Pergolato/Pergotenda – Guida alla scelta e all’acquisto

pergotenda


Il pergolato (o pergola) è una struttura da esterno generalmente realizzata con travi portanti, aperta ai lati e con una copertura semi-chiusa in superficie.

Spesso si tende a confondere la struttura del pergolato con quella della pergotenda. Seppure possa sembrare che i due manufatti siano identici, in realtà hanno caratteristiche e funzioni prettamente differenti.

In questa guida ci concentreremo sulla descrizione del pergolato e della pergotenda, scopriremo quali sono le differenze tra le due strutture e le varie tipologie esistenti. In conclusione, vedremo quali sono le normative in vigore che consentono di installare entrambi i manufatti e quali sono i prezzi di mercato attuali nel 2021.

Pergolato: cos’è e a cosa serve

Per capire che cosa sia il pergolato, dobbiamo essenzialmente comprendere prima che cos’è una pergola.

Si considera come pergola una struttura utilizzata per creare degli ambienti coperti in uno spazio esterno. Generalmente la pergola nasce come elemento decorativo del giardino o dell’orto, ma presenta anche delle specifiche funzionalità. Il manufatto si compone di solito come una sorta di vano aperto ai lati e sostenuto da dei pilastri.

La copertura che fa da “tetto” è principalmente costituita da travi e traverse, disposte al fine di sostenere la vegetazione delle piante rampicanti e consentire loro di crescere, così da creare infine una copertura “vegetale”.

È possibile, per esempio in un giardino, che si scelga di dare alla pergola una destinazione d’uso mirata alla copertura ma essenzialmente con scopo decorativo. Come quando si decide di ricoprire la pergola di rose.

Quando invece ad esempio si installa una pergola all’interno di un orto, oltre ai due scopi sopracitati si mirerà a favorire al massimo le giuste condizioni di crescita perché la vegetazione possa dare dei frutti. Come nel caso della vite, tipico arbusto rampicante coltivato per produrre il vino.

In certi casi, capita anche che la pergola venga installata non al fine di sostenere la vegetazione, ma semplicemente con lo scopo di inserire dei teli di copertura che possano dar vita ad un luogo ombreggiato.

La pergola diventa pergolato nel momento in cui la struttura raggiunge grandi dimensioni, oppure quando si crea un percorso composto da più pergole insieme.

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Pergola, pergolato, pergotenda: quali sono le differenze?

Abbiamo quindi inteso che cosa sia la pergola è quali funzioni abbia. Allo stesso modo, abbiamo chiarito che il pergolato è essenzialmente una pergola più grande, o una struttura costituita da più pergole.

Ma a questo punto, che cos’è la pergotenda?

La pergotenda, come si può immaginare, è un manufatto che deriva dalla pergola. La struttura della pergotenda infatti è molto simile a quella delle pergole e dei pergolati, ma la sua funzione e la sua costituzione sono del tutto differenti.

Quando si installa una pergotenda non si intende creare un luogo che favorisca la crescita della vegetazione a scopo decorativo e coprente. Ma si vuole unicamente realizzare un ambiente ombreggiato dove poter permanere all’esterno.

La pergotenda infatti come “tetto di copertura” non presenta arbusti rampicanti, ma una tenda retrattile. Per tenda retrattile si intende appunto una tenda che può essere aperta e ritirata a piacimento, con funzionamento meccanico oppure manuale.

Tale punto sembra irrilevante, ma è essenziale che la struttura abbia queste caratteristiche per essere definita una pergotenda. Infatti, nel caso in cui la tenda non si possa ritrarre ma rimanga stabilmente come copertura fissa, allora tale struttura non verrebbe più considerata una pergotenda, ma diventerebbe a tutti gli effetti una tettoia.

Di conseguenza, anche i titoli edilizi abilitativi per poter installare la struttura sarebbero differenti, ma tratteremo più avanti il discorso delle normative.

Pergolato: le varie tipologie con vantaggi e svantaggi

Per poter installare un pergolato, non è importante la scelta del materiale che si decide di utilizzare. Al contrario, la cosa che più conta è la destinazione d’uso che la struttura sarà adibita a soddisfare, oltre alle dimensioni che questa avrà. È importante inoltre considerare se si intende creare un luogo fisso e stabile, oppure se si vuole costituire una struttura precaria e temporanea, magari solo per il periodo estivo.

La scelta del materiale invece risulta fondamentale a seconda della struttura che si desidera creare e delle esigenze che ognuno ha. Ogni materiale infatti presenta diversi vantaggi e svantaggi, ed è proprio in base a questi che si sceglie quale tipo di struttura installare.

Vediamo quali tipologie di pergolato esistono sul mercato in base ai diversi materiali.

Pergolato in legno

Il pergolato in legno è una delle tipologie maggiormente acquistate, in quanto questo materiale è perfetto per creare un ambiente caldo, tradizionale e che si inserisce perfettamente nello spazio naturale.

