Scegliere tra GPL e metano non significa stabilire quale combustibile “scalda di più”, ma capire quanto costa produrre la stessa quantità di calore utile nella propria casa. Se la rete del gas naturale è già disponibile e l’allacciamento non richiede lavori onerosi, il metano è in genere la soluzione più semplice e spesso anche la meno costosa. Il GPL diventa invece una scelta concreta nelle zone non metanizzate, nelle abitazioni isolate o quando portare la rete fino all’immobile è tecnicamente impossibile o economicamente sproporzionato.

Il confronto corretto non si fa mettendo accanto il prezzo di un litro di GPL e quello di uno standard metro cubo di metano: sono unità diverse e contengono quantità di energia diverse. Bisogna considerare potere calorifico, rendimento della caldaia, costi fissi, serbatoio, consegne, manutenzione e fabbisogno dell’edificio. In questa guida vediamo come farlo con una formula, una legenda e un esempio completo aggiornato a luglio 2026.

GPL o metano: la risposta in breve

  • Metano: conviene più spesso se la casa è già allacciata o si trova vicino alla rete, viene riscaldata con continuità e si vuole evitare di gestire scorte e rifornimenti.
  • GPL: è utile dove il metano non arriva, consente di avere un impianto autonomo e può essere ragionevole per consumi contenuti o discontinui; il prezzo del combustibile e le condizioni del contratto di fornitura sono però decisivi.
  • Non basta confrontare €/Smc e €/litro: la misura utile è il costo di un kWh termico effettivamente consegnato all’abitazione.
  • Prima di installare una nuova caldaia a gas: va confrontata anche una pompa di calore o un sistema ibrido, soprattutto se l’edificio è ben isolato e l’impianto lavora a bassa temperatura.
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Differenze tra metano e GPL per il riscaldamento

Il metano domestico è gas naturale distribuito attraverso una rete. Arriva all’immobile tramite il punto di riconsegna, viene misurato dal contatore e fatturato in standard metri cubi, abbreviati in Smc. Non è necessario immagazzinarlo in casa: finché la fornitura è attiva e la rete funziona, il combustibile è disponibile.

Il GPL, cioè gas di petrolio liquefatto, è normalmente una miscela composta soprattutto da propano e butano. Diventa liquido sotto pressione e può quindi essere stoccato in un serbatoio fuori terra o interrato. Per il riscaldamento di un’abitazione indipendente si usa di solito un serbatoio rifornito con autobotte; le bombole sono più adatte a consumi ridotti e ad apparecchi specifici, non a sostituire automaticamente un deposito dimensionato per un’intera stagione termica.

La tabella è scorrevole orizzontalmente su smartphone.

Voce Metano GPL in serbatoio
Disponibilità Solo dove è presente la rete e l’immobile è allacciabile Utilizzabile anche in aree isolate, se il sito consente un deposito a norma e l’accesso dell’autobotte
Unità di vendita Smc indicati in bolletta Litri o chilogrammi, secondo contratto e documento di consegna
Stoccaggio in proprietà Non necessario Necessario; serbatoio di proprietà, in locazione o concesso in comodato
Continuità Fornitura continua dalla rete Dipende dal livello residuo e dalla puntualità dei rifornimenti
Prezzo Contratto di mercato libero o tutela della vulnerabilità per chi ne ha diritto, più rete, oneri e imposte Preventivo del fornitore, quantità consegnata, zona, contratto, proprietà del serbatoio e costi accessori
Vincoli principali Fattibilità e costo dell’allacciamento Distanze di sicurezza, prevenzione incendi, manutenzione e spazio per il rifornimento
Emissioni dirette Combustibile fossile; a parità di energia produce in genere meno CO₂ del GPL Combustibile fossile; emissioni di CO₂ superiori al gas naturale per unità di energia

Quanto calore contiene un Smc di metano e un litro di GPL

Per confrontare i combustibili serve un valore energetico omogeneo. Nelle valutazioni tecniche si distingue tra potere calorifico superiore (PCS), che comprende anche il calore recuperabile condensando il vapore acqueo prodotto dalla combustione, e potere calorifico inferiore (PCI), che non lo comprende. È importante non usare il PCS per un combustibile e il PCI per l’altro, perché il risultato sarebbe alterato.

