4, 2.5. Per limitare il consenso ad una o più finalità clicca qui.

Invia Richiesta

Articoli Correlati

Saldo IVA 2023: scadenze (oggi) e modalità di pagamentoSaldo IVA 2023: scadenze (oggi) e modalità di pagamento

Saldo IVA 2023: scadenze (oggi) e modalità di pagamento

18/03/2024 12:18 - Il 18 marzo 2024 è la scadenza per il versamento dell'IVA 2023, con opzioni di pagamento unico o rateizzato. Il decreto Adempimenti introduce semplificazioni, tra cui la rateizzazione senza opzioni preventive e l'aumento del limite per il versamento differito.
Ultima chiamata per il conguaglio IMU: scadenza 29 Febbraio!Ultima chiamata per il conguaglio IMU: scadenza 29 Febbraio!

Ultima chiamata per il conguaglio IMU: scadenza 29 Febbraio!

22/02/2024 09:08 - L'ultimo giorno utile per regolarizzare il conguaglio IMU per l'anno 2023 senza [..]
TAGS: esenzione tari, tari, tassa sui rifiuti

Autore: Redazione Online

Edilizia.com è online dal 1998, il primo del settore in Italia!