In genere, il pergolato in legno viene trattato in autoclave con sali privi di cromo oppure ad alte temperature, così da consentire al materiale di resistere più a lungo e più saldamente alle intemperie climatiche.

Il pergolato in legno si caratterizza per la sua struttura particolarmente pesante e robusta. Tale aspetto, se da un lato porta grandi vantaggi riguardo alla stabilità, d’altra parte richiede anche che la struttura venga fissata al suolo con ancoraggi robusti e piastre di cemento.

La bellezza che emana un pergolato in legno non ha sicuramente eguali, tuttavia si tratta di un materiale che richiede un’attenta e costante manutenzione. Infatti, sebbene il continuo sviluppo di nuove tecnologie e trattamenti consenta oggi di ottenere una tipologia di legno particolarmente robusta e duratura, in ogni caso ci sono elementi che tenderanno col tempo a deteriorarsi e rovinarsi, come la verniciatura ad esempio.

C’è da sottolineare inoltre che il pergolato in legno ha un costo mediamente maggiore rispetto alle strutture in alluminio o acciaio, soprattutto se si scelgono dei tipi di legno pregiati come ad esempio l’abete rosso.

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Pergolato in ferro battuto

Il pergolato in ferro battuto senza dubbio tende a creare un ambiente molto elegante e raffinato, e possiede la particolare caratteristica di risultare del tutto versatile.

Con il ferro battuto infatti è possibile personalizzare la struttura del proprio pergolato come meglio si desidera, magari creando delle specifiche formature o dei ghirigori per aumentarne il senso di fascino e raffinatezza. Tale materiale consente di realizzare delle decorazioni uniche, che l’acquirente può ideare secondo il proprio gusto personale.

Come la tipologia in legno, anche il pergolato in ferro battuto comporta una notevole pesantezza nella struttura, e dunque anche qui ci sarà la necessità di un ancoraggio molto robusto.

Riguardo al costo, il pergolato in ferro battuto è la tipologie che generalmente costa più di tutte, anche del legno. Questo per il semplice fatto che il materiale, oltre ad essere verniciato, dovrà anche essere zincato a caldo in modo tale da non arrugginirsi col tempo.

Pergolato in alluminio

Optare per un pergolato in alluminio significa sicuramente scegliere un prodotto dalla durata pressoché infinita. L’acciaio è tra i materiali che maggiormente riescono a resistere senza troppe conseguenze alle intemperie climatiche e all’usura del tempo.

Questo vuol dire che anche la manutenzione di un pergolato in alluminio sarà davvero minima. L’unica cosa da fare periodicamente sarà pulire superficialmente la struttura così da rimuovere la patina che si forma naturalmente per via dell’ossidazione.

Il pergolato in alluminio è anche un’ottima scelta di design. Infatti, seppure questo materiale non riesca a conferire lo stesso grado di eleganza del legno o del ferro, comunque è in grado di creare un ambiente moderno e ricercato.

Al contrario del legno e del ferro battuto inoltre, il pergolato in alluminio presenta una struttura molto più leggera e quindi risulta più semplice da installare e non richiede un ancoraggio così massiccio. Nonostante la leggerezza, la struttura in alluminio mantiene comunque un’ottima stabilità.

Altro vantaggio del materiale è senza dubbio la sua duttilità. Anche l’alluminio infatti, così come il ferro, può essere facilmente lavorato e personalizzato a seconda dei gusti e delle necessità. In quanto al prezzo, la tipologia in alluminio ha un costo generalmente minore rispetto ai pergolati in legno o in ferro.

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Pergolato in acciaio

I vantaggi nell’acquistare un pergolato in acciaio sono molto simili a quelli che si riscontrano con i modelli in alluminio. L’acciaio infatti ha un ottima robustezza ma allo stesso tempo dà vita ad una struttura notevolmente leggera.

Così come l’alluminio, l’acciaio viene trattato con prodotti anti-corrosione, e dunque risulta particolarmente resistente al tempo, agli sbalzi di temperatura e ad ogni tipo di agente atmosferico.

Si sceglie un pergolato in acciaio solitamente quando si vuole dare all’ambiente uno stile moderno e contemporaneo, ma anche essenziale e minimalista. Anche i modelli in acciaio possono essere poi personalizzati per forme, dimensioni, stili decorativi e disegni, e risultano quindi altamente versatili, anche se non quanto quelli in l’alluminio.

Come nel caso dell’alluminio poi, anche qui la necessità di manutenzione sarà praticamente assente. Basterà provvedere periodicamente alla pulizia superficiale di tutta la struttura.

I costi del pergolato in acciaio sono solitamente più bassi rispetto a quelli dell’alluminio, del legno e del ferro battuto. Questa tipologia è difatti quella più economica tra tutte, a meno che non si tratti di acciaio inox. In quel caso il prezzo lieviterebbe di parecchio.