Per un calcolo domestico di prima approssimazione si possono assumere questi valori indicativi:

  • gas naturale: circa 9,7 kWh per Smc sul PCI; il valore effettivo dipende dalla composizione del gas. In bolletta si trovano il potere calorifico superiore convenzionale P e il coefficiente correttivo C;
  • GPL: circa 12,8 kWh per kg sul PCI. Il contenuto per litro dipende dalla composizione e dalla densità, che cambiano anche con la temperatura; per una stima si può utilizzare circa 6,5-6,6 kWh per litro, controllando poi i dati del fornitore.

Un litro di GPL e uno Smc di metano non sono quindi quantità equivalenti. Inoltre, l’energia contenuta nel combustibile non coincide con quella che arriva agli ambienti: una parte si perde nei fumi, nei cicli di accensione e spegnimento, nella distribuzione e nella regolazione.

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La formula per confrontare il costo reale

Il primo calcolo utile è il costo del kWh termico prodotto dalla caldaia:

Costo del calore utile = prezzo dell’unità di combustibile ÷ (energia contenuta nell’unità × rendimento stagionale)

Legenda dei dati richiesti

  • Prezzo dell’unità di combustibile: €/Smc per il metano oppure €/litro o €/kg per il GPL. Per un confronto completo vanno incluse le componenti variabili e, separatamente, le quote fisse annuali.
  • Energia contenuta nell’unità: kWh/Smc per il metano, kWh/l o kWh/kg per il GPL. Utilizzare sempre valori riferiti allo stesso criterio, preferibilmente il PCI per entrambe le fonti.
  • Rendimento stagionale: quota di energia del combustibile che diventa calore utile nell’intera stagione. Si esprime in forma decimale: 92% diventa 0,92. Non va confuso con il rendimento nominale dichiarato in una singola condizione di prova.
  • Costo del calore utile: risultato espresso in €/kWh termico. È il dato che permette di confrontare combustibili e generatori diversi.

Se si vuole conoscere la spesa annuale:

Spesa annua = fabbisogno termico utile dell’abitazione × costo del calore utile + costi fissi annuali

Il fabbisogno utile non è la potenza della caldaia. È la quantità di energia richiesta in un anno per riscaldare gli ambienti ed eventualmente produrre acqua calda sanitaria. Può essere ricavato da una diagnosi energetica, dai consumi storici corretti per il rendimento del vecchio generatore o, con minore precisione, dall’APE. Per una scelta d’impianto importante conviene farlo determinare da un tecnico.

Esempio di calcolo: casa che richiede 12.000 kWh utili l’anno

Consideriamo un’abitazione che richiede 12.000 kWh termici utili all’anno e due caldaie con rendimento stagionale stimato del 92%. I prezzi usati sono soltanto ipotesi didattiche: 1,10 €/Smc per il metano e 0,95 €/litro per il GPL. Non rappresentano una tariffa nazionale, perché il prezzo effettivo dipende dall’offerta, dalla zona, dai consumi, dalle imposte e dal contratto.

Calcolo con il metano

Energia utile per Smc: 9,7 kWh × 0,92 = 8,92 kWh utili/Smc.

Consumo annuo: 12.000 ÷ 8,92 = circa 1.345 Smc.

Spesa variabile: 1.345 × 1,10 € = circa 1.480 euro.

Costo del kWh utile: 1,10 ÷ 8,92 = circa 0,123 €/kWh.

Calcolo con il GPL

Energia utile per litro: 6,6 kWh × 0,92 = 6,07 kWh utili/litro.

Consumo annuo: 12.000 ÷ 6,07 = circa 1.977 litri.

Spesa variabile: 1.977 × 0,95 € = circa 1.878 euro.

Costo del kWh utile: 0,95 ÷ 6,07 = circa 0,157 €/kWh.

In questo scenario il GPL costa circa 400 euro in più all’anno per la sola componente variabile. Il risultato può cambiare se il prezzo negoziato del GPL è molto più basso, se l’offerta metano ha costi elevati oppure se l’allacciamento alla rete richiede un investimento importante.

Prezzo di pareggio tra GPL e metano

Con generatori dal rendimento simile si può calcolare il prezzo massimo del GPL che rende uguale il costo energetico variabile:

Prezzo GPL di pareggio = prezzo metano × energia per litro GPL ÷ energia per Smc metano

Nell’esempio: 1,10 × 6,6 ÷ 9,7 = circa 0,75 €/litro. Al di sotto di questo valore il GPL avrebbe un costo variabile per kWh utile simile o inferiore; al di sopra sarebbe più caro. Il confronto finale deve comunque includere costi fissi, serbatoio, consegne e investimento iniziale.

