Recuperare materie prime dai prodotti a fine vita e trasformarle in nuovi componenti: è il percorso che ENEA porterà a Ecomondo 2026, a Rimini dal 3 al 6 novembre. Nel comunicato del 30 ottobre l’Agenzia presenta l’hub tecnologico dedicato alle materie prime critiche, insieme a strumenti per l’ecodesign e a un esempio concreto di manifattura additiva.

Fra le dimostrazioni annunciate c’è un prototipo di turbina eolica in scala 1:10, realizzato con stampa 3D e materiali compositi di origine biologica e riciclata. È un risultato di ricerca: il comunicato non lo presenta come un impianto già commercializzato né ne documenta prestazioni energetiche trasferibili a una turbina reale.

Dai prodotti a fine vita al recupero delle risorse

L’hub MPC rientra nel progetto sviluppato da ENEA con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nell’ambito del PNRR e di REPowerEU. Il comunicato richiama un finanziamento europeo di oltre 13 milioni di euro.

La scheda istituzionale del progetto spiega che l’obiettivo è rafforzare il recupero di materie prime critiche con bassi tassi di riciclaggio a fine vita, citando litio, neodimio e silicio metallico. Il lavoro comprende il trattamento fisico-meccanico e idrometallurgico di matrici complesse, la selezione dei rifiuti elettrici ed elettronici, la caratterizzazione dei materiali recuperati e l’innovazione di prodotto.

Il recupero viene quindi collegato alla progettazione: conoscere un materiale, separarlo e trattarlo è parte del percorso che consente di valutarne il successivo impiego. La sola disponibilità di uno scarto non descrive ancora un prodotto utilizzabile.

Laboratori fra Casaccia, Brindisi e Faenza

Le attività sono distribuite fra i centri ENEA di Casaccia, Brindisi e Faenza. La presentazione per Ecomondo collega tecnologie di riciclo, sviluppo di compositi, innovazione di prodotto e strumenti di realtà virtuale e aumentata a supporto della ricerca e del trasferimento tecnologico.

La rete si integra con altre infrastrutture dell’Agenzia, fra cui MAIA, dedicata ai materiali avanzati e alla stampa 3D. L’impostazione mette in relazione fasi che, in un progetto industriale, devono essere valutate insieme: materiale di partenza, processo produttivo, caratteristiche del componente e possibilità di recupero a fine utilizzo.

La stampa 3D entra nel percorso di qualificazione dei materiali

La scheda ufficiale di MAIA descrive un’infrastruttura aperta alla collaborazione con imprese, università e centri di ricerca. Il campo di lavoro comprende lo studio, la progettazione e la produzione di materiali innovativi, con particolare attenzione alle polveri per la manifattura additiva.

Fra le tecnologie disponibili sono indicati sistemi di stampa metallica, estrusione, trattamento dei materiali e controllo non distruttivo. Lo sviluppo di un componente comprende così anche le attività con cui studiarne e verificarne le caratteristiche: il modello stampato e la sua qualificazione rispondono a esigenze differenti dello stesso percorso.

Per i professionisti che seguono l’evoluzione di queste tecnologie, è utile mantenere il collegamento fra impiego previsto e processo di produzione. La stampa di un plastico architettonico, la realizzazione di un componente metallico e un dimostratore sperimentale richiedono scelte specifiche.

Ecodesign: progettare considerando anche durata e recupero

Il quadro europeo dell’ecodesign include aspetti come durabilità, riparabilità, riutilizzo, contenuto riciclato ed efficienza nell’impiego delle risorse. Il Consiglio dell’Unione europea, nella presentazione del regolamento adottato nel 2024, richiama la definizione dei requisiti attraverso atti delegati.

Per le imprese, questo collega la scelta dei materiali alle caratteristiche del prodotto lungo il suo ciclo di vita. L’annuncio dell’hub non introduce da solo nuovi obblighi o scadenze: descrive gli strumenti di ricerca e supporto che ENEA presenterà nel contesto della manifestazione.

A Ecomondo l’Agenzia annuncia anche la presentazione del sito EcodesignItalia.it, pensato come spazio informativo sul regolamento e sulle iniziative di accompagnamento alle imprese. Riciclo, progettazione e manifattura diventano così parti di un confronto comune sulle possibilità di utilizzo delle risorse recuperate.

Fonti e riferimenti