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Pergotenda: le varie tipologie

Se per distinguere i vari tipi di pergolato bisogna tener conto dei materiali, nel caso della pergotenda si fa un discorso differente.

La pergotenda infatti, essendo che si differenzia dal pergolato unicamente per quanto riguarda la tipologia di copertura, in merito alla struttura invece presenta le stesse identiche caratteristiche. Per cui, la scelta della struttura andrà fatta secondo gli stessi criteri descritti sopra, valutando il materiale che si preferisce.

Riguardo alla copertura invece, come abbiamo già detto, la pergotenda ha uno scopo puramente coprente, e quindi prevede l’installazione di una tenda retrattile, che può essere aperta o chiusa meccanicamente o manualmente.

Esistono tre tipi di pergotenda:

  • Addossata, ovvero che si regge su due o tre lati e si installa “poggiandola” alla struttura dell’immobile principale;
  • Autoportante, con struttura integrata che prevede anche la pavimentazione, è autonoma e si regge in piedi da sola;
  • Bioclimatica, che prevede un sistema di copertura innovativo realizzato con tetto lamellare frangisole. La copertura in questo caso è meccanica, filtra costantemente l’aria e può essere orientata in base agli spostamenti del sole.

Pergolato e Pergotenda: le normative in vigore

In base alla normativa attualmente in vigore, per installare un pergolato o una pergotenda in genere non è necessario richiedere il Permesso di Costruire. Ma ci sono diverse eccezioni.

Il pergolato infatti di solito viene inteso come una struttura piccola e precaria, facilmente movibile, che ha lo scopo di creare spazi d’ombra o dare al giardino uno stile decorativo.

È possibile però che si scelga invece di installare una struttura stabile, ancorata al suolo e che non è possibile rimuovere. In tal caso, l’installazione del pergolato o della pergotenda non rientrano più nel regime dell’edilizia libera, ma l’intervento necessiterà del Permesso di Costruire.

Il motivo è presto detto. Realizzando una struttura di grandi dimensioni, destinata ad un utilizzo duraturo, si andrebbe ad occupare nuovo suolo, che eccederebbe da quello che già costituisce la struttura principale.

La normativa prevede inoltre che si debba considerare la destinazione d’uso del pergolato. Se è aperto su tre o quattro lati ed è chiaro che la sua funzione sia solo quella di creare un luogo di copertura, allora la struttura si considera come una pertinenza che non comporta un aumento di volumetria, e il Permesso non è necessario.

Al contrario, nel caso in cui la sua funzionalità risulti indubbia, perché magari la struttura risulta coperta o talmente grande da poter essere utilizzata per scopi diversi da quelli che ci si aspetta da un pergolato, allora il Permesso sarà indispensabile. La pergotenda infatti costituirebbe un manufatto a sé, e pertanto necessiterebbe delle stesse autorizzazioni che sono obbligatorie per le nuove costruzioni.

Per ulteriori approfondimenti leggi anche: “Edilizia libera: la pergotenda ci rientra oppure no?

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Pergolato e Pergotenda: Prezzi

I costi per l’acquisto di un pergolato o di una pergotenda variano in base al materiale scelto, alle dimensioni, al tipo di personalizzazione e al tipo di copertura che si sceglie.

Ovviamente è anche possibile acquistare dei pergolati prefabbricati, e in quel caso il prezzo diminuirebbe notevolmente rispetto a quando ne si richiede uno personalizzato ancora da fabbricare.

Generalmente, se si opta per una struttura prefabbricata di piccole dimensioni è possibile spendere anche cifre che si aggirano sui 200 euro, se non anche meno. Mentre gli stessi prefabbricati realizzati con materiali più qualitativi e con dimensioni più estese possono costare dai 1.000 ai 4.000 euro.

Se invece si desidera acquistare un pergolato fatto su misura e di buona qualità, prima della realizzazione sarà necessario anche realizzare un progetto. I prezzi per la progettazione potrebbero andare dai 1.000 ai 2.000 euro, mentre per la costruzione in sé sarà necessaria una spesa tra i 4.000 euro e i 6.000 euro.

È bene chiarire che tali cifre in realtà solo solamente indicative e atte a considerare la media dei modelli in commercio. È chiaro però che i prezzi di un pergolato non prefabbricato, e quindi realizzato su misura, oltre che dal materiale scelto dipenderanno soprattutto dalla mole di lavoro che servirà per costruirlo. Per cui, più pretese o richieste specifiche ci saranno, più il prezzo andrà a salire.

I prezzi che abbiamo indicato inoltre non includono la manodopera per l’installazione, che anche lì varia in base alla difficoltà, alla pesantezza della struttura e alla necessità o meno di un ancoraggio ben fissato al suolo. Generalmente è possibile che per l’installazione si vada a spendere una cifra dai 500 ai 1.000 euro.





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