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Come ricavare il prezzo corretto dalla bolletta e dal preventivo

Per il metano non bisogna prendere soltanto la voce “materia gas”. La bolletta comprende vendita, trasporto e gestione del contatore, oneri, imposte e quote fisse. Per confrontare due anni o due sistemi si possono fare due calcoli:

  1. costo medio totale: totale annuo pagato diviso per gli Smc fatturati. È utile per capire quanto costa davvero mantenere quella fornitura con quel livello di consumo;
  2. costo variabile: sole componenti proporzionali al consumo divise per gli Smc. Serve per stimare l’effetto di un aumento o di una riduzione dei consumi; le quote fisse si aggiungono a parte.

ARERA pubblica mensilmente la componente della materia prima per il Servizio di tutela della vulnerabilità. Per giugno 2026 la CMEM,m è stata fissata a 47,18 €/MWh, ma questo valore riguarda solo la materia prima e solo quel servizio: non è il costo completo di un kWh di calore in casa e non va usato da solo per confrontarlo con un preventivo GPL.

Nel preventivo GPL devono essere chiari almeno: prezzo per litro o kg, IVA, eventuale trasporto, minimo d’ordine, indicizzazione, durata del prezzo, canone o comodato del serbatoio, manutenzione, telelettura, diritto di esclusiva e costi di recesso o rimozione. Se il prezzo è espresso in litri, chiedere anche come vengono corretti volume, temperatura e quantità effettivamente consegnata.

Tutti i costi del metano

Il vantaggio operativo del metano è la continuità della rete, ma l’accesso non è gratuito. Prima di sceglierlo occorre verificare:

  • preventivo di allacciamento del distributore locale e distanza della tubazione stradale;
  • opere private dal confine al contatore e dal contatore alla centrale termica;
  • eventuali scavi, ripristini, attraversamenti e servitù;
  • attivazione del punto di riconsegna e costi commerciali;
  • quote fisse della fornitura, che incidono molto su seconde case e consumi bassi;
  • adeguamento della caldaia, delle tubazioni, dell’evacuazione dei fumi e della ventilazione;
  • manutenzione dell’impianto termico e controlli di efficienza energetica secondo apparecchio, potenza e disciplina regionale.

Se il metano passa davanti al lotto, l’allacciamento può risultare ragionevole. Se la condotta è lontana o richiede lavori complessi, il costo iniziale può annullare per molti anni il risparmio sul combustibile. Il tempo di ritorno si calcola dividendo il maggior costo iniziale del metano per il risparmio annuo stimato rispetto al GPL.

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Tutti i costi del GPL

Il GPL evita l’allacciamento alla rete ma trasferisce parte dell’infrastruttura nella proprietà. Le principali voci sono:

  • fornitura e posa del serbatoio, della platea o dello scavo per l’interramento;
  • tubazioni, regolatori, valvole, protezioni e collegamento all’impianto interno;
  • pratiche tecniche e di prevenzione incendi quando richieste;
  • canone di locazione o condizioni del comodato, se il serbatoio non è acquistato;
  • rifornimenti, eventuali minimi di consegna e maggiorazioni per urgenza o zone difficili;
  • controlli, manutenzione e verifiche periodiche del deposito;
  • rimozione e ripristino dell’area alla fine del contratto.

Un serbatoio in comodato può ridurre l’esborso iniziale, ma spesso lega il cliente a un fornitore. Un serbatoio di proprietà costa di più all’inizio e comporta responsabilità manutentive, ma può facilitare il confronto tra più offerte, nel rispetto dei requisiti tecnici e contrattuali. Prima di firmare bisogna leggere con attenzione clausole di esclusiva, durata, adeguamento del prezzo, manutenzione e recesso.

Serbatoio GPL fuori terra o interrato

Il serbatoio fuori terra è più facile da ispezionare e può richiedere opere civili più semplici, ma rimane visibile e deve essere protetto da urti, vegetazione e accessi non autorizzati. Quello interrato riduce l’impatto visivo, lasciando accessibile il pozzetto, ma richiede scavo, corretto drenaggio, protezione dalla corrosione e controlli specifici.

La scelta non è solo estetica. Distanze da fabbricati, confini, aperture, strade, linee elettriche e altri elementi sensibili variano in funzione di capacità e modalità di posa. Non è prudente ricavare la posizione del serbatoio da una misura letta online: il distributore e il tecnico devono verificare sul posto la regola tecnica applicabile e la configurazione reale.

Permessi e prevenzione incendi per il serbatoio GPL

L’articolo 17 del D.Lgs. 128/2006 considera l’installazione di depositi GPL con capacità complessiva non superiore a 13 m³ attività edilizia libera ai fini urbanistici ed edilizi. Questo non significa “nessuna regola”: restano da rispettare norme antincendio, sicurezza degli impianti, vincoli paesaggistici o culturali, disciplina regionale e comunale e diritti di terzi.

La regola tecnica di riferimento per i depositi fissi fino a 13 m³ è il D.M. 14 maggio 2004, modificato e integrato nel tempo. Il DPR 151/2011 assoggetta ai controlli di prevenzione incendi i depositi di gas liquefatti in serbatoi fissi con capacità geometrica complessiva almeno pari a 0,3 m³. In particolare:

  • depositi GPL da 0,3 m³ fino a 5 m³: categoria A;
  • depositi GPL oltre 5 m³ e fino a 13 m³: categoria B;
  • depositi GPL oltre 13 m³: categoria C e disciplina diversa da quella dei piccoli depositi domestici.

Per la maggior parte delle utenze domestiche si ricade nella categoria A. Prima della messa in esercizio deve essere gestita la procedura antincendio con la documentazione e l’asseverazione richieste. Per la categoria B è necessaria anche la valutazione del progetto prima dei lavori. L’installazione deve essere affidata a operatori abilitati; l’impianto interno richiede la dichiarazione di conformità secondo il D.M. 37/2008.

Sicurezza: è più pericoloso GPL o metano?

Entrambi sono gas infiammabili e richiedono impianti correttamente progettati, installati e mantenuti. Dire che uno sia sempre “sicuro” e l’altro sempre “pericoloso” è fuorviante. Cambia però il comportamento in caso di rilascio.

Il metano è più leggero dell’aria e tende a salire e disperdersi verso l’alto in un ambiente ventilato. Il GPL in fase gassosa è più pesante dell’aria e può accumularsi nelle zone basse, in cavità, scantinati o pozzetti. Per questo posizione del deposito, ventilazione, passaggi delle tubazioni e assenza di sorgenti di accensione sono fondamentali.

Se si avverte odore di gas non bisogna azionare interruttori o apparecchi elettrici, accendere fiamme o cercare la perdita con una fiamma. Se è possibile farlo senza rischio, si chiude l’alimentazione, si arieggia e ci si allontana, chiamando il pronto intervento del distributore o i soccorsi da un luogo sicuro. Le verifiche delle perdite spettano a personale qualificato.

Rendimento della caldaia e consumi reali

Una caldaia predisposta per il metano non va alimentata a GPL senza la trasformazione prevista dal costruttore, gli ugelli o componenti corretti, la regolazione della combustione e il collaudo del tecnico. Non tutti i modelli sono convertibili. Anche quando la tecnologia di base è simile, pressione e caratteristiche del combustibile cambiano.

Il rendimento reale dipende soprattutto da:

  • temperatura di mandata e ritorno dell’impianto;
  • dimensionamento della caldaia rispetto al carico dell’edificio;
  • capacità di modulare senza continui cicli di accensione;
  • regolazione climatica, termostato e valvole termostatiche;
  • isolamento di tubazioni e involucro;
  • manutenzione, pulizia e corretta combustione;
  • produzione di acqua calda sanitaria e perdite di accumulo.

Una caldaia a condensazione lavora al meglio quando il ritorno è sufficientemente freddo. Radiatori sovradimensionati, pannelli radianti o altri terminali a bassa temperatura favoriscono la condensazione; un impianto mantenuto sempre ad alta temperatura può ridurre il vantaggio atteso.

Quanto GPL serve per una stagione invernale

Non esiste un consumo standard valido per ogni casa. Riprendendo il valore indicativo di 6,6 kWh/l e un rendimento stagionale del 92%, ogni litro fornisce circa 6,07 kWh utili. Per stimare i litri:

Litri di GPL = fabbisogno termico utile ÷ (6,6 × rendimento)

Con rendimento 0,92, un fabbisogno di 6.000 kWh richiede circa 990 litri; 12.000 kWh circa 1.980 litri; 20.000 kWh circa 3.295 litri. Sono stime preliminari: clima, esposizione, isolamento, temperatura interna, acqua calda sanitaria e abitudini possono cambiare molto il risultato.

Il serbatoio non viene riempito fino al 100% della sua capacità geometrica, perché deve rimanere uno spazio per l’espansione del liquido. Il dimensionamento deve considerare capacità utile, autonomia desiderata, disponibilità delle consegne, picco invernale e accessibilità dell’autobotte. Un deposito troppo piccolo obbliga a rifornimenti frequenti; uno inutilmente grande può aumentare costi e vincoli.

Quando conviene il metano

Il metano è spesso preferibile quando la rete è già presente, l’abitazione è occupata tutto l’anno e il consumo è medio o alto. Elimina la necessità di controllare il livello del serbatoio e non richiede spazio esterno per lo stoccaggio. Può inoltre offrire una maggiore scelta di venditori e offerte commerciali, pur restando la distribuzione affidata al gestore locale.

È meno interessante se l’allacciamento è molto costoso, se la casa viene usata per poche settimane o se si intende eliminare completamente la fornitura gas passando a un edificio elettrico con pompa di calore, fotovoltaico e piano a induzione. In questi casi le quote fisse e l’investimento nella rete vanno valutati su pochi consumi residui.

Quando conviene il GPL

Il GPL è una soluzione razionale dove il metano non arriva e si desidera mantenere una caldaia o altri apparecchi a gas. È adatto a case rurali e strutture isolate, purché ci siano spazio, distanze e accesso per il rifornimento. Può evitare uno scavo o un’estensione di rete molto onerosa.

Diventa meno competitivo in edifici energivori, perché il volume acquistato cresce rapidamente e le oscillazioni del prezzo incidono sull’intera stagione. È anche necessario pianificare le consegne: arrivare a un livello troppo basso durante un’ondata di freddo può comportare un rifornimento urgente e condizioni economiche meno favorevoli.

Casa abitata tutto l’anno, seconda casa e attività

Per una prima casa occupata stabilmente contano molto il costo per kWh utile e l’affidabilità. Con consumi elevati, anche pochi centesimi di differenza per kWh producono centinaia di euro all’anno. Per una seconda casa con consumi bassi, invece, pesano proporzionalmente di più quote fisse del metano, canone del serbatoio e costi minimi di consegna.

Per un’attività ricettiva, un laboratorio o un edificio con picchi rilevanti non basta estendere il calcolo domestico. Servono profilo orario, potenza di punta, ridondanza, capacità di stoccaggio, continuità di servizio e regole antincendio applicabili all’attività. Il dimensionamento va affidato a un professionista.

Impatto ambientale e prospettiva futura

Metano e GPL sono combustibili fossili. Il gas naturale produce in genere meno anidride carbonica del GPL a parità di energia termica, ma il bilancio complessivo deve considerare anche perdite di metano lungo la filiera. Entrambi producono emissioni locali dovute alla combustione, tra cui ossidi di azoto.

Se la caldaia esistente è ancora efficiente, la prima spesa utile può essere ridurre il fabbisogno con isolamento, tenuta all’aria, regolazione e bilanciamento. Quando si sostituisce il generatore, una pompa di calore correttamente dimensionata può ridurre l’uso di combustibili fossili; la convenienza dipende da isolamento, terminali, clima, tariffa elettrica e temperatura di mandata.

Bonus e incentivi nel 2026

Nel 2026 l’acquisto di una caldaia unica alimentata esclusivamente a combustibili fossili, compreso gas naturale o GPL, è escluso dalle principali detrazioni per la sostituzione dell’impianto. Non basta che la nuova caldaia sia a condensazione o di classe elevata.

Possono invece essere agevolabili, se rispettano tutti i requisiti della misura scelta, pompe di calore e sistemi ibridi integrati. Non è sufficiente accostare due apparecchi acquistati separatamente per trasformarli automaticamente in un sistema ibrido incentivabile. Prima dell’ordine occorre verificare tecnologia, edificio, intervento, beneficiario, pagamenti e adempimenti ENEA o GSE.

Come scegliere: checklist prima del preventivo

  1. Recuperare almeno due anni di consumi e spese, distinguendo riscaldamento, acqua calda e cucina.
  2. Stimare il fabbisogno utile dell’edificio, non soltanto la potenza della vecchia caldaia.
  3. Chiedere al distributore del gas naturale fattibilità e costo scritto dell’allacciamento.
  4. Per il GPL, far verificare spazio, distanze, accesso dell’autobotte e pratica antincendio.
  5. Ottenere preventivi che separino combustibile, quote fisse, serbatoio, posa, manutenzione e recesso.
  6. Convertire ogni offerta in €/kWh termico utile con la stessa formula e lo stesso rendimento.
  7. Calcolare la spesa su almeno dieci anni, includendo investimento iniziale e manutenzione.
  8. Confrontare anche pompa di calore, sistema ibrido e interventi di riduzione del fabbisogno.
  9. Verificare con un tecnico la compatibilità con radiatori, canna fumaria, ventilazione e impianto esistente.
  10. Non firmare un comodato GPL senza leggere esclusiva di fornitura, indicizzazione e costi di uscita.

Domande frequenti su GPL e metano

Costa meno il GPL o il metano?

A parità di calore utile il metano è spesso meno costoso quando la rete è già disponibile. Non è una regola assoluta: un allacciamento oneroso, consumi molto bassi o un buon contratto GPL possono cambiare il risultato. Il confronto va fatto in €/kWh utile e su più anni.

Quanti litri di GPL equivalgono a uno Smc di metano?

Usando valori indicativi sul PCI, 9,7 kWh/Smc per il gas naturale e 6,6 kWh/l per il GPL, uno Smc equivale energeticamente a circa 1,47 litri di GPL. Il valore reale varia con composizione, densità e dati di fornitura; non va usato come misura fiscale o di consegna.

La stessa caldaia può funzionare a metano e GPL?

Solo se il produttore prevede la conversione per quel modello. L’intervento deve essere eseguito da un tecnico abilitato con componenti corretti, regolazione della combustione, prova di sicurezza e aggiornamento della documentazione. Non basta cambiare la pressione o collegare un combustibile diverso.

Il GPL gela in inverno?

Il propano continua a vaporizzare a temperature molto più basse del butano. Per i serbatoi destinati al riscaldamento in climi freddi, composizione del GPL, dimensione del deposito e capacità di vaporizzazione devono essere adeguate al prelievo richiesto. Il problema non si risolve scaldando artigianalmente il serbatoio.

Si può installare un serbatoio GPL senza permesso edilizio?

Fino a 13 m³ l’installazione è qualificata dalla norma statale come attività edilizia libera, ma restano procedure antincendio, norme di sicurezza, vincoli e disposizioni locali. “Edilizia libera” non autorizza a scegliere liberamente posizione e distanze.

Conviene comprare il serbatoio GPL?

La proprietà può offrire maggiore libertà commerciale, ma richiede investimento e gestione delle responsabilità. Comodato o locazione riducono il costo iniziale, ma possono imporre esclusiva e condizioni di recesso. La scelta si valuta sul costo totale del contratto, non sul solo canone.

Quale soluzione è migliore per una casa non metanizzata?

GPL, pompa di calore, biomassa e sistema ibrido sono tutte possibilità, ma nessuna è automaticamente migliore. In una casa ben isolata con terminali a bassa temperatura la pompa di calore può essere molto competitiva; in un edificio dispersivo, in clima rigido o con potenza elettrica insufficiente serve una verifica tecnica più approfondita.

Conclusioni

Quando la rete è già accessibile, il metano tende a vincere per costo operativo e semplicità. Il GPL risolve il problema delle abitazioni fuori rete e offre autonomia infrastrutturale, ma richiede serbatoio, consegne e un contratto da esaminare con attenzione. La decisione corretta nasce da tre numeri: fabbisogno annuo della casa, costo per kWh utile e investimento iniziale complessivo.

Prima di sostituire un impianto, chiedere un calcolo scritto che confronti almeno due scenari sullo stesso fabbisogno. Un preventivo che indica soltanto prezzo della caldaia e prezzo del combustibile non è sufficiente per stabilire quale soluzione convenga davvero.

Fonti normative e tecniche